Milano è un Expo senza fine che attrae ricchezza ma non sa distribuirla ai suoi cittadini, costretti a cercare casa altrove, e infatti la città si svuota


 Milano continua a essere un Expo senza fine che, se all'origine è stato una grande opportunità per rilanciare un modello di città aperta al mondo, orientata alla conoscenza, capace di attrarre investimenti, oggi ha intrappolato Milano in un'ossessione espositiva che ha frantumato lo Spirito Ambrosiano.

I più anziani sanno cosa sia quello Spirito perché l'hanno vissuto, crescendo milanesi anche se non sono nati nella città. E il successo di Expo è stato possibile proprio grazie a quello Spirito, alla sua concretezza e al pragmatismo, alla sua etica del lavoro, alla sobrietà, alla solidarietà e senso civico. Qualità che si stanno indebolendo, svanendo, perché l'amministrazione milanese ha voluto che la città continuasse a essere vetrina attrattiva della finanza, del lusso, del marketing, sempre alla ricerca di una forte internazionalizzazione, sempre più svincolata dalle sue tradizioni storiche. Certo, si può essere orgogliosi di una Milano delle start-up, della ricerca tecnologica, delle banche, dell'edilizia d'avanguardia che le danno un'immagine di grande fascino: c'è una città italiana del livello internazionale di Milano? No. Si vive bene a Milano? No. Ci vogliono molti soldi per tutto, per la casa, per mangiare, per bere, per muoversi. Gli stipendi sono bassi per una città che vuole gareggiare con New York e intanto è superata da Lisbona. La città è un Expo senza fine che attrae ricchezza ma non sa distribuirla ai suoi cittadini, costretti a cercare casa altrove, e infatti la città si svuota: in centro soltanto uffici e negozi carissimi sono un'impietosa testimonianza della morte di una città che vive se è abitata, a cominciare dalla sua parte storica. Un esempio che conosco bene: Milano ha una rete di università tra le più vaste in Europa, più di 200mila studenti che, una volta laureati, non si riescono a trattenere per via dei costi. E la città invecchia.

  Altro esempio che per esperienza conosco bene: è un'illusione pensare che un'amministrazione civica possa trasformare la città, però può orientare il suo sviluppo. Milano ha bisogno di sganciarsi da quell'immagine attrattiva che le ha creato Expo e ritrovare almeno qualche tratto fondamentale del suo tradizionale Spirito Ambrosiano.

Il Giornale

Alto Adige. Fuga romantica estiva al Bad Moos Aqua Spa Resort



 TERAPIA DEL FREDDO

Zerobody Cryo: i benefici a lungo termine della crioterapia. 

 

Effetto leggerezza con pressoterapia e massaggio plantare thailandese.

 


Quale miglior stagione per dedicarsi una salutare terapia del freddo! Al Bad Moos Aqua Spa Resort di Sesto (BZ), la Longevity Zone mette a disposizione trattamenti innovativi e unici per un benessere a lungo termine. A cominciare da Zerobody Cryo: gli effetti della crioterapia in Spa. E poi pressoterapia e massaggio plantare thailandese per un effetto leggerezza. Una fuga di coppia romantica e rigenerante nella Val Fiscalina.

Riscoprire il potere del freddo 

Rinfrescante, purificante, tonificante. Un delicato trattamento criogenico che attiva l'energia, rinforza il sistema immunitario e rivitalizza il corpo: è Zerobody Cryo, uno dei nuovi trattamenti Longevity da vivere al Bad Moos Aqua Spa Resort.

Una rivoluzione nel mondo della terapia del freddo. La sua innovazione sta, infatti, nella semplicità, sicurezza e fruibilità dell’applicazione. Grazie a una membrana brevettata che avvolge completamente il corpo senza necessità di bagnarsi, permette la seduta a una temperatura operativa di 4-6 gradi, in un ambiente sicuro e non invasivo. L’accesso è graduale per consentire un facile approccio, l’esperienza più piacevole grazie al comfort derivante dal galleggiamento asciutto.

I benefici sono gli stessi della crioterapia e dell’immersione in acqua ghiacciata. Zerobody Cryo stimola il sistema immunitario e metabolico e apporta un benessere generale sia a livello fisico che psichico. Inoltre, riduce i dolori muscolari e articolari, abbassa i livelli di stress, favorisce un rapido ed efficace recupero sportivo, stimola il ringiovanimento cutaneo. Bastano dai 3 agli 8 minuti per godere appieno delle azioni rigeneranti della terapia del freddo. Il trattamento costa 45 euro.

Expo Riva Schuh & Gardabags: Il nuovo ruolo delle fiere internazionali nell’era dei dazi


 Introduzione: Oltre lo scambio, verso il valore condiviso Nel panorama economico globale del 2026, i canali commerciali tradizionali sono chiamati a una profonda evoluzione. I grandi hub espositivi non possono più limitarsi a essere semplici piattaforme di compravendita, ma devono trasformarsi in veri e propri centri di pensiero strategico e condivisione del know-how.

La Notizia: Innovazione e conoscenza a Riva del Garda La notizia reale di oggi, che accende i riflettori sul settore manifatturiero e fieristico, riguarda l'apertura e le dichiarazioni chiave raccolte all'Expo Riva Schuh & Gardabags.

  • La Sfida dei Mercati: In un contesto macroeconomico complesso, segnato dall'ombra dei dazi e delle barriere commerciali internazionali, l'evento di Riva del Garda si posiziona come un termometro fondamentale per i comparti della calzatura e della pelletteria.

  • La Visione di Pellegrini: Come evidenziato dai vertici della fiera, il successo odierno non si misura più solo sui volumi di business immediati. Per contrastare l'incertezza dei mercati protetti, le fiere devono diventare hub capaci di "creare conoscenza", anticipando i trend di sostenibilità, l'ottimizzazione della supply chain e la digitalizzazione dei processi.

  • L'Impatto: Generare cultura di settore e tessere relazioni geopolitiche stabili tra produttori e buyer diventa l'unico vero scudo competitivo per le aziende che vogliono continuare a esportare eccellenza a livello globale.

Oltre 1000 espositori da tutto il mondo alla 105a edizione di Expo Riva Schuh e Gardabags

 

Saranno oltre 1.000 gli espositori e i brand provenienti da da 44 Paesi a partecipare alla 105a edizione di Expo Riva Schuh e Gardabags, la più importante fiera internazionale dedicata alle produzioni di volume di calzature, borse e accessori moda, in programma al Quartiere Fieristico di Riva del Garda dal 13 al 16 giugno. Il 62,63% proviene da fuori Europa, il 37,37% dall’UE: percentuali che spostano da sole il baricentro delle manifestazioni organizzate da Riva del Garda Fierecongressi. La Cina porta il 34,46% degli espositori, l’Italia il 17%, la Turchia il 10,61%, l’India il 9,39%. E poi i debutti: Vietnam, Tunisia, Sudafrica per Expo Riva Schuh; una delegazione vietnamita, un’azienda giapponese e una croata nell’area Brands di Gardabags. Sul fronte compratori, la geografia si allarga ulteriormente con visitatori attesi da 100 nazioni. 219 gli hosted buyer internazionali da 49 Paesi, 26 dei quali rappresentati per la prima volta nell’incoming programme. Per intercettarli, sono stati attivati 19 uffici ITA – Italian Trade Agency nel mondo. Ad accoglierli, nel padiglione B4, una nuova buyers lounge progettata per questa community.

“L’internazionalizzazione, però, non è solo una somma di passaporti. È anche occasione di pensiero vario e differente che nell’incontro si arricchisce. Lo prova il LATAM Footwear Leader Summit, che si terrà al Centro Congressi di Riva del Garda durante i giorni di fiera, riunendo i membri di ACCAL – istituzione che rappresenta le principali associazioni nazionali e le camere di commercio del settore calzaturiero e della componentistica dell’America Latina – a confermare l’evoluzione della manifestazione in piattaforma di business & learning al servizio della community internazionale del settore”, spiegano gli organizzatori, che per questa edizione hanno organizzato ben 22 eventi a calendario.

L’Innovation Village Retail (Mainstage A2) porta 10 startup da 7 Paesi — Italia, Germania, Olanda, Regno Unito, Portogallo, Spagna, Corea del Sud — e culmina nella Startup Competition di lunedì 15 giugno, dove scoprire innovazioni concrete che possono cambiare il volto della distribuzione calzaturiera. A proposito di innovazione, per questa edizione gli organizzatori hanno preparato un’esperienza immersiva che intreccia comunicazione e prodotto. Una selezione delle collezioni degli espositori verrà messa in scena in modo assolutamente inedito.

L’Area Highlights, ideata con Arsutoria, è il termometro dei trend: sei momenti dedicati a borse (domenica e lunedì, ore 10), scarpe (sabato e lunedì, ore 14), sneaker (domenica, ore 14) e mercato DACH (domenica, ore 16:30, con Claudia Schulz). Il Market Focus conferma i quattro appuntamenti dedicati ad Asia, America, Europa, Africa e Medio Oriente, e aggiunge due novità. Nel padiglione A2 trova spazio la nuova Area Showcase di Gardabags. Tema dell’edizione: Glow Up. In mostra una selezione di campioni costruita su trasparenze, sovrapposizioni e luminosità, dove ogni prodotto non riflette il colore, lo genera. Ancora una volta il prodotto al centro. E poi la Expo Riva Nights al PalaVela, con una performance live del coreografo e ballerino Giacomo Frassica, a seguire dj set. Permetterà alla community di trascorrere momenti di svago e divertimento così da rafforzare i legami fra chi crede nella relazione come un ottimo motore anche per gli affari.

Tutto il programma vive sull’app ufficiale della fiera: catalogo espositori e prodotti, mappa interattiva dei padiglioni, agenda appuntamenti, info su transfer e navette. Gli stand Gardabags sono segnalati in rosa; quelli dedicati esclusivamente alla prima infanzia, in giallo. Non proprio un evento, ma una novità da segnalare: Expo Riva Schuh presenta un nuovo layout del padiglione B4, pensato per migliorare l’esperienza dei visitatori e rendere più piacevole la visita agli stand.

in vitatrentina.it

(Segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)

Expo Wild 2026 alla scoperta del mare



 «Immergersi è, almeno finora, l’unico modo che abbiamo per scoprire un altro pianeta». Il sorriso di Letizia Di Francesco, del Dive on scuba center di Catania, racconta tutta la passione di chi va per mare. La scuola è tra gli espositori di Expo Wild 2026, l’esposizione a Sicilia Fiera, a Misterbianco, nel Catanese, dedicata al mondo outdoor, mare compreso. Grande spazio è dedicato alla pesca, con le proposte di canne e mulinelli dalla precisione giapponese, come quelli presentati da Daniele Meli di Centro pesca Meli, a Paternò. Ma c’è spazio anche per il made in Italy, su cui punta il catanese Massimo Suriano di Tecnopesca. I visitatori hanno anche potuto confrontarsi con esperienze dal vivo e immersive, nello stand di Olga Sport, storica realtà etnea in cui Alessandro Celano ha guidato i visitatori nella pesca al tonno virtuale, mentre l’istruttore federale Mauro Caruso ha fatto provare a grandi e piccoli le basi della pesca sportiva.

Per gli appassionati del mare, a Expo Wild 2026 non è mancata un’esposizione di imbarcazioni tecniche dedicate alla pesca. Come il marchio Master, proposto da Alessio Parrinello nella sua Nautica Parrinello, a Catania. Con ampi spazi interni e, in alcuni modelli, anche una vasca del vivo. A presentare una novità è un’azienda leader della nautica etnea: Nautica Glem, che annuncia la propria linea di gommoni tecnici. Dalla motorizzazione pensata appositamente per la pesca alla collaborazione con il colosso tecnologico Garmin per la strumentazione di bordo. Ad attirare l’attenzione dei visitatori, infine, anche il lussuoso Icon 40GT, il 12 metri prodotto artigianalmente dal cantiere navale Icon Marine di Isola delle Femmine, a Palermo.

Liste della spesa e quaderni di scuola: scoperti 13.000 nuovi testi degli antichi Egizi


 Anche gli antichi Egizi avevano i loro block notes: non i costosi papiri destinati soprattutto ai testi ufficiali, ma frammenti di ceramica riutilizzati, gli ostraca, i cocci di vasi trasformati in supporti per la scrittura di ogni giorno. Nel complesso archeologico di Athribis, a circa dieci chilometri a ovest del Nilo, sono stati recentemente recuperati circa 13mila nuovi esemplari, portando il totale dei frammenti scoperti a 43mila. Un patrimonio straordinario composto da ricevute fiscali, elenchi, oroscopi, esercizi scolastici e appunti: materiali apparentemente marginali che, nel loro insieme, offrono agli studiosi una preziosa chiave d’accesso alla storia sociale ed economica dell’Egitto lungo oltre un millennio.

Gli scavi, condotti da otto anni da un team dell’Università di Tubinga in collaborazione con il Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, hanno restituito una quantità di reperti che non ha eguali tra i siti egiziani noti per questo tipo di materiali. Il complesso di Athribis, situato di fronte all’antica metropoli di Akhmim, a circa 480 chilometri a sud del Cairo, era un importante centro di culto dedicato alla dea leonessa (Ta-)Repit e comprendeva il distretto templare, l’insediamento, la necropoli e le cave di calcare. «Gli ostraca ci mostrano una varietà sorprendente di situazioni di vita quotidiana», ha spiegato Christian Leitz, responsabile degli scavi. «Abbiamo trovato liste di tasse, consegne, brevi annotazioni su attività quotidiane, testi religiosi e certificati sacerdotali che attestano la qualità degli animali destinati al sacrificio».
I testi incisi sui frammenti di ceramica sono redatti in diverse lingue e sistemi di scrittura e coprono un arco temporale di oltre mille anni. Le iscrizioni più antiche finora identificate sono ricevute fiscali in demotico, la forma semplificata della scrittura egizia utilizzata nella vita quotidiana, risalenti al III secolo a.C. Le più recenti, invece, consistono in una sorta di etichette per identificare il contenuto delle anfore, in lingua araba, databili tra il IX e l’XI secolo d.C., nel periodo delle dinastie islamiche. Accanto a queste si trovano testi in greco, geroglifico, ieratico e copto.
È proprio questa varietà a rendere il ritrovamento particolarmente significativo: non la voce ufficiale del potere, come nei papiri, ma una trama minuta di gesti, scambi e relazioni. Tra i contenuti identificati compaiono registri contabili, elenchi di beni, ricevute fiscali e buoni per la consegna di merci. Oltre 130 frammenti riguardano l’astronomia e i segni zodiacali, mentre circa il 4% presenta disegni figurativi o geometrici. Non mancano gli esercizi di scrittura degli studenti, frammenti su cui gli apprendisti scribi copiavano alfabeti, segni o brevi frasi. Un ulteriore gruppo di iscrizioni è legato alle pratiche del clero: inni, preghiere, testi di consacrazione e annotazioni sulle condizioni degli animali offerti in sacrificio. Come nell’arte giapponese del kintsugi, in cui le crepe vengono valorizzate anziché nascoste, anche questi cocci ricomposti permettono di intravedere fragilità, pensieri e abitudini di un’esistenza quotidiana lontana dalla monumentalità e dall’ufficialità dei testi su papiro.
Avvenire

L’eredità di Expo 2015 nel 2026: come quel grande evento guida ancora il futuro

 Introduzione: Sono passati anni da quando Milano ha ospitato il mondo intero sotto il segno di "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Ma oggi, nel 2026, quanto è rimasto di quella visione? In questo articolo esploriamo come i concetti nati tra i padiglioni di Expo siano diventati la norma nella nostra vita quotidiana.

1. Dalla Carta di Milano alla spesa consapevole

La Carta di Milano non è rimasta solo un documento firmato da capi di stato. I principi di lotta allo spreco alimentare e di diritto al cibo sano hanno influenzato le leggi europee che oggi, nel 2026, regolano il modo in cui acquistiamo e consumiamo i prodotti. La sostenibilità che sognavamo nei cluster di Expo è diventata una realtà nei nostri supermercati.

2. Architettura e Rigenerazione Urbana

Molti dei progetti architettonici più innovativi degli ultimi anni traggono ispirazione dai padiglioni di Expo 2015. L'uso di materiali riciclabili e l'integrazione del verde negli spazi urbani sono l'eredità visibile di quell'evento. Milano, e con essa molte altre città italiane, ha continuato a crescere seguendo quella traccia di "Energia per la Vita".

3. Un ponte tra cibo, viaggi e benessere

Expo ci ha insegnato che il cibo è cultura, ma è anche il motore che ci spinge a viaggiare e a fare sport. Se oggi pianifichiamo weekend enogastronomici (come suggerito nelle ultime guide di ViaggiNews) o se facciamo attenzione alla dieta per le nostre prestazioni atletiche (come raccontato su SportlandNews), lo dobbiamo anche a quella grande lezione collettiva.

Conclusione: Expo 2015 non è stato solo un evento temporaneo, ma il seme di un cambiamento profondo. Continuare a studiarne i successi e le visioni ci aiuta a capire dove stiamo andando.

Curiosità Locale: Sapevate che molte eccellenze enogastronomiche di Reggio Emilia furono protagoniste proprio in quei mesi? Scoprite come lo sport e il cibo si uniscono oggi nel territorio reggiano su ReggioEmiliaSport.

Shanghai 2026: Al via il Summit Mondiale sull'Energia Nucleare Pulita

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Introduzione: Il Futuro dell'Energia si scrive in Oriente Gli occhi della tecnologia e della sostenibilità globale sono puntati sulla Cina. Si è aperto oggi, 19 marzo 2026, a Shanghai il "Clean Energy World Expo", un vertice internazionale che promette di tracciare la rotta definitiva verso la decarbonizzazione totale entro il 2040. L'evento attira migliaia di delegati, scienziati e investitori pronti a scoprire le soluzioni energetiche che cambieranno il volto delle nostre città.

La Notizia: La Rivoluzione dei Piccoli Reattori (SMR) Protagonisti assoluti della prima giornata sono i piccoli reattori modulari (SMR), presentati in anteprima da un consorzio tecnologico franco-cinese. Secondo i media economici internazionali, questi dispositivi rappresentano il "Sacro Graal" dell'energia: sicuri, compatti e capaci di alimentare interi distretti industriali con scarti minimi. Questa innovazione non è solo un esercizio di ingegneria, ma il cuore pulsante delle prossime grandi esposizioni universali, dove il tema della "Città Verde" sarà centrale. Shanghai si conferma così il laboratorio a cielo aperto per le tecnologie che vedremo presto implementate anche in Europa.

L'energia del futuro è già qui e parla il linguaggio della sostenibilità. Quale di queste tecnologie pensi possa davvero cambiare le nostre vite?

Tag: Expo 2026, Shanghai, Energia Pulita, Innovazione, SMR Nucleare

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Città Spugna e Architettura Biofilica: La Rivoluzione Urbanistica del 2026


L'eredità delle grandi esposizioni universali si misura dalla loro capacità di influenzare il mondo reale anni dopo. Nel 2026, i concetti di "Nutrire il Pianeta" e "Energia per la Vita" si sono evoluti in soluzioni concrete per le nostre metropoli. La sfida non è più solo limitare i danni, ma rigenerare l'ambiente urbano.

Le protagoniste di questa rivoluzione sono le "Città Spugna" (Sponge Cities). Progettate per assorbire, trattenere e purificare l'acqua piovana attraverso pavimentazioni permeabili, tetti verdi e parchi allagabili, queste città combattono le ondate di calore e le alluvioni. Shanghai e Copenaghen sono leader, ma anche Milano e Roma stanno implementando questi sistemi.

Parallelamente, l'Architettura Biofilica sta trasformando i nostri orizzonti. Non si tratta solo di aggiungere piante sui balconi, ma di progettare edifici che imitano le forme e i processi della natura. Ospedali con vista sul verde che accelerano la guarigione, uffici illuminati dalla luce solare naturale che aumentano la produttività e foreste verticali che purificano l'aria.

Il design urbano del 2026 non deve più solo ospitare l'uomo, ma proteggere e integraし’ecosistema. L'innovazione non si ferma all'architettura e all'ambiente: guarda come la tecnologia sta rivoluzionando anche le performance e il benessere degli atleti su [SportlandNews].

L'innovazione non si ferma all'urbanistica. Scopri di più sugli altri nostri canali:

  • 🏰 Turismo Rigenerativo: Dai un'occhiata agli itinerari 2026 tra i borghi italiani più tecnologici e autentici su [ViaggiNews].

  • 🏃 Scienza dello Sport: Approfondisci come la tecnologia wearable sta rivoluzionando il monitoraggio fisico su [SportlandNews]].

  • 🏟️ Sviluppo Locale: Scopri come la sostenibilità urbana prende vita nel nuovo centro sportivo di Reggio Emilia su [ReggioEmiliaSport].

Fifa World Cup 2026, il forfait dell’Iran aumenta le chance dell’Italia: cosa cambia per il turismo

Iran Pulls Out of FIFA World Cup 2026 Amid Geopolitical Tensions 
 
L’ufficializzazione della rinuncia dell’Iran alla fase finale della FIFA World Cup 2026 (Stati Uniti, Canada e Messico), avvenuta la scorsa settimana, ha attivato le procedure previste dal regolamento internazionale per i ripescaggi in caso di forfait di una nazionale. La decisione, basata su ragioni di sicurezza e criticità diplomatiche in seguito al conflitto in Medio Oriente, iniziato proprio dagli USA, apre anche un dibattito tecnico sulla sostituzione della nazionale di Teheran, una situazione che apre spiragli anche per la Nazionale Italiana, se il suo iter sportivo sul campo, con i playoff di fine marzo, non dovesse andare come sperato. Cosa dice il Regolamento FIFA? Il regolamento della Coppa del Mondo (Articolo 6.7) è piuttosto vago, lasciando alla FIFA il potere discrezionale di decidere come sostituire una squadra ritirata. L’articolo infatti recita: “Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo Fifa 2026, la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione” Ecco quindi le tre strade possibili: Criterio Geografico (il più probabile): La FIFA solitamente premia la prima delle escluse della stessa confederazione. In questo caso, il posto spetterebbe a una nazionale della stessa confederazione asiatica (AFC), come gli Emirati Arabi Uniti (prima non qualificata del girone dell’Iran) o l’Iraq (che come l’Italia è impegnato a fine mese nei playoff per la qualificazione). Ranking FIFA (la speranza azzurra): Se la FIFA decidesse di voler mantenere alto il livello tecnico del torneo, potrebbe pescare la squadra con il miglior ranking tra le non qualificate. In questo scenario, l’Italia (attualmente 13a) se non dovesse qualificarsi sarebbe la candidata numero uno. Wild Card Politica: Una decisione d’ufficio per bilanciare i gironi, ma è l’opzione meno probabile per evitare precedenti pericolosi. Dato che la Fifa anche nelle passate edizioni ha sempre cercato di rispettare le quote per confederazione, vedere l’Italia ripescata al posto dell’Iran in caso di mancata qualifcazione è oggi molto difficile. Tuttavia, se i playoff dovessero andare male, la pressione degli sponsor e dei broadcaster per avere una “big” come l’Italia (specialmente dopo l’assenza nel 2018 e 2022) potrebbe spingere per una soluzione creativa. In ogni caso non più curiosa del Premio Fifa per la Pace assegnato a Donald Trump, salvo poi vedere lo stesso presidente americano muovere guerra a uno dei Paesi qualificati al mondiale. L’indotto turistico: Quanto vale l’Italia ai Mondiali? La partecipazione degli Azzurri,che avvenga per qualificazione diretta o per un clamoroso ripescaggio, è stimata come uno dei motori più potenti per il comparto turistico transatlantico. Ecco i pilastri dell’indotto previsto: Il turismo delle “Radici” e la Diaspora Gli Stati Uniti ospitano oltre 17 milioni di italo-americani. Una presenza dell’Italia garantirebbe il “tutto esaurito” immediato in città chiave come New York, Boston e Philadelphia. Effetto Domestic: Milioni di cittadini americani si sposterebbero internamente tra le città ospitanti, con una spesa media pro-capite superiore del 30% rispetto a match tra nazioni con meno legami storici. Export di Tifosi “High-Spender” A differenza di altri mercati, il tifoso italiano che segue la nazionale oltreoceano appartiene a una fascia di spesa medio-alta. Permanenza media: Si stimano soggiorni di 12-15 giorni, con pacchetti fly & drive che includono non solo le città delle partite, ma anche estensioni turistiche (Parchi Nazionali, California, Florida). Business Travel: La partecipazione dell’Italia trascina con sé un ecosistema di sponsor, delegazioni e aziende del “Made in Italy” Shopping e Hospitality di Lusso Secondo le analisi sui flussi dei passati tornei, l’indotto diretto per le città ospitanti in caso di partecipazione azzurra potrebbe oscillare tra i 400 e i 600 milioni di dollari in termini di prenotazioni alberghiere, ristorazione e retail di lusso. Per questo motivo per gli organizzatori americani, sostituire l’Iran con l’Italia significherebbe trasformare un problema di reputazione e logistico in una miniera d’oro per l’ospitalità. E anche se per la FIFA si tratterebbe di una grana diplomatica senza precedenti, per l’industria del turismo e del travel trade si aprirebbe uno scenario inaspettato: Non a caso l’assenza dell’Italia negli ultimi due mondiali è stata una perdita netta per il turismo sportivo e se il mercato USA è già in crescita per il 2026 per gli arrivi dall’Italia, avere l’Italia nel tabellone cambierebbe farebbe impennale la domanda per il trasporto aereo transatlantico. Vedremo se la FIFA sceglierà la via della “conservazione” geografica o quella del “business reale”, c’è comunque ancora in piedi la possibilità che la nazionale azzurra si qualifichi con pieno merito. Una cosa però è certa: per gli hotel americnai e le agenzie di viaggio italiane, la qualificazione dell’Italia sarebbe il miglior regalo possibile per il 2026. 

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DUCO Italy 2026: Milano al Centro del Grand Tour Contemporaneo

 

Mentre le porte dei palazzi più iconici di Milano si aprono per accogliere l’élite dell’ospitalità globale, l’edizione 2026 di DUCO Italy si preannuncia come lo spartiacque definitivo per il turismo di lusso post-digitale. Nonostante l’evento sia rigorosamente invitation-only e abbia registrato il sold-out dei pass stampa con settimane di anticipo, i segnali che arrivano dai principali osservatori di settore delineano un quadro di profondo rinnovamento.

La Rassegna Stampa: Cosa dicono i Media dell'Edizione 2026

Le testate economiche e i magazine di lifestyle stanno seguendo con attenzione l'evoluzione di DUCO. Ecco i punti salienti emersi dalle ultime analisi:

  • Il Sole 24 Ore sottolinea come il mercato del lusso in Italia stia vivendo un "Rinascimento infrastrutturale", con Milano che funge da hub non solo per la moda, ma per un’ospitalità che integra arte e design in modo simbiotico.

  • Travel+Leisure parla di una "nuova mappa dell'esclusività", citando DUCO come il luogo dove le gemme nascoste della provincia italiana (dalle Langhe alla Val di Noto) incontrano i grandi capitali internazionali.

  • L'Hospitality Insider pone l'accento sulla tecnologia invisibile: il trend del 2026 è il "Human-Centric Tech", dove l'intelligenza artificiale serve a personalizzare il soggiorno senza mai sostituire il calore umano.

I Trend Dominanti: Sostenibilità Rigenerativa ed Enogastronomia "Hyper-Local"

Quest'anno DUCO ha scelto di puntare tutto sul concetto di "Restitution". L'idea non è più solo quella di consumare un territorio, ma di restituire valore.

  1. Ospitalità Rigenerativa: I nuovi boutique hotel presentati a Milano quest'anno non si limitano a essere "carbon neutral", ma promuovono il recupero di tradizioni artigianali locali, offrendo agli ospiti laboratori di restauro o agricoltura biologica.

  2. L'Enogastronomia come Esperienza Sensoriale: Il cibo non è più un contorno, ma il protagonista del racconto. A DUCO 2026 si parla di Gourmet Genealogy: chef stellati che lavorano con storici per recuperare le ricette dei banchetti rinascimentali, riadattandole in chiave moderna.

Milano: Una Scenografia d'Eccellenza

La scelta di Milano per questa edizione non è casuale. La città, in pieno fermento pre-olimpico e post-espansione, incarna perfettamente il connubio tra efficienza e bellezza. Dai rooftop di Porta Nuova alle sale segrete di Brera, DUCO 2026 sta dimostrando che l'Italia è pronta a gestire i flussi del turismo di lusso con una visione a lungo termine che guarda al 2030.

Post a cura di Albana Ruci - Expo Blog


Nota dell'autore: Seguiremo i lavori di DUCO Italy per tutta la settimana attraverso i canali ufficiali e i report dei partner, per fornirvi un'analisi dettagliata delle destinazioni che cambieranno il vostro modo di viaggiare nel prossimo biennio.

DUCO Italy 2026: Milano si conferma Capitale dell’Ospitalità d’Eccellenza


Dal 23 al 27 marzo 2026, i riflettori del turismo di lusso tornano ad accendersi in Italia. Milano si prepara a ospitare la nuova edizione di DUCO, l'appuntamento invitation-only che ridefinisce ogni anno gli standard dell'accoglienza di alto profilo nel Bel Paese.

L’Essenza di DUCO: Dove il Lusso incontra l'Autenticità

Giunto a una nuova attesissima edizione, DUCO non è una semplice fiera di settore, ma un vero e proprio ecosistema relazionale. Per cinque giorni, i più influenti buyer internazionali e i rappresentanti delle eccellenze alberghiere italiane si incontrano per tessere trame di business e innovazione.

Il tema di quest'anno si preannuncia focalizzato su un concetto cardine: "L'Ospitalità come Patrimonio Culturale". Non si parla più solo di camere e servizi, ma di come il saper ricevere italiano sia diventato un asset strategico globale.

Perché Milano 2026 è un’edizione speciale?

L'appuntamento milanese del 2026 cade in un momento d'oro per la città, sempre più proiettata verso le grandi sfide internazionali. Partecipare a DUCO quest'anno significa:

  • Scoprire le Nuove Aperture: Un focus esclusivo sulle proprietà che apriranno i battenti nel corso del 2026 e 2027.

  • Networking di Alto Livello: Incontri diretti con i protagonisti che stanno plasmando il futuro del luxury travel.

  • Esperienze Immersive: Oltre agli incontri di business, DUCO offre un palinsesto di eventi serali nelle location più iconiche di Milano, celebrando il lifestyle italiano a 360 gradi.

  • Il Nuovo Lusso: Sostenibilità e Radici Enogastronomiche

    L'edizione 2026 di DUCO mette al centro un binomio inscindibile: l’etica ambientale e l’eccellenza dei sapori. Non si parla più di "turismo green" come nicchia, ma come standard assoluto dell'ospitalità d'élite.

    • L’Ospitalità Rigenerativa: Vedremo come i grandi brand e i boutique hotel indipendenti stiano passando dal semplice "non inquinare" al concetto di rigenerazione del territorio, coinvolgendo gli ospiti in progetti di tutela della biodiversità locale.

    • Esperienze Gastronomiche "Farm-to-Suite": Il lusso a tavola nel 2026 significa tracciabilità totale. A DUCO esploreremo come l'alta cucina italiana stia riscoprendo antichi vitigni e sementi dimenticate, trasformando il pasto in un racconto culturale che parte dalla terra e arriva all'eccellenza stellata.

    "Il vero lusso contemporaneo non è più l'ostentazione, ma la consapevolezza di vivere un'esperienza che rispetta l'ambiente e valorizza le comunità locali."

Cosa aspettarsi dal nostro reportage

Saremo presenti a Milano per documentare l'evento e raccontarvi:

  1. Le tendenze emergenti nel settore dei Boutique Hotel e delle Residenze Storiche.

  2. Interviste esclusive con i visionari dell'ospitalità italiana.

  3. Un'analisi su come la sostenibilità e la tecnologia stiano trasformando l'esperienza degli ospiti senza tradire la tradizione.

"DUCO è il luogo dove l'Italia migliore si mette in mostra, non solo per vendere un soggiorno, ma per esportare un sogno fatto di bellezza, storia e cura del dettaglio."

"Qual è la destinazione italiana che sognate di scoprire nel 2026? Fatecelo sapere nei commenti!"

Post a cura di Giuseppe Serrone - turismoculturale@yahoo.it con la collaborazione di Ruci Albana per Expo Blog

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Sì Sposaitalia Collezioni 2026, al via la nuova edizione della manifestazione

 

  Al via la nuova edizione del Sì Sposaitalia Collezioni 2026 che apre il calendario degli appuntamenti internazionali con una visione innovativa e un occhio attento all’artigianalità Made in Italy È partita ieri, 21 febbraio, la nuova edizione del Sì Sposaitalia Collezioni 2026, nella nuova location di Fiera Milano. La manifestazione di riferimento per il mondo Bridal ha aperto le porte a buyer, stampa e professionisti del settore con una giornata all’insegna delle nuove collezioni sposa, sposo, cerimonia ed accessori e della creatività sartoriale. Protagonista della prima giornata è stato il gruppo degli stilisti siciliani, che hanno portato in passerella l’eccellenza e l’identità di una terra ricca di tradizione e visione contemporanea. Tanti i brand che hanno sfilato mostrando tutta la bellezza dell’artigianalità Made in Italy. A dare il via al calendario di appuntamenti del Sì Sposaitalia Collezioni 2026 è stata la colazione organizzata nello stand di Maison Signore. Un momento conviviale che ha accolto ospiti, stampa e buyer in un’atmosfera elegante e accogliente, perfettamente in linea con lo stile del brand italiano. Nel primo giorno del Sì Sposaitalia Collezioni 2026, gli stilisti siciliani hanno sfilato raccontando la sposa in tutte le sue sfumature: romantica, sofisticata, audace, profondamente legata alle radici ma con lo sguardo rivolto al futuro. Ricami preziosi, lavorazioni sartoriali, dettagli couture e accessori ricercati hanno reso la passerella un vero omaggio al Made in Sicily. In passerella le creazioni di Atelier BenedettaGiusi La RosaFrancesco Calzature, Marco Cucinotta, Scribano 1966, Flavia Pinello, Scocca Papillon, Giusi Munafò, My Dea, Rosa Alessi, Kea Atelier, Angela Nobile e Amelia Casablanca.  

 sposimagazine.it 

 segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci, giornaisti free lance

Inaugurate oggi in Fiera Milano Micam, salone internazionale delle calzature che presenta le collezioni per l'autunno/inverno 26-27 , e Mipel, dedicato a pelle e accessori Moda

- RIPRODUZIONE RISERVATA Si completa così l'apertura dell'hub Fashion Link Milano che da quest'anno riunisce le rassegne del sistema moda negli stessi giorni. Da ieri sono aperte Fashion&Jewels, manifestazione dedicata ad accessori, abbigliamento e gioielli, Sì Sposaitalia Collezioni (bridal, cerimonia, eveningwear)e TheOneMilano, salone dell''outerwear e 'haut-à-porter di fascia alta. All'apertura il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, Debora Massari assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, Giovanna Ceolini, presidente Micam e Assocalzaturifici, e Claudia Sequi, presidente Mipel. In un incontro è stata sottolineata l'attenzione alla formazione dei giovani con l' Academy Hub di Micam, una vera e propria fabbrica dove gli studenti possono seguire e scoprire tutti i segreti del settore, dal design alla realizzazione del prodotto da indossare. Riproduzione riservata © Copyright ANSA (segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci - giornalisti free lance)

Il mondo del bridal a Milano con Si Sposaitalia Collezioni


 Apre Sì Sposaitalia Collezioni, manifestazione dedicata al matrimonio e ai vestiti da cerimonia in generale, allestita a Fiera Milano fino al 23 febbraio.

Dalle anticipazioni l'abito bianco per eccellenza sembra confermarsi quello Made in Italy, con proposte portate da brand nati da una lunga tradizione familiare nella couture nuziale.

Sono previste anche sfilate, come veri e propri show.
    Per la prima volta, Sì Sposaitalia Collezioni si svolge in contemporanea con le principali fiere del fashion system, Milano Fashion & Jewels, su gioielli e accessori moda, e TheOneMilano, dedicato all' outerwear, bridal e all'haut-à-porter di fascia alta.In questo salone trovano posto, tra le altre proposte, i capispalla, in particolare montoni, pellicce certificate Furmark©, cappotti e piumini di nuove proporzioni. Accanto alle collezioni principali, spazio anche alla prototipia sperimentale legata all'upcycling del vintage e al riuso degli scarti di lavorazione.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

(segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)

Micam e Mipel. Nuova alleanza Un’edizione speciale, importante

Un’edizione speciale, importante. Fondamentale per sapere in che direzione andrà la scarpa. Micam, l’evento leader globale dedicato alla calzatura di moda, di qualità, innovativa e sostenibile, avvia un percorso di rinnovamento del layout espositivo a partire dalla 101esima edizione, in programma a Fiera Milano Rho dal 22 al 24 febbraio. Micam ripensa i propri ambienti trasformando l’esposizione del prodotto in un’occasione di incontro e dialogo tra tutti gli attori della filiera. Nasce così un layout più fluido e leggibile, capace di essere al tempo stesso più efficace per gli espositori e più accogliente per i visitatori. Micam – viene spiegato – evolve da semplice luogo espositivo a piattaforma viva, progettata per generare valore, stimolare connessioni, offrire ispirazione, aprire nuove opportunità di business e permettere a ciascuno di muoversi e presentarsi nel contesto più adatto. La nuova configurazione degli spazi non è solo una scelta funzionale, ma un manifesto di contemporaneità: uno sguardo rivolto al futuro, capace di interpretare con lucidità le esigenze di espositori e buyer.

Micam si rinnova, quindi, e abbraccia tutte le dimensioni del prodotto calzatura, integrando produzione, design e innovazione in un racconto unitario. The Hub, sarà un nuovo spazio pensato per accogliere iniziative e progetti sviluppati in piena sinergia tra Micam e Mipel. Un ambiente dinamico e partecipativo, progettato per favorire un percorso continuo di apprendimento e relazione, dove aziende e buyer dei settori calzaturiero e pellettiero potranno incontrarsi, confrontarsi e fare networking.
La Nazione

Micam e Mipel 2026 a Fiera Milano Rho. Percorsi ottimizzati, nuove aree per valorizzare la filiera, moduli più contemporanei nel progetto firmato insieme allo studio Lombardini 22


 Percorsi che diventano esperienze, spazi che comunicano, ispirano ed esaltano creatività e innovazione della filiera: per presentare le collezioni AI 26-27, nelle nuove edizioni che si terranno a Fiera Milano Rho dal 22 al 24 febbraio 2026, Micam e Mipel si rinnovano. Le più importanti fiere dedicate rispettivamente alle calzature e alla pelletteria hanno presentato un layout ripensato con lo studio Lombardini 22, per rendere l’esperienza di visita più chiara, contemporanea e nello stesso tempo emozionale: Micam avrà una nuova distribuzione nei padiglioni 1 e 3 con il 2 e il 4, mentre Mipel si sposterà nella parte anteriore del padiglione 5. Per entrambe, percorsi ottimizzati e con maggiore leggibilità e nuove aree dedicate a prodotto, innovazione e creatività; reinterpretati in modo più contemporaneo e funzionale anche i moduli espositivi. Al centro del padiglione 5, un’altra novità: lo spazio M&M - The Hub, un’area di sinergia fra le due fiere, dove saranno ospitate Micam Academy (dedicata alla formazione dei giovani, per sensibilizzarli alle nuove professioni nel calzaturiero) e Mipel Factory, che permette ai visitatori di assistere dal vivo ad alcune fasi del processo di creazione di piccoli oggetti di pelletteria, anche con l’ausilio di tecnologie innovative. La scorsa edizione delle due fiere, a settembre, si era chiusa con un totale di 20.362 visitatori, di cui 57% stranieri e 43% italiani e mille marchi espositori, con buyer da 126 Paesi.


La nuova configurazione delle fiere


«La nuova configurazione non è solo una scelta funzionale, ma un manifesto di contemporaneità che interpreta le esigenze di espositori e buyer - ha sottolineato Giovanna Ceolini, presidente di Micam e di Assocalzaturifici (e alla guida di Confindustria Accessori Moda) -. Micam si evolve e si rigenera attraverso ascolto e visione, trasformando identità diverse in un ecosistema condiviso. Non si tratta solo di una fiera, ma di una piattaforma viva pensata per generare valore e opportunità». «In un momento di grande trasformazione - ha spiegato Claudia Sequi, presidente Mipel - vogliamo accompagnare le imprese della pelletteria nel loro percorso di crescita. Il nuovo layout, più visibile e attrattivo, rafforza il valore della manifestazione e mette al centro l’eccellenza delle nostre filiere».

I dati più recenti del settore tracciano un quadro di difficoltà, pur nella solidità dell’eccellenza: dei circa 90 miliardi di fatturato 2024 del tessile-moda-accessorio, un terzo è generato dalla filiera della pelle, in calo però dell’8,6% rispetto all’anno precedente. La tendenza negativa è stata confermata anche dai primi sei mesi del 2025, chiusi in calo del 5,3% rispetto allo stesso periodo 2024. I primi otto mesi del 2025 hanno segnato anche un calo dell’export (-4,1% su base annua), con contrazioni più marcate per i mercati extra-Ue e soprattutto in quelli asiatici.

Le prossime edizioni di Micam e Mipel cadranno in concomitanza con le Olimpiadi Milano-Cortina, occasione che genera complessità: «I costi sono andati alle stelle, soprattutto per l’ospitalità - ha notato ancora Ceolini -. Abbiamo interloquito con Regione Lombardia, ma ci è stato ricordato che esiste il libero mercato. È stato uno dei momenti più complicati: Milano è già cara e il fatto che molti visitatori restino solo un giorno e mezzo la dice lunga. Ma per la nostra filiera siamo fondamentali, e lo sappiamo».

Il Sole 24 Ore

Micam apre i battenti domenica, a Milano, con 749 marchi

 

Sarà in scena da domenica, 22 febbraio, a martedì, 24 febbraio, la kermesse internazionale dedicata alle calzature.
L’appuntamento registra la partecipazione di 794 marchi, di cui 402 internazionali e 392 italiani.

Rispetto all’edizione precedente, il salone ha un layout rinnovato per valorizzare innovazione e contenuti del mondo calzature.

"L’evoluzione di Micam, costruita a partire dal piano industriale sviluppato con Kpmg, prende forma anche nel nuovo layout espositivo, studiato per offrire un’esperienza di visita più fluida, contemporanea e coinvolgente", si legge in una nota degli organizzatori.

Presente anche Italian Startup: spazio dedicato alle realtà più innovative

Un percorso che accompagna buyer e visitatori attraverso aree tematiche che esaltano l’eccellenza del settore e culminano nel padiglione 3. La piazza Micam next ospita l’area Future of retail, le tecnologie che stanno cambiando il punto vendita.

Sempre al padiglione 5 si trova lo spazio dedicato al progetto Italian Startup, che accoglie realtà tra cui Zerow, piattaforma per l’economia circolare dedicata al recupero e alla valorizzazione degli scarti di produzione; Ez Lab, specializzata nel Digital product passport e nelle tecnologie blockchain per la tracciabilità digitale e Gait-Tech, con un dispositivo invisibile integrato nella soletta per migliorare il comfort delle calzature con tacco.

All'interno di questo scenario di "Rinascimento primordiale", tema guida di questa edizione, l'innovazione digitale assume un ruolo decisivo. Grazie alla collaborazione con Livetrend, Micam presenta una Trend Guide basata su analisi Ia di milioni di dati provenienti da web e social.

Le previsioni identificano quattro macro-tendenze destinate a guidare le scelte d’acquisto della prossima stagione Bucolic slumber, Lavish subversion, Primal futurism e Dark history.

A completare la proposta di Micam 101 è il progetto Fashion link Milano, iniziativa congiunta che unisce in un’unica narrazione le eccellenze di Mipel, Milano Fashion & Jewels TheOneMilano e Sì Sposaitalia Collezioni.

https://fashionunited.it/

#micam2026 Le nuove calzature, progettate dunque seguendo i principi del “design for recycling”

Fonte: https://mag.micam.it/

Non è stata una passeggiata, come si suol dire, avviare e concludere il progetto Re-Shoes: l’azienda SCARPA, specializzata nelle calzature outdoor, l’ha iniziato alcuni anni fa come esempio virtuoso di economia circolare ed ora il modello Mojito, fulcro del progetto, è stato prodotto in 15.000 paia e totalmente realizzato secondo i principi dell’eco-design.

E’ stata così portata a termine la fase industriale di Re-Shoes, parte del programma LIFE dell’UE, a dimostrazione di come la sostenibilità possa entrare in modo concreto nel settore calzaturiero per dare una possibilità di fine vita al prodotto. Si trattava di trovare il modo di recuperare gli sfridi di lavorazione delle scarpe, di ridurre le emissioni e gli sprechi e anche le paia che finiscono nelle discariche, migliaia ogni anno su una produzione globale di 24 miliardi all’anno. “Certo, – ha specificato Tiziano Giordano, CSR e Sustainability Manager SCARPA – ci sono ancora alcuni aspetti da approfondire, ma oggi abbiamo un prodotto che è composto da una intersuola contenente fino al 35% di materiale proveniente da suole macinate, e da una suola composta per il 50% da gomma vulcanizzata, ottenuta dagli scarti produttivi. Fulcro di tutto questo è il processo di idrolisi selettiva per separare la tomaia dalla suola, affidato a uno dei nostri partner, la conceria Sciarada, decomponendo chimicamente la pelle e rigenerandola in un nuovo materiale, utilizzato per la produzione delle nuove Mojito”.

Le nuove calzature, progettate dunque seguendo i principi del “design for recycling” non hanno occhielli in metallo e sono stati ridotti il numero di materiali usati per poter a loro volta essere più facilmente riciclate a fine vita. Anche le nuove tecnologie entrano nel processo di riciclo e in quello produttivo, che avviene in Italia, in collaborazione con aziende del territorio. Un altro punto di forza del progetto è la tracciabilità di ogni fase accompagnata da un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) che fornirà dati puntuali su emissioni, consumo di acqua, energia e sostanze chimiche impiegate nel processo produttivo, anticipando il passaporto digitale.

Un progetto di questo tipo merita un ambassador altrettanto impegnato nella difesa dell’ambiente. L’alpinista Hervé Barmasse ha condiviso, durante la presentazione dei risultati di Mojito Re-Shoes, la sua visione sostenibile: “La relazione con Scarpa dura da 24 anni – ha detto – e fin dal suo esordio questo progetto mi era sembrato un primo passo concreto verso la sostenibilità, che ha comportato anche un mio diverso approccio mentale alla montagna, diminuendo il numero delle mie missioni all’anno, proprio per limitare la mia impronta carbonica. Il mio è uno stile alpino “pulito”, ridotto all’essenziale nell’equipaggiamento e nel numero di persone al seguito, proprio per lasciare la montagna il più pulita possibile”.

Ma il consumatore finale è pronto a cogliere i valori di questo progetto ed è sensibile alla cultura della sostenibilità, diventata ormai un mantra per il settore della moda? “Il consumatore è preparato solo in parte – commenta Giordano – e per questo motivo stiamo dialogando con i buyer per capire con loro cosa possiamo fare in concreto per avvicinare il grande pubblico. Alcuni negozi si sono dati degli obiettivi per avere, all’interno della merce, una percentuale di prodotti sostenibili. Quindi molto è ancora dettato dalla scelta personale o, in futuro, dalle normative imposte”. Quanto costa la sostenibilità al consumatore? “Non abbiamo aumentato, per politica aziendale, il costo delle Mojito Re-Shoes – precisa – anche se questo progetto ha comportato l’uso di tecnologie nuove, di stampi dedicati e di macchinari, ad esempio quelli per l’idrolisi, che hanno coinvolto anche i nostri partner”.

Infatti, ad affiancare Scarpa nelle diverse fasi di sviluppo ci sono i partner: Alma Mater Studiorum – Università Di Bologna (test dei materiali e delle calzature, analisi Life Cycle Assessment e design-for-recyling); Rubber Conversion (devulcanizzazione e rigenerazione degli scarti industriali di gomma); Rubbermac.it, (produzione di nuove intersuole e battistrada ottenuti con il materiale riciclato); Innovando (logistica della campagna di raccolta delle scarpe usate e loro tracciabilità); Conceria Sciarada (idrolisi della pelle e riutilizzo del liquido ottenuto per la concia di nuove pelli); EPSI – European Platform For Sports And Innovation (Networking e promozione).