Perché i centri storici in Francia sono pieni di negozietti uno diverso dall’altro

 

La Francia è pioniera in Europa per il sostegno ai negozi di vicinato e dice no ai centri storici trasformati in grandi centri commerciali tutti uguali.
Rispetto agli altri Paesi, il governo transalpino ha messo a punto una serie di programmi per riqualificare i centri urbani e contrastare la desertificazione commerciale, favorendo l’insediamento di nuove attività e il riposizionamento di quelle già esistenti

La Francia è il primo paese europeo ad aver predisposto un articolato programma di interventi per sostenere i negozi di vicinato. Si va da “Action Coeur de Ville” – piano nazionale lanciato nel 2018 per rivitalizzare i centri di 244 città – a “Petites Villes de Demain”, analogo al primo ma circoscritto ai comuni fino a 20mila abitanti e Villages d’Avenir che sostiene i piccoli comuni rurali francesi sotto i 3.500 abitanti nella riqualificazione dei centri storici e nell'apertura di nuovi negozi di prossimità fino al “Plan d'Action National pour redonner vie au commerce de proximité”, pacchetto di 9 misure strategiche focalizzate sul finanziamento delle “foncières de redynamisation” – società a capitale misto che acquistano, ristrutturano e rimettono sul mercato i locali commerciali sfitti – sull'accompagnamento digitale e sulla gestione degli spazi.

Finanziare, accompagnare e sviluppare il commercio cittadino
Il programma Action Coeur de Ville è stato inizialmente dotato di 6 miliardi di euro distribuiti su cinque anni (2018-2022) e successivamente rifinanziato con ulteriori 5 miliardi (2023-2026). Il contributo della Banque des Territoires, partner chiave del programma, è pari a 2,5 miliardi di euro.

Il governo è già al lavoro per prorogare il piano (Atto III)
Queste risorse non sono destinate esclusivamente ai negozi ma finanziano un piano integrato che include il recupero degli immobili, l'arredo urbano, la mobilità, potenziamento dei trasporti pubblici, migliori collegamenti con le periferie urbane e periurbane e la riqualificazione dei locali commerciali.  Tra gli interventi, è previsto il risanamento delle aree intorno alle stazioni ferroviarie per intercettare il flusso dei pendolari e convogliarlo verso gli esercizi commerciali

Piano Nazionale: 9 misure per rilanciare il commercio di prossimità
Il piano d’azione nazionale si articola su tre assi strategici.

1.   Finanziamenti per rilevare i negozi vuoti

2.   Accompagnare i territori nella transizione commerciale

3.   Sviluppo delle attività nei territori fragili

Ciascun asse si compone di tre misure. È stata creata una Società Immobiliare Nazionale (Foncière Nationale), finanziata dallo Stato e dalla Banque des Territoires, dedicata esclusivamente all'acquisto e alla riqualificazione dei locali commerciali nei centri storici in crisi.

La prima misura vede un impegno dello Stato nel sostenere i sussidi e i prestiti a lungo termine per le società immobiliari regionali e comunali, bloccando il caro-affitti e favorendo l'insediamento di nuove botteghe artigiane.

Il secondo punto del piano di interventi prevede altrettante misure a partire dal finanziamento dei “Manager di Commercio” che operano come registi della rigenerazione commerciale urbana. Tra i loro compiti figurano la mappatura dei locali sfitti, il confronto con i proprietari immobiliari per contenere le dinamiche speculative sui canoni di locazione e la ricerca attiva di artigiani, cooperative e imprenditori indipendenti da insediare negli spazi disponibili. L’obiettivo è realizzare un mix merceologico equilibrato, capace di rafforzare l'attrattività economica dei centri urbani ed evitare un'eccessiva concentrazione di attività appartenenti alla stessa categoria.

L’ultimo punto del programma si focalizza sulla modernizzazione, spingendo i negozianti verso la digitalizzazione e l'adozione di nuove tecnologie commerciali per accelerare la transizione circolare e campagne di comunicazione per attirare i giovani verso le professioni del commercio di prossimità, agevolando il passaggio generazionale.  La Misura 9 – “Made in local” – prevede la messa a disposizione temporanea di locali sfitti ad artigiani e commercianti locali al fine di testare l’insediamento di nuove attività e valorizzare il know-how artigianale.

Un modello sostenibile sul piano sociale e urbanistico
Il pacchetto di soluzioni messo in campo dal governo offre una serie di opportunità che vanno dai contributi finanziari a fondo perduto alle agevolazioni per l'avvio all'installazione di nuove attività commerciali nei centri storici, rendendo i negozi più attrattivi rispetto ai grandi centri commerciali di periferia. Ai sindaci delle città aderenti sono attribuiti poteri straordinari: possono bloccare o congelare l'apertura di nuovi centri commerciali o ipermercati nelle periferie per proteggere il commercio cittadino.

Canoni ridotti e affitti progressivi
Chi decide di aprire un'attività in un locale gestito dalla Foncière può beneficiare di un affitto progressivo. Nei primi anni di attività il canone parte da una quota ridotta (70-80% in meno del valore di mercato). L’importo aumenta gradualmente quando il giro d'affari del negozio si è stabilizzato. Attraverso il Fondo per la Ristrutturazione dei Locali Artigianali e Commerciali (FRLA) lo Stato francese eroga sussidi per coprire i costi di riqualificazione strutturale delle mura. Questo fondo riduce il rischio d'impresa per chi decide di aprire una nuova attività in centro città. 

La “Carta delle città dello shopping”
Altro progetto governativo a lunga scadenza (2025-2035) è la “Carta delle città dello shopping”, che stabilisce impegni reciproci tra i comuni e gli esercenti per combattere la chiusura dei negozi e modernizzare i centri urbani.

Gli obiettivi? Sostenere l'innovazione e la diversificazione dell'offerta commerciale per rendere la città attraente in tutte le stagioni; rivitalizzare il tessuto commerciale e artigianale dei territori; organizzare eventi e iniziative mirate a riportare i consumatori nelle vie del centro.

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Nuovamente accessibile il chiostro della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura a Roma. Custodisce oltre otto secoli di storia e una ricca galleria lapidaria. L'inaugurazione ufficiale è prevista dopo l'estate


San Lorenzo fuori le Mura, restaurato il chiostro medievale
Dopo l'intervento conservativo realizzato nell'ambito del programma Caput Mundi-PNRR, è nuovamente accessibile il chiostro della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura a Roma. Custodisce oltre otto secoli di storia e una ricca galleria lapidaria. L'inaugurazione ufficiale è prevista dopo l'estate
 
Paolo Ondarza – Città del Vaticano

Cinquantasei archi si susseguono intorno a un piccolo giardino. Le colonne di marmo, quasi tutte provenienti da edifici romani più antichi, scandiscono uno spazio nel quale architettura e natura sembrano ancora custodire il ritmo della vita monastica. Dopo il restauro, il chiostro medievale della Basilica di San Lorenzo fuori le Mura, a Roma, è tornato dallo scorso luglio accessibile al pubblico. L'inaugurazione ufficiale è prevista dopo l'estate.

Un luogo raccolto, sebbene inserito in uno dei quartieri più trafficati di Roma, ad un passo dal cimitero monumentale del Verano e dalla città universitaria. Il complesso, custodito da metà Ottocento dai Frati Minori Cappuccini, conserva da oltre otto secoli nel chiostro una vocazione al silenzio, alla meditazione e alla preghiera.

Il cuore del monastero
Costruito alla fine del XII secolo, durante il pontificato di Clemente III, il chiostro costituisce il cuore dell'antico complesso monastico. La sua pianta non è perfettamente quadrata, ma trapezoidale: una forma insolita dovuta alla necessità dei costruttori medievali di adattarsi alla presenza di edifici più antichi.

L'accesso avviene oggi dalla sagrestia. Un portico sorretto da colonne di granito grigio con capitelli ionici di reimpiego precede un portale quattrocentesco in marmo bianco che introduce al chiostro vero e proprio. L'ambulacro circonda il giardino attraverso la successione di cinquantasei archi a tutto sesto, sostenuti da altrettante colonne in marmo bianco.

Pietre antiche per una nuova architettura
Quasi tutte le colonne sono di reimpiego. Provengono cioè da costruzioni romane precedenti e furono recuperate dai costruttori medievali per essere inserite nel nuovo complesso. Alcune conservano ancora gli interventi eseguiti dai lapicidi per uniformarne l'altezza; nella sequenza, due si distinguono dalle altre: una presenta il fusto decorato a squame, l'altra è scanalata.. A coronarle sono semplici capitelli a stampella, la cui essenzialità contribuisce all'equilibrio dell'insieme.

Una pratica, quella del reimpiego, che racconta anche il particolare rapporto della Roma medievale con la propria storia: le pietre dell'antichità non vengono semplicemente conservate, ma ricevono una nuova funzione e partecipano alla costruzione dello spazio sacro cristiano.

Un chiostro trasformato nei secoli
L'immagine che oggi si presenta al visitatore è il risultato di una lunga stratificazione. Originariamente il piano superiore era interamente aperto da polifore. L'ampliamento del monastero e la costruzione dei dormitori portarono successivamente alla chiusura o alla trasformazione di molte aperture. Nel 1452, durante il pontificato di Niccolò V, alcune furono sostituite da finestre rettangolari e crociate ancora riconoscibili.

Sport & Business Expo: come cambia la gestione dei trasferimenti nel calcio moderno

 L'evoluzione delle trattative e della finanza sportiva si conferma uno dei temi centrali nei principali forum espositivi legati al business dello sport. Le recenti operazioni di mercato, come lo scambio di prestiti strutturato tra Sassuolo e Cagliari per Sebastiano Esposito o il trasferimento di Van der Brempt dal Como, mostrano il ricorso a formule contrattuali flessibili ed economie scalabili tra i club della massima serie.

Nel corso dei meeting di settore dedicati al management sportivo, analisti e dirigenti evidenziano come la digitalizzazione dei dati prestazionali e le piattaforme di scouting abbiano velocizzato i tempi di negoziazione negli ultimi giorni di mercato, ridefinendo gli standard dell'industria calcistica internazionale.

Milano allinea le fiere della moda a settembre: la nuova strategia B2B in anticipo sulla Fashion Week

 


L'infrastruttura fieristica milanese rinnova la sua centralità nell'economia globale della moda con una scelta strategica di forte impatto. Nel settembre 2026, l'intera filiera del comparto coordinerà i propri appuntamenti a Fiera Milano Rho, anticipando l'avvio della Milano Fashion Week per offrire ai buyer internazionali una piattaforma espositiva unica e integrata.

Il calendario vedrà lo svolgimento in parallelo e in successione di sei manifestazioni di rilievo — tra cui Milano Fashion&Jewels, MICAM, MIPEL, TheOneMilano, Lineapelle e Simac Tanning Tech — coprendo l'intera catena del valore, dal prodotto finito fino ai materiali, alla pelle e alle macchine per la lavorazione. Un approccio d'insieme ideato per ottimizzare la presenza dei visitatori professionali e facilitare la gestione degli ordini commerciali in una fase di mercato orientata all'efficienza e alla tracciabilità sostenibile.

Questa concentrazione di format espositivi dimostra come il modello Milano sappia evolversi per rispondere alle sfide globali, trasformando l'area fieristica di Rho in un hub d'affari e d'innovazione senza pari per il sistema moda.

Fiera Milano, semestre d’oro: si riparte con la moda. Ad aprire la corsa verso fine anno saranno le scarpe di Micam


 La Prealpina

È scattato il conto alla rovescia per la stagione fieristica 2026-2027. A metà settembre, infatti, i padiglioni di Fiera Milano di Rho riapriranno i battenti. Dal 13 settembre fari puntati su Micam, il più importante evento mondiale per il settore calzaturiero, giunto ormai all’edizione numero 102. Come da tradizione aziende, buyer e operatori di mezzo mondo si incontreranno per conoscere da vicino le tendenze della primavera-estate 2027, confrontarsi sui nuovi scenari del mercato e sviluppare opportunità di business in uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’industria delle scarpe di qualità.

Il sistema fashion

Da tempo il fashion italiano ha fatto sistema e si propone ai compratori di tutto il mondo con un bouquet di manifestazioni ospitate nei padiglioni di Rho. Così in contemporanea (o quasi) oltre a Micam, ci sarà spazio anche per Mipel, il salone internazionale della pelletteria, e per Fashion & Jewels, con il meglio delle collezioni di marchi del bijoux. Per Filo, che espone le collezioni di filati e materiali tessili di aziende italiane e internazionali selezionate sulla base di rigidi criteri di qualità, innovazione e sostenibilità socio-ambientale, come per Lineapelle, mostra internazionale di pelli, accessori, componenti, tessuti, sintetici e modelli, e per Simac Tanning Tech, manifestazione di riferimento per il settore delle macchine e tecnologie per le industrie calzaturiera, pellettiera e conciaria.

Momento d’oro

Fiera Milano sta vivendo un momento d’oro. «È merito della forza delle nostre manifestazioni, la capacità di attrarre e organizzare fiere e congressi di rilevanza internazionale», aveva dichiarato Francesco Conci, amministratore delegato e direttore generale di Fiera Milano, commentando i ricavi record di fine 2025: 380 milioni di euro, in crescita del 39,1%. Per altro, è andato decisamente bene anche il primo semestre del 2026 con ricavi pari a 245,7 milioni di euro, in crescita del +38,2% rispetto ai 177,9 milioni di euro registrati nel primo semestre del 2025. La chiusura dell’esercizio 2026 potrebbe regalare ulteriori record. A sostenere la performance sono stati «il contributo delle attività legate ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina superiore alle attese, un calendario fieristico particolarmente favorevole (a cominciare dal Salone del Mobile e da Tuttofood), e l’ampliamento del perimetro del Gruppo con l’ingresso di Expotrans ed Emac e l’acquisizione di Stipa (società italiana leader nella progettazione e realizzazione di allestimenti fieristici personalizzati di alta gamma), ma soprattutto un percorso di evoluzione che continua a rafforzare il posizionamento competitivo come piattaforma internazionale sempre più integrata al servizio delle imprese, delle filiere e dei territori»», per dirla sempre con Conci. Proprio l’ad ha comunicato come Fiera Milano stia inoltre «ridisegnando i propri spazi espositivi per renderli sempre più dinamici, modulari e flessibili, capaci di adattarsi rapidamente alle esigenze dei diversi format e di offrire un’esperienza sempre più coinvolgente a pubblico, espositori e organizzatori».

Emerging Designers torna a MICAM con dodici nuovi protagonisti del footwear internazionale




Il progetto dedicato allo scouting dei talenti emergenti rafforza il ruolo di MICAM come piattaforma internazionale per la crescita creativa e imprenditoriale delle nuove generazioni di calzature 

Milano, 3 agosto 2026 – Alla prossima edizione di MICAM, in programma dal 13 al 15 settembre 2026 a Fiera Milano Rho, torna Emerging Designers, l’area dedicata allo scouting dei nuovi talenti della calzatura internazionale realizzata in collaborazione con la società Honegger, attiva da oltre 50 anni nel marketing fieristico internazionale. Il progetto conferma la volontà della manifestazione di investire nella ricerca creativa e nell’individuazione di marchi emergenti con potenziale di sviluppo sui mercati globali. “Sostenere i nuovi talenti significa investire nel futuro dell’intera filiera calzaturiera. Con Emerging Designers vogliamo offrire ai designer emergenti non solo visibilità internazionale, ma anche un contesto concreto di relazione con buyer, aziende e operatori del settore. MICAM Milano nasce come luogo di incontro tra creatività e mercato, e questo progetto rappresenta in modo emblematico la nostra missione di accompagnare l’evoluzione del footwear internazionale”, commenta c Presidente di MICAM e Assocalzaturifici. Nato nel 2018, Emerging Designers è diventato uno dei format più riconoscibili di MICAM. Ogni anno prevede la selezione di dodici designer a cura di una giuria composta da figure del sistema moda e della comunicazione, presieduta da Ernesto Esposito. Quest’anno la squadra era formata da Sabrina Donadel, Ada Kokosar, Americo Cacciapuoti, Bojan Kostic e Sergio Zambon, insieme ai rappresentanti di MICAM Giovanna Ceolini, Presidente della manifestazione, e Giorgio Possagno, Amministratore Delegato. I 12 talenti esporranno le proprie collezioni a MICAM in un’area espositiva dedicata a loro e progettata per favorire la visibilità dei brand e l’incontro con buyer, aziende e operatori internazionali. I designer selezionati parteciperanno inoltre al programma di MICAM Next, presentando il proprio percorso creativo e la propria visione del futuro. Per l’edizione di settembre 2026 sono stati selezionati i marchi Éeclat, En Talons, Joel Wijangco, Maliko, Moon2gether, Nalebe, Paidal, Raphia, Stefano Mugnai, Te Dreamers Club, Tenconi e Wud. La selezione restituisce un panorama internazionale caratterizzato da approcci progettuali differenti, nei quali dialogano artigianalità, ricerca sui materiali, innovazione costruttiva e reinterpretazione contemporanea dei codici della calzatura. Più che una tendenza dominante, emerge una comune attenzione alla sperimentazione, alla qualità progettuale e alla funzionalità del prodotto. Le collezioni selezionate riflettono l’evoluzione del mercato contemporaneo, in cui design, comfort e identità del brand assumono un ruolo sempre più centrale. Emerging Designers si conferma così un osservatorio sulle future traiettorie del comparto calzaturiero e un laboratorio di crescita per nuovi marchi nazionali e internazionali, consolidando il ruolo di MICAM come piattaforma di sviluppo per i talenti emergenti del settore. "«Emerging Designers rappresenta il nostro impegno nel sostenere l'innovazione e accompagnare la crescita di nuove generazioni creando opportunità di incontro con il mercato internazionale», commenta Giorgio Possagno, Amministratore Delegato di MICAM. “Siamo arrivati alla nona edizione di Emerging Designers e, ancora una volta, vediamo come la creatività possa trovare in MICAM un’opportunità concreta di sviluppo. L’obiettivo è mettere in contatto idee progettuali, competenze produttive e mercato internazionale, accompagnando i designer nel percorso che porta dalla ricerca creativa alla costruzione di un’impresa”, commenta Ernesto Esposito, presidente della giuria di Emerging Designers. Appuntamento a MICAM dal 13 al 15 Settembre a Fiera Milano Rho.

Fonte: Comunicato Stampa micam.it

(Segnalazione Web a cura di Albana Ruci)

Al Ragusa Foto Festival una riflessione per immagini sui gesti, i riti, i paesaggi e le relazioni che lo abitano per leggere le trasformazioni dell'Europa contemporanea

Il Sud d’Italia come punto di osservazione per guardare e leggera la storia che attorno al Mediterraneo continua a scriversi ogni giorno. Farlo attraverso degli archetipi: i gesti, i riti, i paesaggi, le relazioni che pur trasformandosi, persistono attraverso i secoli e i confini. Quelli che possono considerarsi l’ossatura profonda di ogni identità. Con la consapevolezza che comprendere il Mezzogiorno significa osservare da vicino alcune delle trasformazioni che attraversano l’Europa contemporanea.
È dedicata proprio agli "Archetipi mediterranei" l’edizione di quest’anno del Ragusa Foto Festival, la piattaforma culturale internazionale, ideata da Stefania Paxhia e promossa dall’Associazione culturale Antiruggine che dal 2012 promuove una ricerca fotografica che possa raccontare - attraverso mostre, letture portfolio, workshop, incontri e intrattenimento - le trasformazioni e i cambiamenti che stiamo vivendo, nella convinzione che la cultura non sia un lusso da importare dalle grandi capitali ma da costruire con un una prospettiva propria. L’edizione 2026 (le giornate inaugurali dal 27 al 30 agosto; le mostre fino al 27 settembre) sviluppa un’indagine visiva per osservare i territori, le relazioni, le forme quotidiane dell’abitare nei luoghi più decentrati in cui le trasformazioni sociali diventano più visibili. Con la nuova direzione artistica di Alessandra Mauro (direttrice editoriale di Contrastobooks), il Festival consolida un’evoluzione naturale: il dialogo tra qualità curatoriale e territorio si fa più profondo puntando alla produzione di lavori inediti che parlano alla Sicilia e al mondo insieme, mantenendo il rigore dei circuiti fotografici internazionali e il radicamento nei propri luoghi — attraversandone le fragilità, i conflitti e le possibilità.
“Se gli archetipi sono dunque i gesti, i riti, le relazioni che persistono attraverso secoli e confini, di questi archetipi si nutre ancora la nostra cultura e il nostro sguardo. Il Ragusa Foto Festival offre un’occasione per pensare la nostra contemporaneità con consapevolezza e grazia”, afferma Alessandra Mauro. “C’è un archetipo in più: il Festival stesso” commenta Stefania Paxhia, fondatrice della manifestazione. “Da quattordici anni in un angolo di Sicilia lontano dai circuiti culturali più noti, si continua a produrre cultura di qualità, che sorprende ancora proprio perché nasce dove meno te lo aspetti”.
Il programma espositivo comprende undici mostre — tra personali e collettive, confronti generazionali, progetti e residenze — diffuse tra palazzi barocchi, chiese sconsacrate e i giardini di Ragusa Ibla: sei di queste sono produzioni inedite, lavori commissionati, sviluppati e prodotti direttamente dal Festival. Come Niscemi. Un racconto, realizzato in esclusiva da Alessio Mamo – siciliano, fotoreporter per The Guardian, doppio vincitore del World Press Photo – in mostra a Palazzo La Rocca: Niscemi è una città colpita da una frana ma anche un luogo in cui il presente continua a ridefinirsi ogni giorno. il progetto documenta e osserva allora non la spettacolarizzazione della ferita e della frana del gennaio 2026, ma una comunità che si riorganizza e continua a immaginare il proprio futuro. Un progetto inedito che sarà presentato durante le giornate inaugurali dall’autore in dialogo con Nello Scavo, scrittore e inviato di Avvenire.
Piazza Bella Piazza è la produzione originale del Festival dedicata alle piazze italiane intese come luoghi di identità, incontro e memoria condivisa delle nostre aree urbane e della nostra tradizione mediterranea. Il progetto è una grande mostra collettiva che si apre con un prologo d’autore affidato alle opere di Enzo Sellerio, Gianni Berengo Gardin, Roberto Koch e Lorenzo Cicconi Massi, cui si affiancano i lavori di quattro fotografi italiani – Tommaso Ausili, Diana Bagnoli, Francesco Bellina e Irene Starita – che hanno attraversato il Paese fotografando le piazze contemporanee. Per la terza edizione della residenza d’artista, concepita in esclusiva per il Festival con il sostegno di Fondazione Banca Agricola Popolare di Ragusa, a Palazzo La Rocca è in mostra il lavoro inedito di Anna Di Prospero, intitolato La pietra che ha fatto Ragusa. Durante la sua permanenza, l’artista ha reinterpretato attraverso il proprio sguardo le aree industriali iblee legate alla figura di Cesare Zipelli – ingegnere, economista, filantropo e appassionato d’arte – protagonista del grande passato imprenditoriale del territorio ibleo.
L’omaggio ai grandi artisti quest’anno è dedicato a Massimo Vitali e alle sue Spiagge d’Italia – vero archetipo della nostra contemporaneità mediterranea. Anche Vitali sarà presente alle giornate inaugurali. Si tratta di una selezione di immagini di grande formato, esposte nei principali musei e fondazioni internazionali, allestita nella chiesa sconsacrata di San Vincenzo Ferreri. Un racconto "leggero e profondo insieme" di noi che dialoga con quello che avviene "Dall'altra parte del Mediterraneo”, la sezione che apre il dialogo verso i territori vicini con cui condividiamo il nostro mare e la nostra cultura. Ed ecco i Saluti dal Mousganistan, il progetto di Mous Lamrabat, fotografo di origine marocchina cresciuto in Belgio, collaboratore di Vogue Arabia e GQ Middle East. Il suo lavoro, ironico e sottile, intreccia cultura nordafricana, immaginario pop e fotografia fashion per riflettere sui temi dell’identità e dell’appartenenza. Le sue opere sono grandi affreschi che mescolano l'estetica occidentale e quella marocchina per raffigurare molteplici verità senza sacrificare il piacere della bellezza. Tra le voci più riconosciute della fotografia tunisina contemporanea, Zied Ben Romdhane, fotografo dell’Agenzia Magnum, in Under the Sand indaga i contrasti tra le zone costiere e l'entroterra della Tunisia, mostra l’avanzare della desertificazione nel sud del paese e il modo in cui il paesaggio trasforma la vita delle comunità locali, nel fragile equilibrio tra essere umano e natura.
Una riflessione sul fenomeno della migrazione e sul ruolo dei migranti come “messaggeri del presente” è quella che propone in The Messengers Evangelia Kranioti, artista e regista di origine greca che vive in Francia, nel suo progetto di lungo periodo mette in dialogo figure archetipiche della mitologia, come Hermes, divinità dei viaggi e degli attraversamenti, e la contemporaneità, silenziosa e marginale, delle nostre città. E poi c’è Therese Debono, fotografa e docente maltese, che documenta come i paesaggi e gli ambienti costruiti portino le tracce delle storie sociali, culturali ed emotive che li hanno abitati. Con il progetto Blank riflette sul legame tra paesaggio costruito e memoria, concentrandosi sulla trasformazione urbana di Malta.
Nel programma espositivo, fra le altre proposte, anche il progetto vincitore del Premio Portfolio 2025, Taranto non vuole morire di Maria Pansini: un racconto dedicato alla città  dell'Ilva (e in questi giorni, della festa dei Giochi del Mediterraneo) che si declina secondo differenti sguardi, evidenziando una chiara volontà di resistenza; e il progetto vincitore della menzione speciale 2025, Tuffi di Angelo Antonuccio: una rigorosa composizione, dove la giocosità e freschezza dello sguardo si accompagnano a una forte componente emozionale.
Sul sito della manifestazione, www.ragusafotofestival.com, tutte le informazioni e il programma completo per disegnare la propria rotta di scoperta del Mediterraneo. Fra immagini, parole, visioni, incontri. In tutti i suoi archetipi.
Avvenire

Viaggio nella bellezza del sacro: la riscoperta dei luoghi di culto come spazi di partecipazione

Il turismo religioso e culturale vive una nuova fase di consapevolezza, in cui l'architettura delle cattedrali non è più solo da ammirare, ma da vivere come spazio di incontro e comunità.

Il dibattito odierno sollevato dai media nazionali, tra cui Famiglia Cristiana, riaccende i riflettori sul profondo significato della Sacrosanctum Concilium, richiamando il messaggio del Papa sulla necessità di un'autentica "partecipazione attiva" dei fedeli. Questa visione sta ridefinendo il turismo culturale e religioso in Italia: le visite ai grandi complessi abbaziali e alle basiliche si stanno trasformando. Non si tratta più di percorsi puramente estetici o passivi, ma di itinerari volti a far comprendere ai visitatori il legame vitale tra lo spazio architettonico, l'arte sacra e l'azione comunitaria. I luoghi di culto tornano a essere percepiti come spazi vivi di aggregazione e non come semplici musei silenti, offrendo al turista un'esperienza immersiva nella cultura e nella storia della fede.

Milano Fashion & Jewels 2026 a Fiera Milano Rho: Innovazione, sostenibilità e sinergie B2B

L'ecosistema fieristico internazionale guarda a Milano come hub strategico per le tendenze del settore fashion e la digitalizzazione dei processi di matching tra brand e buyer.

Dal 12 al 14 settembre 2026 i padiglioni di Fiera Milano Rho ospitano la nuova edizione di Milano Fashion & Jewels, l'evento di riferimento dedicato al gioiello, al bijou e all'accessorio moda. Con la presenza di oltre 600 brand espositori (di cui il 40% esteri) e buyer provenienti da più di 120 Paesi, la manifestazione mette in mostra le novità di settore con un focus speciale su sostenibilità dei materiali, private label e ricerca di nuovi talenti. La concomitanza con le principali manifestazioni filiera (tra cui TheOneMilano, MICAM e MIPEL) trasforma Fiera Milano in una piattaforma d'affari integrata unica al mondo. Spazi dedicati alle sfilate, aree trend e un'avanzata piattaforma digitale di networking guidano gli operatori verso il futuro dell'accessorio fashion.

(A cura di Albana Ruci)


Essere Frida Kahlo: la costruzione di un'icona

 di Alessandro Beltrami

Una grande mostra alla Tate Modern
di Londra racconta come l’artista abbia costruito la propria maschera e come questa abbia a sua volta generato un nuovo immaginario.
Tra meccanismi multipli di appropriazione
Su Frida Kahlo si devono fare almeno due domande: chi è stata e chi è. La mostra in corso fino al 3 gennaio alla Tate Modern di Londra, “Frida: The Making of an Icon”, risponde a entrambe. Da una parte si preoccupa di restituire in modo filologico la complessità della figura storica e artistica, in particolare inserendola nel contesto di un Messico che, negli anni a ridosso della Seconda guerra mondiale, si ritrova in modo inatteso al crocevia della storia (lo stesso Lev Trockij, tra il 1937 e il 1939, fu ospite nella casa Azul di Frida, a Coyoacán) e tra i grandi laboratori del modernismo. Dall’altra ricostruisce il processo culturale che ne ha fatto una figura pop – lei che aveva preferito ri-radicarsi nella stratificata cultura folk del suo paese.
Per quanto possa apparire sbilanciato sulla seconda, il titolo della mostra copre entrambe le parti, concentrandosi in primis su come Kahlo abbia costruito in modo preciso la propria immagine. Il percorso non presenta solo opere dell’artista ma anche fotografie (tra gli artisti e gli intellettuali, Frida è stata una delle figure di più ritratte del Novecento, al pari forse di Pasolini) e gli abiti tradizionali della sua collezione, con i quali amava presentarsi, particolarmente – con efficace contrasto – in contesto statunitense. Kahlo non indossa abiti che appartengono alle proprio origini, anzi, la sua storia è quella di una meticcia (il padre era un fotografo tedesco, la madre una messicana benestante di origini spagnole e indigene) educata all’interno di un sistema di stampo europeo. Piuttosto, si appropria dei costumi delle popolazioni native su una base politica ed estetica, per ribadire l’appartenenza alla dimensione culturale e nazionale di un Messico indipendente. In questa sorta di processo di decolonizzazione ante litteram, interviene certamente anche una scelta di gusto, ma la questione della proiezione di sé nello spazio pubblico, della coscienza dell’ agency della propria immagine, fondata anche su un principio di seduzione, resta fondamentale. Incontrando perfettamente i desideri della corrente radical della cultura internazionale. In una direzione analoga può essere letta la scelta di adottare come matrice linguistica dei suoi dipinti la naïveté popolare degli ex voto – da cui il falso contatto di un André Breton che, di passaggio in Messico per incontrare Trockij, volle Frida Kahlo surrealista –, il luogo estetico dove il meticciato compiuto tra culture diverse emerge in maniera più potente. Oltre, naturalmente, a essere il registro che le consente insieme aderenza narrativa e approccio fantastico alla propria condizione fisica e biografica, dovuta a una poliomielite contratta da bambina e all’incidente stradale che, a 18 anni, la obbliga a un calvario ortopedico durato tutta la vita.
Che avvenga attraverso le autorappresentazioni pittoriche o per il tramite lo sguardo fotografico altrui, la costruzione della sua “icona” anticipa di vent’anni il lavoro di Andy Warhol: non l’opera in sé, ovviamente, ma il principio che ne sta alla base. Più che intercettare i meccanismi della propaganda politica, Frida è in grado di sintonizzarsi precocemente con quelle che saranno le dinamiche della comunicazione di massa. Nei suoi autoritratti non teme di accentuare alcuni elementi ricorrenti che la caratterizzano, a partire dal sopracciglio unito, e si mostra con una inespressività distante. Spostando la propria immagine verso la maschera – precisamente come nel lavoro di Warhol – Frida è in grado di tipizzarsi e staccarsi da sé.
La seconda parte della mostra è dedicata al processo di iconizzazione contemporaneo. Tutto ha inizio nel 1978, alla Galería de la Raza, nel Mission District di San Francisco, dove cinquantadue artisti chicanos (la popolazione di origine messicana residente negli Stati Uniti), ma non solo, organizza una mostra fondamentale, “Homenaje a Frida Kahlo: El Día de los Muertos”. L’esposizione, presentata come dice il titolo in contemporanea con il Giorno dei morti, rievoca per la prima volta l’artista, anche con veri e propri meccanismi di transfert. Si avvia una appropriazione di secondo grado: come Kahlo si abbigliava alla messicana, ora gli artisti si presentano à la Frida. Alzano altari in suo onore, come a una Madonna laica, riproducono la sua colonna vertebrale spezzata, incorporano nei lavori elementi delle culture indigene. Significativamente, in questa sala è esposto anche l’ultimo lavoro in mostra di Frida, Mi vestido cuelga ahí, che potrebbe essere quasi il bozzetto per un murale. L’artista rivela qui la propria ambivalenza verso gli Stati Uniti: un Paese che ammirava, ma dove si sentiva fuori posto. Per altro in questo dipinto di Frida c’è solo il vestito, steso tra un water e un trofeo: il suo corpo, su cui ha costruito gran parte del proprio lavoro, è assente.
Fino agli anni Settanta il lavoro di Kahlo era poco conosciuto in America. È necessario anche ricordare che quando muore, nel 1954, gli Stati Uniti sono molto diversi da quelli degli anni Trenta, che la stessa Frida aveva conosciuto. Il Paese in cui l’attenzione al socialismo, al movimento operaio, se non al comunismo (si pensi a John Dos Passos o ai paradossali murali di Diego Rivera, controverso compagno di una vita di Frida) era molto forte, negli anni Cinquanta si trova in pieno maccartismo. Non è un caso, allora, che venga riscoperta a San Francisco negli anni Settanta, gli anni politicamente più engagé della seconda metà del Novecento americano, ma ormai sotto il profilo linguistico e culturale completamente trasformati dalla società di massa. È allora che Kahlo, reintrodotta per ragioni politiche, è pronta per essere divorata dal capitalismo postfemminista. Il ciclo si completa: l’artista diventa una eroina pop, in un certo senso il prodotto di un processo di degradazione agiografica in forma secolarizzata.
Frida, ormai chiamata solo per nome come i santi e le dive, dilaga. Si compie il processo di trasformazione in maschera (e conseguente mascheramento), perfetta e agile da indossare perché ormai immediatamente riconoscibile da tutti. I suoi colori sono pronti per essere raccolti dal mondo degli immigrati, dalla pop culture, dal femminismo, dal gender, da Hollywood. Certo, non mancano le riletture interessanti da parte di artiste come Ana Mendieta, Regina José Galindo, Judy Chicago, Kiki Smith, diverse delle quali lavorano sulla violenza e sulla gravidanza, mostrando la capacità di Frida Kahlo di stimolare un lavoro non solo politico ma esteticamente adeguato. Ma, prima congiuntamente con Diego Rivera e poi, seppellito nella memoria l’ex marito, ampiamente in solitaria, Frida diventa emblema da maglietta e da murale. “Fridamania” si intitola l’ultima sala: libri, magazine, film, merchandising, memorabilia, bambole. La Barbie Frida è uscita nel 2018. Aprite la porta: il bookshop ci aspetta.
Avvenire

Coldiretti, turismo del cibo per 25 milioni di italiani, anche per birra e olio


 Ansa

 Sono 25 milioni gli italiani che durante l'estate 2026 vivranno esperienze di turismo del cibo, da quelle più tradizionali come degustazioni e visite in azienda ai corsi di cucina e ai laboratori artigianali, fino alle proposte dedicate al benessere e allo sport all'aria aperta. È quanto emerge da un'indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione del secondo grande esodo estivo verso i luoghi di vacanza, con il bollino nero sulle autostrade e le ferie di agosto che entrano nel vivo.

Un fenomeno in costante crescita che calamita sempre più l'attenzione di italiani e stranieri. Accanto all'enoturismo si stanno affermando nuove formule come il birraturismo, l'oleoturismo e i percorsi dedicati ai formaggi, con esperienze che permettono ai visitatori di entrare in contatto diretto con i produttori e partecipare alle diverse fasi della produzione.

Il turismo del vino resta comunque il più gettonato. Al primo posto tra le esperienze enoturistiche si colloca la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall'acquisto di vini direttamente dal produttore, a conferma di una domanda sempre più orientata al rapporto diretto con le aziende, anche in un contesto fortemente digitalizzato.

Alle tradizionali degustazioni si affiancano attività che spaziano dall'arte allo sport fino al wellness. Nelle vigne italiane si moltiplicano così le esperienze, dalle degustazioni in realtà virtuale con visori 3D al pilates, allo yoga e alla pittura tra i filari, fino all'astrotasting, l'osservazione del cielo stellato accompagnata da un calice di vino. (ANSA).

Lusso, esperienze e territori: Firenze ospita AURA, il nuovo salone che racconta il futuro dell’ospitalità italiana


Il turismo di lusso cambia volto e mette al centro autenticità, destinazioni ed esperienze costruite su misura. Sempre meno ostentazione e sempre più legame con il territorio, qualità dell’accoglienza e valorizzazione delle identità locali. È questa la direzione verso cui si sta muovendo uno dei comparti più dinamici dell’industria turistica italiana, protagonista di una crescita che continua ad attirare investimenti e nuovi operatori internazionali.

In questo scenario nasce AURA – The Luxury Travel Event, il nuovo appuntamento B2B promosso da Italian Exhibition Group, in programma dal 27 al 29 ottobre 2026 alla Fortezza da Basso di Firenze. Per tre giorni il capoluogo toscano diventerà il punto d’incontro tra le eccellenze dell’ospitalità italiana e i professionisti del turismo internazionale specializzati nell’organizzazione di viaggi tailor made per una clientela alto spendente.

L’evento punta a favorire il confronto diretto tra imprese, buyer e operatori della distribuzione turistica mondiale, creando nuove opportunità commerciali e relazioni strategiche per il comparto. Tra le realtà che hanno già confermato la presenza figurano Aman Venice, Mandarin Oriental, Rocco Forte Hotels, Castelfalfi e Lungarno Collection, insieme ad altri protagonisti dell’hotellerie e dei servizi dedicati al segmento luxury.

«Il nostro sarà un evento business oriented, con l’obiettivo primario di mettere in contatto in modo concreto chi costruisce l’offerta e chi la porta sui mercati internazionali», spiega Gloria Armiri, Group Exhibition Manager Tourism & Hospitality Division di Italian Exhibition Group. «Abbiamo raccolto le sollecitazioni del settore e scelto di dare vita a un appuntamento capace di generare relazioni e opportunità commerciali reali. La risposta che stiamo ricevendo conferma l’interesse del mercato, con adesioni di alto livello sia tra le imprese sia tra gli operatori internazionali».

A emergere è anche una nuova interpretazione del concetto di lusso. Per Rocco Forte Hotels, ad esempio, il valore dell’ospitalità si misura attraverso autenticità, personalizzazione e senso del luogo. Il gruppo alberghiero considera AURA l’occasione per raccontare un modello fondato sull’eleganza, sull’attenzione ai dettagli e sulla conoscenza profonda dei territori in cui opera, valorizzando le destinazioni attraverso esperienze esclusive e contemporanee.

La stessa filosofia caratterizza Castelfalfi, destinazione simbolo dell’ospitalità toscana immersa nella natura, dove il lusso viene interpretato come tempo da dedicare a sé stessi, contatto con il paesaggio, esperienze autentiche e rispetto del territorio. Un approccio che conferma come il turismo di fascia alta stia progressivamente spostando il proprio baricentro dalla semplice esclusività alla qualità dell’esperienza.

A rafforzare il profilo della manifestazione è anche la partnership con Associazione Italiana Confindustria Alberghi, che rappresenta una delle principali realtà del sistema ricettivo nazionale.

La nascita di AURA riflette un mercato in continua espansione. Secondo il Rapporto 2026 sul mercato immobiliare alberghiero realizzato da Scenari Immobiliari e Castello SGR, l’Italia è oggi il Paese europeo con il maggior numero di destinazioni luxury. Il patrimonio alberghiero nazionale supera i 173 miliardi di euro di valore, con una crescita del 7,2% rispetto all’anno precedente.

A trainare gli investimenti è proprio il segmento dell’alta gamma, che concentra il 48% dei volumi complessivi. Le strutture luxury presenti in Italia hanno raggiunto quota 745, mentre sono già previste altre 167 aperture entro il 2029, confermando il forte interesse degli investitori verso immobili di qualità e progetti capaci di valorizzare destinazioni e patrimoni locali.

Anche il mercato immobiliare alberghiero continua a crescere. Nel 2025 i volumi di investimento hanno raggiunto i 2,35 miliardi di euro, con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente, uno dei risultati più elevati registrati negli ultimi anni.

Accanto agli incontri B2B e alle attività di networking, AURA dedicherà spazio anche alla scoperta del patrimonio culturale, artigianale e creativo di Firenze e della Toscana, rafforzando il legame tra ospitalità e destinazioni.

Evoluzione del Luxury Event by TTG, che nell’ultima edizione ha generato oltre 1.600 incontri professionali, AURA debutta come manifestazione autonoma e altamente specializzata. L’iniziativa è realizzata con il supporto di Regione Toscana, Toscana Promozione Turistica, Fondazione Destination Florence, Firenze Fiera e Dreamsteam. Il patrocinio è della Regione Toscana; Toscana Promozione Turistica è Main Partner, Fondazione Destination Florence Host e Destination Partner, Firenze Fiera Venue Partner, Dreamsteam Strategic Partner e TTG Luxury Media Partner.

Il Messaggero

Vacanze estive per 36 milioni di italiani, primo weekend da bollino rosso

 


Sono 36,2 milioni gli italiani che trascorreranno e hanno trascorso un periodo di vacanza fuori casa tra giugno e settembre, l'87,6% sceglierà di rimanere nel Belpaese.

E infatti per questo week end è già previsto il bollino rosso, visto che sulle strade ci saranno oltre 27 milioni di spostamenti di autoveicoli secondo l'Osservatorio Mobilità Stradale di Anas. Anche per questo in vista dell'aumento del traffico fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l'83% di quelli attivi (1.414). Per fortuna l'ultimo fine settimana di luglio sarà all'insegna di temperature lontane dal caldo torrido dei giorni scorsi, con una netta prevalenza del verde nei bollettini delle ondate di calore del ministero della Salute.

Secondo l'indagine di Federalberghi sui movimenti estivi, il volume di affari sarà di 43 miliardi di euro e agosto si conferma il mese leader per godersi una vacanza. L'Italia resta decisamente la meta preferita: solo il 12,4% sceglierà mete estere, prediligendo il mare in paesi vicino all'Italia (53,0%) come Croazia, Spagna e Grecia, le grandi capitali europee (19%) e i mari tropicali o le località esotiche (15%). Chi non varcherà i confini nazionali nel 75,1% dei casi opterà per il mare, nel 13,7% per la montagna, nel 4,8% per le località d'arte e nel 3,4% per i laghi.Oltre un quarto dei vacanzieri (28,9%) farà più di un periodo di vacanza oltre quello principale: di questi il 41,0% si regalerà almeno un altro periodo di svago; il 35,2% ne farà due e il 15,1% farà tre periodi di vacanza tra giugno e settembre, confermando la tendenza, già in atto da tempo, a dividere in più segmenti le ferie estive. La vacanza principale dura in media 9,8 giorni, le eventuali ulteriori vacanze oltre a quella principale saranno decisamente più brevi: 4,2 giorni

La vacanza costerà nel suo complesso (compresi viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) 917 euro a persona (circa 94 euro al giorno). Le ulteriori vacanze avranno un costo più contenuto: complessivamente 527 euro (circa 127 euro al giorno). La spesa per le vacanze si spalma su tutte le componenti della filiera turistica. Il 28,7% del budget è destinato ai pasti (colazioni, pranzi e cene), il 23,4% al pernottamento, il 21,8% alle spese di viaggio, l'11,3% allo shopping e il 14,8% per tutte le altre spese (divertimenti, escursioni e gite). Tra le tipologie di alloggio scelte dagli italiani per trascorrere le vacanze, la preferenza va all'albergo e al villaggio turistico (30,6%). Segue a stretto giro la casa di parenti e amici (28,6%), poi la casa di proprietà (11,9%), il B&B (7,8%), il campeggio (6,8%), l'affitto breve (5,1%), il residence (4,7%) e l'agriturismo (2,6%).

"La vacanza - dice presidente di Federalberghi Bernabò Bocca - si spalma in modo più strutturato in tutti e quattro i mesi estivi, il che porta ad affinare la capacità di attivare i territori, con tutto ciò che essi esprimono in termini di imprese e filiere. Interessante rilevare poi che una buona parte dei viaggiatori farà più di un periodo di vacanza oltre a quello principale, confermando anche qui la nuova tendenza, ovvero frammentare e spalmare la vacanza su tutto l'arco estivo" aggiunge. "Siamo impegnati a garantire una circolazione fluida e scorrevole a tutti gli utenti nonostante i grandi flussi di traffico - assicura l'amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme - come previsto dal nostro piano esodo sono operativi 2.500 tra personale tecnico e di esercizio oltre al personale delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, per assicurare il monitoraggio del traffico in tempo reale h 24. Con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le forze dell'ordine da sempre siamo in prima linea per tutelare la sicurezza stradale dei cittadini lungo la rete. Con il nostro lavoro vogliamo assicurare a chi si mette in viaggio vacanze serene. Con la raccomandazione per tutti e senza eccezioni di avere sempre comportamenti corretti alla guida come ricordiamo nella nostra campagna di comunicazione con il nostro spot: 'Quando sei alla guida tutto può aspettare'" conclude Gemme.

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B4B RUN, SI CORRE IN VILLA TARANTO

 Venerdì 24 luglio per il Grand Opening di B4B 2026 ci sarà snche l’importante novità della B4B Run, organizzata in collaborazione con il Corso di Corsa, con partenza e arrivo in piazza San Vittore e, prima volta assoluta, il passaggio all’interno dei Giardini Botanici di Villa Taranto.  La manifestazione, a scopo benefico, sarà in ricordo dell’amico Stefano Santovito, presidente della Virtus Verbania Basket.La prova da 6.3 km partirà alle ore 20, mentre il Minigiro partirà alle 19.15 direttamente da Villa Taranto. I più piccoli riceveranno un simpatico gadget (foto) e la medaglia della manifestazione all’arrivo. Iscrizioni sul posto, nel frattempo sono aperte le preiscrizioni presso IPHYSIO REHAB Via XXV Aprile Verbania Intra ; BICIERIN Via Vittorio Veneto 6 Cambiasca ; OTTICA LAURA FERRI Corso Sempione Gravellona Toce ; PICK-UP STORE Via Fratelli di Dio Domodossola. Costo iscrizione euro 10, numero massimo iscrizioni 500.

Dopo B4B Run e cena benefica,  si terrà la cerimonia di apertura  di B4B 2026 di con l’Accensione della E.ON Arena e la presentazione delle canotte di gioco; la serata sarà realizzata in collaborazione con Studio Danza 45.

verbaniamilleventi.org

(Segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)

Salone del Mobile.Milano inaugura il tour internazionale da Giacarta con la Collezione Permanente del SaloneSatellite

 


(Segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)
Il Salone del Mobile.Milano apre il nuovo tour internazionale in Indonesia, mercato in forte trasformazione e crocevia sempre più rilevante per architettura, interiors, contract e real estate, portando uno dei patrimoni più vivi della sua storia recente: la Collezione Permanente del SaloneSatellite, racconto concreto di come la Manifestazione sia diventata una piattaforma capace di generare relazioni e opportunità per l’intero ecosistema del design.

A Giacarta, dal 18 settembre al 18 ottobre, il Townhall dell’Indonesia Design District (IDD) PIK2 ospiterà “SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition 1998-2026”, nell’ambito dell’Indonesia Design Week: una selezione di prodotti che trasforma l’archivio del SaloneSatellite in un atlante vivo di connessioni.

Dopo Hong Kong nel 2024 e il Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, Giacarta segna il terzo viaggio all’estero della Collezione Permanente e inaugura una nuova stagione del percorso globale del Salone del Mobile.Milano.


Ultimi concerti a Reggio Emilia prima della pausa estiva



VENERDI’ 24 LUGLIO

Ai Chiostri di San Pietro, a partire dalle ore 21, avrà luogo lo spettacolo musicale e narrativo Il principe degli ultimi dedicato a Fabrizio De André, portato in scena dal gruppo Desamistade e da Francesco Lenzini. Un viaggio emozionante attraverso le canzoni, le storie e l’anima di Faber, capace di dare voce, ieri come oggi, a chi spesso non l’ha avuta.

Il ricavato delle offerte è stato devoluto a sostegno dei progetti di ricerca e assistenza della Fondazione GRADE, che cura l’iniziativa. 


GIOVEDI’ 30 LUGLIO

Come novità di quest’anno, alle 21.30 la Reggia di Rivalta ospiterà una tappa della celebre rassegna Albinea Jazz, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e Fondazione Palazzo Magnani.

Si esibirà la band Victor Wooten & The Wooten Brothers, con Victor (basso e voce), Joseph (tastiere e voce), Roy (percussioni e voce) e Regi (chitarra e voce). Proporranno una miscela artistica di stili ad alta energia, super funky, tra cui brani originali e classici. 


Fonte: Fondazione Palazzo Magnani 

CALICI DI STELLE 2026, la combinazione perfetta tra Vino, Stelle e Convivialità più amata dai Wine Lover

Calici di Stelle è l'esperienza estiva imperdibile che celebra il connubio tra il fascino dell'universo e la passione per il vino, trasformando le location più suggestive d'Italia in palcoscenici sotto le stelle. Dal 24 luglio fino al 16 agosto, questo evento diffuso invita enoappassionati e curiosi a scoprire le meraviglie del territorio attraverso degustazioni di vini pregiati, incontri con i produttori, passeggiate al chiaro di luna tra i vigneti, e momenti di osservazione astronomica che arricchiscono le serate di magia.
fonte: Calici di Stelle – Movimento Turismo del Vino – Italia





Parma capitale della bicicletta, protagonista in città e al Salone del Camper