Milano allinea le fiere della moda a settembre: la nuova strategia B2B in anticipo sulla Fashion Week

 


L'infrastruttura fieristica milanese rinnova la sua centralità nell'economia globale della moda con una scelta strategica di forte impatto. Nel settembre 2026, l'intera filiera del comparto coordinerà i propri appuntamenti a Fiera Milano Rho, anticipando l'avvio della Milano Fashion Week per offrire ai buyer internazionali una piattaforma espositiva unica e integrata.

Il calendario vedrà lo svolgimento in parallelo e in successione di sei manifestazioni di rilievo — tra cui Milano Fashion&Jewels, MICAM, MIPEL, TheOneMilano, Lineapelle e Simac Tanning Tech — coprendo l'intera catena del valore, dal prodotto finito fino ai materiali, alla pelle e alle macchine per la lavorazione. Un approccio d'insieme ideato per ottimizzare la presenza dei visitatori professionali e facilitare la gestione degli ordini commerciali in una fase di mercato orientata all'efficienza e alla tracciabilità sostenibile.

Questa concentrazione di format espositivi dimostra come il modello Milano sappia evolversi per rispondere alle sfide globali, trasformando l'area fieristica di Rho in un hub d'affari e d'innovazione senza pari per il sistema moda.

Fiera Milano, semestre d’oro: si riparte con la moda. Ad aprire la corsa verso fine anno saranno le scarpe di Micam


 La Prealpina

È scattato il conto alla rovescia per la stagione fieristica 2026-2027. A metà settembre, infatti, i padiglioni di Fiera Milano di Rho riapriranno i battenti. Dal 13 settembre fari puntati su Micam, il più importante evento mondiale per il settore calzaturiero, giunto ormai all’edizione numero 102. Come da tradizione aziende, buyer e operatori di mezzo mondo si incontreranno per conoscere da vicino le tendenze della primavera-estate 2027, confrontarsi sui nuovi scenari del mercato e sviluppare opportunità di business in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’industria delle scarpe di qualità.

Il sistema fashion

Da tempo il fashion italiano ha fatto sistema e si propone ai compratori di tutto il mondo con un bouquet di manifestazioni ospitate nei padiglioni di Rho. Così in contemporanea (o quasi) oltre a Micam, ci sarà spazio anche per Mipel, il salone internazionale della pelletteria, e per Fashion & Jewels, con il meglio delle collezioni di marchi del bijoux. Per Filo, che espone le collezioni di filati e materiali tessili di aziende italiane e internazionali selezionate sulla base di rigidi criteri di qualità, innovazione e sostenibilità socio-ambientale, come per Lineapelle, mostra internazionale di pelli, accessori, componenti, tessuti, sintetici e modelli, e per Simac Tanning Tech, manifestazione di riferimento per il settore delle macchine e tecnologie per le industrie calzaturiera, pellettiera e conciaria.

Momento d’oro

Fiera Milano sta vivendo un momento d’oro. «È merito della forza delle nostre manifestazioni, la capacità di attrarre e organizzare fiere e congressi di rilevanza internazionale», aveva dichiarato Francesco Conci, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano, commentando i ricavi record di fine 2025: 380 milioni di euro, in crescita del 39,1%. Per altro, è andato decisamente bene anche il primo semestre del 2026 con ricavi pari a 245,7 milioni di euro, in crescita del +38,2% rispetto ai 177,9 milioni di euro registrati nel primo semestre del 2025. La chiusura dell’esercizio 2026 potrebbe regalare ulteriori record. A sostenere la performance sono stati «il contributo delle attività legate ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina superiore alle attese, un calendario fieristico particolarmente favorevole (a cominciare dal Salone del Mobile e da Tuttofood), e l’ampliamento del perimetro del Gruppo con l’ingresso di Expotrans ed Emac e l’acquisizione di Stipa (società italiana leader nella progettazione e realizzazione di allestimenti fieristici personalizzati di alta gamma), ma soprattutto un percorso di evoluzione che continua a rafforzare il posizionamento competitivo come piattaforma internazionale sempre più integrata al servizio delle imprese, delle filiere e dei territori»», per dirla sempre con Conci. Proprio l’ad ha comunicato come Fiera Milano stia inoltre «ridisegnando i propri spazi espositivi per renderli sempre più dinamici, modulari e flessibili, capaci di adattarsi rapidamente alle esigenze dei diversi format e di offrire un’esperienza sempre più coinvolgente a pubblico, espositori e organizzatori».

Emerging Designers torna a MICAM con dodici nuovi protagonisti del footwear internazionale




Il progetto dedicato allo scouting dei talenti emergenti rafforza il ruolo di MICAM come piattaforma internazionale per la crescita creativa e imprenditoriale delle nuove generazioni di calzature 

Milano, 3 agosto 2026 – Alla prossima edizione di MICAM, in programma dal 13 al 15 settembre 2026 a Fiera Milano Rho, torna Emerging Designers, l’area dedicata allo scouting dei nuovi talenti della calzatura internazionale realizzata in collaborazione con la società Honegger, attiva da oltre 50 anni nel marketing fieristico internazionale. Il progetto conferma la volontà della manifestazione di investire nella ricerca creativa e nell’individuazione di marchi emergenti con potenziale di sviluppo sui mercati globali. “Sostenere i nuovi talenti significa investire nel futuro dell’intera filiera calzaturiera. Con Emerging Designers vogliamo offrire ai designer emergenti non solo visibilità internazionale, ma anche un contesto concreto di relazione con buyer, aziende e operatori del settore. MICAM Milano nasce come luogo di incontro tra creatività e mercato, e questo progetto rappresenta in modo emblematico la nostra missione di accompagnare l’evoluzione del footwear internazionale”, commenta c Presidente di MICAM e Assocalzaturifici. Nato nel 2018, Emerging Designers è diventato uno dei format più riconoscibili di MICAM. Ogni anno prevede la selezione di dodici designer a cura di una giuria composta da figure del sistema moda e della comunicazione, presieduta da Ernesto Esposito. Quest’anno la squadra era formata da Sabrina Donadel, Ada Kokosar, Americo Cacciapuoti, Bojan Kostic e Sergio Zambon, insieme ai rappresentanti di MICAM Giovanna Ceolini, Presidente della manifestazione, e Giorgio Possagno, Amministratore Delegato. I 12 talenti esporranno le proprie collezioni a MICAM in un’area espositiva dedicata a loro e progettata per favorire la visibilità dei brand e l’incontro con buyer, aziende e operatori internazionali. I designer selezionati parteciperanno inoltre al programma di MICAM Next, presentando il proprio percorso creativo e la propria visione del futuro. Per l’edizione di settembre 2026 sono stati selezionati i marchi Éeclat, En Talons, Joel Wijangco, Maliko, Moon2gether, Nalebe, Paidal, Raphia, Stefano Mugnai, Te Dreamers Club, Tenconi e Wud. La selezione restituisce un panorama internazionale caratterizzato da approcci progettuali differenti, nei quali dialogano artigianalità, ricerca sui materiali, innovazione costruttiva e reinterpretazione contemporanea dei codici della calzatura. Più che una tendenza dominante, emerge una comune attenzione alla sperimentazione, alla qualità progettuale e alla funzionalità del prodotto. Le collezioni selezionate riflettono l’evoluzione del mercato contemporaneo, in cui design, comfort e identità del brand assumono un ruolo sempre più centrale. Emerging Designers si conferma così un osservatorio sulle future traiettorie del comparto calzaturiero e un laboratorio di crescita per nuovi marchi nazionali e internazionali, consolidando il ruolo di MICAM come piattaforma di sviluppo per i talenti emergenti del settore. "«Emerging Designers rappresenta il nostro impegno nel sostenere l'innovazione e accompagnare la crescita di nuove generazioni creando opportunità di incontro con il mercato internazionale», commenta Giorgio Possagno, Amministratore Delegato di MICAM. “Siamo arrivati alla nona edizione di Emerging Designers e, ancora una volta, vediamo come la creatività possa trovare in MICAM un’opportunità concreta di sviluppo. L’obiettivo è mettere in contatto idee progettuali, competenze produttive e mercato internazionale, accompagnando i designer nel percorso che porta dalla ricerca creativa alla costruzione di un’impresa”, commenta Ernesto Esposito, presidente della giuria di Emerging Designers. Appuntamento a MICAM dal 13 al 15 Settembre a Fiera Milano Rho.

Fonte: Comunicato Stampa micam.it

(Segnalazione Web a cura di Albana Ruci)

Al Ragusa Foto Festival una riflessione per immagini sui gesti, i riti, i paesaggi e le relazioni che lo abitano per leggere le trasformazioni dell'Europa contemporanea

Il Sud d’Italia come punto di osservazione per guardare e leggera la storia che attorno al Mediterraneo continua a scriversi ogni giorno. Farlo attraverso degli archetipi: i gesti, i riti, i paesaggi, le relazioni che pur trasformandosi, persistono attraverso i secoli e i confini. Quelli che possono considerarsi l’ossatura profonda di ogni identità. Con la consapevolezza che comprendere il Mezzogiorno significa osservare da vicino alcune delle trasformazioni che attraversano l’Europa contemporanea.
È dedicata proprio agli "Archetipi mediterranei" l’edizione di quest’anno del Ragusa Foto Festival, la piattaforma culturale internazionale, ideata da Stefania Paxhia e promossa dall’Associazione culturale Antiruggine che dal 2012 promuove una ricerca fotografica che possa raccontare - attraverso mostre, letture portfolio, workshop, incontri e intrattenimento - le trasformazioni e i cambiamenti che stiamo vivendo, nella convinzione che la cultura non sia un lusso da importare dalle grandi capitali ma da costruire con un una prospettiva propria. L’edizione 2026 (le giornate inaugurali dal 27 al 30 agosto; le mostre fino al 27 settembre) sviluppa un’indagine visiva per osservare i territori, le relazioni, le forme quotidiane dell’abitare nei luoghi più decentrati in cui le trasformazioni sociali diventano più visibili. Con la nuova direzione artistica di Alessandra Mauro (direttrice editoriale di Contrastobooks), il Festival consolida un’evoluzione naturale: il dialogo tra qualità curatoriale e territorio si fa più profondo puntando alla produzione di lavori inediti che parlano alla Sicilia e al mondo insieme, mantenendo il rigore dei circuiti fotografici internazionali e il radicamento nei propri luoghi — attraversandone le fragilità, i conflitti e le possibilità.
“Se gli archetipi sono dunque i gesti, i riti, le relazioni che persistono attraverso secoli e confini, di questi archetipi si nutre ancora la nostra cultura e il nostro sguardo. Il Ragusa Foto Festival offre un’occasione per pensare la nostra contemporaneità con consapevolezza e grazia”, afferma Alessandra Mauro. “C’è un archetipo in più: il Festival stesso” commenta Stefania Paxhia, fondatrice della manifestazione. “Da quattordici anni in un angolo di Sicilia lontano dai circuiti culturali più noti, si continua a produrre cultura di qualità, che sorprende ancora proprio perché nasce dove meno te lo aspetti”.
Il programma espositivo comprende undici mostre — tra personali e collettive, confronti generazionali, progetti e residenze — diffuse tra palazzi barocchi, chiese sconsacrate e i giardini di Ragusa Ibla: sei di queste sono produzioni inedite, lavori commissionati, sviluppati e prodotti direttamente dal Festival. Come Niscemi. Un racconto, realizzato in esclusiva da Alessio Mamo – siciliano, fotoreporter per The Guardian, doppio vincitore del World Press Photo – in mostra a Palazzo La Rocca: Niscemi è una città colpita da una frana ma anche un luogo in cui il presente continua a ridefinirsi ogni giorno. il progetto documenta e osserva allora non la spettacolarizzazione della ferita e della frana del gennaio 2026, ma una comunità che si riorganizza e continua a immaginare il proprio futuro. Un progetto inedito che sarà presentato durante le giornate inaugurali dall’autore in dialogo con Nello Scavo, scrittore e inviato di Avvenire.
Piazza Bella Piazza è la produzione originale del Festival dedicata alle piazze italiane intese come luoghi di identità, incontro e memoria condivisa delle nostre aree urbane e della nostra tradizione mediterranea. Il progetto è una grande mostra collettiva che si apre con un prologo d’autore affidato alle opere di Enzo Sellerio, Gianni Berengo Gardin, Roberto Koch e Lorenzo Cicconi Massi, cui si affiancano i lavori di quattro fotografi italiani – Tommaso Ausili, Diana Bagnoli, Francesco Bellina e Irene Starita – che hanno attraversato il Paese fotografando le piazze contemporanee. Per la terza edizione della residenza d’artista, concepita in esclusiva per il Festival con il sostegno di Fondazione Banca Agricola Popolare di Ragusa, a Palazzo La Rocca è in mostra il lavoro inedito di Anna Di Prospero, intitolato La pietra che ha fatto Ragusa. Durante la sua permanenza, l’artista ha reinterpretato attraverso il proprio sguardo le aree industriali iblee legate alla figura di Cesare Zipelli – ingegnere, economista, filantropo e appassionato d’arte – protagonista del grande passato imprenditoriale del territorio ibleo.
L’omaggio ai grandi artisti quest’anno è dedicato a Massimo Vitali e alle sue Spiagge d’Italia – vero archetipo della nostra contemporaneità mediterranea. Anche Vitali sarà presente alle giornate inaugurali. Si tratta di una selezione di immagini di grande formato, esposte nei principali musei e fondazioni internazionali, allestita nella chiesa sconsacrata di San Vincenzo Ferreri. Un racconto "leggero e profondo insieme" di noi che dialoga con quello che avviene "Dall'altra parte del Mediterraneo”, la sezione che apre il dialogo verso i territori vicini con cui condividiamo il nostro mare e la nostra cultura. Ed ecco i Saluti dal Mousganistan, il progetto di Mous Lamrabat, fotografo di origine marocchina cresciuto in Belgio, collaboratore di Vogue Arabia e GQ Middle East. Il suo lavoro, ironico e sottile, intreccia cultura nordafricana, immaginario pop e fotografia fashion per riflettere sui temi dell’identità e dell’appartenenza. Le sue opere sono grandi affreschi che mescolano l'estetica occidentale e quella marocchina per raffigurare molteplici verità senza sacrificare il piacere della bellezza. Tra le voci più riconosciute della fotografia tunisina contemporanea, Zied Ben Romdhane, fotografo dell’Agenzia Magnum, in Under the Sand indaga i contrasti tra le zone costiere e l'entroterra della Tunisia, mostra l’avanzare della desertificazione nel sud del paese e il modo in cui il paesaggio trasforma la vita delle comunità locali, nel fragile equilibrio tra essere umano e natura.
Una riflessione sul fenomeno della migrazione e sul ruolo dei migranti come “messaggeri del presente” è quella che propone in The Messengers Evangelia Kranioti, artista e regista di origine greca che vive in Francia, nel suo progetto di lungo periodo mette in dialogo figure archetipiche della mitologia, come Hermes, divinità dei viaggi e degli attraversamenti, e la contemporaneità, silenziosa e marginale, delle nostre città. E poi c’è Therese Debono, fotografa e docente maltese, che documenta come i paesaggi e gli ambienti costruiti portino le tracce delle storie sociali, culturali ed emotive che li hanno abitati. Con il progetto Blank riflette sul legame tra paesaggio costruito e memoria, concentrandosi sulla trasformazione urbana di Malta.
Nel programma espositivo, fra le altre proposte, anche il progetto vincitore del Premio Portfolio 2025, Taranto non vuole morire di Maria Pansini: un racconto dedicato alla città  dell'Ilva (e in questi giorni, della festa dei Giochi del Mediterraneo) che si declina secondo differenti sguardi, evidenziando una chiara volontà di resistenza; e il progetto vincitore della menzione speciale 2025, Tuffi di Angelo Antonuccio: una rigorosa composizione, dove la giocosità e freschezza dello sguardo si accompagnano a una forte componente emozionale.
Sul sito della manifestazione, www.ragusafotofestival.com, tutte le informazioni e il programma completo per disegnare la propria rotta di scoperta del Mediterraneo. Fra immagini, parole, visioni, incontri. In tutti i suoi archetipi.
Avvenire

Viaggio nella bellezza del sacro: la riscoperta dei luoghi di culto come spazi di partecipazione

Il turismo religioso e culturale vive una nuova fase di consapevolezza, in cui l'architettura delle cattedrali non è più solo da ammirare, ma da vivere come spazio di incontro e comunità.

Il dibattito odierno sollevato dai media nazionali, tra cui Famiglia Cristiana, riaccende i riflettori sul profondo significato della Sacrosanctum Concilium, richiamando il messaggio del Papa sulla necessità di un'autentica "partecipazione attiva" dei fedeli. Questa visione sta ridefinendo il turismo culturale e religioso in Italia: le visite ai grandi complessi abbaziali e alle basiliche si stanno trasformando. Non si tratta più di percorsi puramente estetici o passivi, ma di itinerari volti a far comprendere ai visitatori il legame vitale tra lo spazio architettonico, l'arte sacra e l'azione comunitaria. I luoghi di culto tornano a essere percepiti come spazi vivi di aggregazione e non come semplici musei silenti, offrendo al turista un'esperienza immersiva nella cultura e nella storia della fede.