Il titolo è crollato fino al -17% venerdì scorso (23 ottobre), come reazione ai deludenti dati finanziari trimestrali pubblicati dal gruppo francese del lusso. E se l’arrivo di de Meo era stato accolto positivamente dal mercato per diversi mesi, ora gli investitori sembrano aver smarrito la pazienza e pretendono di vedere miglioramenti concreti, che non stanno arrivando. Soprattutto per il marchio ammiraglio Gucci. Si intensifica, dunque, la pressione sul direttore creativo di Gucci Demna, anche in virtù dei risultati, ben diversi, che stanno ottenendo gli stilisti Blazy (Chanel) e Anderson (Dior). Nel frattempo de Meo sembra intenzionato a far saltare un’altra poltrona, tant’è che si parla sempre di più di un Piccoli verso l’addio da Balenciaga. E avrebbe già pronto il successore.
Crollano le azioni
Il crollo delle azioni Kering di venerdì scorso è stato il calo giornaliero più marcato degli ultimi decenni secondo Bloomberg. Il titolo ha quasi completamente eroso i guadagni accumulati nella prima fase dell’effetto de Meo a causa dei recenti dati trimestrali inferiori alle attese. Al di là dell’aspetto finanziario, il messaggio del mercato finanziario verso il CEO di Kering è chiaro: “Ti abbiamo dato fiducia, ma è arrivato il momento di farci vedere dei miglioramenti nei risultati economico-finanziari. Dalle parole ai fatti”. Ed è chiaro che la sfida più complicata per il manager italiano è il turnaround di Gucci, il marchio principale della scuderia Kering.
I numeri
Nel terzo trimestre, il fatturato di Gucci è sceso del 6% rispetto all’anno precedente: un risultato peggiore rispetto al -3,3% previsto dagli analisti. Inoltre, le vendite nei negozi del marchio sono calate del 9%. È evidente che l’auspicato effetto-Demna non c’è stato finora, a differenza di ciò che sta avvenendo da Chanel con Blazy e da Dior con Anderson. Le perplessità sull’accoppiata Demna-Gucci stanno venendo a galla, soprattutto con una necessità commerciale impellente che rischia (se non lo ha già fatto) di tarpare le ali alla creatività dello stilista. Che, secondo molti, non ha ancora delineato una visione convincente del marchio. “Ma quanto tempo concederà de Meo a Demna?” si chiede Bloomberg. O, in altre parole, fino a quando la poltrona di Demna non vacillerà?
Piccioli verso l’addio
Intanto, dopo le separazioni con il direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e con Seán McGirr di Alexander McQueen, anche Pierpaolo Piccioli potrebbe lasciare Balenciaga dopo meno di due anni. Le indiscrezioni circolano da tempo. Secondo quanto riportato da Puck, la stilista britannica Martine Rose sarebbe stata scelta per prendere il posto di Piccioli. L’annuncio ufficiale sarebbe previsto tra qualche settimana. Secondo gli addetti ai lavori, l’aspetto più rilevante di questo presunto avvicendamento è il tentativo di Kering, e di de Meo, di ringiovanire i protagonisti della creatività per trovare un linguaggio capace di arrivare ai consumatori più giovani. (mv)
Foto dal sito di Gucci
Fonte: laconceria.it
(Post a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci - Turismo Culturale)
