Il settore del lusso si appresta a vivere una profonda fase di riassetto nei prossimi 18-24 mesi

 

Con circa 25 società pronte all’exit, le strategie dei grandi conglomerati virano sempre più verso segmenti ad alta marginalità e resilienza, come gioielleria, beauty e lusso esperienziale, lasciando spazio a nuove alleanze e riorganizzazioni industriali. Da Armani a Dolce&Gabbana ecco tutti i dossier caldi dell’anno.

A mapparli è Mf Fashion. Il dossier centrale della nuova stagione di M&A ruota attorno al futuro di Giorgio Armani. Le disposizioni successorie del fondatore tracciano la strada verso l’ingresso di un primo partner strategico (fino al 15%). Con grandi player del calibro di LVMH, L’Oréal o EssilorLuxottica tra i possibili interlocutori, senza escludere una ripartizione della quota tra più soggetti o l’ipotesi della quotazione in Borsa. Diversa, invece, la situazione per Dolce&Gabbana, impegnata in trattative avanzate per operazioni straordinarie volte ad apportare nuova liquidità entro il 2027. E far fronte a un indebitamento netto di 677,6 milioni di euro, potendo contare sul congelamento dei covenant bancari. Sul mercato italiano continuano a susseguirsi indiscrezioni su Salvatore Ferragamo e Furla, mentre appare più avanzato il piano di rilancio per Aeffe (Moschino, Alberta Ferretti, Pollini), legato all’offerta vincolante guidata da Oxy Capital con Invitalia e partner industriali. A livello internazionale, mentre LVMH razionalizza cedendo marchi come Marc Jacobs, il gruppo britannico Frasers continua ad aumentare la propria presa su Hugo Boss e Burberry.

Accanto ai nomi più blasonati, una fetta consistente del mercato di M&A sarà mossa dai disinvestimenti del private equity. Su circa 70 aziende del fashion & luxury in pancia ai fondi, almeno 20-25 sarebbero pronte per l’exit nel breve-medio periodo. Con un cambiamento netto. L’attenzione dei capitali finanziari sta progressivamente cambiando direzione. A fronte di una crescita più moderata e di margini sotto pressione nel comparto abbigliamento tradizionale, la liquidità si sta orientando con forza verso settori meno saturi e a maggior tasso di redditività. Gioielleria, beauty, profumeria d’alta gamma, hospitality e marchi lifestyle (come MC2 Saint Barth) rappresentano i nuovi terreni di consolidamento preferiti dagli investitori. Oltre ad un forte interesse per la filiera produttiva B2B, fondamentale per preservare la qualità del know-how manifatturiero. Anche sul fronte dei marchi indipendenti d’alta gamma, da Missoni, dove il fondo Fsi ha rilevato la maggioranza con opzioni per il partner tedesco Katjes, fino a realtà emergenti come The Attico, il mercato resta vigile, offrendo flessibilità organizzativa e nuova linfa finanziaria.

Foto da Giorgio Armani e Moschino

Fonte: laconceria.it

(Post a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci - Turismo Culturale)

Spazio Lineapelle a Milano, in piazza Tomasi di Lampedusa, insieme a LP Fashion Studio


Ricerca, formazione e passione andando alla scoperta della pelle. Lo scorso fine settimana (sabato 24 e domenica 25 ottobre) è andata in scena in tutta Italia la decima edizione di Apriti Moda. Per la pelle (presente non solo attraverso la partecipazione di UNIC – Concerie Italiane e Lineapelle) è stato l’ennesimo successo di interesse.

Come si nota dalle foto che pubblichiamo in questa pagina, la proposta di esplorazione conoscitiva di Lineapelle e UNIC ha colto un’altra volta nel segno. Brevi lezioni sui materiali. Workshop e laboratori. La visita a un archivio sterminato fatto di pelli tra le più belle e creative esposte nelle aree trend di Lineapelle. Il programma ha previsto 5 turni di visita al giorno a Spazio Lineapelle e LP Fashion Studio. Ogni slot ha avuto la durata di un’ora ciascuno per gruppi di 20 persone. Non solo. I laboratori “Di mano in mano” (10 persone ogni 30 minuti) hanno permesso di creare un piccolo manufatto in pelle con materiali di recupero dalle lavorazioni di pelletteria. In parallelo, Giorgio Linea ha svolto alcuni workshop creativi. Risultato: un successo. Idem dicasi per i laboratori di Melania Vincenti, artigiana di lunga esperienza sulla calzatura. Focus: le origini romane (e relativa realizzazione) del sandalo.

La presenza della pelle, della concia e della relativa della manifattura creativa ad Apriti Moda non si è limitata a Spazio Lineapelle e LP Fashion Studio. Sabato e domenica, infatti, vari atelier e aziende hanno aperto le loro porte al pubblico come, per esempio, la conceria friulana Presot. Oppure i laboratori di Amato Daniele, Mabi International, Trakatan e Giorgio Linea (pelletteria); Omega Gloves (guanteria); Paolo Scafora, Officine Creative, Doucal’s e Fratelli Rossetti (calzatura).

laconceria.it

Gli investitori iniziano a far sentire il fiato sul collo a de Meo, CEO di Kering

 

 Il titolo è crollato fino al -17% venerdì scorso (23 ottobre), come reazione ai deludenti dati finanziari trimestrali pubblicati dal gruppo francese del lusso. E se l’arrivo di de Meo era stato accolto positivamente dal mercato per diversi mesi, ora gli investitori sembrano aver smarrito la pazienza e pretendono di vedere miglioramenti concreti, che non stanno arrivando. Soprattutto per il marchio ammiraglio Gucci. Si intensifica, dunque, la pressione sul direttore creativo di Gucci Demna, anche in virtù dei risultati, ben diversi, che stanno ottenendo gli stilisti Blazy (Chanel) e Anderson (Dior). Nel frattempo de Meo sembra intenzionato a far saltare un’altra poltrona, tant’è che si parla sempre di più di un Piccoli verso l’addio da Balenciaga. E avrebbe già pronto il successore.

Crollano le azioni

Il crollo delle azioni Kering di venerdì scorso è stato il calo giornaliero più marcato degli ultimi decenni secondo Bloomberg. Il titolo ha quasi completamente eroso i guadagni accumulati nella prima fase dell’effetto de Meo a causa dei recenti dati trimestrali inferiori alle attese. Al di là dell’aspetto finanziario, il messaggio del mercato finanziario verso il CEO di Kering è chiaro: “Ti abbiamo dato fiducia, ma è arrivato il momento di farci vedere dei miglioramenti nei risultati economico-finanziari. Dalle parole ai fatti”. Ed è chiaro che la sfida più complicata per il manager italiano è il turnaround di Gucci, il marchio principale della scuderia Kering.

I numeri

Nel terzo trimestre, il fatturato di Gucci è sceso del 6% rispetto all’anno precedente: un risultato peggiore rispetto al -3,3% previsto dagli analisti. Inoltre, le vendite nei negozi del marchio sono calate del 9%. È evidente che l’auspicato effetto-Demna non c’è stato finora, a differenza di ciò che sta avvenendo da Chanel con Blazy e da Dior con Anderson. Le perplessità sull’accoppiata Demna-Gucci stanno venendo a galla, soprattutto con una necessità commerciale impellente che rischia (se non lo ha già fatto) di tarpare le ali alla creatività dello stilista. Che, secondo molti, non ha ancora delineato una visione convincente del marchio. “Ma quanto tempo concederà de Meo a Demna?” si chiede Bloomberg. O, in altre parole, fino a quando la poltrona di Demna non vacillerà?

Piccioli verso l’addio

Intanto, dopo le separazioni con il direttore creativo di Saint Laurent Anthony Vaccarello e con Seán McGirr di Alexander McQueen, anche Pierpaolo Piccioli potrebbe lasciare Balenciaga dopo meno di due anni. Le indiscrezioni circolano da tempo. Secondo quanto riportato da Puck, la stilista britannica Martine Rose sarebbe stata scelta per prendere il posto di Piccioli. L’annuncio ufficiale sarebbe previsto tra qualche settimana. Secondo gli addetti ai lavori, l’aspetto più rilevante di questo presunto avvicendamento è il tentativo di Kering, e di de Meo, di ringiovanire i protagonisti della creatività per trovare un linguaggio capace di arrivare ai consumatori più giovani. (mv)

Foto dal sito di Gucci

Fonte: laconceria.it

(Post a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci - Turismo Culturale)


Expo Belgrado 2027: la Regione Siciliana sbarca sulla scena internazionale con le sue eccellenze


Grandi novità nel panorama fieristico e delle esposizioni internazionali. Su proposta dell'assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Elvira Amata, la giunta ha approvato l'adesione preliminare della Sicilia a Expo Belgrado 2027, l'Esposizione internazionale specializzata in programma nella capitale serba dal 15 maggio al 15 agosto 2027.

L'Isola sarà protagonista all'interno del padiglione Italia, offrendo una vetrina d'eccezione per promuovere il patrimonio culturale, enogastronomico e territoriale. Momento clou della kermesse saranno le "Giornate regionali", previste dal 15 al 17 luglio 2027, durante le quali la Sicilia disporrà di uno spazio espositivo personalizzato arricchito da degustazioni, eventi di animazione e incontri istituzionali di alto profilo. Un appuntamento imperdibile per intercettare i flussi turistici globali e consolidare il brand Sicilia sui mercati esteri.

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Post a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci - Turismo Culturale