Gli antichi riti sul mare, la musica al castello e le stanze della memoria: ultimo weekend a Santa Flavia, Termini Imerese e Corleone

 Una necropoli che rivela consuetudini che traboccano nel presente; i pupi di zucchero che prendono forma nelle mani di un cuoco, i libri dei conventi scomparsi raccolti in una biblioteca. È il passato che continua ad abitare l’oggi: Santa Flavia, Termini Imerese e Corleone chiudono anche quest’anno il loro percorso nelle Vie dei Tesori con un ultimo weekend – sabato 24 e domenica 25 ottobre – tra aperture, passeggiate ed esperienze. Si parte dai borghi marinari, si raggiunge un castello restituito alla città, si entra nelle stanze dove la memoria diventa impegno civile. Al fianco delle tre città del Palermitano – che si visitano con un unico coupon, insieme a Palermo dove il festival continua fino al 15 novembre – si avviano all’ultimo fine settimana anche Caltanissetta, Castelvetrano, Marsala e Sciacca. Le Vie dei Tesori continuano a Catania fino all’8 novembre, e prendono il via invece questo sabato a Ragusa. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.

Solunto

SANTA FLAVIA – Come si abitava a Solunto, come arrivava l’acqua nelle case, quali immagini accompagnavano la vita quotidiana? Domenica alle 11, la visita con l’archeologa Antonina Imboccari conduce tra le domus a peristilio sulle pendici del Monte Catalfano, alla scoperta di ambienti, sistemi idrici e decorazioni. Si varca la soglia della Casa di Leda, con il celebre mosaico che raffigura un astrolabio: il mare e gli strumenti dei naviganti entrano così anche nello spazio domestico. Dalle case ai luoghi dell’ultimo viaggio: sempre domenica ma alle 18, si torna nella necropoli punica per una visita guidata drammatizzata che intreccerà teatro e narrazione archeologica per raccontare i riti funerari degli antichi popoli del Mediterraneo. A conclusione, un piccolo buffet ispirato ai banchetti del passato e al cunsulatu siciliano, il conforto offerto a chi ha perso una persona cara. Due percorsi che si completano a vicenda, restituendo le consuetudini di una comunità antica.

Santa Flavia, Madonna del Lume

I sapori dei naviganti torneranno già sabato alle 18, nella baia di Santa Nicolicchia, con un particolare “aperitivo fenicio”: datteri con crema di feta, fichi, prugne, miele e frutta secca, bruschette con capperi, acciughe, agrumi e menta, accompagnati da vino rosso speziato. Prima, alle 17, da via dei Cantieri partirà la passeggiata alla scoperta di Sant’Elia, della caletta stretta tra le rocce e della casetta bianca diventata il simbolo del borgo. Domenica alle 17, da largo Trizzanò, si attraverserà invece Porticello, dal mercato ittico alla baia, ritrovando le storie di Piano Stenditore, dove un tempo si allargavano le reti. A questa vita marinara appartengono anche l’Antica Trizzana, il ricovero delle barche diventato spazio culturale, e la chiesa della Madonna del Lume, legata alla leggenda del dipinto ritrovato in mare che avrebbe indicato il luogo dove costruire il tempio. Il Museo del mare permette invece di esplorare virtualmente i reperti restituiti dai fondali, tra archeologia e tradizioni della pesca. Dalla costa alle dimore della villeggiatura: sabato e domenica alle 11, con partenza davanti alla stazione, l’Urban tour ricompone le diverse anime di Santa Flavia tra ville – anche Villa Filangeri, sede del Comune -, edicole votive e fontane, con una degustazione a cura di ASDC Sabikah. Accanto, la Basilica soluntina di Sant’Anna raccoglie un piccolo mondo tardobarocco: il baldacchino di Interguglielmi, il monumento funebre del Marabitti, gli stucchi di Sanseverino, gli affreschi dei Fumagalli. Fuori, la cupola di maioliche policrome che si riconosce da lontano.

Termini Imerese, Teatro Belvedere

TERMINI IMERESE – Per l’ultimo di una serie di finesettimana densi di pubblico, si aggiunge (solo dalle 13 alle 15.40), la piccola chiesa del Santo Crocifisso de’ Pirreri (che nel Settecento era chiamata Santissimo Crocifisso del Fervore) che prende ispirazione dal ricordo della vicina cava di pietra nella quale si entrerà durante la visita. Secondo la leggenda, proprio qui fu ritrovato un antico crocifisso, oggi custodito nella parrocchia di San Carlo Borromeo. La piccola chiesa ne conserva invece uno della scuola di fra’ Umile: una storia di pietra, devozione e lavoro da scoprire in questo ultimo fine settimana. Che inizierà molto presto, addirittura all’alba domenica, quando alle 7 si ritroveranno i pilates-addicted con la maestra Claudia Scrimenti, sul panorama immenso che si apre da Castello Belvedere: movimento e respiro davanti al mare. Si torna alle 18, quando Liborio Baldanza al pianoforte accompagnerà la danzatrice Silvia Cirivello in un inedito tramonto in musica. Tra i due appuntamenti, si potranno scoprire le tracce della fortezza e il vicino Teatro Belvedere, con le gradinate a ventaglio affacciate sul golfo. Ma anche gli altri luoghi sono un’occasione da non perdere: per esempio entrare nella bottega del carretto siciliano Sperandeo dove sabato e domenica lo chef Giuseppe Sciurca preparerà i tradizionali pupi di zucchero tra i colori e gli intagli di don Totò.

Grand Hotel delle Terme (foto Igor Petyx)

Al Museo civico Baldassare Romano, invece, questo ultimo weekend porterà i bonsai artistici degli Amici dei Bonsai, accanto al percorso delle collezioni. Domenica alle 16, da Villa Palmeri, l’architetto Roberto Tedesco accompagnerà alla scoperta di Termini romana: i resti dell’anfiteatro e della curia, un assaggio di pani cunzato, la Cammara Picta, dove Vincenzo La Barbera dipinse nel 1610 le vicende di Himera e Thermae Himerenses. Il percorso si concluderà in piazza delle Terme (non mancate l’ingresso nelle antiche terme romane né il Grand Hotel che attende il restauro) con una simulazione di combattimento tra gladiatori. Si può proseguire tra le storie di Santa Caterina narrate negli affreschi quattrocenteschi e nelle iscrizioni in siciliano antico, le due chiese sovrapposte di Sant’Orsola, la “bomboniera” di San Bartolomeo e il santuario della Consolazione. Oppure cambiate prospettiva: sabato e domenica alle 17, la Lega Navale propone un’uscita in barca con aperitivo, per osservare Termini Imerese al mare.

Corleone, Museo NoMa

CORLEONE – Dalla costa si raggiunge una città in cui la memoria chiede tempo e ascolto. Al Cidma, il Centro di documentazione sulla mafia e sul movimento antimafia, i faldoni del Maxi Processo restituiscono il peso concreto delle testimonianze: tra questi, quello con le dichiarazioni di Tommaso Buscetta. Al NoMa, il progetto multimediale realizzato da Pif, fotografie, interviste e videobiografie ricostruiscono le vite delle vittime di mafia. I nomi tornano persone, famiglie, lavoro e scelte. Accanto a queste stanze, Corleone conserva memorie più antiche. La Biblioteca Francesco Bentivegna, nell’ex Orfanotrofio San Ludovico, raccoglie oltre 23 mila volumi, tra cui cinquecentine e libri provenienti dalle congregazioni religiose della città. Nella chiesa del Santissimo Salvatore, gli stucchi di Antonio Campisi e il Trionfo di San Benedetto dipinto da Filippo Randazzo raccontano la stagione barocca dell’antico monastero. La chiesa di San Bernardo, entrata quest’anno per la prima volta nel circuito del festival, sorge invece sul luogo della casa natale di Filippo Latino, lo spadaccino che lasciò la lama e vestì il saio dei cappuccini. Ha le dimensioni raccolte di un’abitazione, una volta decorata come un ricamo e custodisce il simulacro del santo e alcuni oggetti a lui appartenuti. Un’altra storia di cambiamento, dentro una città da avvicinare con trasporto, tra rocche, chiese e luoghi di riscatto.

laviadeitesori.com

Brazilian Sustainable Fashion in Milan: la moda brasiliana sostenibile alla Milano Fashion Week

 

fashiontime.it

La moda brasiliana sostenibile arriva a Milano in occasione della Milano Fashion Week con un progetto che mette al centro artigianalità, cultura e innovazione. Dal 22 al 24 settembre, la storica cornice de I Chiostri di San Barnaba ospiterà Brazilian Sustainable Fashion in Milan. Craftsmanship and Culture: The New Luxury, iniziativa dedicata a dieci realtà brasiliane della moda sostenibile.

Camilla Machado
Camilla Machado

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Brasiliana dell’Industria Tessile e dell’Abbigliamento (Abit) e l’Agenzia Brasiliana per la Promozione del Commercio e degli Investimenti (ApexBrasil), attraverso Texbrasil, il programma dedicato all’internazionalizzazione dell’industria tessile e della moda brasiliana, con il supporto dell’Associazione Brasiliana dell’Industria per la Moda Sostenibile (Abrimos).

L’appuntamento milanese rappresenta un’occasione per raccontare al pubblico internazionale una visione della moda brasiliana che guarda al futuro senza rinunciare al patrimonio artigianale e culturale del Paese.

Villa Dharma
Villa Dharma

Moda brasiliana sostenibile e nuove regole europee

La presenza della moda brasiliana sostenibile a Milano arriva in un momento particolarmente significativo per il settore. L’Unione Europea sta infatti introducendo nuove regole destinate a rendere la filiera della moda sempre più trasparente e tracciabile.

Tra le novità figura il Digital Product Passport (DPP), il passaporto digitale dei prodotti destinato a raccogliere e rendere disponibili informazioni legate alle caratteristiche e all’impatto dei prodotti lungo la catena del valore. L’introduzione del sistema è prevista a partire dal 2027-2028 e coinvolgerà i brand che commercializzano i propri prodotti nel mercato europeo.

In questo contesto, alcune delle caratteristiche già presenti nella filiera brasiliana assumono un valore particolare. L’utilizzo di materiali certificati e a ridotto impatto ambientale, l’adozione di processi produttivi responsabili e il coinvolgimento di comunità artigianali contribuiscono a costruire un modello nel quale sostenibilità ambientale, dimensione sociale e valore economico procedono insieme.

La partecipazione alla Milano Fashion Week diventa quindi anche un momento di confronto con un mercato europeo sempre più attento alla provenienza dei materiali, alla tracciabilità e alla sostenibilità dei prodotti.

Milano Fashion Week, la sfilata di 10 brand brasiliani

Alina Amaral
Alina Amaral

Il programma Brazilian Sustainable Fashion in Milan prenderà il via il 22 settembre con una sfilata ospitata presso I Chiostri di San Barnaba. Protagoniste saranno le collezioni di dieci brand brasiliani a leadership femminile, selezionati per il loro impegno nell’integrazione di pratiche sostenibili nei processi produttivi.

Celeste
Celeste

La sfilata sarà seguita, il 23 e 24 settembre, da uno showroom dedicato agli incontri professionali. Lo spazio sarà pensato per favorire il dialogo tra le aziende brasiliane e buyer, distributori, media specializzati e operatori del mercato internazionale.

L’obiettivo è offrire ai marchi partecipanti una vetrina qualificata per presentare collezioni, materiali e progetti, ma soprattutto per raccontare una diversa idea di lusso, legata alla qualità, alla creatività e alla responsabilità.

I 10 brand della moda sostenibile brasiliana

Natural Cotton Color
Natural Cotton Color

Saranno dieci le aziende protagoniste dell’iniziativa Brazilian Sustainable Fashion in Milan. Si tratta di Alina Amaral, Ana de Jour, Ateliê Val Valadares, Camila Machado Ateliê, Celeste, Lybethras, Ludimila Heringer, Natural Cotton Color, Proposta Verde e Villa Dharma.

Le realtà selezionate rappresentano approcci differenti alla moda sostenibile e condividono l’attenzione verso una produzione più responsabile. La componente artigianale assume un ruolo centrale, insieme alla ricerca sui materiali, alla valorizzazione delle competenze locali e alla costruzione di un rapporto più consapevole con la filiera.

La presenza a Milano permetterà ai dieci brand di confrontarsi direttamente con gli operatori internazionali e di sviluppare nuove opportunità commerciali nei mercati strategici per la moda brasiliana.

Artigianalità e cultura diventano il nuovo lusso

Proposta Verde
Proposta Verde

Il tema Craftsmanship and Culture: The New Luxury sintetizza la filosofia alla base del progetto. In un mercato nel quale il concetto di lusso sta cambiando, artigianalità, cultura e sostenibilità acquisiscono un peso sempre maggiore.

La moda brasiliana porta a Milano un patrimonio fatto di tecniche artigianali, creatività e identità culturale, combinandolo con una crescente attenzione alle esigenze ambientali e sociali della produzione contemporanea.

Non si tratta quindi soltanto di presentare nuovi brand al pubblico internazionale, ma di raccontare un modo diverso di concepire il valore di un capo. Un valore che non dipende esclusivamente dall’estetica, ma anche dalla storia dei materiali, dalle persone coinvolte nella produzione e dalle competenze che vengono preservate lungo la filiera.

Moda brasiliana e internazionalizzazione

Lybethras
Lybethras

Oltre alla visibilità internazionale, Brazilian Sustainable Fashion in Milan punta a rafforzare la presenza delle aziende brasiliane nei mercati strategici. Gli incontri con buyer, distributori e opinion leader potranno creare nuove connessioni commerciali e favorire percorsi di internazionalizzazione.

“Questa iniziativa rappresenta molto più di una semplice vetrina per i brand brasiliani. È un’opportunità per dimostrare al mercato internazionale come il Brasile sappia coniugare creatività, innovazione e qualità con un impegno sempre maggiore verso pratiche sostenibili lungo l’intera filiera”, afferma Fernando Pimentel, Executive Director di Abit.

Anche per ApexBrasil la Milano Fashion Week rappresenta un appuntamento strategico per aumentare la visibilità delle aziende brasiliane e consolidare i rapporti con gli operatori internazionali.

“La Milano Fashion Week rappresenta una piattaforma strategica per accrescere la visibilità dei brand brasiliani sui mercati internazionali e consolidare le relazioni con buyer, partner e opinion leader. L’iniziativa evidenzia la capacità della moda brasiliana di unire creatività, innovazione e sostenibilità, valori sempre più rilevanti per il mercato globale”, dichiara Maria Paula Velloso, Business Director di ApexBrasil.

Il ruolo di Abit, Texbrasil, ApexBrasil e Abrimos

La realizzazione dell’evento nasce dalla collaborazione tra organizzazioni e programmi che da anni lavorano allo sviluppo dell’industria tessile e della moda brasiliana.

Abit rappresenta l’industria tessile e dell’abbigliamento brasiliana e riunisce aziende di diverse dimensioni e specializzazioni lungo l’intera catena del valore. Il comparto conta 25.700 aziende, oltre 1,34 milioni di occupati e un fatturato annuo di 221 miliardi di R$.

Texbrasil, iniziativa promossa da Abit in partnership con ApexBrasil, sostiene invece le imprese del settore nei processi di internazionalizzazione e nello sviluppo di strategie per l’ingresso e il consolidamento sui mercati esteri. In oltre 25 anni di attività, il programma ha coinvolto circa 2.000 brand, generando 11 miliardi di R$ di interscambio commerciale internazionale.

ApexBrasil sostiene l’internazionalizzazione di prodotti e servizi brasiliani e favorisce l’attrazione di investimenti esteri nei settori strategici dell’economia nazionale. Tra le sue attività figurano missioni commerciali, incontri B2B, partecipazioni a fiere internazionali e programmi rivolti a buyer e stakeholder qualificati.

Abrimos, infine, è un’associazione brasiliana impegnata nello sviluppo della moda sostenibile attraverso attività di certificazione, promozione del design e tutela del patrimonio culturale, con una particolare attenzione alle tradizioni e alle competenze artigianali.

Il Brasile della moda guarda al mercato internazionale

Per Francisca Vieira, Presidente di Abrimos, la sfida è portare all’attenzione internazionale una moda brasiliana capace di unire identità e responsabilità.

“La moda brasiliana rappresenta ciò che il mondo desidera e ciò di cui il pianeta ha bisogno, ma è fondamentale che questa realtà venga conosciuta a livello internazionale. Per raggiungere questo obiettivo sono necessari programmazione, investimenti e un impegno condiviso, attraverso realtà associative come Abit e Abrimos e istituzioni come ApexBrasil, principale agenzia governativa brasiliana per la promozione delle esportazioni. Insieme possiamo valorizzare una moda di lusso ad alto valore aggiunto”, commenta Vieira.

La partecipazione alla Milano Fashion Week si inserisce così in un percorso più ampio di internazionalizzazione della moda brasiliana. Tra sostenibilità, artigianalità e innovazione, i dieci brand protagonisti dell’evento puntano a conquistare l’attenzione del mercato europeo e a dimostrare come il nuovo lusso possa passare anche dalla cultura, dalla tracciabilità e dalla responsabilità.

in fashiontime.it

Il riconoscimento dedicato ai talenti emergenti nell'eyewear design

 

Il premio, intitolato a Sergio Cereda, influente designer dell'industria ottica, è stato ideato da Harvey Ross, fondatore di Viva International Group, di HMR Holdings e CEO di Optyx Retail Group, in collaborazione con la famiglia Cereda e MIDO.

Da quest’anno sono state accettate candidature da tutto il mondo e sono stati assegnati premi in denaro ai primi tre classificati. Al vincitore andranno 10.000 dollari, al secondo 5.000 dollari e al terzo 2.500 dollari.

I partecipanti (max 30 anni, iscritti o di recente diplomati in una scuola di design) sono stati invitati a creare progetti che esplorino il ricco intreccio tra sport, design e cultura della montagna. Le Dolomiti — vicine al Cadore, culla dell’industria italiana dell’occhialeria — offrono uno sfondo simbolico e reale per questa esplorazione.

mido.com

Il riconoscimento per il miglior centro ottico del mondo

 

Il premio Best Store 2027, alla sua dodicesima edizione, si divide in due categorie: Best Store Design e Best Store Innovation. È possibile inviare una sola candidatura, compilando il form in ogni sua parte e caricando, dove indicato, i file necessari alla partecipazione.

Una giuria internazionale composta da esperti di design e retail, manager, direttori creativi, giornalisti e designer avrà l'arduo compito di scegliere il miglior centro ottico del mondo nelle due categorie.

Deadline: 31 dicembre 2026.

mido.com