Prima le file nelle boutique della griffe come non si vedevano da tempo per accaparrarsi un prodotto della sua collezione di debutto. Ora alcune borse disegnate da lui arrivano sul mercato del second hand a prezzi superiori a quelli di listino. Ma come: i ricchi clienti non erano stufi dei prezzi troppo alti? Non preferivano le esperienze al possesso dei prodotti e i gioielli alle borse? Probabilmente è tutto vero, ma la Blazymania si dimostra più forte. Nel frattempo, si registrano alcuni cambiamenti all’interno dell’assetto societario di Chanel.
Secondo l’Ultra-Luxury Resale Report 2026 del portale statunitense di second hand Fashionphile, Chanel è stato il marchio più cercato dai suoi follower. Un risultato che il report attribuisce alla collezione di debutto di Matthieu Blazy. Sempre Fashionphile segnala di aver pagato ai venditori prezzi superiori a quelli di listino per alcune borse. Per esempio (come sottolinea Theindustry), il modello Urban Essential è stata acquistata con un sovrapprezzo del 15% rispetto al cartellino in boutique. Mentre la Souplissimo e la Archetype Tote hanno mostrato un aumento del 13%. È il prezzo da pagare per la Blazymania. Il prodotto crea desiderio e i ricchi escono allo scoperto, comprando borse di lusso a prezzi più alti di quelli che troverebbero in boutique. L’effetto Blazy sarà pure una rondine che non fa primavera, ma dimostra come più che l’aumento dei prezzi, il lusso abbia pagato un crollo del desiderio. Tradotto: una proposta di accessori spesso molto omogenea e priva di novità.
laconceria.it



