Il riconoscimento dedicato ai talenti emergenti nell'eyewear design

 

Il premio, intitolato a Sergio Cereda, influente designer dell'industria ottica, è stato ideato da Harvey Ross, fondatore di Viva International Group, di HMR Holdings e CEO di Optyx Retail Group, in collaborazione con la famiglia Cereda e MIDO.

Da quest’anno sono state accettate candidature da tutto il mondo e sono stati assegnati premi in denaro ai primi tre classificati. Al vincitore andranno 10.000 dollari, al secondo 5.000 dollari e al terzo 2.500 dollari.

I partecipanti (max 30 anni, iscritti o di recente diplomati in una scuola di design) sono stati invitati a creare progetti che esplorino il ricco intreccio tra sport, design e cultura della montagna. Le Dolomiti — vicine al Cadore, culla dell’industria italiana dell’occhialeria — offrono uno sfondo simbolico e reale per questa esplorazione.

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Il riconoscimento per il miglior centro ottico del mondo

 

Il premio Best Store 2027, alla sua dodicesima edizione, si divide in due categorie: Best Store Design e Best Store Innovation. È possibile inviare una sola candidatura, compilando il form in ogni sua parte e caricando, dove indicato, i file necessari alla partecipazione.

Una giuria internazionale composta da esperti di design e retail, manager, direttori creativi, giornalisti e designer avrà l'arduo compito di scegliere il miglior centro ottico del mondo nelle due categorie.

Deadline: 31 dicembre 2026.

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Il lusso ha un altro problema in Cina. Si chiama second hand

 L’elenco dei fattori che stanno rallentando l’acquisto di beni personali di alta gamma a Pechino è piuttosto lungo. Dalla bolla immobiliare a un’economia che ha performance peggiori rispetto al passato. Dal sentiment Guócháo (i consumatori che preferiscono marchi locali) fino alla stretta fiscale sui grandi patrimoni e sui capitali trasferiti all’estero. Per arrivare, infine, alle tensioni culturali e legali (vedi il caso Molly Tea/Louis Vuitton). Ma c’è anche un altro problema, forse sottovalutato, che sta frenando i fatturati delle griffe del lusso: il successo del second hand.

Secondo Bain & Company, il mercato cinese del lusso di seconda mano ha registrato una crescita del 15-20% nel 2025. In totale, come calcola la società di consulenza cinese Insight & Info Consulting, si parla di 5,7 miliardi di dollari con la previsione di arrivare a 15 miliardi entro il 2030. Il giudizio sociale si è ribaltato: non ci si vanta per aver speso di più, ma per aver fatto il migliore affare. Lo spiega l’agenzia France Presse in un articolo che pubblica alcune testimonianze raccolte a Shanghai all’interno di Super Zhuanzhuan (nelle foto Shutterstock, lo store di Pechino). Si tratta di un negozio di articoli pre-loved talmente chic che i clienti devono indossare guanti neri per poter toccare i prodotti. “Un tempo la gente faceva paragoni su chi avesse speso di più. Ma ora – afferma un cliente – tutti si confrontano per vedere chi ha fatto l’affare migliore e ha speso meno“.

Chen Luo, responsabile della divisione di ricerca sul mercato cinese di Bank of America, ha affermato che sempre più acquirenti non associano più il lusso solo allo status sociale. Mentre stanno prendendo sempre più piede identità personale, distinzione, esperienza, qualità, valore emotivo e rilevanza culturale (fonte France24). “La Cina resterà un mercato importante, anche se potrebbe non essere più un motore di crescita tra due o tre anni – spiega Luo -. La spesa per beni di lusso di solito si riprende in sintonia con l’economia, poiché generalmente la classe benestante è tra le prime a beneficiare della ripresa economica”. (mv)

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E poi arriva Blazy da Chanel a sconvolgere le teorie sul lusso

 


Prima le file nelle boutique della griffe come non si vedevano da tempo per accaparrarsi un prodotto della sua collezione di debutto. Ora alcune borse disegnate da lui arrivano sul mercato del second hand a prezzi superiori a quelli di listino. Ma come: i ricchi clienti non erano stufi dei prezzi troppo alti? Non preferivano le esperienze al possesso dei prodotti e i gioielli alle borse? Probabilmente è tutto vero, ma la Blazymania si dimostra più forte. Nel frattempo, si registrano alcuni cambiamenti all’interno dell’assetto societario di Chanel.

Secondo l’Ultra-Luxury Resale Report 2026 del portale statunitense di second hand Fashionphile, Chanel è stato il marchio più cercato dai suoi follower. Un risultato che il report attribuisce alla collezione di debutto di Matthieu Blazy. Sempre Fashionphile segnala di aver pagato ai venditori prezzi superiori a quelli di listino per alcune borse. Per esempio (come sottolinea Theindustry), il modello Urban Essential è stata acquistata con un sovrapprezzo del 15% rispetto al cartellino in boutique. Mentre la Souplissimo e la Archetype Tote hanno mostrato un aumento del 13%. È il prezzo da pagare per la Blazymania. Il prodotto crea desiderio e i ricchi escono allo scoperto, comprando borse di lusso a prezzi più alti di quelli che troverebbero in boutique. L’effetto Blazy sarà pure una rondine che non fa primavera, ma dimostra come più che l’aumento dei prezzi, il lusso abbia pagato un crollo del desiderio. Tradotto: una proposta di accessori spesso molto omogenea e priva di novità.

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