


Un segno dei tempi che cambiano. Ralph Lauren è “probabilmente all’avanguardia per quanto riguarda ciò che sta facendo”, ha dichiarato Patrick Haggerty, managing director di Pearl Meyer. Insomma, per i bonus l’AI conta più della sostenibilità.
Qualche anno fa, la sostenibilità, il raggiungimento di obiettivi green e inerenti l’ESG-Environmental, Social, Governance erano in cima all’agenda delle priorità delle aziende, comprese quelle di moda. Ma già con il rallentamento dei consumi, l’attenzione verso la sostenibilità si è a mano a mano rarefatta, lasciando spazio ad obiettivi più concreti e visibili a livello di bilancio. La decisione di Ralph Lauren, diffusa da Reuters, testimonia una volta per tutte la retrocessione della sostenibilità e l’avanzamento dell’intelligenza artificiale. Che, certo, garantisce più vantaggi e guadagni all’impresa rispetto alla difesa del Pianeta e quindi attrae investimenti. Ralph Lauren, così come molte altre aziende del settore retail, legava una parte della retribuzione dei dirigenti a un indicatore chiamato “citizenship and sustainability”. Ora però c’è stata una svolta. Il brand statunitense ha di fatto eliminato gli obiettivi di sostenibilità sostituendo il rispettivo indicatore con un altro che collega una parte dei premi a “metriche legate all’IA”. Gli obiettivi green, precisa Reuters, erano in vigore da quattro anni.
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