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Nel ‘Ranking ICCA 2025’, Bologna ha registrato il proprio record storico di 47 congressi internazionali ospitati

 

Un nuovo record storico per il turismo congressuale: Bologna si attesa seconda meta in Italia, trentaquattresima al mondo. Daniele Ravaglia, presidente di Fondazione Bologna Welcome, parla così di "un ecosistema che lavora insieme e sa crescere". I numeri emergono dall’UIA International Meetings Statistics, che fotografa gli incontri internazionali organizzati nel 2025: le Due Torri conquistano per la prima volta il 34° piazzamento, salendo di ben 14 posizioni rispetto al 2024. E ancora: Bologna passa dal 4° al 2° posto in Italia, dietro soltanto a Roma e prima di Milano.

Ravaglia, questi dati cosa evidenziano secondo lei? "Si tratta del miglior posizionamento mai raggiunto dalla città nella classifica. Un risultato di cui essere orgogliosi, che conferma la forte crescita di Bologna come destinazione internazionale per il turismo congressuale. E non si tratta dell’unico indice a certificare questo percorso".

Ci dica di più. "Nel ‘Ranking ICCA 2025’, Bologna ha registrato il proprio record storico di 47 congressi internazionali ospitati".

Un altro motivo di vanto? "Sono riconoscimenti, basati su numeri oggettivi, che raccontano una Bologna che cresce sul piano internazionale e che lo fa a ritmi importanti. Le classifiche citate, che fotografano segmenti complementari del mondo dei meeting, insieme restituiscono con chiarezza la crescita della nostra città nel segmento del turismo congressuale".

Bologna deve puntare ancora su questo segmento? "Il turismo congressuale è frutto di un coordinamento efficace tra tante realtà, dall’Università alla Sanità, fino alla Fiera e alle grandi aziende. E ha il pregio di contribuire alla crescita del capitale culturale della città e alla costruzione di un ecosistema sempre più orientato a ricerca e innovazione. Dal lato nostro, è stato fondamentale l’apporto del Convention Bureau, struttura interna alla Fondazione, che sotto la responsabilità di Anna Bettelli. Quello congressuale non è un settore che riguarda soltanto chi organizza i congressi, ogni evento internazionale produce ricadute sull’intera destinazione: alberghi, ristorazione, commercio, trasporti, servizi, cultura, accoglienza. Quello congressuale è turismo altospendente che cerca un’offerta qualificata. Crediamo che questo segmento del turismo possa essere almeno in parte una risposta alle urgenze indicate dalla filiera".

Quali i prossimi passi, allora? "Abbiamo sottoscritto una convenzione con Emirates, compagnia aerea degli Emirati Arabi, per favorire l’arrivo a Bologna di turisti con elevata capacità di spesa. L’obiettivo che ci siamo dati è quello di far aumentare sempre di più il tempo di permanenza dei turisti, anche attraverso quella formula che chiamiamo business-leisure, che mira a coniugere la presenza in città per lavoro con la possibilità di fermarsi ulteriormente per attività turistiche e ricreative". Rispetto a quanto detto sul Carlino da Federalberghi, in merito alla configurazione pubblica di Bologna Welcome, c’è una riflessione? "Comprendo che la trasformazione nel 2023 da realtà pubblico-privata partecipata anche dalle associazioni rappresentative della filiera all’odierna natura di Fondazione pubblica possa dare il senso di una minore centralità. È centrale lavorare insieme, il ruolo degli operatori privati e delle loro rappresentanze è essenziale per continuare a far crescere Bologna. I risultati che stiamo ottenendo nel segmento congressuale dimostrano che quando si lavora nella stessa direzione, la destinazione è in grado di competere ai massimi livelli. I margini di miglioramento sono ancora ampi su tanti fronti, c’è bisogno del contributo di tutti".
Il Resto del Carlino

Enit e dati ICCA / L’ITALIA 5° PAESE AL MONDO PER IL TURISMO CONGRESSUALE INTERNAZIONALE


L’Italia scala la classifica mondiale del turismo congressuale posizionandosi tra i primi cinque Paesi nel mondo con 515 meeting internazionali svolti nel Bel Paese nel 2017 (ENIT su dati ICCA). In testa gli USA (941 meeting), quindi la Germania (682), UK (592), Spagna (564). Dopo l’Italia si posizionano Francia (506 meeting), Giappone (414), Cina (376), Canada (360), Paesi Bassi (307). Roma è la prima città italiana per meeting internazionali. La capitale si colloca invece al 20esimo posto su scala mondiale con 96 meeting. (ENIT su dati ICCA International Congress and Convention Association)
Il turismo per business, al netto dell’indotto, genererà a consuntivo 2018 un giro d’affari di 40,4 milioni di dollari (+3,7%). Lo stesso dato propiettato al 2028 raggiungerà quota 45,1 milioni. In Italia l’incremento del 2018 sul 2017 è al di sopra di quello stimato per l’Europa (+3,2%) e in linea con lo sviluppo previsto a livello globale (3,8%). (ENIT su WTTC)
E’ quanto emerge dal Rapporto dell’Ufficio Studi di ENIT Agenzia Nazionale del Turismo, elaborato su dati WTTC World Travel & Tourism Council(Travel & Tourism Economic Impact 2018), Banca d’Italia (Il turismo internazionale dell’Italia 2017), Federcongressi (Osservatorio italiano dei congressi e degli eventi) e ICCA International Congress and Convention Association. Il Report è stato preparato in occasione di Imex America Las Vegas, che si è chiuso il 18 ottobre. Si tratta del primo evento nel mondo del comparto turismo congressuale e ha visto la partecipazione italiana coordinata da ENIT.
Fatta cento la spesa in Italia dei turisti in entrata, si legge ancora nel Rapporto, quello per vacanze incide in misura del 79,9%, il turismo per business per il 20,1%. (ENIT su WTTC)
La classifica per spesa degli stranieri in entrata in Italia relativa alla voce business travel registrata nel 2017  vede la Germania al primo posto (730 milioni di euro), la Francia al secondo (486 milioni), seguita da Regno Unito (434), USA (281), Spagna (248). Se si considera, invece, la spesa per turismo per vacanze, la Germania si posiziona ancora in testa (4 miliardi e 945 milioni euro), di seguito USA (3 miliardi e 341 milioni), Francia (2 miliardi e 427 milioni ), Regno Unito (2 miliardi e 089 milioni) e Austria (1 miliardo e 186 milioni). (ENIT su Banca d’Italia)
Nel 2017 le entrate per turismo di lavoro sono state 5 miliardi e 306 milioni di euro (+3,5% sul 2016) corrispondenti a una spesa media pro-capite giornaliera di 129,9 euro. Le entrate per turismo per vacanze sono state di oltre 26 miliardi (+8% sul 2016) con spesa media pro-capite giornaliera pari a 112,8 euro (ENIT su Banca d’Italia).
Andando più in profondità sul turismo congressuale, lo scorso anno (2017) gli eventi realizzati in Italia sono stati 398.286 (+2,9%), pari a 29,1 milioni di partecipanti (+3,2%) e 43,4 milioni di presenze (+1,6%). Per il 56,9% si è trattato di eventi locali, il 35,2% nazionali e il 7,9% internazionali. I partecipanti erano così composti: 48,2% locali, 40,5% nazionali e 11,3% internazionali. (Enit su dati Federcongressi)
Gli investimenti in risorse umane per il mercato dei congressi nel 2017 hanno inciso per il 25,7% sul totale  (24,2% in programma per il 2018), in strutture per il 38,8% (33,4% 2018), infrastrutture e servizi 39,1% (40,1% 2018), 63% tecnologie (51,9% 2018). (ENIT su dati Federcongressi)