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Il lusso ha un altro problema in Cina. Si chiama second hand

 L’elenco dei fattori che stanno rallentando l’acquisto di beni personali di alta gamma a Pechino è piuttosto lungo. Dalla bolla immobiliare a un’economia che ha performance peggiori rispetto al passato. Dal sentiment Guócháo (i consumatori che preferiscono marchi locali) fino alla stretta fiscale sui grandi patrimoni e sui capitali trasferiti all’estero. Per arrivare, infine, alle tensioni culturali e legali (vedi il caso Molly Tea/Louis Vuitton). Ma c’è anche un altro problema, forse sottovalutato, che sta frenando i fatturati delle griffe del lusso: il successo del second hand.

Secondo Bain & Company, il mercato cinese del lusso di seconda mano ha registrato una crescita del 15-20% nel 2025. In totale, come calcola la società di consulenza cinese Insight & Info Consulting, si parla di 5,7 miliardi di dollari con la previsione di arrivare a 15 miliardi entro il 2030. Il giudizio sociale si è ribaltato: non ci si vanta per aver speso di più, ma per aver fatto il migliore affare. Lo spiega l’agenzia France Presse in un articolo che pubblica alcune testimonianze raccolte a Shanghai all’interno di Super Zhuanzhuan (nelle foto Shutterstock, lo store di Pechino). Si tratta di un negozio di articoli pre-loved talmente chic che i clienti devono indossare guanti neri per poter toccare i prodotti. “Un tempo la gente faceva paragoni su chi avesse speso di più. Ma ora – afferma un cliente – tutti si confrontano per vedere chi ha fatto l’affare migliore e ha speso meno“.

Chen Luo, responsabile della divisione di ricerca sul mercato cinese di Bank of America, ha affermato che sempre più acquirenti non associano più il lusso solo allo status sociale. Mentre stanno prendendo sempre più piede identità personale, distinzione, esperienza, qualità, valore emotivo e rilevanza culturale (fonte France24). “La Cina resterà un mercato importante, anche se potrebbe non essere più un motore di crescita tra due o tre anni – spiega Luo -. La spesa per beni di lusso di solito si riprende in sintonia con l’economia, poiché generalmente la classe benestante è tra le prime a beneficiare della ripresa economica”. (mv)

laconceria.it

E poi arriva Blazy da Chanel a sconvolgere le teorie sul lusso

 


Prima le file nelle boutique della griffe come non si vedevano da tempo per accaparrarsi un prodotto della sua collezione di debutto. Ora alcune borse disegnate da lui arrivano sul mercato del second hand a prezzi superiori a quelli di listino. Ma come: i ricchi clienti non erano stufi dei prezzi troppo alti? Non preferivano le esperienze al possesso dei prodotti e i gioielli alle borse? Probabilmente è tutto vero, ma la Blazymania si dimostra più forte. Nel frattempo, si registrano alcuni cambiamenti all’interno dell’assetto societario di Chanel.

Secondo l’Ultra-Luxury Resale Report 2026 del portale statunitense di second hand Fashionphile, Chanel è stato il marchio più cercato dai suoi follower. Un risultato che il report attribuisce alla collezione di debutto di Matthieu Blazy. Sempre Fashionphile segnala di aver pagato ai venditori prezzi superiori a quelli di listino per alcune borse. Per esempio (come sottolinea Theindustry), il modello Urban Essential è stata acquistata con un sovrapprezzo del 15% rispetto al cartellino in boutique. Mentre la Souplissimo e la Archetype Tote hanno mostrato un aumento del 13%. È il prezzo da pagare per la Blazymania. Il prodotto crea desiderio e i ricchi escono allo scoperto, comprando borse di lusso a prezzi più alti di quelli che troverebbero in boutique. L’effetto Blazy sarà pure una rondine che non fa primavera, ma dimostra come più che l’aumento dei prezzi, il lusso abbia pagato un crollo del desiderio. Tradotto: una proposta di accessori spesso molto omogenea e priva di novità.

laconceria.it

Cucinelli cresce più del lusso: la Cina promette il +12% nel 2026

 


Cucinelli cresce più del lusso. E la Cina, un freno per molti, diventa un booster. Che nei primi nove mesi dell’anno ha dichiarato ricavi per 1,12 miliardi di euro, +10% a cambi attuali e +13% a cambi costanti. Nel terzo trimestre le entrate sono cresciute del 13,5% (a cambi costanti), raggiungendo 374,2 milioni e risultando leggermente superiori alle attese. L’azienda ha così rivisto al rialzo le stime per l’intero esercizio. Mentre per il 2027 conferma una stima di crescita del 10%. L’imprenditore umbro ha affrontato il tema del passaggio generazionale nella conference call con gli analisti.

I risultati del terzo trimestre hanno spinto l’azienda Brunello Cucinelli a rivedere al rialzo (per l’ennesima volta) le stime per l’intero 2026. La crescita prevista dei ricavi è passata da +10/11 per cento di luglio a +12% a cambi costanti. Mentre, considerati i risultati delle vendite per collezioni e prodotti destinati alla stagione primavera-estate 2027, l’aumento di fatturato previsto per il 2027 è del 10%. Nel corso della conference call con gli analisti, il CEO della società umbra Luca Lisandroni ha dichiarato che le prime due settimane di ottobre hanno registrato un buon andamento. Brunello Cucinelli ha affrontato il tema della successione, affermando che “tutto è stato definito” per il periodo successivo alla sua morte. Come riporta WWD, l’imprenditore umbro (73 anni), ha dichiarato che quando aveva 58 anni ha istituito un trust “irrevocabile” a favore delle figlie Carolina e Camilla. Lo stesso Cucinelli ha sottolineato il controllo della società da parte della famiglia, nonostante la quotazione in Borsa, e l’importanza di una visione di lungo periodo.

L’azienda continua a guadagnare su tutti i mercati, ma l’ascesa in Cina è particolarmente rilevante visto che, in generale, il settore del lusso è frenato proprio dal mercato cinese. Nei conti di Cucinelli, l’Asia ha registrato una crescita del +9,8% nel terzo trimestre del 2026 (rispetto al +7,6% previsto dal consenso). Gli analisti di Bernstein evidenziano questo aspetto: “Il divario rispetto al settore è particolarmente evidente se si esamina la crescita per area geografica, trainata dalle Americhe e dalla Cina, dove il marchio sta acquisendo nuovi clienti e continua a guadagnare quote di mercato”.

laconceria.it

Moda settore lusso: la rilevanza culturale come fattore vincente dei prossimi 10 anni

 
Una maggiore personalizzazione e un’esperienza d’acquisto sempre più immersiva. Ma anche una rilevanza culturale adattata per ogni mercato. Così vedono il settore del lusso tra dieci anni Emanuela Prandelli e Sojean Son
laconceria.it

La sfilata di Dolce & Gabbana dal tubino nero al completo sartoriale torna alle radici

 


La sfilata di Dolce & Gabbana alla Milano Fashion Week celebra le radici del brand: «la Sicilia come emozione, il nero come forza, il pizzo come intimità, la sartorialità come autorevolezza»

Se la scorsa stagione il focus è stato insolito e inaspettato, perché basava l'intero guardaroba sul pigiama maschile, per l'autunno inverno 2026 2027 la sfilata Dolce & Gabbana, che si tenuta alla Milano Fashion Week, è tornata alle origini, portando in passerella le radici del marchio. Non in termini di nostalgia, ma di autenticità e riconoscibilità. Protagonisti, «la Sicilia come emozione, il nero come forza, il pizzo come intimità, la sartorialità come autorevolezza. Una visione in cui femminilità e mascolinità sono in costante dialogo».
VOUGUE.IT
(Segnalazione web a cura diAlbana Ruci)

Fendi celebra la libertà del corpo, Jil Sander la vulnerabilità

 


 Per le collezioni primavera/estate 2027, i brand esplorano il profondo rapporto tra la persona e l’abito, ponendo al centro il corpo umano come spazio di libertà emotiva, vulnerabilità e continua trasformazione. Se Fendi celebra la libertà del corpo…
laconceria.it

Reinventare senza distruggere: la nuova sfida di Jonathan Anderson

La moda contemporanea sembra ormai vivere sotto l’urgenza del presente. Nuove collezioni, prima di tutto, ma anche nuove immagini e nuove tendenze da consumare prima ancora di averle comprese. Jonathan Anderson, alla guida di Dior dal 2025 e responsabile di donna, uomo e haute couture, propone invece una prospettiva diversa: reinventare senza distruggere.

laconceria.it

Su Kering gli analisti sono freddi mentre pesa il miliardo di scorte

 

 Il gruppo francese del lusso ha ribadito uno dei suoi obiettivi: la drastica riduzione delle scorte avviata dal settembre scorso. Lo ha confermato anche Armelle Poulou, responsabile finanziaria della società che controlla diversi marchi del lusso tra cui Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent e Balenciaga. La manager è intervenuta alla Global consumer conference di Barclays a Boston, con gli analisti che attendono l’inversione di tendenza del gruppo, ma prevedono un difficile terzo trimestre.

Pesa il miliardo di scorte

Nel corso del suo intervento, Polou ha espresso fiducia sulla strategia ReconKering e sulla ristrutturazione del gruppo. Lo riporta Milano Finanza. Una fiducia a medio termine, quando il gruppo dovrebbe presumibilmente raggiungere gli obiettivi relativi alla produttività del retail, al controllo dei costi e alla crescita del flusso di cassa. Ma anche la riduzione degli stock in magazzino per un valore di 1 miliardo. Stock che inevitabilmente rallentano i volumi di produzione.

Un terzo trimestre difficile

Nel frattempo però gli analisti seguono da vicino l’evoluzione del gruppo del lusso che, spiegano, affronterà un terzo trimestre difficile. I motivi sono: la base di confronto piuttosto impegnativa negli USA, uno scenario politico ed economico peggiore rispetto ad un anno fa e meno novità nell’offerta, visto che i nuovi prodotti Gucci firmati Demna sono stati promossi solo da fine agosto. Inoltre, manca ancora il rilancio di Gucci e quello della Cina. Ma c’è il mese di settembre, che come direbbe un noto chef, potrebbe confermare o ribaltare il risultato. Per gli analisti di Barclays, settembre è solitamente il mese più importante del terzo trimestre “per cui la performance complessiva del terzo trimestre potrebbe ancora essere determinata nelle prossime settimane”. Gli stessi analisti hanno affermato di apprezzare l’attenzione di Kering alla qualità del turnaround, alla proposta di valore per i migliori clienti e alla corretta struttura dei prezzi, che porteranno indubbiamente dei vantaggi. Soprattutto quando si verificherà l’inversione di tendenza delle vendite. Al momento, preferiamo Richemont, conclude il team Barclays. Kering ha incassato anche il giudizio non più positivo da Sadif Investment Analytics, mentre Rothschild & Co Redburn ha rivisto al ribasso il rating da Neutral a Sell. Lo riporta MarketScreener. (mv)

Foto dal sito di Balenciaga

laconceria.it

Fiera Milano, semestre d’oro: si riparte con la moda. Ad aprire la corsa verso fine anno saranno le scarpe di Micam


 La Prealpina

È scattato il conto alla rovescia per la stagione fieristica 2026-2027. A metà settembre, infatti, i padiglioni di Fiera Milano di Rho riapriranno i battenti. Dal 13 settembre fari puntati su Micam, il più importante evento mondiale per il settore calzaturiero, giunto ormai all’edizione numero 102. Come da tradizione aziende, buyer e operatori di mezzo mondo si incontreranno per conoscere da vicino le tendenze della primavera-estate 2027, confrontarsi sui nuovi scenari del mercato e sviluppare opportunità di business in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’industria delle scarpe di qualità.

Il sistema fashion

Da tempo il fashion italiano ha fatto sistema e si propone ai compratori di tutto il mondo con un bouquet di manifestazioni ospitate nei padiglioni di Rho. Così in contemporanea (o quasi) oltre a Micam, ci sarà spazio anche per Mipel, il salone internazionale della pelletteria, e per Fashion & Jewels, con il meglio delle collezioni di marchi del bijoux. Per Filo, che espone le collezioni di filati e materiali tessili di aziende italiane e internazionali selezionate sulla base di rigidi criteri di qualità, innovazione e sostenibilità socio-ambientale, come per Lineapelle, mostra internazionale di pelli, accessori, componenti, tessuti, sintetici e modelli, e per Simac Tanning Tech, manifestazione di riferimento per il settore delle macchine e tecnologie per le industrie calzaturiera, pellettiera e conciaria.

Momento d’oro

Fiera Milano sta vivendo un momento d’oro. «È merito della forza delle nostre manifestazioni, la capacità di attrarre e organizzare fiere e congressi di rilevanza internazionale», aveva dichiarato Francesco Conci, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano, commentando i ricavi record di fine 2025: 380 milioni di euro, in crescita del 39,1%. Per altro, è andato decisamente bene anche il primo semestre del 2026 con ricavi pari a 245,7 milioni di euro, in crescita del +38,2% rispetto ai 177,9 milioni di euro registrati nel primo semestre del 2025. La chiusura dell’esercizio 2026 potrebbe regalare ulteriori record. A sostenere la performance sono stati «il contributo delle attività legate ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina superiore alle attese, un calendario fieristico particolarmente favorevole (a cominciare dal Salone del Mobile e da Tuttofood), e l’ampliamento del perimetro del Gruppo con l’ingresso di Expotrans ed Emac e l’acquisizione di Stipa (società italiana leader nella progettazione e realizzazione di allestimenti fieristici personalizzati di alta gamma), ma soprattutto un percorso di evoluzione che continua a rafforzare il posizionamento competitivo come piattaforma internazionale sempre più integrata al servizio delle imprese, delle filiere e dei territori»», per dirla sempre con Conci. Proprio l’ad ha comunicato come Fiera Milano stia inoltre «ridisegnando i propri spazi espositivi per renderli sempre più dinamici, modulari e flessibili, capaci di adattarsi rapidamente alle esigenze dei diversi format e di offrire un’esperienza sempre più coinvolgente a pubblico, espositori e organizzatori».

Bride & The City around the world: a Sì Sposaitalia Collezioni, Milano Fashion&Jewels e The One Milano, in programma dal 21 al 23 febbraio 2026 a Fiera Milano, in concomitanza con MICAM e MIPEL

 

BRIDE & THE CITY – Milano, Parigi, New York: un viaggio internazionale nel bridal contemporaneo

 

Dopo il successo dell’edizione di Milano, Bride & The City continua il suo viaggio nelle capitali della moda internazionale, raccontando l’evoluzione del bridal durante gli appuntamenti più rilevanti del settore. Un progetto che nasce per interpretare il mondo bridal in chiave contemporanea, anticipando le tendenze che illumineranno Sì Sposaitalia Collezioni, Milano Fashion&Jewels e The One Milano, in programma dal 21 al 23 febbraio 2026 a Fiera Milano, in concomitanza con MICAM e MIPEL.
Un’occasione unica per buyer e operatori: in un solo luogo, sarà possibile scoprire bridal, moda, accessori, gioielli e capispalla, in un ecosistema integrato che dialoga con la Milano Fashion Week e con le più importanti manifestazioni dedicate al lifestyle.

 

Paris Edition: l’eleganza senza tempo

 

Dopo Milano, Bride & The City è approdato a Parigi, durante la Paris Fashion Week, per celebrare l’essenza della bellezza senza tempo. Nel cuore della città, tra l’eleganza di Place Vendôme e il fascino delle sue vie romantiche, il bridal si è raccontato come linguaggio, emozione e libertà di esprimersi.
 Gli abiti e i dettagli esclusivi hanno preso vita in scenari iconici, interpretando un bridal che evolve e abbraccia la diversità. Non più solo il giorno del “sì”, ma ogni istante in cui ci si sente autentici e luminosi.
 Un ringraziamento speciale ai brand protagonisti: Di Lab Parì, Edge.Design, Rembo Atelier.

New York Edition: il bridal che guarda avanti

 

Il viaggio è proseguito oltreoceano, tra le strade di New York durante la New York Fashion Week, in una delle settimane più rilevanti per il settore moda. Qui, il bridal si reinventa in una città dinamica e multiculturale, trovando spazio per esprimere identità, emozioni e libertà.
 Tra skyline e strade iconiche, ogni abito racconta una storia, ogni dettaglio diventa espressione di bellezza e autenticità. Con Bride & The City – New York Edition, il bridal contemporaneo si mostra in tutta la sua evoluzione: fluido, inclusivo, aperto a nuove interpretazioni.
 Un ringraziamento speciale ai brand protagonisti: Ricca Sposa, Julie Vino.

Verso febbraio 2026: un hub unico per bridal, moda e lifestyle

 

Le tre edizioni di Bride & The City sono il preludio di un appuntamento straordinario: Sì Sposaitalia Collezioni, Milano Fashion&Jewels e The One Milano insieme, in contemporanea con MICAM e MIPEL, per offrire ai professionisti un’esperienza completa e sinergica.
 Un unico luogo, un’unica data, per scoprire collezioni bridal, accessori moda, gioielli, outerwear e tendenze lifestyle, costruendo connessioni strategiche e ampliando il business.
 Un bridal che non è più solo il protagonista di un giorno speciale, ma diventa parte di un universo di stile, capace di dialogare con la moda internazionale e di interpretare i desideri delle nuove generazioni.

in sposaitaliacollezioni.fieramilano.it

Moda. Un giardino da indossare


Fiori, foglie, uccelli: la natura diventa protagonista assoluta dei tessuti, trasformando gli outfit in veri e propri giardini da indossare. Marni sceglie il maxi fiore, da Givenchy i ricami tridimensionali di rose e voli d’uccello impreziosiscono cappotti scultorei. Undercover, invece, porta in passerella una versione più quotidiana e urbana, con micro-stampe naturalistiche che animano blazer dal taglio rilassato. Un fil rouge che attraversa estetiche diverse, riportando l’eco di un giardino segreto anche nelle giornate più grigie.
iodonna.it

La moda del tappeto rosso di Sabrina Carpenter



Ai MTV VMAs 2025 il red carpet si conferma un laboratorio di stile fuori dagli schemi, un’arena in cui la moda diventa linguaggio, dichiarazione e provocazione. Ad aprire la serata è Doja Cat, consapevole regista del proprio personaggio, con un minidress Balmain dall’allure arlecchinesca, arricchito da gioielli Chopard che moltiplicano i riflessi dei flash, trasformando l’ingresso in pura performance visiva. E poi il pizzo di Sabrina Carpenter in Valentino, Ariana Grande in Fendi, Ciara in Schiaparelli. Ma a stupire tutti è come sempre l'arrivo di Lady Gaga, che sul palco dell'UBS Arena di NEw York ha scelto un drammatico look Marc Jacobs dalla collezione autunno inverno 2025.

Moda. Gli abiti corsetto sono la tendenza di questo Festival di Venezia


Come da calendario, mercoledì 27 agosto La Grazia di Paolo Sorrentino ha dato il via a una nuova edizione – precisamente l'82esima –, della Mostra del Cinema di Venezia. Comincia così, con l'apertura della Mostra, anche la parata di stelle che ogni anno sorprende il pubblico dal vivo e soprattutto online portando sul red carpet mise d’eccezione destinate a ispirare le tendenze dell'autunno imminente. Alla premiere dell'ultimo lavoro del regista di Parthenope e di È stata la mano di Dio, per esempio, gli abiti corsetto si sono rivelati protagonisti. A indossarli, catalizzando immediatamente l'attenzione, Leni Klum e Barbara Palvin. Arrivata sul red carpet insieme alla madre Heidi, per la premiere de La Grazia Leni Klum ha puntato sul total black, indossando un lungo abito sottoveste ispirato all’iconico reggiseno di Intimissimi Anna, con scollo a cuore, dal corpetto in seta con pannelli see-through e una gonna ampia e sinuosa, al contempo essenziale, chic e magnetica. Per abbinarlo, ha scelto di illuminare il tutto con un collier tempestato di smeraldi e diamanti, lasciando libera la lunga chioma castana. Nero è anche l'abito corsetto indossato da Barbara Palvin a pochi metri da Leni Klum, in questo caso composto da un top con reggiseno a balconcino, il bustier in pizzo e una lunghissima gonna con lo spacco che si apre sotto un dettaglio drappeggiato. Dei collant in nylon dello stesso colore e scarpe con tacco leopardate completavano il quadro. Leni Klum e Barbara Palvin non sono state le uniche a decretare gli abiti corsetto la prima tendenza di questa Mostra del Cinema di Venezia: nell'elenco rientrano anche Claire Holt, in una terza creazione Intimissimi ma di colore bordeaux, e Rose Villain con il suo vistoso abito oro, un po' Giovanna d'Arco e un po' glam rock, di Vivienne Westwood. 


Cosmopolitan

Moda. Miriam Leone conquista Venezia


 La prima settimana di settembre, i riflettori del cinema e della moda sono puntati su Venezia, dove tra red carpet e party esclusivi celebrità e attori scrivono le tendenze delle prossime settimane. Abiti da sogno e gioielli preziosissimi si alternano alla ribalta, stupendo i presenti e meravigliando gli osservatori da casa. Anche Miriam Leone, veterana della kermesse, ha contribuito allo spettacolo creativo del Lido, con un look black and white di assoluta eleganza. Per partecipare a uno dei tanti appuntamenti in calendario, l'attrice protagonista del film Amata di Elisa Amoruso punta su un look raffinato e sensuale al tempo stesso, che gioca con tessuti e trasparenze per un risultato in equilibrio tra grinta e raffinatezza. In particolare, è la sua blusa morbida ad attirare le attenzioni dei fan, un top bianco definito da un fit rilassato e morbido, caratterizzato da una profonda scollatura incorniciata da due nastri di tessuto lasciati cadere aperti fino alle gambe. Definita da maniche lunghe e ampie, Miriam la abbina a un paio di pantaloni neri a palazzo, lunghi fino a terra e ideali per slanciare la figura. Sigla poi il décolleté con una parure di gioielli firmati Bvlgari. Un collier di diamanti e smeraldi che riprende le sfumature dei suoi occhi, completo poi di orecchini e anelli coordinati. Un ensemble classico e senza tempo che spicca per la sua silhouette fluida, capace di farsi notare per la sua semplicità.

elle.com

Pantaloni: stretti o wide-leg, sartoriali o scampanati. Tra l’eleganza del velluto e la seduzione di una stoffa see-through, tra l’eterna pelle e i toni terrosi che rimpiazzano (o quasi) il nero. In gamba, più o meno larga, verso la stagione fredda.

tutti i pantaloni tendenza moda dell’autunno inverno 2025 2026
Launchmetrics.com/spotlight

Pantaloni cargo

Appeal utilitario, tra grandi tasche e verde militare da declinare con duvet smanicati ed elettrici come fatto da Anteprima, da progettare in tessuto tecnico e con funzionali zip come pensato da K-Way, da immaginare in versione romantica e preziosa, tra sete cangianti e spolverini bordati di pizzo com’è l’insieme ideato da Zimmermann. Dolce&Gabbana, invece, riesce a innervare di sexyness anche il più pratico dei pantaloni, e i suoi cargo zippati e tasconati si portano in combutta a t-shirt in pizzo che svelano la lingerie. Due pesi e due stili di sensualità.

Ruvida e anticonformista, diva in panni rubati a lui quando ancora l’atto era rivoluzionario, così Katharine Hepburn raccontò una volta il suo amore per l’indumento: “Mi piace muovermi rapidamente. Portare i tacchi è faticoso, mettere la gonna con le scarpe basse è poco attraente. Per questo preferisco i pantaloni”. Lei li indossava a vita alta e a gamba larghissima, con blazer, panciotti e camicie, secondo un gusto mascolino inviso a Hollywood che lo etichettò come privo di sensualità. Prima di lei, tra le grandi estimatrici dei pantaloni, ci fu Coco Chanel, ed è impossibile non ricordarla in marinière e wide-leg, cristallizzata a fianco del suo cane Gigot nei giardini di villa La Pausa a Roquebrune. Di quel modello lì, ampio e sartoriale, le passerelle ne inventariano oggi molti, sotto a blazer e pullover, sotto a polo e top per una portabilità ben oltre il suit. Non mancano, tuttavia, anche le silhouette più affusolate, dritte a sigaretta e dotate qua e là del dettaglio anni Ottanta della staffa, o scampanate sul finale, così come non sono assenti i modelli cargo accessoriati di tasche e zip da indossare magari con top vedo-non-vedo in cortocircuiti tra il glamour e il funzionale. Permane un grande classico dell’inverno come il pantalone in velluto e fa la sua comparsa su molte pedane il suo opposto in stoffe deboli, tra pizzi e chiffon che interpretano il tailoring con fare romantico e seducente. Infine, ode alla pelle nera che punteggia di grinta tante passerelle, e ode ai colori terrosi, in cinquanta sfumature di marrone dai risultati raffinati. Questo e altro si osserva nella panoramica di pantaloni per l’Autunno Inverno 2025 2026 che tra forme balloon e lunghezze cropped promette una stagione da vivere in gamba. A ciascuno la sua.

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Daniele Oberrauch

Pantaloni wide-leg e sartoriali

Il punto fermo dello stile. Quello che non c’è passerella che non ne contempli almeno uno, quello largo e in molti casi larghissimo che è il perno di un tailoring extra che non deroga dal comfort. Il pantalone wide-leg e sartoriale è onnipresente in passerella e arriva nella formalità di un gessato (Carolina Herrera), nell’estro di una stoffa cangiante (Casablanca), nella raffinatezza di un grigio totale (Ermanno Scervino), o nel casualwear dal côté seducente dell’abbinamento con un top in lana come fatto da Victoria Beckham. La certezza d’acquisto della stagione fredda. Senza se e senza ma.

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COURTESY OF GIVENCHY

Pantaloni in pelle nera

Altro giro, altro classico. Se c’è qualcuno che azzarda tonalità più briose – tipo Acne Studios che lo declina in rosso e super-skinny, in appoggio a una clog cartoonesca – la stragrande maggioranza delle griffe opta per l’eterno pantalone in pelle nera. Lo fa Fendi che corrobora la raffinatezza dei suoi look prediligendo un leather pant largo e lungo da appaiare ad una giacca dalle maniche a gigot, lo fa, naturalmente, Hermès che lo vuole a corredo di mise a tutta pelle, lo fa Isabel Marant che veste da capo a piedi le sue dive boho-rock di pelle nera, tra blouson, pantaloni e boots simil texani che ravvivano l’insieme con un tocco ottico. Sartoriale, ampio, super-chic nel suo accostarsi ad un altro pezzo di resistenza della moda come la camicia bianca, è infine il leather pant di Givenchy, alchimia (irresistibile) di grinta e classe.

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Umberto Fratini

Pantaloni balloon

Un po’ la versione invernale dei bloomers che furoreggeranno nell’Estate 2026, un po’ alla turca come sarebbero piaciuti a Paul Poiret, con un esubero di stoffa sulla coscia a garantire l’effetto a palloncino. Sfilano pantaloni balloon sulla passerella di Christopher Esber che li progetta tutte pieghe e cinturati a metà, sfilano da Dior che li rimbocca sotto a stivali/texani abbinandoli a marsine settecentesche e t-shirt grafiche, sfilano da Giorgio Armani secondo quel gusto orientaleggiante che è un tic per il re della moda, e sfilano da Ralph Lauren addosso a cavallerizze impellicciate. Da Kenzo, infine, diventano emblema di uno sleepwear in satin zuccherino, tra pantofole e intimo sottosopra. Il pezzo eccentrico di un guardaroba a tratti rétro.


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Pantaloni in velluto

Per total look damascati come da Burberry, per insiemi raffinati sui toni del Borgogna come da Max Mara, in rosso lavico da indossare con blazer e bralette da Roberto Cavalli. Colui che più di tutti indugia sul pantalone in velluto, tuttavia, è Emporio Armani che ne inventaria una rassegna che oscilla dal blu notte al bordeaux al nero, passando per il verde, lo scarlatto e il grigio di un velvet pant a coste e a gamba larga da portare con blouson animalier. Mille declinazioni di un tessuto storico ed eclettico che passa dal voluttuoso all’elegante, al casual senza fare un plissé.

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Pantaloni a sigaretta

Skinny nel caso di Acne Studios che controbilancia l’asciuttezza con stole soffici ed imbottite da avvolgere attorno al girocollo, con la staffa in altri, come da Dries Van Noten che li progetta guardando agli anni Ottanta di colori sgargianti come il blu elettrico. In altri casi ancora, semplicemente pantaloni a sigaretta, si vedano quelli di Prada che li vuole a corredo di abitini pastello, di Sportmax che li pensa come base del suit con blazer da portare a pelle, o di Bally che li immagina sartoriali in combo a chiodi e Mary Jane. Perché di non soli wide-leg si vive.

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Courtesy of Alberto Ferretti

Pantaloni trasparenti

Così come per le gonne, anche i pantaloni subiscono il trattamento see-through, giocando con la trasparenza di tessuti deboli che servono più di una causa. Da Bronx & Banco, ad esempio, sono sartoriali e tempestati di paillettes per completi da regina disco, da Chanel sono in tulle nero sovrapposto ad un abitino ricco di fiocchi tra il sexy e il bon ton, da Giambattista Valli sono in pizzo e a zampa d’elefante, per jolie madame di fine anni Sessanta. E se da Miu Miu sono liquidi e brillanti, come quelli latte e menta portati in pedana da Lou Dillon, da Alberta Ferretti invece, i pantaloni in chiffon sono un concentrato di romanticismo, delicatezza e un pizzico di seduzione da mettere a glossa del tailleur più femminile di stagione.

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Su Mustecaplioglu / Gorunway.com / Courtesy of Altuzarra

Pantaloni cropped

Nell’universo dei larghissimi e lunghissimi, resistono anche loro, i pantaloni cropped con orlo alla caviglia, avvistati a più riprese sulle passerelle dell’Autunno Inverno 2025 2026. A palloncino da Ashlyn, a trombetta da Balenciaga, in pelle da Balmain e da Chloé, in satin da Genny, orientaleggianti da Emporio Armani e sartoriali da Altuzarra, da indossare con blazer architettonici e slingback.

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Pantaloni in toni terrosi

Assodata l’onnipresenza del nero, nello spettro delle tinte arrivano massicciamente anche quelle terrose di marroni in tutte le gradazioni e da Max Mara a N°21, da Schiaparelli a Stella McCartney, da Ermanno Scervino a Uma Wang è tutto un ventaglio di nougat più o meno intensi, declinati tra pelle, lane e sartorie come fatto da Gucci che il pantalone terroso lo abbina alla polo dal colletto appuntito e ton sur ton. Risultato? Raffinatezza al quadrato oltre la solita tinta acromatica.

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Pantaloni flared

Ossia leggermente scampanati sul finale come quelli, in jeans, saliti alla ribalta nel febbraio di quest’anno con la complicità della galattica performance di Kendrick Lamar al Super Bowl, o come quelli recentemente sfoggiati da Natalie Portman sul set di Good Sex che, sartoriali, Borgogna e portati con zeppe, gridano anni Settanta da tutti i pori. Ebbene, di pantaloni flared, se ne vedono parecchi anche sulle passerelle invernali anche se, fatta eccezione per il già citato modello in pizzo di Giambattista Valli, la svasatura è più contenuta, si vedano quelli sartoriali e da piratessa rock di Ann Demeulemeester.

in https://www.elle.com/it/moda/tendenze/g65826349/pantaloni-tendenza-moda-autunno-inverno-2025-2026/

Moda. Nuova stagione nuovi brand: 10 marchi di cui tutti parleranno tra 3, 2, 1…


Con l’autunno alle porte, il ritorno in città si accompagna al desiderio di rinnovarsi. Non solo nell’agenda, fitta di appuntamenti, ma anche nel guardaroba. Le giornate si allungano e le temperature si abbassano, ed è proprio ora che la moda si fa interessante. È il momento ideale per scoprire brand emergenti: nuova stagione, nuovo look.
Autunno-Inverno 2025/2026: 10 trend dalle sfilate
Linee pulite, artigianalità, stile impeccabile: il primo shopping di stagione può diventare l’occasione per rinnovarsi, lasciandosi ispirare da etichette ancora poco note, ma già imprescindibili. O magari per aggiornarnare il guardaroba, grazie ad etichette di cui presto sentiremo sempre più parlare.
Nuovi classici: i brand del momento
Ci sono marchi che, pur calcando già le passerelle o presentando collezioni in calendario, restano ancora fuori dal clamore mediatico. È il caso di Auralee, nato a Tokyo da Ryota Iwai, che ha fatto della ricerca tessile la propria firma: la palette neutra, le linee pulite e il culto per la materia rimandano a un minimalismo contemplativo, raffinato e silenzioso. Su coordinate affini si muove Maria McManus, irlandese di base a New York, che unisce rigore sartoriale e sostenibilità in una proposta chic e colta, dove ogni capo sembra pensato per durare oltre la stagione. Anche Rohe, studio creativo con sede ad Amsterdam, lavora sull’equilibrio tra essenzialità e sofisticazione: le sue collezioni hanno una sensibilità europea e un gusto che richiama il design nordico: è la superstar del momento. Più deciso, urbano e con accenti androgini è invece l’universo di Kallmeyer, fondato da Daniella Kallmeyer a New York: spalle marcate, blazer oversize, pantaloni fluidi e una palette ricercata creano una femminilità sicura. Insieme, questi brand offrono un’alternativa intelligente alle grandi maison: sofisticati, coerenti, lussuosi ma accessibili.
Rohe: linee pulite e sensibilità nordica per un guardaroba essenziale.
C’è chi il proprio look lo costruisce a partire dai capi, e chi dagli accessori. In tal caso, tra i brand nuovi da conoscere troviamo Manu Atelier, fondato a Istanbul dalle sorelle Manco, con le sue borse-scultura dal carattere deciso pe ril giorno e l’ufficio. O DeMellier, marchio londinese amato da celebrity e royal family, che punta su volumi morbidi, tonalità sofisticate e una produzione etica. In un’altra direzione, più simbolica e sensibile, si muove Juju Vera, giovane brand di gioielli diventato virale grazie alla sua collana con pendente a conchiglia, recentemente entrata tra i prodotti più desiderati secondo il Lyst Index. Un oggetto piccolo, ma potentissimo, svolta l’outfit.
Giovani, consapevoli e con uno stile riconoscibile: i brand più hot sul web
Scorrono nei reel, popolano i carrelli virtuali e ispirano wishlist: sono i marchi che piacciono (molto) alla Gen Z e oltre, nati o esplosi online, capaci di interpretare il gusto contemporaneo. Giovani, spesso più accessibili nel prezzo, ma mai banali nello stile. Il primo, Posse, è un brand australiano amatissimo dalle cool girl internazionali, che reinterpreta l’estetica vintage con nuance cipriate e set coordinati dall’allure disinvolta. Dalla Spagna arriva Cordera, che lavora su una palette neutra e volumi generosi con un approccio etico e no-season: i suoi capi oversize e genderless parlano di comfort, durata e autenticità.
Inglese, giovane e ironico è invece Damson Madder, che ha fatto del mix di stampe, colori vivaci e tagli Y2K il proprio punto di forza, con un trench a quadri che ha recentemente fatto impazzire TikTok. Infine, italiana e in ascesa, c’è La Piscine The Label, che unisce una sartorialità delicata a una comunicazione curata, Made in Corea seguendo le new wave dello stile giovanile
Il ritorno si addolcisce grazie a questi nuovi brand di moda che renderanno il rientro più dolce (e glamour). Cambio armadio non ti temo.

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Capelli autunno 2025: cinque grandi idee dalle sfilate



Dalle sfilate della stagione, abbiamo estratto cinque grandi idee. Da suddividere poi in una molteplicità di piccole e ulteriori tendenze. Si tratta di cinque macro trend da seguire, che condensano in loro l’anima della bellezza della stagione autunnale contemporanea. Traiettorie piene di fascino, che vanno incontro all’inverno senza timori e senza rigidità. Con la più grande naturalezza.
Come estate insegna: tagli con texture al naturale

In un certo modo, la lentezza e la naturalezza della bella stagione e delle giornate spensierate senza niente da fare, permangono nei giorni più indaffarati dell’autunno. Lo suggeriscono alcune delle tendenze capelli 2025 dell’autunno. Per esempio, Louis Vuitton (che ha appena lanciato la sua linea make up) indica con estrema grazia ed estrema coolness che si può lasciare che i capelli lunghi vivano della loro texture naturale. Con un piccolo accenno di ritrosa (non corretto dalla piastra…) sulla frangia.

Tendenze capelli autunno 2025: i tagli corti sono bold

Sono piccoli, sono corti ma si vedono. Eccome se si vedono. Perché i tagli corti dell’autunno 2025 non hanno paura di mostrarsi in tutta la loro audacità. Sono tagli bold, caschetti in grassetto (come quello che ha sfilato per Chanel): tanti, decisi, folti. Sono accessori da indossare che completano un outfit.


in https://www.amica.it/2025/08/20/capelli-autunno-2025-cinque-grandi-idee-dalle-sfilate/

I look con i bermuda più eleganti per il rientro in città

Perché una carrellata di look eleganti con bermuda? Perché sono la formula moda più di tendenza per dare una svolta agli outfit del rientro al lavoro in città. Il segreto sta nello scegliere i modelli giusti di bermuda e nell’accostali a top e accessori dal fascino ricercato, senza rinunciare a praticità, funzionalità e comfort. In poche parole, non c’è niente di meglio per il back to work. Nella gallery, 15 idee outfit vincenti e chic da sfoggiare una volta tornate dalle vacanze che rendono protagonisti i bermuda. In foto, Quelli scuri in denim si fanno più sofisticati se abbinati a una blusa minimale dai panneggi morbidi e ai sandali fisherman.

Purple, Sign of the times. Moda e Musica in fiera durante la Milano Fashion Week settembre 2025

 La Milano Fashion Week di settembre 2025 si prepara a presentare una novità entusiasmante: Purple – Sign of the Times. Questo innovativo format fieristico unisce moda e musica in un evento pensato per coinvolgere un pubblico ampio e diversificato. Organizzato da Fiera Milano in collaborazione con M.Seventy, la società guidata da Massimiliano Bizzi, fondatore del noto salone White, Purple rappresenta il primo format B2C della sua categoria. L’obiettivo è chiaro: rendere la settimana della moda più inclusiva e accessibile a tutti.

L’Evento:  Purple-Sign of the Times

Purple si svolgerà dal 26 al 28 settembre 2025 presso gli spazi di Fiera Milano (Rho). Questo evento unico promette di trasformare gli spazi espositivi in un ambiente vibrante, dove la moda e la musica si incontreranno in modo innovativo. Durante questi tre giorni, i visitatori potranno immergersi in un’esperienza completa, che va ben oltre la semplice esposizione di abbigliamento e accessori.

L’evento si svolgerà dalle 12:00 alle 00:00, garantendo una lunga e affascinante giornata di attività. Ogni marchio avrà a disposizione uno spazio personalizzato, creando un’atmosfera di interazione e coinvolgimento. Inoltre, diversi palchi dislocati nelle piazze della kermesse ospiteranno talenti musicali di livello internazionale, che si esibiranno in performance esaltanti. Massimiliano Bizzi ha affermato: “Questo progetto è un’opportunità per le aziende di farsi conoscere e per attrarre un pubblico giovane.”

La Milano Fashion Week 2025 – settembre

La Milano Fashion Week è uno degli eventi più importanti nel panorama della moda globale. Ogni anno, attira designer, buyer e influencer da tutto il mondo. Con l’introduzione di Purple, la settimana della moda del 2025 si trasforma in un palcoscenico non solo per i marchi affermati, ma anche per artisti emergenti e nuove idee. Questa nuova iniziativa mira a democratizzare l’accesso alla moda, rendendo l’evento più ricettivo e in sintonia con le esigenze della nuova generazione.

Le Novità

Una delle innovazioni più significative di Purple è la creazione della Purple City. In questo spazio espositivo, le aziende potranno personalizzare le loro Purple House, creando un ambiente unico in cui potranno esprimere la loro identità e attrarre i visitatori. Questo layout innovativo consentirà di organizzare contest, presentazioni, performance artistiche, e workshop, offrendo un’esperienza interattiva senza precedenti.

Inoltre, il primo artista a confermare la sua partecipazione è Achille Lauro. Durante la conferenza di presentazione, ha sottolineato l’importanza di un approccio inclusivo nella moda, affermando: “Milano ha bisogno di un atteggiamento inclusivo ed è importante che la moda emergente parli al grande pubblico, in quanto espressione culturale.” La contaminazione tra moda e musica, secondo Lauro, è essenziale per ampliare il messaggio e lanciare nuove tendenze.

Collaborazioni Strategiche

Tra i partner del progetto ci sarà Warner Music Italia, che si occuperà della selezione degli artisti che si esibiranno sui palchi allestiti nelle Purple Square. Questo garantirà una line-up di headliner internazionali, star della scena musicale italiana e DJ di ricerca. Anche Radio 105, radio ufficiale dell’evento, sarà presente con una postazione dedicata, trasmettendo live dall’evento e creando un legame diretto con il pubblico.

In aggiunta, realtà come Slam Jam, Pezzo di Studio e Certo daranno un contributo significativo alla creatività e alla comunicazione social di Purple. Queste organizzazioni, già affermate nel panorama urbano e contemporaneo, porteranno freschezza e innovazione all’evento. Infine, Beppe Angiolini, CEO di Sugar, assumerà il ruolo di fashion consultant, contribuendo a dare ulteriore valore all’iniziativa.

Il sito Ufficiale di Purple: https://www.purplemilano.com

Cos'è il color blocking e perché funziona nella moda: la tendenza per creare un forte impatto visivo

L'idea alla base di questo trend è quella di giocare con i colori, individuando gli abbinamenti più azzeccati e meno usuali. E le star seguono il trend.

Nel 2025 è tempo di dimenticare tutto quello che si sapeva sugli abbinamenti. Sembra ormai superato il coordinare il colore della maglia con quello dei pantaloni o quello della borsa con quello delle scarpe. Ora, soprattutto quest'estate, sono sempre più presenti (anche sui social e anche da esperti) outfit spaiati, creati capi dai colori audaci tra loro. E anche se potrebbe sembrare caotico, la cosa sorprendente è che gli outfit risultano tutti chic, personali ed eleganti. Si chiama color blocking e, nell'interior design come nella moda suggerisce l'accostamento di blocchi di colori vivaci e spesso contrastanti per creare un forte impatto visivo. L'idea alla base di questo trend è quella di giocare con i colori, individuando gli abbinamenti più azzeccati e cool. Gonne a righe blu abbinate a Mary Jane rosse. Giacche blu polvere con shorts rosa cipria. Ma non è tutto. Le it girl di New York stanno sostituendo i loro soliti completi total black con altre combinazioni di colori come arancione e verde o rosa e viola. Queste idee di outfit colorati mostrano come le persone stiano rendendo il trend color-blocking un elemento unico e personale. Senza dubbio sembrano scelte
audaci. E un po' lo sono. Ma in realtà sono facili da ricreare e alla portata di chiunque, anche di chi ama vestire in modo minimalista.

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