Città Spugna e Architettura Biofilica: La Rivoluzione Urbanistica del 2026


L'eredità delle grandi esposizioni universali si misura dalla loro capacità di influenzare il mondo reale anni dopo. Nel 2026, i concetti di "Nutrire il Pianeta" e "Energia per la Vita" si sono evoluti in soluzioni concrete per le nostre metropoli. La sfida non è più solo limitare i danni, ma rigenerare l'ambiente urbano.

Le protagoniste di questa rivoluzione sono le "Città Spugna" (Sponge Cities). Progettate per assorbire, trattenere e purificare l'acqua piovana attraverso pavimentazioni permeabili, tetti verdi e parchi allagabili, queste città combattono le ondate di calore e le alluvioni. Shanghai e Copenaghen sono leader, ma anche Milano e Roma stanno implementando questi sistemi.

Parallelamente, l'Architettura Biofilica sta trasformando i nostri orizzonti. Non si tratta solo di aggiungere piante sui balconi, ma di progettare edifici che imitano le forme e i processi della natura. Ospedali con vista sul verde che accelerano la guarigione, uffici illuminati dalla luce solare naturale che aumentano la produttività e foreste verticali che purificano l'aria.

Il design urbano del 2026 non deve più solo ospitare l'uomo, ma proteggere e integraし’ecosistema. L'innovazione non si ferma all'architettura e all'ambiente: guarda come la tecnologia sta rivoluzionando anche le performance e il benessere degli atleti su [SportlandNews].

L'innovazione non si ferma all'urbanistica. Scopri di più sugli altri nostri canali:

  • 🏰 Turismo Rigenerativo: Dai un'occhiata agli itinerari 2026 tra i borghi italiani più tecnologici e autentici su [ViaggiNews].

  • 🏃 Scienza dello Sport: Approfondisci come la tecnologia wearable sta rivoluzionando il monitoraggio fisico su [SportlandNews]].

  • 🏟️ Sviluppo Locale: Scopri come la sostenibilità urbana prende vita nel nuovo centro sportivo di Reggio Emilia su [ReggioEmiliaSport].

L’eredità di Expo 2015 nel 2026: come quel grande evento guida ancora il futuro

 Introduzione: Sono passati anni da quando Milano ha ospitato il mondo intero sotto il segno di "Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita". Ma oggi, nel 2026, quanto è rimasto di quella visione? In questo articolo esploriamo come i concetti nati tra i padiglioni di Expo siano diventati la norma nella nostra vita quotidiana.

1. Dalla Carta di Milano alla spesa consapevole

La Carta di Milano non è rimasta solo un documento firmato da capi di stato. I principi di lotta allo spreco alimentare e di diritto al cibo sano hanno influenzato le leggi europee che oggi, nel 2026, regolano il modo in cui acquistiamo e consumiamo i prodotti. La sostenibilità che sognavamo nei cluster di Expo è diventata una realtà nei nostri supermercati.

2. Architettura e Rigenerazione Urbana

Molti dei progetti architettonici più innovativi degli ultimi anni traggono ispirazione dai padiglioni di Expo 2015. L'uso di materiali riciclabili e l'integrazione del verde negli spazi urbani sono l'eredità visibile di quell'evento. Milano, e con essa molte altre città italiane, ha continuato a crescere seguendo quella traccia di "Energia per la Vita".

3. Un ponte tra cibo, viaggi e benessere

Expo ci ha insegnato che il cibo è cultura, ma è anche il motore che ci spinge a viaggiare e a fare sport. Se oggi pianifichiamo weekend enogastronomici (come suggerito nelle ultime guide di ViaggiNews) o se facciamo attenzione alla dieta per le nostre prestazioni atletiche (come raccontato su SportlandNews), lo dobbiamo anche a quella grande lezione collettiva.

Conclusione: Expo 2015 non è stato solo un evento temporaneo, ma il seme di un cambiamento profondo. Continuare a studiarne i successi e le visioni ci aiuta a capire dove stiamo andando.

Curiosità Locale: Sapevate che molte eccellenze enogastronomiche di Reggio Emilia furono protagoniste proprio in quei mesi? Scoprite come lo sport e il cibo si uniscono oggi nel territorio reggiano su ReggioEmiliaSport.

Fifa World Cup 2026, il forfait dell’Iran aumenta le chance dell’Italia: cosa cambia per il turismo

Iran Pulls Out of FIFA World Cup 2026 Amid Geopolitical Tensions 
 
L’ufficializzazione della rinuncia dell’Iran alla fase finale della FIFA World Cup 2026 (Stati Uniti, Canada e Messico), avvenuta la scorsa settimana, ha attivato le procedure previste dal regolamento internazionale per i ripescaggi in caso di forfait di una nazionale. La decisione, basata su ragioni di sicurezza e criticità diplomatiche in seguito al conflitto in Medio Oriente, iniziato proprio dagli USA, apre anche un dibattito tecnico sulla sostituzione della nazionale di Teheran, una situazione che apre spiragli anche per la Nazionale Italiana, se il suo iter sportivo sul campo, con i playoff di fine marzo, non dovesse andare come sperato. Cosa dice il Regolamento FIFA? Il regolamento della Coppa del Mondo (Articolo 6.7) è piuttosto vago, lasciando alla FIFA il potere discrezionale di decidere come sostituire una squadra ritirata. L’articolo infatti recita: “Se una federazione membro partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo Fifa 2026, la Fifa deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e adotterà qualsiasi misura ritenuta necessaria. La Fifa potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra associazione” Ecco quindi le tre strade possibili: Criterio Geografico (il più probabile): La FIFA solitamente premia la prima delle escluse della stessa confederazione. In questo caso, il posto spetterebbe a una nazionale della stessa confederazione asiatica (AFC), come gli Emirati Arabi Uniti (prima non qualificata del girone dell’Iran) o l’Iraq (che come l’Italia è impegnato a fine mese nei playoff per la qualificazione). Ranking FIFA (la speranza azzurra): Se la FIFA decidesse di voler mantenere alto il livello tecnico del torneo, potrebbe pescare la squadra con il miglior ranking tra le non qualificate. In questo scenario, l’Italia (attualmente 13a) se non dovesse qualificarsi sarebbe la candidata numero uno. Wild Card Politica: Una decisione d’ufficio per bilanciare i gironi, ma è l’opzione meno probabile per evitare precedenti pericolosi. Dato che la Fifa anche nelle passate edizioni ha sempre cercato di rispettare le quote per confederazione, vedere l’Italia ripescata al posto dell’Iran in caso di mancata qualifcazione è oggi molto difficile. Tuttavia, se i playoff dovessero andare male, la pressione degli sponsor e dei broadcaster per avere una “big” come l’Italia (specialmente dopo l’assenza nel 2018 e 2022) potrebbe spingere per una soluzione creativa. In ogni caso non più curiosa del Premio Fifa per la Pace assegnato a Donald Trump, salvo poi vedere lo stesso presidente americano muovere guerra a uno dei Paesi qualificati al mondiale. L’indotto turistico: Quanto vale l’Italia ai Mondiali? La partecipazione degli Azzurri,che avvenga per qualificazione diretta o per un clamoroso ripescaggio, è stimata come uno dei motori più potenti per il comparto turistico transatlantico. Ecco i pilastri dell’indotto previsto: Il turismo delle “Radici” e la Diaspora Gli Stati Uniti ospitano oltre 17 milioni di italo-americani. Una presenza dell’Italia garantirebbe il “tutto esaurito” immediato in città chiave come New York, Boston e Philadelphia. Effetto Domestic: Milioni di cittadini americani si sposterebbero internamente tra le città ospitanti, con una spesa media pro-capite superiore del 30% rispetto a match tra nazioni con meno legami storici. Export di Tifosi “High-Spender” A differenza di altri mercati, il tifoso italiano che segue la nazionale oltreoceano appartiene a una fascia di spesa medio-alta. Permanenza media: Si stimano soggiorni di 12-15 giorni, con pacchetti fly & drive che includono non solo le città delle partite, ma anche estensioni turistiche (Parchi Nazionali, California, Florida). Business Travel: La partecipazione dell’Italia trascina con sé un ecosistema di sponsor, delegazioni e aziende del “Made in Italy” Shopping e Hospitality di Lusso Secondo le analisi sui flussi dei passati tornei, l’indotto diretto per le città ospitanti in caso di partecipazione azzurra potrebbe oscillare tra i 400 e i 600 milioni di dollari in termini di prenotazioni alberghiere, ristorazione e retail di lusso. Per questo motivo per gli organizzatori americani, sostituire l’Iran con l’Italia significherebbe trasformare un problema di reputazione e logistico in una miniera d’oro per l’ospitalità. E anche se per la FIFA si tratterebbe di una grana diplomatica senza precedenti, per l’industria del turismo e del travel trade si aprirebbe uno scenario inaspettato: Non a caso l’assenza dell’Italia negli ultimi due mondiali è stata una perdita netta per il turismo sportivo e se il mercato USA è già in crescita per il 2026 per gli arrivi dall’Italia, avere l’Italia nel tabellone cambierebbe farebbe impennale la domanda per il trasporto aereo transatlantico. Vedremo se la FIFA sceglierà la via della “conservazione” geografica o quella del “business reale”, c’è comunque ancora in piedi la possibilità che la nazionale azzurra si qualifichi con pieno merito. Una cosa però è certa: per gli hotel americnai e le agenzie di viaggio italiane, la qualificazione dell’Italia sarebbe il miglior regalo possibile per il 2026. 

qualitytravel.it

DUCO Italy 2026: Milano al Centro del Grand Tour Contemporaneo

 

Mentre le porte dei palazzi più iconici di Milano si aprono per accogliere l’élite dell’ospitalità globale, l’edizione 2026 di DUCO Italy si preannuncia come lo spartiacque definitivo per il turismo di lusso post-digitale. Nonostante l’evento sia rigorosamente invitation-only e abbia registrato il sold-out dei pass stampa con settimane di anticipo, i segnali che arrivano dai principali osservatori di settore delineano un quadro di profondo rinnovamento.

La Rassegna Stampa: Cosa dicono i Media dell'Edizione 2026

Le testate economiche e i magazine di lifestyle stanno seguendo con attenzione l'evoluzione di DUCO. Ecco i punti salienti emersi dalle ultime analisi:

  • Il Sole 24 Ore sottolinea come il mercato del lusso in Italia stia vivendo un "Rinascimento infrastrutturale", con Milano che funge da hub non solo per la moda, ma per un’ospitalità che integra arte e design in modo simbiotico.

  • Travel+Leisure parla di una "nuova mappa dell'esclusività", citando DUCO come il luogo dove le gemme nascoste della provincia italiana (dalle Langhe alla Val di Noto) incontrano i grandi capitali internazionali.

  • L'Hospitality Insider pone l'accento sulla tecnologia invisibile: il trend del 2026 è il "Human-Centric Tech", dove l'intelligenza artificiale serve a personalizzare il soggiorno senza mai sostituire il calore umano.

I Trend Dominanti: Sostenibilità Rigenerativa ed Enogastronomia "Hyper-Local"

Quest'anno DUCO ha scelto di puntare tutto sul concetto di "Restitution". L'idea non è più solo quella di consumare un territorio, ma di restituire valore.

  1. Ospitalità Rigenerativa: I nuovi boutique hotel presentati a Milano quest'anno non si limitano a essere "carbon neutral", ma promuovono il recupero di tradizioni artigianali locali, offrendo agli ospiti laboratori di restauro o agricoltura biologica.

  2. L'Enogastronomia come Esperienza Sensoriale: Il cibo non è più un contorno, ma il protagonista del racconto. A DUCO 2026 si parla di Gourmet Genealogy: chef stellati che lavorano con storici per recuperare le ricette dei banchetti rinascimentali, riadattandole in chiave moderna.

Milano: Una Scenografia d'Eccellenza

La scelta di Milano per questa edizione non è casuale. La città, in pieno fermento pre-olimpico e post-espansione, incarna perfettamente il connubio tra efficienza e bellezza. Dai rooftop di Porta Nuova alle sale segrete di Brera, DUCO 2026 sta dimostrando che l'Italia è pronta a gestire i flussi del turismo di lusso con una visione a lungo termine che guarda al 2030.

Post a cura di Albana Ruci - Expo Blog


Nota dell'autore: Seguiremo i lavori di DUCO Italy per tutta la settimana attraverso i canali ufficiali e i report dei partner, per fornirvi un'analisi dettagliata delle destinazioni che cambieranno il vostro modo di viaggiare nel prossimo biennio.

DUCO Italy 2026: Milano si conferma Capitale dell’Ospitalità d’Eccellenza


Dal 23 al 27 marzo 2026, i riflettori del turismo di lusso tornano ad accendersi in Italia. Milano si prepara a ospitare la nuova edizione di DUCO, l'appuntamento invitation-only che ridefinisce ogni anno gli standard dell'accoglienza di alto profilo nel Bel Paese.

L’Essenza di DUCO: Dove il Lusso incontra l'Autenticità

Giunto a una nuova attesissima edizione, DUCO non è una semplice fiera di settore, ma un vero e proprio ecosistema relazionale. Per cinque giorni, i più influenti buyer internazionali e i rappresentanti delle eccellenze alberghiere italiane si incontrano per tessere trame di business e innovazione.

Il tema di quest'anno si preannuncia focalizzato su un concetto cardine: "L'Ospitalità come Patrimonio Culturale". Non si parla più solo di camere e servizi, ma di come il saper ricevere italiano sia diventato un asset strategico globale.

Perché Milano 2026 è un’edizione speciale?

L'appuntamento milanese del 2026 cade in un momento d'oro per la città, sempre più proiettata verso le grandi sfide internazionali. Partecipare a DUCO quest'anno significa:

  • Scoprire le Nuove Aperture: Un focus esclusivo sulle proprietà che apriranno i battenti nel corso del 2026 e 2027.

  • Networking di Alto Livello: Incontri diretti con i protagonisti che stanno plasmando il futuro del luxury travel.

  • Esperienze Immersive: Oltre agli incontri di business, DUCO offre un palinsesto di eventi serali nelle location più iconiche di Milano, celebrando il lifestyle italiano a 360 gradi.

  • Il Nuovo Lusso: Sostenibilità e Radici Enogastronomiche

    L'edizione 2026 di DUCO mette al centro un binomio inscindibile: l’etica ambientale e l’eccellenza dei sapori. Non si parla più di "turismo green" come nicchia, ma come standard assoluto dell'ospitalità d'élite.

    • L’Ospitalità Rigenerativa: Vedremo come i grandi brand e i boutique hotel indipendenti stiano passando dal semplice "non inquinare" al concetto di rigenerazione del territorio, coinvolgendo gli ospiti in progetti di tutela della biodiversità locale.

    • Esperienze Gastronomiche "Farm-to-Suite": Il lusso a tavola nel 2026 significa tracciabilità totale. A DUCO esploreremo come l'alta cucina italiana stia riscoprendo antichi vitigni e sementi dimenticate, trasformando il pasto in un racconto culturale che parte dalla terra e arriva all'eccellenza stellata.

    "Il vero lusso contemporaneo non è più l'ostentazione, ma la consapevolezza di vivere un'esperienza che rispetta l'ambiente e valorizza le comunità locali."

Cosa aspettarsi dal nostro reportage

Saremo presenti a Milano per documentare l'evento e raccontarvi:

  1. Le tendenze emergenti nel settore dei Boutique Hotel e delle Residenze Storiche.

  2. Interviste esclusive con i visionari dell'ospitalità italiana.

  3. Un'analisi su come la sostenibilità e la tecnologia stiano trasformando l'esperienza degli ospiti senza tradire la tradizione.

"DUCO è il luogo dove l'Italia migliore si mette in mostra, non solo per vendere un soggiorno, ma per esportare un sogno fatto di bellezza, storia e cura del dettaglio."

"Qual è la destinazione italiana che sognate di scoprire nel 2026? Fatecelo sapere nei commenti!"

Post a cura di Giuseppe Serrone - turismoculturale@yahoo.it con la collaborazione di Ruci Albana per Expo Blog

#DUCOItaly #MilanoEvents #LuxuryLife #TravelJournalist #MadeInItaly #GourmetExperience #BoutiqueHotels


 

Sì Sposaitalia Collezioni 2026, al via la nuova edizione della manifestazione

 

  Al via la nuova edizione del Sì Sposaitalia Collezioni 2026 che apre il calendario degli appuntamenti internazionali con una visione innovativa e un occhio attento all’artigianalità Made in Italy È partita ieri, 21 febbraio, la nuova edizione del Sì Sposaitalia Collezioni 2026, nella nuova location di Fiera Milano. La manifestazione di riferimento per il mondo Bridal ha aperto le porte a buyer, stampa e professionisti del settore con una giornata all’insegna delle nuove collezioni sposa, sposo, cerimonia ed accessori e della creatività sartoriale. Protagonista della prima giornata è stato il gruppo degli stilisti siciliani, che hanno portato in passerella l’eccellenza e l’identità di una terra ricca di tradizione e visione contemporanea. Tanti i brand che hanno sfilato mostrando tutta la bellezza dell’artigianalità Made in Italy. A dare il via al calendario di appuntamenti del Sì Sposaitalia Collezioni 2026 è stata la colazione organizzata nello stand di Maison Signore. Un momento conviviale che ha accolto ospiti, stampa e buyer in un’atmosfera elegante e accogliente, perfettamente in linea con lo stile del brand italiano. Nel primo giorno del Sì Sposaitalia Collezioni 2026, gli stilisti siciliani hanno sfilato raccontando la sposa in tutte le sue sfumature: romantica, sofisticata, audace, profondamente legata alle radici ma con lo sguardo rivolto al futuro. Ricami preziosi, lavorazioni sartoriali, dettagli couture e accessori ricercati hanno reso la passerella un vero omaggio al Made in Sicily. In passerella le creazioni di Atelier BenedettaGiusi La RosaFrancesco Calzature, Marco Cucinotta, Scribano 1966, Flavia Pinello, Scocca Papillon, Giusi Munafò, My Dea, Rosa Alessi, Kea Atelier, Angela Nobile e Amelia Casablanca.  

 sposimagazine.it 

 segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci, giornaisti free lance

Inaugurate oggi in Fiera Milano Micam, salone internazionale delle calzature che presenta le collezioni per l'autunno/inverno 26-27 , e Mipel, dedicato a pelle e accessori Moda

- RIPRODUZIONE RISERVATA Si completa così l'apertura dell'hub Fashion Link Milano che da quest'anno riunisce le rassegne del sistema moda negli stessi giorni. Da ieri sono aperte Fashion&Jewels, manifestazione dedicata ad accessori, abbigliamento e gioielli, Sì Sposaitalia Collezioni (bridal, cerimonia, eveningwear)e TheOneMilano, salone dell''outerwear e 'haut-à-porter di fascia alta. All'apertura il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, Debora Massari assessora al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, Giovanna Ceolini, presidente Micam e Assocalzaturifici, e Claudia Sequi, presidente Mipel. In un incontro è stata sottolineata l'attenzione alla formazione dei giovani con l' Academy Hub di Micam, una vera e propria fabbrica dove gli studenti possono seguire e scoprire tutti i segreti del settore, dal design alla realizzazione del prodotto da indossare. Riproduzione riservata © Copyright ANSA (segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci - giornalisti free lance)

Il mondo del bridal a Milano con Si Sposaitalia Collezioni


 Apre Sì Sposaitalia Collezioni, manifestazione dedicata al matrimonio e ai vestiti da cerimonia in generale, allestita a Fiera Milano fino al 23 febbraio.

Dalle anticipazioni l'abito bianco per eccellenza sembra confermarsi quello Made in Italy, con proposte portate da brand nati da una lunga tradizione familiare nella couture nuziale.

Sono previste anche sfilate, come veri e propri show.
    Per la prima volta, Sì Sposaitalia Collezioni si svolge in contemporanea con le principali fiere del fashion system, Milano Fashion & Jewels, su gioielli e accessori moda, e TheOneMilano, dedicato all' outerwear, bridal e all'haut-à-porter di fascia alta.In questo salone trovano posto, tra le altre proposte, i capispalla, in particolare montoni, pellicce certificate Furmark©, cappotti e piumini di nuove proporzioni. Accanto alle collezioni principali, spazio anche alla prototipia sperimentale legata all'upcycling del vintage e al riuso degli scarti di lavorazione.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

(segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)

Micam e Mipel. Nuova alleanza Un’edizione speciale, importante

Un’edizione speciale, importante. Fondamentale per sapere in che direzione andrà la scarpa. Micam, l’evento leader globale dedicato alla calzatura di moda, di qualità, innovativa e sostenibile, avvia un percorso di rinnovamento del layout espositivo a partire dalla 101esima edizione, in programma a Fiera Milano Rho dal 22 al 24 febbraio. Micam ripensa i propri ambienti trasformando l’esposizione del prodotto in un’occasione di incontro e dialogo tra tutti gli attori della filiera. Nasce così un layout più fluido e leggibile, capace di essere al tempo stesso più efficace per gli espositori e più accogliente per i visitatori. Micam – viene spiegato – evolve da semplice luogo espositivo a piattaforma viva, progettata per generare valore, stimolare connessioni, offrire ispirazione, aprire nuove opportunità di business e permettere a ciascuno di muoversi e presentarsi nel contesto più adatto. La nuova configurazione degli spazi non è solo una scelta funzionale, ma un manifesto di contemporaneità: uno sguardo rivolto al futuro, capace di interpretare con lucidità le esigenze di espositori e buyer.

Micam si rinnova, quindi, e abbraccia tutte le dimensioni del prodotto calzatura, integrando produzione, design e innovazione in un racconto unitario. The Hub, sarà un nuovo spazio pensato per accogliere iniziative e progetti sviluppati in piena sinergia tra Micam e Mipel. Un ambiente dinamico e partecipativo, progettato per favorire un percorso continuo di apprendimento e relazione, dove aziende e buyer dei settori calzaturiero e pellettiero potranno incontrarsi, confrontarsi e fare networking.
La Nazione

Micam e Mipel 2026 a Fiera Milano Rho. Percorsi ottimizzati, nuove aree per valorizzare la filiera, moduli più contemporanei nel progetto firmato insieme allo studio Lombardini 22


 Percorsi che diventano esperienze, spazi che comunicano, ispirano ed esaltano creatività e innovazione della filiera: per presentare le collezioni AI 26-27, nelle nuove edizioni che si terranno a Fiera Milano Rho dal 22 al 24 febbraio 2026, Micam e Mipel si rinnovano. Le più importanti fiere dedicate rispettivamente alle calzature e alla pelletteria hanno presentato un layout ripensato con lo studio Lombardini 22, per rendere l’esperienza di visita più chiara, contemporanea e nello stesso tempo emozionale: Micam avrà una nuova distribuzione nei padiglioni 1 e 3 con il 2 e il 4, mentre Mipel si sposterà nella parte anteriore del padiglione 5. Per entrambe, percorsi ottimizzati e con maggiore leggibilità e nuove aree dedicate a prodotto, innovazione e creatività; reinterpretati in modo più contemporaneo e funzionale anche i moduli espositivi. Al centro del padiglione 5, un’altra novità: lo spazio M&M - The Hub, un’area di sinergia fra le due fiere, dove saranno ospitate Micam Academy (dedicata alla formazione dei giovani, per sensibilizzarli alle nuove professioni nel calzaturiero) e Mipel Factory, che permette ai visitatori di assistere dal vivo ad alcune fasi del processo di creazione di piccoli oggetti di pelletteria, anche con l’ausilio di tecnologie innovative. La scorsa edizione delle due fiere, a settembre, si era chiusa con un totale di 20.362 visitatori, di cui 57% stranieri e 43% italiani e mille marchi espositori, con buyer da 126 Paesi.


La nuova configurazione delle fiere


«La nuova configurazione non è solo una scelta funzionale, ma un manifesto di contemporaneità che interpreta le esigenze di espositori e buyer - ha sottolineato Giovanna Ceolini, presidente di Micam e di Assocalzaturifici (e alla guida di Confindustria Accessori Moda) -. Micam si evolve e si rigenera attraverso ascolto e visione, trasformando identità diverse in un ecosistema condiviso. Non si tratta solo di una fiera, ma di una piattaforma viva pensata per generare valore e opportunità». «In un momento di grande trasformazione - ha spiegato Claudia Sequi, presidente Mipel - vogliamo accompagnare le imprese della pelletteria nel loro percorso di crescita. Il nuovo layout, più visibile e attrattivo, rafforza il valore della manifestazione e mette al centro l’eccellenza delle nostre filiere».

I dati più recenti del settore tracciano un quadro di difficoltà, pur nella solidità dell’eccellenza: dei circa 90 miliardi di fatturato 2024 del tessile-moda-accessorio, un terzo è generato dalla filiera della pelle, in calo però dell’8,6% rispetto all’anno precedente. La tendenza negativa è stata confermata anche dai primi sei mesi del 2025, chiusi in calo del 5,3% rispetto allo stesso periodo 2024. I primi otto mesi del 2025 hanno segnato anche un calo dell’export (-4,1% su base annua), con contrazioni più marcate per i mercati extra-Ue e soprattutto in quelli asiatici.

Le prossime edizioni di Micam e Mipel cadranno in concomitanza con le Olimpiadi Milano-Cortina, occasione che genera complessità: «I costi sono andati alle stelle, soprattutto per l’ospitalità - ha notato ancora Ceolini -. Abbiamo interloquito con Regione Lombardia, ma ci è stato ricordato che esiste il libero mercato. È stato uno dei momenti più complicati: Milano è già cara e il fatto che molti visitatori restino solo un giorno e mezzo la dice lunga. Ma per la nostra filiera siamo fondamentali, e lo sappiamo».

Il Sole 24 Ore

Micam apre i battenti domenica, a Milano, con 749 marchi

 

Sarà in scena da domenica, 22 febbraio, a martedì, 24 febbraio, la kermesse internazionale dedicata alle calzature.
L’appuntamento registra la partecipazione di 794 marchi, di cui 402 internazionali e 392 italiani.

Rispetto all’edizione precedente, il salone ha un layout rinnovato per valorizzare innovazione e contenuti del mondo calzature.

"L’evoluzione di Micam, costruita a partire dal piano industriale sviluppato con Kpmg, prende forma anche nel nuovo layout espositivo, studiato per offrire un’esperienza di visita più fluida, contemporanea e coinvolgente", si legge in una nota degli organizzatori.

Presente anche Italian Startup: spazio dedicato alle realtà più innovative

Un percorso che accompagna buyer e visitatori attraverso aree tematiche che esaltano l’eccellenza del settore e culminano nel padiglione 3. La piazza Micam next ospita l’area Future of retail, le tecnologie che stanno cambiando il punto vendita.

Sempre al padiglione 5 si trova lo spazio dedicato al progetto Italian Startup, che accoglie realtà tra cui Zerow, piattaforma per l’economia circolare dedicata al recupero e alla valorizzazione degli scarti di produzione; Ez Lab, specializzata nel Digital product passport e nelle tecnologie blockchain per la tracciabilità digitale e Gait-Tech, con un dispositivo invisibile integrato nella soletta per migliorare il comfort delle calzature con tacco.

All'interno di questo scenario di "Rinascimento primordiale", tema guida di questa edizione, l'innovazione digitale assume un ruolo decisivo. Grazie alla collaborazione con Livetrend, Micam presenta una Trend Guide basata su analisi Ia di milioni di dati provenienti da web e social.

Le previsioni identificano quattro macro-tendenze destinate a guidare le scelte d’acquisto della prossima stagione Bucolic slumber, Lavish subversion, Primal futurism e Dark history.

A completare la proposta di Micam 101 è il progetto Fashion link Milano, iniziativa congiunta che unisce in un’unica narrazione le eccellenze di Mipel, Milano Fashion & Jewels TheOneMilano e Sì Sposaitalia Collezioni.

https://fashionunited.it/

#micam2026 Le nuove calzature, progettate dunque seguendo i principi del “design for recycling”

Fonte: https://mag.micam.it/

Non è stata una passeggiata, come si suol dire, avviare e concludere il progetto Re-Shoes: l’azienda SCARPA, specializzata nelle calzature outdoor, l’ha iniziato alcuni anni fa come esempio virtuoso di economia circolare ed ora il modello Mojito, fulcro del progetto, è stato prodotto in 15.000 paia e totalmente realizzato secondo i principi dell’eco-design.

E’ stata così portata a termine la fase industriale di Re-Shoes, parte del programma LIFE dell’UE, a dimostrazione di come la sostenibilità possa entrare in modo concreto nel settore calzaturiero per dare una possibilità di fine vita al prodotto. Si trattava di trovare il modo di recuperare gli sfridi di lavorazione delle scarpe, di ridurre le emissioni e gli sprechi e anche le paia che finiscono nelle discariche, migliaia ogni anno su una produzione globale di 24 miliardi all’anno. “Certo, – ha specificato Tiziano Giordano, CSR e Sustainability Manager SCARPA – ci sono ancora alcuni aspetti da approfondire, ma oggi abbiamo un prodotto che è composto da una intersuola contenente fino al 35% di materiale proveniente da suole macinate, e da una suola composta per il 50% da gomma vulcanizzata, ottenuta dagli scarti produttivi. Fulcro di tutto questo è il processo di idrolisi selettiva per separare la tomaia dalla suola, affidato a uno dei nostri partner, la conceria Sciarada, decomponendo chimicamente la pelle e rigenerandola in un nuovo materiale, utilizzato per la produzione delle nuove Mojito”.

Le nuove calzature, progettate dunque seguendo i principi del “design for recycling” non hanno occhielli in metallo e sono stati ridotti il numero di materiali usati per poter a loro volta essere più facilmente riciclate a fine vita. Anche le nuove tecnologie entrano nel processo di riciclo e in quello produttivo, che avviene in Italia, in collaborazione con aziende del territorio. Un altro punto di forza del progetto è la tracciabilità di ogni fase accompagnata da un’analisi LCA (Life Cycle Assessment) che fornirà dati puntuali su emissioni, consumo di acqua, energia e sostanze chimiche impiegate nel processo produttivo, anticipando il passaporto digitale.

Un progetto di questo tipo merita un ambassador altrettanto impegnato nella difesa dell’ambiente. L’alpinista Hervé Barmasse ha condiviso, durante la presentazione dei risultati di Mojito Re-Shoes, la sua visione sostenibile: “La relazione con Scarpa dura da 24 anni – ha detto – e fin dal suo esordio questo progetto mi era sembrato un primo passo concreto verso la sostenibilità, che ha comportato anche un mio diverso approccio mentale alla montagna, diminuendo il numero delle mie missioni all’anno, proprio per limitare la mia impronta carbonica. Il mio è uno stile alpino “pulito”, ridotto all’essenziale nell’equipaggiamento e nel numero di persone al seguito, proprio per lasciare la montagna il più pulita possibile”.

Ma il consumatore finale è pronto a cogliere i valori di questo progetto ed è sensibile alla cultura della sostenibilità, diventata ormai un mantra per il settore della moda? “Il consumatore è preparato solo in parte – commenta Giordano – e per questo motivo stiamo dialogando con i buyer per capire con loro cosa possiamo fare in concreto per avvicinare il grande pubblico. Alcuni negozi si sono dati degli obiettivi per avere, all’interno della merce, una percentuale di prodotti sostenibili. Quindi molto è ancora dettato dalla scelta personale o, in futuro, dalle normative imposte”. Quanto costa la sostenibilità al consumatore? “Non abbiamo aumentato, per politica aziendale, il costo delle Mojito Re-Shoes – precisa – anche se questo progetto ha comportato l’uso di tecnologie nuove, di stampi dedicati e di macchinari, ad esempio quelli per l’idrolisi, che hanno coinvolto anche i nostri partner”.

Infatti, ad affiancare Scarpa nelle diverse fasi di sviluppo ci sono i partner: Alma Mater Studiorum – Università Di Bologna (test dei materiali e delle calzature, analisi Life Cycle Assessment e design-for-recyling); Rubber Conversion (devulcanizzazione e rigenerazione degli scarti industriali di gomma); Rubbermac.it, (produzione di nuove intersuole e battistrada ottenuti con il materiale riciclato); Innovando (logistica della campagna di raccolta delle scarpe usate e loro tracciabilità); Conceria Sciarada (idrolisi della pelle e riutilizzo del liquido ottenuto per la concia di nuove pelli); EPSI – European Platform For Sports And Innovation (Networking e promozione).


 

MICAM 101 Novità ed evoluzioni dell’esperienza fieristica Un nuovo layout per un percorso di visita più fluido, armonico e ispirante


MICAM, l’evento leader globale dedicato alla calzatura di moda, di qualità, innovativa e sostenibile, avvia un percorso di rinnovamento del layout espositivo a partire dalla 101ª edizione, in programma a Fiera Milano Rho dal 22 al 24 febbraio 2026. Lo spazio non è mai neutro: orienta i comportamenti, favorisce le relazioni e dà forma all’esperienza. Partendo da questa consapevolezza, MICAM ripensa i propri ambienti trasformando l’esposizione del prodotto in un’occasione di incontro e dialogo tra tutti gli attori della filiera. Nasce così un layout più fluido e leggibile, capace di essere al tempo stesso più efficace per gli espositori e più accogliente per i visitatori. MICAM evolve da semplice luogo espositivo a piattaforma viva, progettata per generare valore, stimolare connessioni, offrire ispirazione, aprire nuove opportunità di business e permettere a ciascuno di muoversi e presentarsi nel contesto più adatto. La nuova configurazione degli spazi non è solo una scelta funzionale, ma un manifesto di contemporaneità: uno sguardo rivolto al futuro, capace di interpretare con lucidità le esigenze di espositori e buyer. MICAM si rinnova attraverso un approccio olistico che abbraccia tutte le dimensioni del prodotto calzatura, integrando produzione, design e innovazione in un racconto unitario. Un percorso costruito sull’ascolto e sulla visione, che valorizza il Made in Italy e, al tempo stesso, l’eccellenza internazionale che anima il settore. Questa traiettoria, avviata un anno fa con il piano industriale di KPMG, conferma che la sinergia è la chiave per trasformare identità e bisogni diversi in un ecosistema condiviso basato sulla capacità di ascolto dei mercati e delle aziende. In occasione dell'edizione di febbraio, MICAM introduce una nuova distribuzione dei Padiglioni puntando sul prodotto. Ecco dunque che il padiglione 1 ospiterà le calzature che vanno dall’eleganza delle occasioni importanti al comfort della quotidianità; il padiglione 3 metterà in mostra stile e creatività per calzature che sanno andare oltre il formale; al padiglione 2 e 4 innovazione e contemporaneità per calzature che raccontano l’evoluzione della moda e del gusto; al padiglione 5 calzature che riflettono gli stili e le tendenze globali. Le aree istituzionali di MICAM come la VIP Buyers Lounge, il Ristorante e l'Ufficio Stampa saranno collocate strategicamente in fondo al Padiglione 1, mentre MICAM Next con i seminari curati da WIRED Italia, l’area Trends & Materials, le presentazioni delle tendenze e della Buyer’s Guide, sarà posizionato in fondo al Padiglione 3 insieme all'area Emerging Designer e Future of Retail, creando un polo dedicato all'innovazione e alle nuove tendenze del settore. Al centro del Padiglione 5 si rafforza la collaborazione con MIPEL, fiera internazionale dedicata alla pelletteria. MIPEL infatti si trasferirà nella parte anteriore del Padiglione 5 e al centro prenderà forma M&M – The Hub, un nuovo spazio pensato per accogliere iniziative e progetti sviluppati in piena sinergia tra MICAM e MIPEL. L’obiettivo è offrire ai visitatori di entrambe le manifestazioni un’esperienza integrata, contemporanea e ricca di contenuti ad alto valore. All’interno dell’Hub, MICAM Academy e MIPEL Factory saranno riunite in un’unica anima che combina formazione, ricerca, sperimentazione tecnica e approfondimento professionale. Un ambiente dinamico e partecipativo, progettato per favorire un percorso continuo di apprendimento e relazione, dove aziende e buyer dei settori calzaturiero e pellettiero potranno incontrarsi, confrontarsi e fare networking. Si trasferirà nell’Hub anche l’area Italian Startup, il progetto realizzato in collaborazione con ICE-Agenzia e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), dedicato a una selezione di aziende italiane emergenti ad alto contenuto innovativo e tecnologico del comparto moda. Completeranno l’esperienza uno spazio dedicato al prodotto, con una esposizione di modelli di calzature e borse interpretati secondo tre macro-trend della stagione Autunno/Inverno 2026–2027, e un’area relax, pensata per offrire ai visitatori momenti di pausa in un ambiente confortevole. Giovanna Ceolini, Presidente MICAM: "L’edizione invernale di febbraio di MICAM nasce con l’obiettivo di valorizzare la filiera calzaturiera, restituire un’immagine contemporanea del settore e offrire un’esperienza immersiva in cui business, intrattenimento, formazione e innovazione si intrecciano in un percorso progettuale pensato su misura per buyer ed espositori. Abbiamo avviato una revisione complessiva che partirà da febbraio e proseguirà nelle edizioni successive, per rendere la visita sempre più semplice e immediata e permettere ai buyer di riconoscere con chiarezza la merceologia presente in ogni padiglione.”

Iperturismo e patrimonio culturale, l'importanza di educare alla bellezza

Un'immagine della Fontana di Trevi a Roma (ANSA)

Iperturismo e patrimonio culturale, l'importanza di educare alla bellezza

 L'introduzione dal 2 febbraio di biglietti a pagamento in alcuni siti del patrimonio culturale romano, tra cui la Fontana di Trevi, suggerisce una riflessione intorno all'accessibilità e alla conservazione dei monumenti e al fenomeno dell'"overtourism". Temi che richiamano l'importanza del ruolo civico dell'arte, come sottolinea ai nostri microfoni Marco Ramazzotti, docente del corso di Scienze del Turismo Sostenibile alla Sapienza di Roma 

Eugenio Murrali - Città del Vaticano  - Vatican News

 È una storia antica come l'acqua, l'Acqua Vergine per la precisione, che dai tempi dell'imperatore Augusto ha iniziato a sgorgare al centro di Roma e dal Settecento si è trovata a sfociare in uno dei monumenti più noti e amati al mondo. Nel 1731 Papa Clemente XII bandì un concorso e scelse Nicola Salvi per l'edificazione di una magnifica scenografia marmorea che celebrasse quell'elemento necessario all'esistenza. Da allora la Fontana di Trevi accende di vita il cuore della città, annunciandosi ai romani e ai visitatori già nelle vie vicine con il suo scroscio e imponendosi con la sua grandiosità agli occhi di chi arriva. Piranesi, Fellini, Renato Rascel, Totò alcuni tra gli artisti più noti tra coloro che l'hanno, in qualche modo, resa protagonista delle loro opere. Dall'inizio di questo mese, però, per vedere da vicino il celebre catino che raccoglie, con l'iconico lancio della monetina, sogni e speranze dei visitatori, e la promessa di tornare nella Città Eterna, sarà necessario un biglietto, a pagamento per i non residenti.

 Vatican News

BIT 2026 a Milano: Guida alla Borsa del Turismo tra nuovi trend, AI e lo spirito delle Olimpiadi



 Milano torna a essere la capitale mondiale del viaggio. Da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026, i padiglioni 9 e 11 di Fiera Milano (Rho) ospiteranno la 46ª edizione della BIT – Borsa Internazionale del Turismo. Quest’anno la manifestazione non è solo una vetrina, ma una vera rivoluzione culturale che mette al centro non più il “prodotto”, ma la persona e le sue passioni.

🚀 Una fiera da record: i numeri del 2026
La BIT 2026 si presenta in grande forma con numeri che testimoniano la vivacità del settore:

1.000 espositori totali.
39% di presenza straniera da ben 54 Paesi.
Oltre 350 buyer ospitati impegnati in “speed meeting” verticali su sport, cultura, media e influencer.
La Polonia come Destination Partner d’eccezione.
💡 La sfida di Emanuele Guido: “Portare i turisti fuori dal solito 4%”
Secondo Emanuele Guido, head of business unit home Fashion & Leisure Exhibitions di Fiera Milano, la vera sfida del turismo moderno è combattere l’overtourism attraverso la narrazione. “I flussi turistici oggi si concentrano solo sul 4% del territorio nazionale“. L’obiettivo di BIT è trasformare ogni attore della filiera in un motore per valorizzare il restante 96% del Paese, fatto di borghi, montagne e tradizioni meno note ma autentiche.

La chiave del successo? La narrazione. “Non puoi raccontare un borgo pensando che tutti sappiano cos’è il tartufo o il vino rosso,” spiega Guido; bisogna creare un engagement basato sulle passioni uniche del viaggiatore.

🎭 Il cuore pulsante: Travel Makers Fest
Il centro gravitazionale della fiera sarà il Travel Makers Fest, uno spazio con sei arene dedicate al confronto. Il tema di quest’anno, “Costruire ponti. Immaginare nuovi ecosistemi”, si articolerà su cinque filoni principali:

🗺️ I 6 Distretti di BIT 2026: Un viaggio in ogni settore
Il percorso espositivo di quest’anno è stato progettato come un ecosistema completo che abbraccia l’intera filiera del turismo. All’interno dei padiglioni di Fiera Milano Rho troverai sei aree tematiche specifiche:

Italy: Il cuore della manifestazione, dove scoprire l’offerta turistica delle regioni e dei borghi italiani.
World: La finestra sulle mete estere, dalle grandi capitali alle destinazioni più esotiche e insolite.
Innovation: Lo spazio dedicato alla tecnologia, ai dati e alle soluzioni digitali per il viaggio personalizzato.
Hospitality: Focus sulle nuove frontiere dell’ospitalità e del benessere.
Transportation: Le ultime novità dal mondo dei vettori aerei, ferroviari e della mobilità sostenibile.
Travel Expert: Dedicato ai professionisti che progettano e raccontano il viaggio su misura.
🌟 Gli espositori: protagonisti e Grandi Conferme
La lista degli espositori già confermati per l’edizione 2026 riflette l’importanza globale dell’appuntamento. Ecco i principali attori divisi per categoria:

L’Italia dei Territori
Le regioni italiane rispondono “presente” in massa per promuovere le eccellenze locali:

Nord: Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia.
Centro: Toscana, Lazio, Umbria, Marche.
Sud e Isole: Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Sicilia e Sardegna.
Istituzioni: Presente anche l’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) per il coordinamento della promozione nazionale.
Destinazioni Estere e Turismo Internazionale
BIT 2026 si conferma un hub cosmopolita con presenze da ogni continente:

Europa e Medio Oriente: Polonia (Destination Partner), Giordania (Jordan Tourism Board), Uzbekistan (SI National PR-Centre) e Ufficio Turistico Polacco.
Americhe: Nicaragua Tourism Board, Ente Turismo Repubblica Dominicana, Cuba (Alzara Grupo de Comunicacion) e l’Associazione Visit USA.
Asia: Korea Tourism Organization e mete emergenti.
Vettori e Servizi
I giganti del trasporto e dei servizi per il viaggiatore sono pronti a presentare le loro novità:

Voli: ITA Airways, Singapore Airlines ed Eva Airways.
Ferrovie e Aeroporti: Trenord (focus sulla mobilità sostenibile in Lombardia) e SEA (Società Esercizi Aeroportuali).
Tour Operator e Hospitality: I Grandi Viaggi, Leonardo Hotels Italy, Expedia TAAP e Autentico Hospitality.
Innovazione e Lifestyle
Spazio anche a chi rende il viaggio più intelligente e gustoso:

Tech & Innovation: Titanka!, Blastness e Fiven S.p.A..
Lifestyle: Scalo Milano (Shopping Experience) e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.
Il tocco di classe: Non mancheranno momenti unici come il concerto di Chopin offerto dalla Polonia per sottolineare come la cultura e la musica siano ponti fondamentali per la narrazione di un territorio

❄️ BIT e Olimpiadi: Un’accoppiata vincente
Quest’edizione cade in una coincidenza temporale irripetibile: i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Mentre in fiera si discute di turismo, a pochi passi dai padiglioni si svolgeranno le gare di hockey e pattinaggio di velocità. Venire alla BIT significa immergersi in questo spirito olimpico, con sessioni dedicate all’eredità dei grandi eventi sportivi in dialogo con città come Parigi e Barcellona.

📅 Informazioni Pratiche per la visita
Quando: Da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026.
Dove: Fiera Milano (Rho), Padiglioni 9-11.
Biglietti: Acquistabili esclusivamente online sul sito ufficiale della BIT.
Come arrivare: * Metro: Linea M1 (Rossa), fermata Rho-Fiera Milano.
Treno: Linee suburbane S5, S6, S11 o treni regionali e alta velocità.
Auto: Autostrade A4, A8/A9, Tangenziali Ovest e Nord (uscita Fiera Milano). Si consiglia vivamente la prenotazione del parcheggio online.
BIT 2026 non è più solo una fiera tradizionale, ma un laboratorio di idee per chi vuole capire come viaggeremo domani

Fonte: https://www.qualitytravel.it/bit-2026-a-milano-guida-alla-borsa-del-turismo-tra-nuovi-trend-ai-e-lo-spirito-delle-olimpiadi/182756

Il bridal entra nel cuore del fashion system. Da febbraio 2026, Si Sposaitalia Collezioni compie un passo decisivo: entra a far parte di Fashion Link Milano

 

La fashion alliance che riunisce le principali manifestazioni dedicate alla moda e agli accessori – MICAM, MIPEL, Milano Fashion&Jewels e TheOneMilano – creando un hub unico di stile e business.

Un cambiamento che segna una nuova era per il bridal, oggi protagonista di un sistema moda sempre più interconnesso, dove linguaggi e mercati dialogano in modo fluido.

 

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NEW TIMING – Smart calendars, global rhythm

 

Il bridal anticipa i tempi: febbraio diventa il momento ideale per presentare preview e capsule, incontrare buyer e avviare relazioni commerciali strategiche.
 Come sottolinea Emanuele Guido:

 

“Negli ultimi anni il mondo bridal ha vissuto una trasformazione profonda. Oggi fa parte a pieno titolo del fashion system allargato. Anticipare Si Sposaitalia Collezioni a febbraio significa inserirsi in un momento di grande concentrazione per il fashion italiano, in contemporanea con MICAM, MIPEL, Milano Fashion&Jewels e TheOneMilano. È un’occasione unica: buyer, soprattutto internazionali, possono scoprire in un solo viaggio più categorie, più brand e molte più opportunità di business.” 

 

BUSINESS & CONNECTIONS – Building networks, creating value

 

Essere parte di Fashion Link Milano significa visibilità, networking e nuove opportunità di business in un contesto di respiro globale. Febbraio non è solo un cambio di data, ma una scelta strategica: buyer internazionali ottimizzano il viaggio, moltiplicando occasioni di scouting e acquisto.

 

Brand bridal aprono nuove connessioni con buyer di altri segmenti, ampliano la visibilità e sviluppano opportunità di cross-selling.

 

“Oggi il valore non è solo ‘quando’ si vende, ma anche ‘come’ e ‘con chi’. Essere presenti a febbraio significa entrare in una rete internazionale di contatti strategici, nel cuore del fashion system allargato.”

 

ELEGANCE PRESERVED – Identity within innovation

 

Alcuni temono che l’ingresso in un contesto più ampio possa far perdere a Si Sposaitalia la sua eleganza e unicità. La risposta è chiara:

 

“L’identità di Si Sposaitalia Collezioni resta centrale: i suoi spazi, il suo stile e la sua curatela rimangono inalterati, garantendo eleganza e qualità. Essere parte del calendario moda non riduce l’essenza dell’evento: la esalta. È un valore aggiunto, un’opportunità per far emergere ancora di più la voce del bridal all’interno di una sinfonia più grande.”


Fonte: Una nuova direzione

La città dove si mangia meglio al mondo? La meta più golosa

 


Napoli (nella foto, Via San Gregorio Armeno) è famosa come una delle città dove si mangia meglio al mondo grazie a una cucina popolare e identitaria. È la patria della pizza napoletana, diventata persino simbolo dell'Italia e Patrimonio Unesco, ma anche del ragù napoletano, della parmigiana di melanzane e della sfogliatella e del babà tra i dolci.

Tutte ghiottonerie da accompagnare ai vini campani, come il Lacryma Christi del Vesuvio, il Greco di Tufo DOCG e il Fiano di Avellino DOCG.

viaggi.corriere.it


Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Ci sono luoghi che non sono solo punti microscopici su una mappa, ma permettono perfino di conoscersi meglio. Visitarli, infatti, regala esperienze che scolpiscono dentro, tra città teatro di curiose leggende o custodi di segreti millenari che brillano di vitalità contagiosa. Cambiano profondamente e sono in grado di “parlare” anche anni dopo averle raggiunte: insomma non si tratta di destinazioni turistiche, ma angoli di mondo dove imparare l’arte della bellezza, il valore della storia, l’importanza delle energie positive. Ecco sette destinazioni, dove sembra di sfiorare l’anima dell’universo e che vanno visitate nel corso della vita con occhi curiosi e il cuore pronto a innamorarsene.

Parigi, la città dell’eterno incanto

Volare nella capitale francese non è mai banale e scontato e quello che è garantito sono emozioni e suggestioni a ogni angolo. Dalla Tour Eiffel illuminata di notte, al Louvre che custodisce capolavori dell’umanità, fino a Montmartre che profuma di pittura e nostalgia in un contesto fuori dal tempo, la sua atmosfera romantica conquista proprio tutti. Una vacanza da queste parti permette di staccare la spina, anche se sono diversi gli scorci da foto social e ci si può concedere il lusso della lentezza. Da provare sicuramente i suoi bistrot, le passeggiate lungo la Senna e i mercatini con i tanti tesori nascosti.

Roma, due passi nella Capitale

Viaggiare nel tempo e ritrovarsi letteralmente dentro la storia: questo è la Città Eterna. Ogni pietra racconta un impero e ogni piazza è memoria che non si cancella. Basta passare davanti il Colosseo per evocare le gesta dei gladiatori o avvicinarsi al Foro Romano per sentire gli echi delle voci di senatori e imperatori. La maestosità di San Pietro si commenta da sola e se si vuole lanciare uno sguardo al presente ci si può concedere una serata nella modaiola Trastevere, innamorarsi dei tramonti rosso fuoco al Gianicolo o provare a contare le innumerevoli fontane che l’arricchiscono di arte e bellezza. Non solo caos ma anche magia, in una città che non smette di raccontare e di raccontarsi.

New York, emozioni a fior di pelle e cuore che non dorme mai

Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Chi è in cerca di una proposta frizzante, non può non scegliere New York per un soggiorno. Qui i grattacieli sembrano sfidare il cielo, Times Square è fatta per abbagliare e Central Park regala un momento di quiete dopo ore di traffico. Passeggiando tra i suoi quartieri, si ha l’impressione di attraversare il mondo: da Chinatown a Little Italy, fino ad Harlem e Brooklyn. Ogni angolo ha una storia, un’anima e un ritmo diverso e l’idea è quella di avere qui delle infinite possibilità. A New York, insomma, ogni sogno trova un posto e, il più delle volte, viene anche realizzato

Kyoto, l’anima del Giappone

Chi vi arriva sente che tutto rallenta e che il tempo diventa quasi relativo, tra centinaia di templi, giardini zen disegnati con perfezione meticolosa e porte storiche che conducono verso silenzi millenari. Uno dei periodi più scenografici riguarda la primavera, con la fioritura dei ciliegi, quando la città sembra un quadro colorato. In autunno, invece, le foglie rosse e dorate regalano paesaggi quasi irreali, tra spiritualità, armonia e contemplazione.

Istanbul, in equilibrio tra Oriente e Occidente

Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Un mosaico di immagini e culture: qui la bellezza si svela durante la preghiera che si alza dalle moschee al tramonto, dal profumo intenso delle spezie nei bazar, nel riflesso dorato del sole sul Bosforo. L’atmosfera è unica in questo crocevia di respiro mondiale, mentre gli occhi si caricano di meraviglia osservando Santa Sofia, la Moschea Blu e il Palazzo Topkapi.

Marrakech, il colore dell’anima

Un caleidoscopio di emozioni, a partire dalla Medina che è un labirinto che avvolge e stordisce. Colori, sapori e suggestioni si intrecciano tra botteghe colme di tappeti, lampade di mosaici scintillanti e mercati dove sembra di fare un salto indietro nel tempo. Colori accesi anche nel blu intenso dei giardini Majorelle e nel verde delle palme locali. Impossibile dimenticare, infine, la piazza Jemaa el-Fna, cuore pulsante della città con i suoi incantatori di serpenti, musicisti e venditori di ogni genere di merce.

Rio de Janeiro – il Brasile che stringe forte in un abbraccio

Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Vitalità e colori, in una esplosione di gioia. Qui il Cristo Redentore, dall’alto, allarga le braccia su una città che danza a tutte le ore. Non meno belle sono le spiagge di Copacabana e Ipanema simbolo di libertà e natura, ma ci sono anche le favelas che raccontano storie di fatica e speranza, prima di arrivare al mitico Carnevale che trasforma le strade in allegria pura. La gioia a Rio è sempre contagiosa e anche la bellezza del contesto.

Il Messaggero

Turismo, le 10 città più visitate nel 2025

Secondo i dati di Euromonitor International, alcune città continuano a esercitare un’attrazione irresistibile sui turisti internazionali, attirando milioni di visitatori ogni anno. Queste mete non sono scelte a caso: combinano storia, cultura, infrastrutture turistiche moderne e un’offerta ricca di esperienze. Dagli angoli più tradizionali alle attrazioni più iconiche, ogni città della classifica ha qualcosa di unico che la rende speciale e degna di una visita. Le 10 città più visitate del 2025 possono offrirti uno spunto interessante anche per le tue vacanze future, da valutare insieme alle destinazioni più di tendenza per il 2026.

Kuala Lumpur

Apre la top 10 Kuala Lumpur, che ha ha accolto circa 17,3 milioni di visitatori nel 2025, attratti dalla sua energia cosmopolita e dai suoi contrasti affascinanti. La città è famosa per le Petronas Twin Towers, simbolo di modernità e ingegneria avveniristica, ma anche per il KL Tower che offre una vista panoramica mozzafiato sulla metropoli.

Kuala Lumpur è un mix di culture: il quartiere cinese, Little India e le moschee storiche raccontano storie diverse, mentre i mercati notturni e i ristoranti di strada conquistano il palato con una cucina ricca di sapori. I turisti la amano perché riesce a combinare l’innovazione urbana con la tradizione, senza mai perdere il calore dell’accoglienza malese.

Parigi

Nona classificata Parigi, che ha registrato circa 18,3 milioni di turisti nel 2025. La città dell’amore incanta per la sua bellezza senza tempo: dalla Torre Eiffel, icona mondiale, al Louvre, tempio dell’arte, fino alla Cattedrale di Notre-Dame e ai romantici boulevard come gli Champs-Élysées. Ogni quartiere ha una sua anima: il Marais con le sue stradine storiche, Montmartre con la sua atmosfera bohémien e Saint-Germain con i caffè letterari.

I visitatori adorano passeggiare lungo la Senna (dove puoi anche fare il bagno) esplorare boutique eleganti e assaporare la cucina raffinata: Parigi è una città che regala emozioni delicate e intense, perfetta per chi ama immergersi nella cultura e nello stile.

Antalya

Antalya ha visto arrivare quasi 18,6 milioni di turisti, attratti dal mix tra relax e patrimonio storico. Ottava tra le più visitate, la città offre spiagge da sogno come Konyaaltı e Lara, ma anche un centro storico affascinante, Kaleiçi, con stradine lastricate, antiche mura e porticcioli suggestivi. Gli appassionati di storia possono visitare il Museo di Antalya e le rovine vicine di Perge e Aspendos.

Antalya coniuga il sole del Mediterraneo con la scoperta culturale, per questo è perfetta se cerchi vacanze che uniscano comfort, natura e storia millenaria.

La Mecca

La Mecca ha accolto circa 18,7 milioni di visitatori nel 2025, soprattutto pellegrini che compiono l’Hajj o l’Umrah. Il Masjid al-Haram, con la Kaaba al centro, è il fulcro spirituale della città e uno dei luoghi più sacri per i musulmani.

La Mecca affascina per la sua intensità spirituale e la partecipazione a rituali che si tramandano da secoli. Anche se non è una destinazione turistica tradizionale, la città è al settimo posto tra l più visitate perché offre un’esperienza unica: una profondità emotiva e culturale che lascia un’impronta indelebile nei visitatori.

Dubai

Sesta in classifica, Dubai ha visto circa 19,5 milioni di visitatori nel 2025, che si sono fatti conquistare dal lusso sfrenato e dalle meraviglie architettoniche. Dal Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, al Burj Al Arab, simbolo dell’eleganza estrema, fino a Palm Jumeirah, isola artificiale iconica, ogni angolo è uno spettacolo.

Dubai piace per lo shopping senza limiti nei centri commerciali come il Dubai Mall, per le esperienze nel deserto e per una vita notturna sorprendente. A risultare vincente è soprattutto il mix di modernità futuristica, cultura araba e possibilità di vivere esperienze straordinarie.

Istanbul

Con la sua storia millenaria e i paesaggi meravigliosi, Istanbul ha accolto circa 19,7 milioni di visitatori nel 2025. La città, quinta tra le più amate dai turisti nel 2025, si estende su due continenti, con monumenti iconici come la Moschea Blu, Santa Sofia e il Palazzo Topkapi. Il Gran Bazaar e il Bazar delle Spezie sono paradisi per chi ama i mercati vibranti e i colori della tradizione.

Istanbul affascina perché mescola culture, religioni e architetture in maniera armoniosa, creando un’esperienza intensa dove ogni quartiere racconta una storia diversa.

Macao

Macao ha attirato circa 20,4 milioni di visitatori nel 2025, posizionandosi un gradino sotto il podio. Conosciuta come la "Las Vegas d’Asia", offre casinò e intrattenimento di lusso, ma anche un centro storico patrimonio dell’UNESCO con edifici portoghesi, chiese e piazze pittoresche. Tra le Rovine di San Paolo e Senado Square, la città mostra la fusione tra tradizione europea e cultura cinese.

Macao ha saputo conquistare il favore dei visitatori grazie a un fascino unico, alla vitalità della vita notturna e alla possibilità di scoprire culture diverse senza allontanarsi troppo dal centro urbano.

Londra

Medaglia di bronzo a Londra, che ha registrato circa 22,7 milioni di visitatori nel 2025. La città combina monumenti iconici come il Big Ben, il Tower Bridge, Buckingham Palace e il British Museum con quartieri moderni e creativi come Shoreditch e Camden Town. I parchi immensi come Hyde Park offrono respiro e relax.

Londra è una destinazione sempre amata perché offre un mix perfetto di storia, arte, cultura pop e dinamismo urbano, capace di sorprendere ad ogni angolo.

Hong Kong

Hong Kong ha accolto circa 23,2 milioni di turisti nel 2025, guadagnandosi così il secondo posto in classifica. La città stupisce per i suoi grattacieli vertiginosi, i mercati affollati come Temple Street Night Market e le isole tranquille raggiungibili in pochi minuti.

Non mancano attrazioni culturali come il Big Buddha sull’isola di Lantau o il Victoria Peak, da cui ammirare panorami spettacolari. Hong Kong è la meta ideale per chi ama il ritmo frenetico ma non vuole rinunciare a paesaggi naturali e a una cucina incredibile che rende ogni giorno di visita un’esperienza completa.

Bangkok

Bangkok guida la classifica con circa 30,3 milioni di turisti nel 2025. La città è un caleidoscopio di sensazioni: dai templi dorati come il Wat Pho e il Wat Arun, ai mercati notturni e allo street food che conquista ogni palato.

La città conserva un fascino tradizionale nei quartieri storici, anche se le amanti dello shopping possono dirigersi verso centri commerciali moderni come il MBK Center. Bangkok piace perché è caotica, viva e intensa, un luogo dove puoi sentirti totalmente immersa nella cultura thailandese, vivendo ogni momento come un’avventura indimenticabile.

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