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Salone del Mobile.Milano inaugura il nuovo tour internazionale da Giacarta con la Collezione Permanente del SaloneSatellite

Il 18 settembre, Salone del Mobile.Milano ha inaugurato il nuovo tour internazionale in Indonesia portando a Giacarta la Collezione Permanente del SaloneSatellite: un racconto concreto di come la Manifestazione sia una piattaforma capace di generare relazioni e opportunità per l’intero ecosistema del design in tutto il mondo.

La mostra “SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition 1998-2026” è stata presentata al Townhall dell’Indonesia Design District (IDD) PIK2 nell’ambito dell’Indonesia Design Week, alla presenza di Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano, Marva Griffin Wilshire, Fondatrice e Curatrice del SaloneSatellite, Roberto Colaminè, Ambasciatore d’Italia in Indonesia e Ipeng Widjojo, CEO di IDD PIK2. 

L’esposizione, aperta al pubblico fino al 18 ottobre, si compone di una selezione di prodotti che trasforma l’archivio del SaloneSatellite in un atlante vivo di connessioni.

Afferma Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano: “Il Salone del Mobile.Milano nasce a Milano, ma da sempre cresce attraverso le relazioni che costruisce con il mondo. Ci sono luoghi in cui il futuro del progetto si legge con particolare intensità, perché trasformazioni economiche, sociali e culturali avvengono tutte nello stesso momento. L’Indonesia oggi è uno di questi. Accanto alla rapidità dello sviluppo urbano c’è una cultura materiale profondissima e una nuova generazione che sta trovando modi contemporanei di mettere in relazione industria e abilità manuale, risorse locali e innovazione, identità e apertura internazionale. Essere qui significa per il Salone confrontarsi con questa trasformazione, mettere in dialogo il proprio sistema di imprese, progettisti e competenze con nuove energie e, soprattutto, lasciare che questo confronto allarghi anche il nostro sguardo. È questa, per me, la parte più interessante dell’essere internazionali”.

Fonte: comunicato stampa Salone del Mobile.Milano

Successo confermato per il Salone del Camper, con più di 60.000 biglietti acquistati on line, oltre a quelli venduti in cassa durante i 9 giorni di manifestazione

Reinventare senza distruggere: la nuova sfida di Jonathan Anderson

La moda contemporanea sembra ormai vivere sotto l’urgenza del presente. Nuove collezioni, prima di tutto, ma anche nuove immagini e nuove tendenze da consumare prima ancora di averle comprese. Jonathan Anderson, alla guida di Dior dal 2025 e responsabile di donna, uomo e haute couture, propone invece una prospettiva diversa: reinventare senza distruggere.

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La manicure più amata delle giovanissime è stata scelta dalla regina giordana Rania per dare il benvenuto alle sue nuove nipotine gemelle. Le sue unghie a mandorla diffondono eleganza e modernità

 

55 anni e già nonna di tre nipotine, Rania di Giordania è nonna chic, super giovanile. Mentre accoglie al mondo, tra le sue braccia, le due nuove nipotine gemelle (Rania, in suo onore, e Thalia) mostra una manicure in linea con le tendenze unghie dell’estate 2026. Mostra in particolare un semplicissimo smalto bianco latte. Quello che hanno amato e stanno amando le generazioni più giovani: dalla Gen Z alla Gen Alpha. Lo smalto migliore per far risaltare l’abbronzatura e il colorito delle pelli più scure, come la sua. Una manicure elegantemente pop, in sintonia completa con la sua camicia bianca e i pantaloni rosa chiarissimi.

La forma è quella classica, la più elegante e proporzionata: a mandorla. La lunghezza è media, altrimenti detta perfetta. Ma è il colore delle unghie della regina Rania di Giordania in ospedale, mentre saluta le sue due nuove nipotine gemelle, Talia e Rania (figlie della figlia, la principessa Iman e del marito Jameel Thermiotis) a sorprendere. Si tratta di un normalissimo smalto bianco nella sfumatura latte. Dopo il successo degli smalti bianchi nelle nuance dei latti vegetali (dal riso all’avena al cocco), le milky nails si trovano ovunque.

Anche tra regine e principesse delle contemporanee case reali. E sulle unghie di donne di qualsiasi età. A dispetto dei suoi 55 anni (56 il prossimo 31 agosto), la regina Rania di Giordania mostra la sua manicure bianca, la più apprezzata e indossata da teenager e giovanissime, in questa calda estate.

Del resto la regina mediorientale ha sempre apprezzato colori chiari pastellati, come le unghie giallo burro chiarissime (e sempre di super tendenza) che ha sfoggiato qualche mese fa in una delle tante cerimonie ufficiali della corona giordana. Dimostrando di essere sempre al passo con i tempi.

Moderna e bellissima.

Amica

Milano: presentate le sfilate e le fiere di Fashion Link

 

Giornata caldissima a Milano, non solo per l’afa. Oggi (martedì 8 settembre) nel giro di poche ore si sono svolte le presentazioni delle sfilate della Milano Fashion Week (22-28 settembre) e delle fiere del contenitore Fashion Link: Micam, Mipel, TheOne, Simac Tanning Tech.

I dati della moda italiana

La fashion industry italiana chiuderà il 2026 con un calo del fatturato dell’1,6% a 91,5 miliardi di euro. L’export, però, passerà da 84,5 a 86,5 miliardi, con un saldo estero di 38,25 miliardi. Sono le stime di CNMI (Camera Nazionale della Moda Italiana) diffuse dal presidente Carlo Capasa durante la conferenza stampa di presentazione della Milano Fashion Week in programma dal 22 al 28 settembre 2026. “Tutto dipende dalla situazione geopolitica – dice Capasa -. Per esempio, l’export verso gli Emirati Arabi Uniti è sceso del 24%. Siamo partiti da un gennaio molto complicato, ma poi abbiamo visto un graduale miglioramento”. Secondo Capasa l’abbigliamento sta andando meglio della calzatura che dovrebbe avere un calo delle vendite dell’1%.

Presentate le sfilate

Il calendario della prossima fashion week prevede 203 appuntamenti, 61 sfilate (di cui 54 fisiche e 7 digitali), 88 presentazioni (di cui 4 su appuntamento) e 54 eventi. Numeri sostanziosi, a cui si aggiungono i 15 appuntamenti previsti nel Fashion Hub. Aprirà la kermesse Prada (martedì 22 alle 14), chiuderà Giorgio Armani (domenica 27 alle 11). Questa edizione vedrà il debutto dei nuovi direttori creativi di Moschino, Loris Messina e Simone Rizzo, che presenteranno per la prima volta una collezione co-ed. In programma le celebrazioni dei marchi The Attico (10 anni), Gianvito Rossi (20 anni) e Hogan (40 anni). I visitatori stimati sono 141.000, di cui 78.000 stranieri, come ha sottolineato Alessia Cappello, assessora allo sviluppo economico del comune di Milano.

Le fiere di Fashion Link

Con un evento di promozione formativa dedicato al ruolo del buyer in fiera, presso ADI Museum, la fiera di Fashion Link hanno presentato la loro visione. Micam e Mipel (13-15 settembre), TheOne (12-14 settembre, in sinergia con Fashion&Jewels), Simac Tanning Tech (15-17 settembre) ospiteranno 1848 brand e offriranno ai loro visitatori un “buyer journey” rivisto e aggiornato alla luce di dinamiche commerciali in costante evoluzione. “Il buyer – dicono da Fashion Link – arriva oggi in fiera dopo aver già svolto una parte significativa del proprio lavoro. Ha ricercato, confrontato, selezionato e costruito una prima agenda di interlocutori e prodotti. La visita non rappresenta, quindi, più soltanto un momento di scoperta, ma una fase all’interno di un processo decisionale più ampio”.

Su Kering gli analisti sono freddi mentre pesa il miliardo di scorte

 

 Il gruppo francese del lusso ha ribadito uno dei suoi obiettivi: la drastica riduzione delle scorte avviata dal settembre scorso. Lo ha confermato anche Armelle Poulou, responsabile finanziaria della società che controlla diversi marchi del lusso tra cui Gucci, Bottega Veneta, Saint Laurent e Balenciaga. La manager è intervenuta alla Global consumer conference di Barclays a Boston, con gli analisti che attendono l’inversione di tendenza del gruppo, ma prevedono un difficile terzo trimestre.

Pesa il miliardo di scorte

Nel corso del suo intervento, Polou ha espresso fiducia sulla strategia ReconKering e sulla ristrutturazione del gruppo. Lo riporta Milano Finanza. Una fiducia a medio termine, quando il gruppo dovrebbe presumibilmente raggiungere gli obiettivi relativi alla produttività del retail, al controllo dei costi e alla crescita del flusso di cassa. Ma anche la riduzione degli stock in magazzino per un valore di 1 miliardo. Stock che inevitabilmente rallentano i volumi di produzione.

Un terzo trimestre difficile

Nel frattempo però gli analisti seguono da vicino l’evoluzione del gruppo del lusso che, spiegano, affronterà un terzo trimestre difficile. I motivi sono: la base di confronto piuttosto impegnativa negli USA, uno scenario politico ed economico peggiore rispetto ad un anno fa e meno novità nell’offerta, visto che i nuovi prodotti Gucci firmati Demna sono stati promossi solo da fine agosto. Inoltre, manca ancora il rilancio di Gucci e quello della Cina. Ma c’è il mese di settembre, che come direbbe un noto chef, potrebbe confermare o ribaltare il risultato. Per gli analisti di Barclays, settembre è solitamente il mese più importante del terzo trimestre “per cui la performance complessiva del terzo trimestre potrebbe ancora essere determinata nelle prossime settimane”. Gli stessi analisti hanno affermato di apprezzare l’attenzione di Kering alla qualità del turnaround, alla proposta di valore per i migliori clienti e alla corretta struttura dei prezzi, che porteranno indubbiamente dei vantaggi. Soprattutto quando si verificherà l’inversione di tendenza delle vendite. Al momento, preferiamo Richemont, conclude il team Barclays. Kering ha incassato anche il giudizio non più positivo da Sadif Investment Analytics, mentre Rothschild & Co Redburn ha rivisto al ribasso il rating da Neutral a Sell. Lo riporta MarketScreener. (mv)

Foto dal sito di Balenciaga

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19 e 20 settembre 2026: al BikeUp Festival la possibilità di scegliere e provare gratuitamente le e-bike più moderne ed efficienti. Comune di Parma e Infomobility incentivano l'acquisto di e-bike: dal 24 settembre in arrivo 117.000 euro

 

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Mipel e Micam, borse e scarpe nella morsa dei prezzi


 Calzaturifici e pelletterie nella morsa dei prezzi. Quelli dei costi di materie prime e servizi che crescono, come conseguenza dei conflitti e del rialzo delle quotazioni dell’energia. Quelli di vendita che invece devono essere contenuti per andare incontro alle esigenze dei consumatori finali, meno propensi a spendere. Risultato? La crescita delle produzioni asiatiche

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Vitalità, voglia di nuovo e tanta ricerca. Nel padiglione degli accessori e componenti di Lineapelle 108 si percepisce subito dalle vetrine e dalle esposizioni l’assiduo e minuzioso lavoro delle aziende fornitrici dell’industria moda

Sperimentazioni su materiali riciclati, forme reinterpretate, piccoli capolavori di minuteria. “Il trend spinge su cose più bizzarre e divertenti. Forse per cambiare un po’. Sono stati richiestissimi, infatti, charms smaltati a forma di frutta e letterine dorate” ci dicono da Royal Stone, rivenditori di accessori per abbigliamento e calzature come perle, strass, catene e bottoni. Il desiderio di rinnovamento e stimoli dei brand trova una risposta in progetti inediti e innovazioni continue, per andare incontro ad uno sviluppo sia in ottica sostenibile che estetica, ovviamente. Ognuno nella sua declinazione. E così a Lineapelle 108 vince la voglia di rinnovare.

A Lineapelle 108 vince la voglia di rinnovare

Tacchi che tornano a salire fino ai 7,5 cm, più sottili e più femminili. E punte che si allungano, alla ricerca di un recupero dell’eleganza formale per l’autunno-inverno 2027-2028. Lo sottolinea Carlo Rodia dell’ufficio stile del formificio Rodia. Forme che cambiano quindi per la calzatura femminile, alle quali magari abbinare, in particolare sulle décolleté punte in metallo, come quelle proposte da Santoni 1985. “Il lusso invece chiede che l’accessorio sia visibile, noi abbiamo proposto tacchi metallici, ma se serve possiamo alleggerirlo nel peso per migliorare la portabilità” spiega Claudio Santoni.

Riciclo dei materiali

Una riflessione sul tema del riciclo dei materiali parte da Paolo Marini dell’azienda Nanni che realizza stringhe e lacci nel Marchigiano: “Non dovremmo mai scendere nel paradosso, a volte realizzare con filati riciclati costa di più, serve produrre qualcosa ad hoc per destinarlo al riciclo”. La personalizzazione dei materiali, anche negli accessori come avviene per pellami e tessuti, è ormai l’arma vincente.

Creazioni on-demand

“A Lineapelle abbiamo portato delle fibbie rivestite in diversi materiali – ricorda Sante Cippitelli di Italmetal – usare pelle o tessuti e poi una scelta del cliente finale. Per noi uno schizzo dello stilista diventa prototipo”. Creazioni on-demand anche per il laboratorio creativo di Scandicci (Firenze) A4 Studio Artistico che realizza lavorazioni in pelle come stampe, dipinti a mano, aerografo, spruzzo e termoformature. “Ci hanno chiesto tantissimi lavori di fiori in pelle, raccontano -. I brand ci commissionano lavorazioni rispetto alle loro collezioni. Facciamo tanta stampa digitale sia per pelletterie che calzatura e abbigliamento”.

Effetto vintage

“Tra i nostri articoli sono molto apprezzate varie tipologie di catena, da quelle con base in rame, a quelle in lega più leggera o verniciate, fino ai fili lavorati, semplici o impreziositi da anticature”, testimonia Francesca Di Simone dell’azienda Le Gioie, di Milano, specializzata in catene e accessori moda. (mvg/aa/cjd)

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Ita Airways, nuove divise ideate in casa (per la prima volta). La svolta per rafforzare identità e senso di appartenenza

 


Il Messaggero

Ita Airways cambia rotta anche sul terreno dell’identità. Lo fa con una scelta che non ha precedenti nel settore aeronautico: le nuove divise del personale di bordo e di terra, come può anticipare il Messaggero, saranno ideate e progettate internamente. Non più una firma esterna, dunque, ma un processo “in house” che punta a rafforzare il senso di appartenenza e a costruire un’immagine coerente con la visione della compagnia nata dalle ceneri di Alitalia. La decisione dell'ad Joerg Eberhart segna un passaggio simbolico oltre che operativo che ha sorpreso e per certi versi motivato ancora di più il personale. Nel trasporto aereo, l’uniforme è da sempre un elemento chiave della brand identity: racconta lo stile, i valori e persino l’ambizione di una compagnia. Affidarsi a grandi stilisti è stata per decenni la norma, una vetrina internazionale capace di unire moda e aviazione. Ita, invece, sceglie una strada diversa, più industriale e culturale insieme, puntando su competenze interne e su un processo partecipato, cambiando passo rispetto al percorso avviato con successo dalla "vecchia Alitalia".

Obiettivi e missione

L’obiettivo è duplice. Da un lato, costruire un’immagine più autentica e meno “delegata” all’esterno; dall’altro, coinvolgere direttamente i dipendenti, trasformando la divisa in un elemento "vissuto" e non solo indossato. In questo senso, il progetto prevede il contributo diretto di piloti, assistenti di volo e del personale di terra, chiamati a esprimere esigenze pratiche, preferenze e suggerimenti. Un approccio che, spiega al Messaggero Valentina Santini, assistente di volo con la passione della moda ed oggi responsabile del progetto, che mira a coniugare estetica, funzionalità e comfort, superando alcune criticità storiche legate all’abbigliamento di servizio. "Il nostro è un progetto corale, che coinvolge tutti i 2.623 assistenti di volo e i 244 colleghi di terra". Valentina, che ha lavorato anche per grandi stilisti, racconta che è stato proprio l'amministratore delegato ad accendere la scintilla, a far partire il piano. "Per me - spiega con un pizzico di emozione- è la realizzazione di un sogno, il mio desiderio è sempre stato quello di disegnare le divise della mia compagnia". E a giudicare dalle lavagne che la circondano con i disegni e le richieste, scritte a fianco, dai colleghi, è proprio così. Dettagli, tessuti, bozzetti con le indicazioni e i suggerimenti. Insieme ai manichini con i prototipi in bella vista. L'ad - aggiunge - ha voluto valorizzare ancora di più le competenze, la creatività e le energie del personale di ITA Airways, i talenti interni, offrendo alle persone della Compagnia la possibilità di contribuire con le proprie capacità". Per rendere l'azienda più forte, unita, partecipata. Del resto la chiave del successo di un vettore aereo è proprio questa. Così come è evidente che la divisa rappresenta i valori, "chi siamo", il marchio del made in Italy. L'idea, svelano da Ita, nasce a luglio, su impulso dell'ad, ed è prevedibile che i nuovi abiti possano debuttare nella stagione estiva, a giugno in particolare. I prototipi sono in fase avanzata, mentre la fase produttiva, si parla di oltre 10 mila divise da confezionare, scatterà a breve. "Le divise saranno bellissime, eleganti e di qualità assoluta - dice ancora Valentina - e siamo la prima compagnia al mondo a farlo internamente". Non solo. Grande attenzione anche alla sicurezza. Sono ovviamente ignifughe e pratiche. Non è solo una questione di stile, ma anche di organizzazione e posizionamento. Internalizzare la progettazione consente maggiore controllo sui costi, sui tempi di produzione e sullo stile originale.

Il tema dell’identità, del resto, è centrale nella fase di consolidamento della compagnia. Dopo gli anni dello start-up e il progressivo rafforzamento del network, il vettore italiano cerca oggi una narrazione più definita, riconoscibile e coerente. Le divise diventano così un tassello di una strategia più ampia che coinvolge servizio, comunicazione e rapporto con il cliente. Resta da capire quale sarà l’impatto sul pubblico. Nel mondo dell’aviazione, l’immagine conta quanto l’efficienza, e ogni dettaglio contribuisce a costruire la percezione del brand. Se il progetto riuscirà a tradurre in forma visiva i valori dichiarati — italianità, eleganza, innovazione — rappresenterà un elemento distintivo in un mercato sempre più competitivo. In un’epoca in cui molte aziende esternalizzano competenze e funzioni, magari a scapito della qualità, la scelta di ITA appare in controtendenza. Più che un semplice cambio di divisa, è un tentativo di ridefinire il rapporto tra azienda e persone, tra immagine e sostanza. Una scommessa che punta a trasformare un elemento apparentemente accessorio in uno strumento di coesione interna e di riconoscibilità esterna, originale e a marchio tricolore.

Umberto Mancini


MICAM Milano, MIPEL, Milano Fashion & Jewels e TheOneMilano confermano il successo di una collaborazione capace di valorizzare l’intera filiera moda

Milano, 17 settembre 2026 - 
Si sono conclusi  a Fiera Milano i saloni MICAM Milano, MIPEL, Milano Fashion&Jewels, TheOneMilano. Le quattro manifestazioni insieme a SIMAC Tanning Tech ancora in corso, hanno dato vita a Fashion Link Milano un evento che ha valorizzato la forza delle singole manifestazioni attraverso una visione di sistema. Le manifestazioni hanno coinvolto 37.000 visitatori professionali, grazie a un’esperienza articolata in sette padiglioni, con un’ampia proposta di prodotti e aziende e una forte presenza internazionale. Dai Paesi europei Spagna, Germania, Francia, Turchia, Grecia, Polonia e sul fronte Extra UE Cina, Stati Uniti, Giappone, Nigeria e Sud Africa. 

 IL BUYER AL CENTRO DI UN NUOVO MODELLO FIERISTICO 
 La trasformazione del buyer journey è stata uno dei temi trasversali dell’edizione. Ricerca digitale, selezione delle collezioni, agenda degli incontri e relazione diretta con le aziende sono protagonisti di un unico spazio nel quale la fiera mantiene un ruolo centrale come luogo di confronto, scelta e costruzione di relazioni commerciali. A supporto di questo percorso, le manifestazioni hanno sviluppato strumenti digitali, piattaforme di matchmaking, contenuti di approfondimento, momenti di formazione e sfilate con approcci differenti in funzione dei rispettivi mercati, clienti, aziende e visitatori. Con la chiusura dell’edizione di settembre, Fashion Link Milano consolida così un modello fieristico fondato sulla complementarità: manifestazioni con forti identità proprie che, insieme, costruiscono una piattaforma capace di rappresentare una parte ampia e strategica del sistema moda e delle filiere che lo alimentano. 

 L’appuntamento con la prossima edizione delle fiere del Fashion Link Milano sarà in programma dal 20 al 23 febbraio 2027 (Milano Fashion&Jewels, Si Sposaitalia Collezioni e TheOneMilano 20-22 / MICAM e MIPEL 21-23) 

Si chiude MICAM, si apre una nuova stagione di idee


Si concludono tre giorni di MICAM. Le idee continuano a camminare!

​Giorno 3: le idee da portare con sé


Si chiude MICAM, si apre una nuova stagione di idee. L’ultima giornata ha messo al centro chi il futuro della calzatura lo immagina, lo insegna e lo progetta.


Ogni edizione di MICAM lascia qualcosa da portare avanti: un’idea, un incontro, una prospettiva nuova. 

Ora tocca a noi trasformare questi spunti in progetti, 

collezioni e nuove possibilità.


Milano Fashion&Jewels arrivederci dal 20 al 22 Febbraio 2027 a Nilano

 



#MICAM Milano: Best of DAY 2

 


Giorno 2: il futuro prende forma


Dall’intelligenza artificiale ai nuovi scenari del lusso, fino ai trend della Primavera Estate 2027 in passerella: la seconda giornata di MICAM ha guardato al futuro da ogni prospettiva. Tra incontri, nuove visioni e collezioni da scoprire, la fiera ha continuato a mettere in dialogo creatività e mercato.