Alto Adige. Fuga romantica estiva al Bad Moos Aqua Spa Resort



 TERAPIA DEL FREDDO

Zerobody Cryo: i benefici a lungo termine della crioterapia. 

 

Effetto leggerezza con pressoterapia e massaggio plantare thailandese.

 


Quale miglior stagione per dedicarsi una salutare terapia del freddo! Al Bad Moos Aqua Spa Resort di Sesto (BZ), la Longevity Zone mette a disposizione trattamenti innovativi e unici per un benessere a lungo termine. A cominciare da Zerobody Cryo: gli effetti della crioterapia in Spa. E poi pressoterapia e massaggio plantare thailandese per un effetto leggerezza. Una fuga di coppia romantica e rigenerante nella Val Fiscalina.

Riscoprire il potere del freddo 

Rinfrescante, purificante, tonificante. Un delicato trattamento criogenico che attiva l'energia, rinforza il sistema immunitario e rivitalizza il corpo: è Zerobody Cryo, uno dei nuovi trattamenti Longevity da vivere al Bad Moos Aqua Spa Resort.

Una rivoluzione nel mondo della terapia del freddo. La sua innovazione sta, infatti, nella semplicità, sicurezza e fruibilità dell’applicazione. Grazie a una membrana brevettata che avvolge completamente il corpo senza necessità di bagnarsi, permette la seduta a una temperatura operativa di 4-6 gradi, in un ambiente sicuro e non invasivo. L’accesso è graduale per consentire un facile approccio, l’esperienza più piacevole grazie al comfort derivante dal galleggiamento asciutto.

I benefici sono gli stessi della crioterapia e dell’immersione in acqua ghiacciata. Zerobody Cryo stimola il sistema immunitario e metabolico e apporta un benessere generale sia a livello fisico che psichico. Inoltre, riduce i dolori muscolari e articolari, abbassa i livelli di stress, favorisce un rapido ed efficace recupero sportivo, stimola il ringiovanimento cutaneo. Bastano dai 3 agli 8 minuti per godere appieno delle azioni rigeneranti della terapia del freddo. Il trattamento costa 45 euro.

Expo Riva Schuh & Gardabags: Il nuovo ruolo delle fiere internazionali nell’era dei dazi


 Introduzione: Oltre lo scambio, verso il valore condiviso Nel panorama economico globale del 2026, i canali commerciali tradizionali sono chiamati a una profonda evoluzione. I grandi hub espositivi non possono più limitarsi a essere semplici piattaforme di compravendita, ma devono trasformarsi in veri e propri centri di pensiero strategico e condivisione del know-how.

La Notizia: Innovazione e conoscenza a Riva del Garda La notizia reale di oggi, che accende i riflettori sul settore manifatturiero e fieristico, riguarda l'apertura e le dichiarazioni chiave raccolte all'Expo Riva Schuh & Gardabags.

  • La Sfida dei Mercati: In un contesto macroeconomico complesso, segnato dall'ombra dei dazi e delle barriere commerciali internazionali, l'evento di Riva del Garda si posiziona come un termometro fondamentale per i comparti della calzatura e della pelletteria.

  • La Visione di Pellegrini: Come evidenziato dai vertici della fiera, il successo odierno non si misura più solo sui volumi di business immediati. Per contrastare l'incertezza dei mercati protetti, le fiere devono diventare hub capaci di "creare conoscenza", anticipando i trend di sostenibilità, l'ottimizzazione della supply chain e la digitalizzazione dei processi.

  • L'Impatto: Generare cultura di settore e tessere relazioni geopolitiche stabili tra produttori e buyer diventa l'unico vero scudo competitivo per le aziende che vogliono continuare a esportare eccellenza a livello globale.

Oltre 1000 espositori da tutto il mondo alla 105a edizione di Expo Riva Schuh e Gardabags

 

Saranno oltre 1.000 gli espositori e i brand provenienti da da 44 Paesi a partecipare alla 105a edizione di Expo Riva Schuh e Gardabags, la più importante fiera internazionale dedicata alle produzioni di volume di calzature, borse e accessori moda, in programma al Quartiere Fieristico di Riva del Garda dal 13 al 16 giugno. Il 62,63% proviene da fuori Europa, il 37,37% dall’UE: percentuali che spostano da sole il baricentro delle manifestazioni organizzate da Riva del Garda Fierecongressi. La Cina porta il 34,46% degli espositori, l’Italia il 17%, la Turchia il 10,61%, l’India il 9,39%. E poi i debutti: Vietnam, Tunisia, Sudafrica per Expo Riva Schuh; una delegazione vietnamita, un’azienda giapponese e una croata nell’area Brands di Gardabags. Sul fronte compratori, la geografia si allarga ulteriormente con visitatori attesi da 100 nazioni. 219 gli hosted buyer internazionali da 49 Paesi, 26 dei quali rappresentati per la prima volta nell’incoming programme. Per intercettarli, sono stati attivati 19 uffici ITA – Italian Trade Agency nel mondo. Ad accoglierli, nel padiglione B4, una nuova buyers lounge progettata per questa community.

“L’internazionalizzazione, però, non è solo una somma di passaporti. È anche occasione di pensiero vario e differente che nell’incontro si arricchisce. Lo prova il LATAM Footwear Leader Summit, che si terrà al Centro Congressi di Riva del Garda durante i giorni di fiera, riunendo i membri di ACCAL – istituzione che rappresenta le principali associazioni nazionali e le camere di commercio del settore calzaturiero e della componentistica dell’America Latina – a confermare l’evoluzione della manifestazione in piattaforma di business & learning al servizio della community internazionale del settore”, spiegano gli organizzatori, che per questa edizione hanno organizzato ben 22 eventi a calendario.

L’Innovation Village Retail (Mainstage A2) porta 10 startup da 7 Paesi — Italia, Germania, Olanda, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Corea del Sud — e culmina nella Startup Competition di lunedì 15 giugno, dove scoprire innovazioni concrete che possono cambiare il volto della distribuzione calzaturiera. A proposito di innovazione, per questa edizione gli organizzatori hanno preparato un’esperienza immersiva che intreccia comunicazione e prodotto. Una selezione delle collezioni degli espositori verrà messa in scena in modo assolutamente inedito.

L’Area Highlights, ideata con Arsutoria, è il termometro dei trend: sei momenti dedicati a borse (domenica e lunedì, ore 10), scarpe (sabato e lunedì, ore 14), sneaker (domenica, ore 14) e mercato DACH (domenica, ore 16:30, con Claudia Schulz). Il Market Focus conferma i quattro appuntamenti dedicati ad Asia, America, Europa, Africa e Medio Oriente, e aggiunge due novità. Nel padiglione A2 trova spazio la nuova Area Showcase di Gardabags. Tema dell’edizione: Glow Up. In mostra una selezione di campioni costruita su trasparenze, sovrapposizioni e luminosità, dove ogni prodotto non riflette il colore, lo genera. Ancora una volta il prodotto al centro. E poi la Expo Riva Nights al PalaVela, con una performance live del coreografo e ballerino Giacomo Frassica, a seguire dj set. Permetterà alla community di trascorrere momenti di svago e divertimento così da rafforzare i legami fra chi crede nella relazione come un ottimo motore anche per gli affari.

Tutto il programma vive sull’app ufficiale della fiera: catalogo espositori e prodotti, mappa interattiva dei padiglioni, agenda appuntamenti, info su transfer e navette. Gli stand Gardabags sono segnalati in rosa; quelli dedicati esclusivamente alla prima infanzia, in giallo. Non proprio un evento, ma una novità da segnalare: Expo Riva Schuh presenta un nuovo layout del padiglione B4, pensato per migliorare l’esperienza dei visitatori e rendere più piacevole la visita agli stand.

in vitatrentina.it

(Segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)

Expo Wild 2026 alla scoperta del mare



 «Immergersi è, almeno finora, l’unico modo che abbiamo per scoprire un altro pianeta». Il sorriso di Letizia Di Francesco, del Dive on scuba center di Catania, racconta tutta la passione di chi va per mare. La scuola è tra gli espositori di Expo Wild 2026, l’esposizione a Sicilia Fiera, a Misterbianco, nel Catanese, dedicata al mondo outdoor, mare compreso. Grande spazio è dedicato alla pesca, con le proposte di canne e mulinelli dalla precisione giapponese, come quelli presentati da Daniele Meli di Centro pesca Meli, a Paternò. Ma c’è spazio anche per il made in Italy, su cui punta il catanese Massimo Suriano di Tecnopesca. I visitatori hanno anche potuto confrontarsi con esperienze dal vivo e immersive, nello stand di Olga Sport, storica realtà etnea in cui Alessandro Celano ha guidato i visitatori nella pesca al tonno virtuale, mentre l’istruttore federale Mauro Caruso ha fatto provare a grandi e piccoli le basi della pesca sportiva.

Per gli appassionati del mare, a Expo Wild 2026 non è mancata un’esposizione di imbarcazioni tecniche dedicate alla pesca. Come il marchio Master, proposto da Alessio Parrinello nella sua Nautica Parrinello, a Catania. Con ampi spazi interni e, in alcuni modelli, anche una vasca del vivo. A presentare una novità è un’azienda leader della nautica etnea: Nautica Glem, che annuncia la propria linea di gommoni tecnici. Dalla motorizzazione pensata appositamente per la pesca alla collaborazione con il colosso tecnologico Garmin per la strumentazione di bordo. Ad attirare l’attenzione dei visitatori, infine, anche il lussuoso Icon 40GT, il 12 metri prodotto artigianalmente dal cantiere navale Icon Marine di Isola delle Femmine, a Palermo.

Liste della spesa e quaderni di scuola: scoperti 13.000 nuovi testi degli antichi Egizi


 Anche gli antichi Egizi avevano i loro block notes: non i costosi papiri destinati soprattutto ai testi ufficiali, ma frammenti di ceramica riutilizzati, gli ostraca, i cocci di vasi trasformati in supporti per la scrittura di ogni giorno. Nel complesso archeologico di Athribis, a circa dieci chilometri a ovest del Nilo, sono stati recentemente recuperati circa 13mila nuovi esemplari, portando il totale dei frammenti scoperti a 43mila. Un patrimonio straordinario composto da ricevute fiscali, elenchi, oroscopi, esercizi scolastici e appunti: materiali apparentemente marginali che, nel loro insieme, offrono agli studiosi una preziosa chiave d’accesso alla storia sociale ed economica dell’Egitto lungo oltre un millennio.

Gli scavi, condotti da otto anni da un team dell’Università di Tubinga in collaborazione con il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, hanno restituito una quantità di reperti che non ha eguali tra i siti egiziani noti per questo tipo di materiali. Il complesso di Athribis, situato di fronte all’antica metropoli di Akhmim, a circa 480 chilometri a sud del Cairo, era un importante centro di culto dedicato alla dea leonessa (Ta-)Repit e comprendeva il distretto templare, l’insediamento, la necropoli e le cave di calcare. «Gli ostraca ci mostrano una varietà sorprendente di situazioni di vita quotidiana», ha spiegato Christian Leitz, responsabile degli scavi. «Abbiamo trovato liste di tasse, consegne, brevi annotazioni su attività quotidiane, testi religiosi e certificati sacerdotali che attestano la qualità degli animali destinati al sacrificio».
I testi incisi sui frammenti di ceramica sono redatti in diverse lingue e sistemi di scrittura e coprono un arco temporale di oltre mille anni. Le iscrizioni più antiche finora identificate sono ricevute fiscali in demotico, la forma semplificata della scrittura egizia utilizzata nella vita quotidiana, risalenti al III secolo a.C. Le più recenti, invece, consistono in una sorta di etichette per identificare il contenuto delle anfore, in lingua araba, databili tra il IX e l’XI secolo d.C., nel periodo delle dinastie islamiche. Accanto a queste si trovano testi in greco, geroglifico, ieratico e copto.
È proprio questa varietà a rendere il ritrovamento particolarmente significativo: non la voce ufficiale del potere, come nei papiri, ma una trama minuta di gesti, scambi e relazioni. Tra i contenuti identificati compaiono registri contabili, elenchi di beni, ricevute fiscali e buoni per la consegna di merci. Oltre 130 frammenti riguardano l’astronomia e i segni zodiacali, mentre circa il 4% presenta disegni figurativi o geometrici. Non mancano gli esercizi di scrittura degli studenti, frammenti su cui gli apprendisti scribi copiavano alfabeti, segni o brevi frasi. Un ulteriore gruppo di iscrizioni è legato alle pratiche del clero: inni, preghiere, testi di consacrazione e annotazioni sulle condizioni degli animali offerti in sacrificio. Come nell’arte giapponese del kintsugi, in cui le crepe vengono valorizzate anziché nascoste, anche questi cocci ricomposti permettono di intravedere fragilità, pensieri e abitudini di un’esistenza quotidiana lontana dalla monumentalità e dall’ufficialità dei testi su papiro.
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