A Betlemme il ritorno dei pellegrini è una luce di speranza

 

La comunità cristiana locale vive di turismo religioso, che sta cercando di ripartire dopo la pandemia e la guerra a Gaza. La difficoltà di movimento verso Israele e all'interno della stessa Cisgiordania ha aumentato la disoccupazione. Crollo di accessi all'ospedale pediatrico. La responsabile della comunicazione: "La guerra ha colpito tutti"

Michele Raviart - Betlemme - Vatican News

“Betlemme non siamo solo noi. Anche voi ne siete parte”. Lo afferma ai pellegrini portati in Terra Santa dall’Opera Romana Pellegrinaggi, uno degli storici commercianti di souvenir della comunità cristiana della città dove è nato Gesù, ricevendoli insieme ad altri fedeli e ai francescani della Custodia di Terra nel monastero adiacente alla Basilica della Natività. Con la sua bottega dà lavoro a 25 famiglie che producono oggetti artigianali. In un luogo in cui il turismo religioso è la prima fonte di reddito, il crollo degli arrivi a causa della pandemia prima e della guerra a Gaza poi, rischia di minare la stessa sopravvivenza della comunità cristiana di Betlemme, che conta circa il 25% di una popolazione di circa 30 mila abitanti.

Quali saranno i trend di viaggio del 2026, dalle esperienze all’alba ai tour a piedi

Dicembre non è solo il mese associato alle feste di Natale, è anche il momento dell'anno in cui si "tirano le somme", così da capire cosa è andato storto e cosa, invece, può migliorare. In molti, inoltre, si danno alle previsioni più svariante, anticipando quelli che saranno alcuni dei trend più gettonati del nuovo anno. A farlo, ad esempio, è stata l'agenzia di viaggi GetYourGuide che, dopo aver analizzato i dati di ricerca dei clienti, ha rivelato la sua prima Hidden Trends List, ovvero la lista delle esperienze che i viaggiatori vorrebbero provare nel 2026: ecco quali sono.
Dal birdwatching ai tour a piedi

La Hidden Trends List di GetYourGuide anticipa le tendenze travel destinate a spopolare nel 2026, visto che al momento sembra che i turisti organizzino le vacanze in base alle esperienze che vogliono provare. Tra le tipologie di viaggio più richieste c'è quella che prevede intere giornate trascorse a fare birdwatching, ovvero a guardare gli uccelli immersi nella natura. Se fino a qualche tempo fa sembrava un hobby noioso e antiquato, ora è diventato un passatempo super cool, basti pensare al fatto che mete come le isole Daymaniyat in Oman, il parco nazionale Cat Ba in Vietnam e il Doi Inthanon in Thailandia hanno registrato migliaia di prenotazioni nell'ultimo anno. La seconda esperienza da provare è quella dei tour a piedi con una guida locale, l'ideale per conoscere la vera anima di una città e per scoprire i veri ristoranti tipici del luogo. Il loro punto forte? Sono gratuiti, le guide vengono pagate solo con le mance.

Il fascino del turismo gastronomico

In crescita è anche il turismo gastronomico: il cibo non è più solo un dettaglio, è il motivo principale per cui le persone viaggiano. C'è chi vuole visitare un paese per il suo caffè, chi fa tappa in tutti i ristoranti tipici e chi, invece, preferisce lo street food, la cosa certa è che le ricette locali vengono considerate al pari dei musei. Molto gettonate, inoltre, le esperienze all'alba, dai giri in mongolfiera nel cielo di Marrakech alle colazioni "con vista" come quella organizzata in compagnia delle scimmie sul Monte Batur a Bali. Tra i travel trend del 2026, infine, non possono mancare i laboratori e i workshop che insegnano qualcosa di tipico, degli esempi? Lezioni di cucina per imparare a preparare i bagel di New York oppure corsi per forgiare una spada da samurai nel cuore del Giappone.

Fanpage

(segnalazione web a cura di Albana Ruci)

Il monastero bizantino perduto riemerge dalle sabbie del deserto

Una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità ha scoperto a a Sohag i resti di un complesso monastico bizantino ben conservato, offrendo nuove informazioni sulla vita monastica cristiana primitiva nell’Alto Egitto.

in Avvenire
Gli scavi hanno riportato alla luce le fondamenta di alcuni edifici in mattoni crudi, segno dell’esistenza di una comunità autosufficiente. Le strutture comprendono edifici rettangolari orientati da ovest e est, con dimensioni variabili tra 8x7 e 14x8 metri, dotati di sale con absidi destinate al culto, piccole celle voltate per i monaci e cortili interni. Le pareti conservano inoltre tracce di intonaco, nicchie e pavimentazioni rifinite.
Sono stati poi identificati anche resti di strutture circolari interpretate come tavoli comuni e vasche in mattoni rossi e calcare, probabilmente usate per la conservazione dell’acqua o attività artigianali. La scoperta più rilevante però è un grande edificio di 14x10 metri ritenuto la chiesa principale, composto da navata, coro e santuario semicircolare, con resti di pilastri che suggeriscono una copertura a cupola.
Tra i reperti figurano infine anfore, utensili domestici e frammenti architettonici incisi, che arricchiscono il quadro della vita quotidiana e spirituale del sito. Le autorità egiziane sottolineano l’importanza scientifica e culturale della scoperta, che contribuisce a valorizzare Sohag come area archeologica di crescente rilievo e a promuovere il turismo culturale verso siti meno conosciuti dell’Egitto, attirando l'attenzione su destinazioni meno conosciute e contribuendo in questo modo ad attrarre sia visitatori che ricercatori interessati alla storia delle civiltà e delle religioni.

Quali sono le città più economiche d’Europa per i viaggi del 2026: la classifica di Time Out

 

Dove fare vacanze low cost nel 2026: 13 mete europee convenienti
Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina
Tirana, Albania
Hull, Regno Unito
Miskolc, Ungheria
Zagabria, Croazia
Belgrado, Serbia
Sofia, Bulgaria
Kaunas, Lituania
Cracovia, Polonia
Argo, Grecia
Bucarest, Romania
Graz, Austria
Riga, Lettonia

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Viaggi, le mete del 2026 per il New York Times. Ci sono anche tre italiane

La lista, non una classifica, racconta un nuovo modo di viaggiare, fatto di rigenerazioni urbane, natura da esplorare con cura e destinazioni che stanno vivendo un momento di svolta. L’Italia è presente con tre luoghi emblematici come Breuil-Cervinia, Assisi e Genova che sintetizzano montagna, spiritualità e rinascita culturale, inserendosi in un mosaico globale di mete scelte non solo per la loro bellezza ma per la ragione per cui andrebbero visitate proprio ora

Puntuale all'appuntamento di inizio anno, la selezione dei 52 Places to Go in 2026 del New York Times fotografa per il 2026 appena iniziato un’idea di viaggio sempre più legata a trasformazioni culturali, rigenerazioni urbane, anniversari storici e tutela ambientale. Accanto a mete potentissime e per certi versi inevitabili emergono infatti località, città e persino quartieri e territori meno battuti oltre a destinazioni che stanno vivendo un momento decisivo della propria storia socio-culturale.

L’Italia è presente con tre luoghi molto diversi tra loro mentre il resto del mondo racconta nuove geografie del turismo, tra natura estrema, città che si reinventano e cambiano pelle e percorsi lenti. Una tendenza, quest'ultima consolidata anche da altre indagini e studi sulle preferenze di viaggio.

Breuil-Cervinia: sostenibilità oltre lo sci

Breuil-Cervinia rappresenta il volto alpino dell’Italia che guarda oltre lo sci. Il quotidiano della Grande Mela intercetta in generale il cambiamento delle località di montagna, sempre più orientate a un turismo annuale: escursionismo in quota, paesaggi iconici dominati dal Cervino e infrastrutture che puntano sulla sostenibilità. Cervinia diventa così un simbolo delle Alpi che si adattano al clima che cambia senza rinunciare alla propria identità.

Assisi è invece scelta per una ragione opposta e complementare: la forza della continuità. In un mondo che corre, la città umbra incarna secondo gli editor del NY Times un’idea di viaggio introspettivo, legato alla spiritualità, all’arte medievale e al paesaggio lento che in fondo caratterizza gran parte dell’Italia centrale. Il riconoscimento del conferma il ritorno d’interesse per le città d’arte di medie dimensioni, si spera meno congestionate e più vivibili rispetto ai grandi poli turistici ormai ultra-saturi. E che forse stanno smarrendo un po' della loro anima.

La continuità e la rinascita

Genova chiude il trittico italiano come esempio di rinascita urbana. Il capoluogo ligure, città affascinante e complessa, viene raccontato come un territorio che ha imparato a valorizzare il proprio passato marittimo e industriale, puntando su cultura, nuovo waterfront di Levante (una grande riqualificazione parte del progetto complessivo di Renzo Piano, che sta procedendo con diverse fasi e dovrebbe inaugurare nei primi mesi dell'anno) e molto altro. Una destinazione che intercetta la voglia di scoprire città autentiche, stratificate, pure in questo caso ancora lontane dal turismo di massa più prevedibile.

Guardando oltre l’Italia, la lista del New York Times restituisce un mondo in movimento. Revolutionary America apre l’elenco come grande racconto diffuso, legato agli anniversari della nascita degli Stati Uniti: non una singola città, quindi, ma un itinerario storico che attraversa più Stati, segno di un turismo sempre più narrativo. Varsavia e Nagasaki rappresentano invece città segnate dalla Storia con la esse maiuscola che oggi vivono una nuova centralità culturale tra musei, architettura contemporanea e riflessione sul passato.

Turismo 2026 Viaggi: la vacanza su misura insegue le nostre passioni. Dal fototurismo al soggiorno yoga: si parte sempre di più per seguire le cose che amiamo davvero


La vacanza come rito collettivo, che concentra tutti negli stessi luoghi e negli stessi periodi, ormai non piace più a nessuno: la ricerca di nuovi luoghi e di esperienze autentiche, lontane dalla folla, spinge sempre di più a sfruttare i giorni liberi per inseguire le proprie passioni, come può essere un soggiorno all’insegna dello yoga, o della fotografia, o ancora a caccia di cieli stellati. Il mercato si sta adeguando, facendo proliferare anche gli operatori iper-specializzati, anche se di piccole dimensioni, sorti proprio per rispondere a questo nuovo tipo di richieste, in crescita costante. Vediamo quali sono i principali filoni di questo nuovo genere di turismo, ai quali ispirarci per disegnare una nostra prossima vacanza all’insegna delle nostre aspirazioni e interessi.
L’AVVENTURA – Secondo l’Osservatorio Bit, uno dei grandi filoni emergenti legati a questo genere di vacanza è quella del cosiddetto “Adventure travel”. Sotto questa etichetta si possono raccogliere molte tipologie di vacanza differenti, ma sempre un passo al di là della semplice vacanza open air: si va dal trekking di alto livello, su percorsi di più giorni di rifugio in rifugio o addirittura in totale autonomia, all’alpinismo di alta e altissima quota, dalle esperienze adrenaliniche fino ai più tradizionali Cammini. Chi sceglie un viaggio di questo genere è spesso una persona tecnicamente preparata, in ottima forma fisica, ma anche semplicemente in cerca di nuove sfide e di esperienze autentiche. Sempre più spesso si tratta anche di semplici appassionati che sentono il bisogno di uscire dalla propria zona comfort e vivere un’esperienza autentica. La spinta che rende appetibile un viaggio di questo tipo è, oltre alla specifica passione per un certo tipo di attività, è anche il desiderio di distanziamento sociale, la ricerca di luoghi meno affollati e il bisogno di aria e movimento. Ecco allora la richiesta di viaggi verso l’Asia centrale, in particolare verso il Mangystau, il Kirghizistan, il Tagikistan o la Mongolia; anche l’Africa è molto richiesta, specie se vissuta in tenda e in autosufficienza.

I CAMMINI – In questi ultimi anni riscuotono un interesse crescente anche i Cammini, a cominciare da quello verso Santiago, con la conseguente apertura di nuovi percorsi: la motivazione religiosa, a volte, è diventata secondaria rispetto alle motivazioni di chi affronta l’esperienza come un viaggio soprattutto interiore, come scoperta di sé, o come ritorno alla natura e come distacco dalla routine quotidiana. In questo campo sono innumerevoli anche le proposte in territorio italiano, dalla via Francigena alla strada Romea, al Sentiero della Pace, al Grande Anello dei Borghi Ascolani, senza dimenticare ii Cammini di San Pietro Eremita, di Francesco, degli Etruschi.

IL CICLOTURISMO – È uno dei grandi trend in ascesa negli ultimi anni. Qui, il viaggio, la pianificazione e l’organizzazione dei percorsi, la scoperta dei luoghi, le bellezze storico-artistiche delle città e la varietà del paesaggio vanno di pari passo al senso di libertà, di contatto con la natura e di autosufficienza legati al mezzo. Anche in questo caso esistono operatori specializzati che offrono esperienze individuali o di gruppo, anche con guide esperte, noleggio delle bici, assistenza in caso di guasti e trasporto bagagli, per permettere di pedalare nella massima libertà.

LA VELA - La barca a vela è il mezzo che più risponde al desiderio di natura e di contatto diretto con il mare, che non trova uguali in altro tipo di vacanza. Si può scegliere di noleggiare dopo aver coinvolto un gruppo di amici, oppure unirsi a un gruppo che si forma al momento del viaggio, approfittare della competenza di uno skipper professionista o coniugare la barca a vela a un'altra passione, ad esempio le immersioni subacquee, nel Mediterraneo o in mari lontani.

I VIAGGI GASTRONOMICI – La gastronomia è uno dei motori del turismo, capace di influenzare profondamente la scelta di una destinazione. Non si tratta però solo di indirizzare le proprie preferenze verso un Paese in cui si mangia bene, o di includere un’esperienza gastronomica all’interno di un itinerario, ma di farne lo scopo del viaggio: in questo caso si possono costruire interi percorsi per comprendere i gusti e le tradizioni di un territorio, ad esempio visitando stabilimenti di produzione di formaggi, o assistendo a un’asta del pesce in un villaggio costiero per accostarsi al linguaggio e alla tradizione locali, oppure partecipando a cooking class e degustazioni enologiche.

VACANZA IN UN CLIC – Anche la fotografia può diventare protagonista di una vacanza, magari unendo al viaggio un’esperienza di formazione, con un corso ad hoc o con itinerari studiati appositamente da un fotografo professionista che ha già verificato tutte le possibilità di luce, le condizioni del clima, il tipo di attrezzatura necessaria.

TURISMO DI SCOPO - In ogni caso è la passione personale a guidare i viaggiatori in una vacanza che unisca l'esplorazione di una destinazione alla pratica di una passione personale: Appartengono a questa di vacanza tutti quei viaggi che si pongono un obiettivo oltre alla semplice visita. Può trattarsi di un soggiorno da dedicare allo yoga, da praticare nella natura, o in riva al mare o in luoghi particolarmente spirituali; oppure la visita a osservatori astronomici, per ammirare i cieli stellati in condizioni ottimali, lontani da fonti di inquinamento luminoso. Oppure, chi ama la cultura può scegliere di visitare i siti culturali accompagnati da guide esperte e appositamente formate in storia e storia dell’arte, o dedicarsi a migliorare la propria conoscenza di una lingua straniera; oppure ancora si può costruire un itinerario da percorrere in motocicletta o a cavallo. O ancora si può scegliere di dedicare il proprio tempo libero a un progetto di impegno sociale, o umanitario, o ambientale, come ad esempio aderire a una delle iniziative del WWF o altri enti simili e partecipare ai programmi di tutela della deposizione delle uova delle tartarughe in vari luoghi del Mediterraneo, alla piantumazione di alberi nei boschi. Insomma, la passione di ciascuno può diventare protagonista di una vacanza memorabile.

tgcom24

Non solo Zalone, non solo la Galizia: tutti i Cammini (italiani) di Santiago

 Il film appena uscito con il comico, già record di incassi, riporta all’attenzione del grande pubblico il percorso galiziano e il suo significato per migliaia di pellegrini. Ma ci sono tanti modi per mettersi sulle orme di san Giacomo: 85 in Europa, 5 in Italia. Li abbiamo scoperti così

«E se partissi anch’io?». A volte basta un film o un libro a fare scattare la molla. È assai probabile che il ritorno cinematografico di Checco Zalone, sulle strade del Buen Camino per Santiago de Compostela (al cinema da Natale), scherzando scherzando, metterà migliaia di italiani davanti a quella domanda e li spingerà a compiere il primo passo in un percorso che, a detta di chi lo ha fatto, «ti cambia la vita». A Santiago de Compostela, nella Galizia, in Spagna, si va dall’anno 813, quando si scoprì la tomba dell’apostolo Giacomo. Da allora ha accolto generazioni di pellegrini da ogni angolo d’Europa e poi del mondo, attraverso una rete di vie che lì convergono e approdano. Fra «polvere, fango, sole e pioggia». Il parroco di Hormilleja, Eugenio Garibay Baños, con una scritta su un muro, lungo il Cammino Francese, pone a chi passa da lì due interrogativi di senso, semplici e sfidanti: «Pellegrino, chi ti chiama? Quale forza segreta ti attrae?». Il Cammino di Santiago è un fenomeno ormai globale: dai 1.245 pellegrini del 1985 si è arrivati a sfiorare il mezzo milione di arrivi annui. La previsione per il 2025 è che si superino le 500mila presenze. Oltre 120mila gli italiani negli ultimi cinque anni, terza nazionalità in cammino, dopo spagnoli e, pensate un po’, statunitensi. Ad accendere la scintilla nel popolo d’Oltreoceano, fu, nel 2010, proprio un film, di tutt’altro tono rispetto a quello di Zalone, The Way, di Emilio Estevez con Martin Sheen, portatore di un potente messaggio: «La vita non si sceglie, si vive». Tanti libri e guide, documentari e diari hanno raccontato questo cammino di fede, aprendo la strada a nuove motivazioni, anche più laiche, sul senso del mettersi in marcia e andare alla scoperta di sé. I cammini sono diventati non più una stranezza o al contrario una moda, ma uno stile di viaggio autentico.

Così, se Checco Zalone con la sua ironica irriverenza, porta sul grande schermo i sentieri del Cammino Francese per raccontare di un complicato rapporto padre-figlia, da qualche settimana è in libreria per Terre di Mezzo un significativo volume sui Cammini di Santiago, che può considerarsi l’atlante completo con tutti gli itinerari (collana Percorsi, pagine 264, euro 24,90), scritto a quattro mani da Miriam Giovanzana (giornalista, fra i fondatori della casa editrice, il Cammino di Santiago lo ha percorso per la prima volta nel 1999, pubblicando una guida che da 25 anni accompagna i camminatori italiani) e Sara Zanni (archeologa e guida ambientale, fra i massimi esperti di cammini giacobei e italiani, consigliere per il settore del ministro del Turismo). Cammini, al plurale. Perché la meta è una, Santiago, ma le vie per arrivare sono tante, e non è detto che per incontrare san Giacomo bisogna giungere in Galizia. Il Cammino Francese è la via storicamente più battuta, il cammino per eccellenza, a cui si ricongiungono tutti gli altri percorsi: dalla Spagna al Portogallo, dalla Francia all’Italia, fino alle vie meno conosciute che attraversano ogni altra parte d’Europa (persino a Malta e alle isole Canarie). La guida fotografa 85 cammini, per 25mila chilometri, in 16 Paesi, mille tappe, 225 immagini. In questo viaggio, l’Italia, cuore della cristianità, non può mancare. Anche l’Italia, infatti, ha i suoi cammini di Santiago, che raccontano una geografia intima, spesso sorprendente, di un legame profondo con l’apostolo Giacomo. Lo testimoniano le tante chiese, ovunque, che gli sono state dedicate e gli itinerari che ancora oggi ospitano chi, anche solo idealmente vuole raggiungere la sua tomba. Percorriamoli allora questi cammini giacobei italiani come “altra meta” di un itinerario ben più grande e lontano.
Cominciamo dalla Via Postumia: si parte dall’Adriatico, da Aquileia, e attraversa il Nord fino a Genova, sul Tirreno. Un percorso antico, recuperato solo nel 2018, che si snoda per 940 km in 41 tappe, fra la pianura Padana, città storiche e “ideali” come Palmanova e Sabbioneta. I tragitti più impegnativi sono sui Colli Berici e quelli appenninici. È tutta sul mare, invece, la Via della Costa Ligure (320 km in 12 tappe): qui San Giacomo arriva dal Mediterraneo, come i naviganti. Riscoperto solo di recente, questo itinerario di salite e discese, con scogliere a picco sul mare, attraversa la meraviglia delle Cinque Terre e borghi indimenticabili come Taggia, Cervo, Finalborgo, Celle Ligure, Moneglia e altri: una lunghissima creuza che, una scala dopo l’altra, porta dal Levante al Ponente ligure. Anche in Toscana c’è un percorso giacobeo molto sentito: il Cammino di San Jacopo (170 km in sei tappe). Con un centro ben preciso: Pistoia, che qualcuno chiama la “Piccola Santiago”. Qui - come scrivono Giovanzana e Zanni fra le schede del dettagliato volume - «la devozione per l’Apostolo in città era molto forte già nel IX secolo, quando i pistoiesi gli chiesero la protezione da un attacco dei saraceni». Nel Duomo, viene custodita una reliquia oggetto di grande devozione che arriva proprio da Santiago. Il cammino parte da Firenze, e dopo avere attraversato, oltre a Pistoia, anche Prato, Pescia, Lucca (da non perdere il magnifico Volto Santo) e Pisa (qui si segnala una splendida basilica romanica nella frazione di San Piero a Grado), arriva a Livorno.
Dalla Penisola alle isole. C’è un Cammino di San Giacomo in Sicilia. Sulle orme dell’Apostolo, si attraversa una terra che è stata greca, romana, araba, normanna, bizantina, spagnola... In sei giorni si può percorrere una via di 130 km nella “Sicilia di mezzo”, che unisce le due città in cui è forte la devozione per san Giacomo: Caltagirone, città della ceramica (e di don Luigi Sturzo) e Capizzi, nel Parco dei Nebrodi. Fra le tappe, Nicosia e Piazza Armerina, con la cattedrale, il castello aragonese e i mosaici Unesco della Villa romana del Casale. E c’è un cammino di Santiago anche nell’altra isola, la Sardegna. Santu Jacu, si chiama, in sardo. Un itinerario gigantesco di 1.600 chilometri in 61 tappe, in tutte le sue possibili varianti (il pezzo più battuto è quello fra Cagliari e Porto Torres, 450 chilometri) che, mettendo in rete i luoghi della devozione a san Giacomo, percorre la regione da Nord a Sud, da Est a Ovest, inserendosi sulla direttrice che unisce idealmente la meta della Galizia alla Terra Santa. Un itinerario che tocca, fra gli altri, i comuni di Mandas, Ittireddu, Borutta e Orosei, e fa parte dei percorsi di “Noi camminiamo in Sardegna”, la manifestazione promossa dall’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio per valorizzare un turismo lento da vivere tutto l’anno. Qui san Giacomo è un cavaliere, protettore dai temporali insieme a santa Barbara (nella tradizione sarda i tuoni partono dagli zoccoli del suo cavallo bianco). È un san Giacomo potente, quasi pagano, arrivato con gli spagnoli e radicato a fondo, fra chiese, confraternite e culto popolare.

Con Sara Zanni percorriamo un pezzo del Cammino di Santu Jacu, mentre ci addentriamo fra le necropoli (patrimonio Unesco) di Sant’Andrea Priu, con le sue Domus de Janas (le case delle fate) nell’area di Bonorva. «Questi cammini ci dicono che non si deve per forza andare a Santiago. Si può essere pellegrini a partire da casa tua», dice Zanni. Perché c’è una meta, «ma prima di tutto c’è una partenza». La sua prima partenza è stata nel 2006, a 22 anni, con la madre, che aveva deciso di percorrere il Cammino di Santiago per un voto. «“Ma sei matta?”, fu la mia prima risposta. Poi partimmo. Senza attrezzatura e preparazione, sbagliando tutto. Eppure, arrivammo alla meta. E quel cammino mi ha cambiata per sempre, sì». Da allora Sara non si è più fermata. Il percorso di studi, la vita, tutto è diventato un cammino. Nel 2014 è partita con uno zaino da casa sua a Milano e ha raggiunto Santiago e Finisterre a piedi. Con più di 10mila chilometri percorsi in Europa e Medio Oriente, camminare è «casa». «Ultreia et Suseia», è il saluto fra i pellegrini che si incrociano sul Cammino di Santiago: sempre più avanti, sempre più in alto. Un saluto che vale in tutto questo grande percorso “diffuso”. Da affrontare, ovunque. Da cominciare oggi. Anche in Italia. Perché hai visto un film. Perché hai aperto un libro. O per altre mille ragioni. Rispondendo con i piedi a quella chiamata del cuore: «E se partissi anch’io?».
Avvenire 

Viaggiare nel 2026 promette di essere ancora più speciale per chi cerca esperienze autentiche, destinazioni fuori dai percorsi più battuti e luoghi che uniscono cultura, natura e innovazione



La BBC ha selezionato 20 destinazioni internazionali che meritano di entrare nella lista dei viaggi, sia per le recenti trasformazioni, per eventi importanti, per la sostenibilità o semplicemente perché offrono qualcosa di davvero indimenticabile.

Dai deserti millenari alle isole paradisiache, passando per città storiche e regioni poco esplorate, questa lista riunisce alcuni dei luoghi più affascinanti del mondo da visitare nel 2026.

1. Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti

Abu Dhabi va ben oltre il lusso. Nel 2026, la destinazione si consolida come polo culturale globale, combinando architettura monumentale, come la Moschea Sheikh Zayed, musei di livello mondiale ed esperienze uniche nel deserto. La città investe inoltre fortemente nel turismo sostenibile, in resort sofisticati e in attrazioni per famiglie, diventando un’alternativa più tranquilla e culturalmente ricca rispetto a Dubai.

2. Algeria

Poco esplorata dal turismo internazionale, l’Algeria emerge come una delle destinazioni più intriganti del 2026. Il paese ospita alcune delle rovine romane meglio conservate al mondo, città storiche e vaste estensioni del Sahara. Viaggiare in Algeria significa immergersi in un’Africa autentica, con paesaggi spettacolari, storia millenaria e una sorprendente ospitalità.
3. Valle di Colchagua, Cile

Conosciuta per i suoi vini pluripremiati, la Valle di Colchagua si trasforma in una destinazione completa per chi ama la gastronomia, la natura e le esperienze sensoriali. Oltre alle cantine, la regione offre hotel boutique, voli in mongolfiera, passeggiate a cavallo tra i vigneti e una scena gastronomica che valorizza ingredienti locali e tecniche contemporanee.

4. Isole Cook

Le Isole Cook rappresentano il sogno del paradiso incontaminato. Situate nel Pacifico meridionale, combinano lagune turchesi, spiagge di sabbia bianca e una vibrante cultura polinesiana. Nel 2026, l’arcipelago si distingue per il turismo consapevole, con un forte focus sulla tutela ambientale, esperienze culturali autentiche e un ritmo di viaggio perfetto per chi cerca relax e connessione con la natura.

5. Costa Rica

La Costa Rica rimane un punto di riferimento mondiale per l’ecoturismo. Foreste tropicali, vulcani attivi, spiagge selvagge e una biodiversità impressionante rendono il paese una destinazione ideale per avventurieri e amanti della natura. Nel 2026, il paese amplia le sue iniziative sostenibili, offrendo esperienze che uniscono comfort, consapevolezza ambientale e contatto diretto con l’ambiente naturale.

6. Isole Ebridi, Scozia

Le Isole Ebridi offrono una Scozia selvaggia e poetica. Con paesaggi drammatici, spiagge deserte, scogliere imponenti e villaggi storici, l’arcipelago è ideale per chi cerca silenzio, natura e autenticità. Nel 2026, la regione attira viaggiatori interessati al turismo lento, all’escursionismo, all’osservazione della fauna selvatica e alle tradizioni celtiche preservate.

7. Ishikawa, Giappone

Ishikawa è un ritratto del Giappone tradizionale. La regione ospita giardini impeccabili, quartieri di geishe ben conservati, artigianato secolare e una cucina raffinata basata su ingredienti locali. Lontano dal ritmo frenetico di Tokyo, Ishikawa offre un’esperienza culturale profonda, ideale per chi desidera comprendere il Giappone oltre i grandi centri urbani.

8. Isole Komodo, Indonesia

Dimora dei famosi draghi di Komodo, questo arcipelago indonesiano colpisce per la sua vita marina, le barriere coralline e i paesaggi quasi incontaminati. Nel 2026, la destinazione si afferma come riferimento per il turismo responsabile, con accessi controllati e un forte impegno nella tutela ambientale, senza perdere il suo fascino avventuroso ed esclusivo.

9. Loreto, Messico

Loreto è un tesoro nascosto nella penisola della Baja California. Circondata da parchi nazionali e dal Mare di Cortez, la regione è ideale per immersioni, avvistamento delle balene, escursioni e contatto con la natura. Allo stesso tempo, conserva un fascino coloniale e un ritmo tranquillo, perfetto per chi vuole evitare le destinazioni messicane più turistiche.

10. Montenegro

Con una delle coste più belle d’Europa, il Montenegro combina città medievali, spiagge dalle acque cristalline e montagne spettacolari. Destinazioni come Kotor e Budva offrono storia, architettura e un’atmosfera romantica, mentre l’entroterra sorprende con parchi naturali ed esperienze all’aria aperta.

11. Costa dell’Oregon, Stati Uniti

La Costa dell’Oregon è famosa per i suoi paesaggi cinematografici, scogliere drammatiche, fari storici e spiagge selvagge. Nel 2026, la destinazione si distingue come un’alternativa meno scontata per chi cerca road trip, contatto con la natura e piccole città piene di personalità.

12. Oulu, Finlandia

Scelta come Capitale Europea della Cultura nel 2026, Oulu promette un calendario intenso di eventi culturali, arte, musica e innovazione. Situata vicino al Circolo Polare Artico, la città offre anche esperienze uniche come l’aurora boreale, le saune tradizionali e il contatto con la natura nordica.

13. Filadelfia, Stati Uniti

Filadelfia si distingue nel 2026 grazie alle celebrazioni storiche e alla rivitalizzazione culturale. La città combina patrimonio storico, musei rinomati, una scena gastronomica in crescita e quartieri creativi, rendendola un’ottima opzione per chi cerca una cultura urbana profonda.

14. Phnom Penh, Cambogia

La capitale della Cambogia vive un momento di trasformazione. Phnom Penh unisce templi storici, eredità coloniale francese e una vivace scena contemporanea. Nel 2026, la città si presenta come porta d’accesso per comprendere la storia del paese, la sua resilienza culturale e la sua energia giovane.

15. Guimarães, Portogallo

Conosciuta come la culla del Portogallo, Guimarães incanta con il suo centro storico ben conservato, castelli, piazze affascinanti e una forte identità culturale. La destinazione è ideale per chi cerca storia, autentica gastronomia portoghese e un ritmo di viaggio più tranquillo, lontano dalle folle.

16. Samburu, Kenya

Samburu offre un’esperienza di safari più esclusiva e meno esplorata rispetto ad altre regioni del Kenya. La destinazione si distingue per la diversità della fauna, i paesaggi aridi spettacolari e il contatto con le comunità locali, offrendo un’autentica esperienza dell’Africa selvaggia.

17. Santo Domingo, Repubblica Dominicana

Molto più delle spiagge, Santo Domingo è una delle città più antiche delle Americhe. Il suo centro storico, dichiarato Patrimonio Mondiale, rivela strade acciottolate, fortezze e una ricca eredità culturale. Nel 2026, la destinazione attira viaggiatori in cerca di storia, cultura e facile accesso a spiagge paradisiache.

18. Valle di Slocan, Canada

La Valle di Slocan è un rifugio naturale in Canada, circondato da montagne, laghi cristallini e fitte foreste. Ideale per chi ama le attività all’aria aperta come escursioni, kayak e ciclismo, la destinazione è perfetta anche per viaggi dedicati al benessere e alla riconnessione con la natura.

19. Uluru, Australia

Uluru è uno dei simboli più potenti dell’Australia. L’imponente formazione rocciosa nel cuore del paese offre profonde esperienze culturali legate alle tradizioni aborigene, oltre a paesaggi mozzafiato all’alba e al tramonto. Nel 2026, la destinazione si distingue per un turismo rispettoso ed educativo.

20. Uruguay

Affascinante e sofisticato, l’Uruguay conquista con le sue città storiche, spiagge tranquille, vini pluripremiati e una gastronomia di alto livello. Montevideo, Punta del Este e Colonia del Sacramento offrono esperienze diverse, rendendo il paese perfetto per viaggi versatili ed eleganti.

Perché viaggiare nel 2026?

Le destinazioni selezionate riflettono un nuovo modo di viaggiare: più consapevole, più profondo e meno scontato. Nel 2026, la tendenza è esplorare luoghi che offrono esperienze autentiche, connessione culturale e rispetto per l’ambiente, senza rinunciare al comfort e alla bellezza.

Fonte: BBC. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisionato dal team editoriale.


Il Mar Morto si risveglia: cosa significa questo per il mondo?

Il Mar Morto è uno dei bacini d'acqua più salati al mondo, dove ben poco, se non nulla, può sopravvivere. O almeno, così pensavano gli scienziati. La recente scoperta di pesci e altre forme di vita marina che nuotano nelle sue doline ha lasciato i ricercatori perplessi. Alcuni vedono questo evento come il segno di una profezia biblica annunciata da Ezechiele nell'Antico Testamento. Ma questa sorprendente scoperta dimostra davvero che uno dei laghi più antichi del pianeta può sostenere la vita, o è un inquietante presagio della fine dei tempi?
Stars Insider

Sì Sposaitalia Collezioni - 21/23 Febbraio 2026, fieramilano (Rho). Dettagli di Stile: quando gli accessori valorizzano l’abito da sposa

Gli atelier confermano: la sposa moderna sceglie la personalizzazione per esprimere la sua autenticità. Veli e gioielli diventano elementi di stile, unici e distintivi.

Abbiamo intervistato Top Buyer internazionali per approfondire il dialogo tra accessori, gioielli e abito da sposa, costruendo un total look elegante, armonioso e distintivo in ogni dettaglio.

Il mondo del bridal è in piena evoluzione, spinto da una nuova generazione di spose che non si accontenta di seguire le tendenze, ma desidera che il proprio abito sia un fedele racconto della propria identità. In questo scenario di ricerca dell'autenticità e della personalizzazione, gli accessori moda stanno emergendo come strumenti indispensabili per definire e completare la visione unica di ogni sposa.

Le spose di oggi sono estremamente consapevoli e intenzionali: "Non si limitano a seguire le mode: pensano a come vogliono sentirsi e apparire nel loro giorno speciale".

Vogliono che l'abito rifletta la loro personalità e tenga conto del tema del matrimonio. Secondo Ewa Sliwa, fondatrice della boutique Divina in Polonia, l'obiettivo è riflettere "personalità e stile in ogni dettaglio".

Questa enfasi sul dettaglio obbliga le boutique internazionali a ridefinire l'esperienza di acquisto. Showroom come Elegance By Roya negli Stati Uniti pongono l'accento sull'esperienza personale e su misura, dove i professionisti non si limitano a conoscere la moda, ma devono "capire la psicologia della cliente".

Il potere "caratterizzante" degli accessori

Dalle risposte dei buyer emerge un messaggio chiaro: nel bridal, gli accessori non sono semplici ornamenti, ma veri elementi capaci di caratterizzare e rendere unico ogni look.

Un abito anche molto semplice può cambiare identità in pochi istanti: un velo importante e ricamato dona un’allure regale, mentre un coprispalle in pizzo o una cappa aggiungono eleganza e la giusta formalità nelle stagioni più fresche, senza modificare la silhouette.

Le cinture diventano dettagli strategici: definiscono il punto vita, aggiungono luce o texture, e creano un punto focale. Anche la scelta di orecchini, collane o tiare influenza in modo decisivo lo stile finale, dal vintage raffinato al bohémien naturale.

La sposa di oggi cerca unicità e vuole sentirsi raccontata dal proprio look. Per questo l’esperienza in boutique sta evolvendo: se l’abito è il cuore, gli accessori sono il linguaggio con cui la sposa personalizza la sua storia, dettaglio dopo dettaglio.

E qui entra in gioco il ruolo strategico dell’atelier: presenta gli accessori come strumenti capaci di “firmare” il look, elementi che non solo completano l’abito ma lo caratterizzano in modo profondo. Mostra alle spose come un singolo dettaglio possa cambiare il senso dell’intero outfit, trasformando un abito in quel loro abito.
Gli accessori non sono semplici complementi, ma strumenti essenziali di styling: garantiscono che l’abito non sia solo elegante e attuale, ma soprattutto che rifletta l’identità di chi lo indossa.

in https://sposaitaliacollezioni.fieramilano.it/

(segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)

Le anticipazioni dei brand che illumineranno Milano Fashion&Jewels. Milano Fashion&Jewels è alle porte e promette di trasformare la città in un palcoscenico di creatività e innovazione. Quali saranno i must-have, i colori e le ispirazioni che illumineranno le collezioni?

 Per scoprirlo, abbiamo ascoltato direttamente i brand che animeranno la prossima edizione, raccogliendo idee e suggestioni che anticipano il mood di febbraio e le proposte per il periodo più scintillante dell’anno: le festività natalizie.

Carola Gioielli di Isabella De Pinto: eleganza senza tempo

Il brand guarda oltre, verso la stagione più calda, e propone collezioni pensate per evocare il fascino dell’estate e la luce del mare, attraverso coralli e turchesi che richiamano atmosfere mediterranee.

Prima però c’è il Natale, e per le vetrine e le idee regalo la proposta si concentra su collane, orecchini e anelli in pietre dure e perle, creazioni che parlano di raffinatezza e conquistano al primo sguardo.

Guardando alle tendenze future, il brand non ha dubbi:

«La prossima stagione sarà dominata dai colori: giallo, viola e le tonalità della terra. Noi li interpretiamo con ambre e agate nelle loro sfumature più intense, accompagnate da grandi bracciali in argento, per un look deciso e sofisticato.»

Christina Brampti – Contemporary Jewels: sperimentazione e design

Se Carola Gioielli punta su materiali preziosi e cromie intense, Christina Brampti porta in scena un linguaggio contemporaneo fatto di forme scultoree e contrasti geometrici. Le sue collezioni si distinguono per volumi audaci e un dialogo tra trasparenza dei materiali e luminosità dell’alluminio anodizzato, declinato in una vasta palette di colori. Ogni pezzo diventa una dichiarazione grafica che combina leggerezza, struttura e un’estetica artistica moderna.

Il must-have della stagione è una nuova serie basata su forme geometriche dinamiche, caratterizzata da elementi trasparenti che creano giochi di luce unici. Leggerezza, versatilità e forte identità visiva rendono queste creazioni particolarmente apprezzate dai retailer.

E per il Natale?

Il brand propone un concept ispirato a un’estetica rock-glam dal carattere giocoso, che riflette energia e ottimismo. Le collezioni per la primavera/estate 2026 evolvono invece in composizioni ritmiche, colorate e architettoniche, con un’attenzione particolare ai materiali e alle forme fresche che definiscono sempre più l’identità del marchio.

Katerina Vassolou Eleganza senza tempo e design contemporaneo: le nuove collezioni di stagione

Questa stagione, il brand presenta collezioni che incarnano un approccio contemporaneo alla raffinatezza senza tempo. Le nuove creazioni si articolano in tre categorie principali: gioielli impreziositi da pietre semipreziose e cristalli Swarovski, design dal fascino esotico e primordiale realizzati con materiali naturali come legno e piume, e infine creazioni in metallo puro. Ogni pezzo riflette la maestria artigianale che contraddistingue il marchio, arricchita da elementi innovativi: dalle silhouette fluide e organiche alle linee architettoniche capaci di catturare luce e movimento.

Tra le proposte più attese spicca la collezione Supercluster, considerata il vero “must-have” della stagione. I nuovi brooches, reinterpretati come moderne medaglie di eleganza, sono pensati per donne dal gusto distintivo e desiderose di affermare la propria individualità. Il pezzo icona è la croce Supercluster, decorata con cristalli Swarovski, già amatissima da stylist e buyer per la sua capacità di elevare qualsiasi look con naturalezza.

Per il periodo natalizio, il brand ha ideato concept retail che esaltano il fascino festivo dei gioielli Katerina Vassou. Le vetrine si trasformano in piccoli racconti visivi, dove pezzi audaci si alternano a creazioni più delicate per evocare la magia delle celebrazioni. Saranno disponibili set regalo, selezioni dei best seller e packaging dedicati per rispondere alla domanda stagionale.

Guardando alla Primavera/Estate 2026, le proposte si orientano verso freschezza, fluidità e minimalismo moderno. Le nuove collezioni offriranno ai retailer soluzioni dinamiche per rinnovare facilmente le presentazioni durante la stagione, accompagnate da guide di styling curate per mostrare come i gioielli possano passare con disinvoltura da look quotidiani a combinazioni audaci e di forte impatto.

in https://www.milanofashionjewels.com/

Toscana: la ricetta del panforte, il dolce delle feste


 

rofumi, gesti antichi, ricette simili a rituali: è il Natale in Toscana, terra di grandi tradizioni gastronomiche, esaltate da Toscana Promozione Turistica nel mese in cui la Cucina italiana è divenuta Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco.

Attraversa epoche e territori questo viaggio natalizio in cinque ricette-manifesto, note e meno note, abbinate a nettari particolari. Partiamo da ricciarelli Igp: morbidi, mandorlati, avvolti da una spolverata di zucchero a velo, sono il simbolo del Natale senese. La leggenda li collega ai cavalieri crociati, custodi di spezie e suggestioni d’Oriente. Una vera delizia alcolica da abbinare è l’Aleatico Passito dell’Elba docg, aromatico, con note intense di rosa, frutti rossi canditi e spezie leggere.

Passiamo ai cavallucci: dolci antichi, speziati, energetici, già noti ai tempi di Lorenzo il Magnifico. Il loro nome pare essere legato all’abitudine dei viaggiatori a cavallo di consumarli nelle osterie di campagna. L’abbinamento ideale è un vino liquoroso come il Moscadello di Montalcino.

Immancabili le copate senesi. Croccanti di miele, noci e anice racchiusi tra sottili ostie, le copate – dall’arabo qubbiat, “mandorlato” – sono raffinate, rare, aristocratiche e poco conosciute. Pare venissero preparate per nobili e papi. Un dolce di origine antichissima, dalla particolare forma rotonda e sottile, legato alle pasticcerie più eleganti di Siena. L’abbinamento più armonioso è la Vernaccia di San Gimignano passita.

Sono colorati e profumati di agrumi e vaniglia i befanini, biscotti dell’Epifania amatissimi in Lucchesia, Versilia e Mugello, perfetti con un tè o una cioccolata calda, ma anche con un Vin Santo del Chianti, di Montepulciano o di Carmignano.

E infine il panforte di Siena, anch’esso come i ricciarelli con denominazione Igp. Nato nel Medioevo, già nel 1205 le cronache lo citano come dono destinato alle monache dell’Abbazia di Montecelso. Concentrato di miele, spezie, mandorle e frutta candita, ha una sua variante più delicata: la versione Margherita, dell’Ottocento, con meno spezie e una copertura di zucchero a velo, creata in onore della Regina d’Italia. Bicchierino da abbinare? L’Elisir di China Calisaia.

Ecco a voi la ricetta originale del panforte suggerita da Terre di Siena.

INGREDIENTI

150 gr di zucchero a velo
250 gr di mandorle con buccia
150 gr di miele d’acacia
150 gr di farina “00”
1 cucchiaio di cannella
350 gr di frutta candita
ostia 1 foglio

PREPARAZIONE

Adagiate l’ostia sul fondo della teglia a cerniera di 22 cm di diametro e foderate i bordi con la carta forno. Ponete in una ciotola la farina con un cucchiaio di cannella, i canditi e le mandorle e mescolate tutto con le mani.

Mettete lo zucchero a velo in una casseruola, portate a fuoco e fate caramellare finché il composto inizia a spumeggiare. A questo punto unite mezza tazzina d’acqua e mescolate velocemente.

Togliete dal fuoco la casseruola versateci il contenuto della ciotola (composto da farina e frutta). Amalgamate tutti gli ingredienti insieme con un mestolo di legno (cercate di essere abbastanza veloci in questo passaggio) e versate il contenuto nella teglia.

A questo punto livellate la parte superiore del vostro panforte con il fondo di un bicchiere bagnato. Infornate nel forno preriscaldato a 250° per 5 minuti; abbassate a 200° e continuate la cottura per 15 minuti.

Una volta sfornato il panforte, lasciatelo raffreddare e cospargetelo di zucchero a velo.

viaggioff.it

Cineturismo on stage a Bit 2026: viaggio sui set

C’è un turismo che nasce prima di partire, davanti a uno schermo. Nel 2025 il cineturismo, o set-jetting, non è più una tendenza emergente, ma una forza strutturale del turismo esperienziale, capace di orientare desideri, immaginari e scelte di viaggio. Film, serie Tv, piattaforme streaming e grandi eventi di spettacolo trasformano luoghi reali in destinazioni iconiche, spingendo milioni di persone a mettersi in cammino per “entrare” nelle storie che hanno visto.

Bit 2026 intercetta queste trasformazioni, proponendosi come piattaforma di confronto sul ruolo dell’audiovisivo nel turismo contemporaneo. All’interno del Travel Makers Fest, cinema e serie Tv verranno affrontati non come fenomeni isolati, ma come parte di un ecosistema che coinvolge marketing territoriale, celebrity marketing, film commission e industrie creative.

Un momento centrale sarà il talk This must be the place: la potenza del cinema nella narrazione dei territori, che affronta in modo diretto il ruolo dell’audiovisivo come strumento di marketing territoriale. Attraverso l’esperienza delle film commission italiane, l’incontro servirà a mostrare come film e serie Tv trasformino città, borghi e paesaggi in destinazioni iconiche, capaci di generare flussi turisticiindotto economico e nuove forme di storytelling. Il cinema viene letto non solo come vetrina, ma come leva strategica per costruire immaginari, distribuire i flussi e creare esperienze turistiche autentiche.

Il tema della narrazione tornerà anche in Far diventare grandi le cose piccole: il potere della narrazione per rigenerare luoghi e comunità “marginali”. Il Travel Makers Fest esplorerà inoltre il legame tra grandi eventi, spettacolo e turismo urbano, con appuntamenti come le Olimpiadi che possono lasciare un’eredità duratura in termini di immagine, attrattività e posizionamento delle destinazioni. All’interno del programma, troveranno spazio anche riflessioni sul celebrity marketing: il potere delle storie e dei volti noti nel costruire l’immagine di una destinazione.

Bit 2026 racconterà il cineturismo non solo come tendenza, ma come strumento strategico per interpretare e governare il turismo che nasce dalle storie, dagli schermi e dagli eventi, offrendo agli operatori chiavi di lettura concrete per trasformare l’immaginario in valore duraturo in un segmento in crescita a livello mondiale.

A livello globale, il legame tra audiovisivo e turismo si è rafforzato in modo evidente. Secondo Expedia Group, oltre due terzi dei viaggiatori dichiarano che film e serie Tv influenzano la scelta della destinazione, una percentuale che supera l’80% tra Millennials e Gen Z. Un fenomeno alimentato dalla serialità e dalla distribuzione globale delle piattaforme streaming, che moltiplicano l’esposizione dei luoghi e ne accelerano l’impatto turistico.

Casi come The White Lotus mostrano come una serie possa produrre effetti immediati: con l’uscita della terza stagione ambientata in Thailandia, destinazioni come Koh Samui hanno registrato un’impennata nelle ricerche online e nelle prenotazioni.

L’appuntamento con Bit 2026 e il Travel Makers Fest è a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.

in https://www.lagenziadiviaggimag.it/

 

Oltre il Giubileo: nasce la rete dei Cammini verso Roma


 Un anno, da dicembre 2025 a dicembre 2026, per raccontare l’Italia del turismo lento e per accompagnare un pubblico sempre più ampio verso forme di viaggio consapevoli, accessibili e autentiche.

Nasce “La rete dei Cammini verso Roma”, un progetto di promozione nazionale a cura dell’Associazione Europea delle Vie Francigene (Aevf), con il sostegno del ministero del Turismo, che racconterà il turismo lento attraverso contenuti editoriali, attività sul territorio e un nuovo podcast dedicato.

Il progetto prende il via con la pubblicazione di articoli inediti su Italia.it, dedicati ai principali temi che definiranno il futuro della mobilità dolce: turismo sostenibile, accessibile, culturale, enogastronomico, smart e destagionalizzato.

L’obiettivo è proporre una narrazione contemporanea dei cammini che attraversano l’Italia, mettendo in evidenza buone pratiche, modelli virtuosi e nuove opportunità di viaggio lento e consapevole.

Accanto ai contenuti editoriali, tra la primavera e l’autunno 2026 verranno realizzati quattro blogger tour che attraverseranno alcuni tra i cammini più rappresentativi d’Italia, legati idealmente alle antiche Vie Romee e capaci di raccontare la straordinaria varietà del patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.

Dodici content creator, selezionati tramite una call pubblica, saranno coinvolti in un percorso di scoperta e narrazione che valorizzerà territori, comunità e culture locali attraverso reportage autentici e radicati.

A dare il via al programma, il podcast “Buon cammino Italia”, realizzato da Aevf in collaborazione con Terre di Mezzo Editore: una serie di dodici episodi della durata di venti-venticinque minuti che verrà pubblicata con cadenza settimanale per tre mesi e condurrà gli ascoltatori alla scoperta di quattro cammini particolarmente significativi: la Via Francigena, il Cammino nelle Terre Mutate, il Cammino Minerario di Santa Barbara e il Cammino di San Nilo.

A raccontare l’esperienza camminatori e referenti dei territori, testimoni diretti della rinascita di molte aree interne. La produzione è affidata alle autrici Monica Nanetti, Sofia Nardacchione, Alice Facchini ed Erika Scafuro, figure di riferimento nel racconto di viaggio.

Fa parte del format anche l’attivazione di percorsi di formazione rivolti agli operatori culturali e appassionati di itinerari slow.

in https://www.lagenziadiviaggimag.it/

#Turismo Italia slow, Priante (Enit): «Il vero lusso è il tempo»


Il futuro del turismo italiano si muove lungo i binari del benessere, della sostenibilità e della spiritualità, con il supporto cruciale delle istituzioni, ma anche con quello degli studenti universitari e la freschezza delle loro idee. È quanto emerso a Roma, presso l’Enit, durante la presentazione del progetto “Nuovi sentieri del benessere: turismo lento, sostenibilità e spiritualità”, promosso dall’Università Europea di Roma (Uer). L’incontro ha tracciato modelli e progetti studenteschi per un turismo che da tempo è alla ricerca di territori, esperienze profonde e rigenerative, legate all’identità personale e territoriale. Alessandra Priante, presidente dell’Enit, ha offerto una visione internazionale della trasformazione del turismo italiano. Ha evidenziato che la crescita del Paese non si misura solo in arrivi, ma soprattutto nel gradimento complessivo dell’esperienza, grazie a modelli di viaggio più lenti e inclusivi. Secondo Priante, l’Italia sta consolidando la sua immagine come destinazione di lusso, «un lusso che oggi è concentrato sul nostro valore più importante: il tempo». Il lusso è dunque rappresentato dalla qualità dell’esperienza che deve essere autentica e innovativa. «Il turismo del benessere e della spiritualità è un segmento in forte espansione, sostenuto dalla ricerca di esperienze autentiche e rigenerative: dai cammini ai percorsi enogastronomici, fino alle pratiche legate alla natura e al silenzio», ha dichiarato Priante. La presidente Enit ha sottolineato, infine, il ruolo strategico delle sinergie tra pubblico e privato per puntare a trasformare le esperienze territoriali nei borghi e nelle aree interne, facendo emergere le identità locali. La coordinatrice scientifica del progetto, Carmen Bizzarri, ha spiegato che la sfida è tradurre la domanda di rigenerazione in prodotti turistici pianificati su asset che includano l’ascolto del territorio, la mappatura degli attori locali e la narrazione identitaria del progetto. «Il turismo religioso in Italia – ha spiegato – non è più legato alla visita a un santuario o alla gita con la parrocchia, è sempre più un turismo spirituale e individuale, fatto da persone che vogliono riconnettersi non solo con l’anima, ma anche con il corpo». Da questo presupposto nasce il progetto per cercare di comunicare nuove idee per il turismo del benessere che, come avverte Bizzarri, può crescere solo a patto sia connesso a una rete di servizi. Due gruppi di studenti hanno quindi presentato dei progetti sviluppati in questa direzione per itinerari cui hanno associato lo storytelling originale, uno nella Val Nerina, uno nella riserva di Canale Monterano. Il trend della ricerca di spiritualità è stato preso in esame anche da Cecilia Ponzecchi, area manager Centro Italia di Booking.com. Ha analizzato come le piattaforme digitali stiano intercettando e abilitando i trend emergenti, con un focus sul wellbeing e lo slow travel. L’evoluzione del comportamento dei viaggiatori, infatti, mostra una domanda crescente per esperienze legate al silenzio, alla natura e alla riconnessione personale (forest bathing, rigenerazione emotiva). Ponzecchi ha descritto la visione di Booking.com basata sul concetto di “Everyone”: non un tutti generico, ma l’individuo con i suoi bisogni specifici. La tecnologia, in questo senso, supporta le destinazioni secondarie e facilita la distribuzione digitale delle micro-ospitalità (B&B, agriturismi), sostenendo le economie locali in un turismo sempre più identitario. Ermanno Russo, head of services experience design di Trenitalia, ha illustrato come il trasporto ferroviario sia un attore centrale nella filiera del turismo sostenibile e lento. La rete ferroviaria regionale, raggiungendo 1700 destinazioni in tutta Italia, si configura come la vera base infrastrutturale della mobilità slow. Il focus di Trenitalia si concentra sull’intermodalità (Treno + Bus) per rendere accessibili anche aree interne e luoghi spirituali e sulle partnership con associazioni come quelle per la Via Francigena e per il Cammino di Francesco. Russo ha infine confermato il trend di crescita, stimato nel 5% annuo fino al 2030, per i viaggi con motivazione spirituale e rigenerativa, posizionando Trenitalia come facilitatore di questa esperienza trasformativa.

lagenziadiviaggiomag.it

Lo spirito del Natale nei borghi più belli d'Italia. Presepi, concerti ed eventi da Nord a Sud del Paese


Nei Borghi più belli d'Italia il Natale è un viaggio nelle tradizioni alla scoperta di sapori genuini, antichi mestieri, musiche popolari e riti che rievocano la cultura delle comunità locali.

Passeggiare tra vicoli medievali addobbati, incontrare artigiani nelle loro botteghe, assaporare ricette tradizionali e lasciarsi avvolgere dal profumo di spezie e vin brulè diventa un'esperienza che scalda il cuore e richiama il senso di convivialità.

Mezzano di Primiero, incantevole borgo trentino all'ombra delle Pale di San Martino, ha acceso l'Albero delle radici o rovesciato: è alto 16 metri e mette in mostra le radici, simbolo di vita e di provenienza, illuminate fino al 7 gennaio per riportare un po' di luce nell'identità personale e collettiva. L'Albero delle radici è un motivo in più per visitare il borgo, dove le cataste di legna si fanno arte lungo il percorso di Cataste&Canzei, punteggiato da una trentina di installazioni artistiche, realizzate con la tecnica dell'accatastare la legna. Durante le feste accanto all'Albero è allestita una casetta dove in una apposita bussola ognuno affida i propri pensieri. Sempre in Trentino, Canale di Tenno è un antico borgo caratterizzato da case in pietra, vicoli tortuosi e cortili che sembrano usciti da un'altra epoca. In questo periodo è ancor più suggestivo con il mercatino allestito tra le case contadine, nei piccoli cortili e lungo i vicoli. Le cantine si illuminano e diventano botteghe accoglienti, dove si incontra anche un piccolo museo degli attrezzi rurali, strumenti e oggetti legati a mestieri ormai scomparsi. Cuore pulsante delle attività è il Centro 'Aldo Gorfer', che ogni domenica propone laboratori gratuiti e letture per i più piccoli. In Lombardia c'è Bagolino, borgo che custodisce intatto il fascino delle antiche comunità montane dell'Alta Valle Sabbia. Cuore del Natale è 'Il Borgo dei Presepi', un percorso che fino al 6 gennaio prende forma lungo le vie del borgo con più di 100 natività realizzate con materiali e tecniche diverse, allestiti nei cortili e nei portici. Il percorso ad anello è segnato dalla stella cometa che guida i visitatori alla scoperta delle creazioni più belle. Il 14 dicembre si svolgono i laboratori natalizi presso l'azienda agricola Terre Solive per creare piccoli lavori utilizzando materiali naturali mentre il 20 dicembre il mercatino di Natale è animato da luci, musica, profumi. Il 30 dicembre si assiste alla fiaccolata tra i presepi, il 31 dicembre alla festa in piazza per il Capodanno e il 2 gennaio a un concerto gospel. Nel cuore del Piemonte, tra le colline del Biellese, Ricetto di Candelo è uno dei borghi medievali meglio conservati d'Europa, dove il tempo sembra essersi fermato. E' uno straordinario esempio di architettura fortificata del XIII secolo e un insieme armonioso di torri, mura, cortili, cantine e strette 'rue' lastricate in pietra dove storia, tradizione e atmosfera lo rendono una meta suggestiva. Ancora di più durante le feste con le luminarie e le bancarelle del mercatino tra creazioni fatte a mano, prodotti d'arte, addobbi, dolci e specialità locali. Le antiche cantine ospitano decorazioni in legno, presepi artistici e dolci tipici della tradizione locale. Nella vicina Liguria c'è Tellaro, uno di quei luoghi che sembrano usciti da una fiaba: le case colorate affacciate sul mare, i caruggi stretti e le terrazze naturali sugli scogli hanno sedotto poeti, viaggiatori e fotografi di ogni epoca. In questo periodo, poi, è ancora più suggestivo con il suo Natale Subacqueo. Il 24 dicembre, dopo il concerto gospel dei New JoyfulSingers, la statua del Bambino emerge dalle acque della baia, trasportata dai subacquei e adagiata nella mangiatoia posta su una barca illuminata. Per assistere alla cerimonia è previsto un servizio di bus navetta gratuito da Lerici ogni 20 minuti dalle 19 alle 00.30. Prima della Vigilia il 13 e il 21 dicembre ChiaroScuro Lab organizza laboratori per bambini e ragazzi; il 14 dicembre, in Piazza Figoli, il borgo ospita 'Dolce Natale' tra torte, giochi e pesca di beneficenza; il 27 dicembre il concerto presso l'Oratorio 'n Selàa accompagna l'attesa del nuovo anno, mentre il 6 gennaio una festa dedicata ai più piccoli celebra l'arrivo della Befana.
    Castiglione del Lago, borgo umbro affacciato sulle sponde occidentali del Trasimeno, è protagonista con la sesta edizione di 'Luci sul Trasimeno', un evento conosciuto per il suo albero di Natale in acqua più grande del mondo, capace ogni anno di attirare migliaia di visitatori. E' una maxi-opera ingegneristica lunga 1.080 metri e larga 50, illuminata da 2.400 luci perimetrali e 150 lampade interne, alimentate al 100% da energia proveniente da fonti rinnovabili con oltre 7 chilometri di cavi. Il programma di attrazioni è particolarmente ricco: 'Babbo Natale Christmas Garden', un giardino incantato dove i bambini incontrano Babbo Natale e i suoi aiutanti; il 'Sentiero del Presepe', dedicato agli 800 anni del Cantico delle Creature; 'Castiglione del Lego', un universo costruito con i celebri mattoncini amato da grandi e piccoli; una grande pista di pattinaggio; le 'Casette del Natale' tra artigianato, gastronomia e tradizioni locali; e 'Wonder Show' proiezione di luci e fuochi sulla Rocca del Leone e sul lago. Adagiato sulle colline marchigiane Corinaldo è un borgo dove ogni pietra custodisce tracce di secoli e racconta un frammento di identità.
    Nelle domeniche del 14 e 21 dicembre le vie si riempiono di spettacoli itineranti, musica, laboratori creativi per i bambini e del mercatino di Natale. Tra le novità di quest'anno, la pista di pattinaggio su ghiaccio allestita a Porta del Mercato; la Casa di Babbo Natale; il presepe artistico-meccanico della Contrada di Santa Apollonia e la Festa della Befana nella Contrada di Madonna del Piano. Collalto Sabino, gioiello incastonato tra i monti dell'Appennino laziale, ospita 'Il Paese di Babbo Natale': il 14 e il 21 dicembre il borgo si veste di luci, suoni e profumi mentre le cantine si trasformano in laboratori di giocattoli. Le vie del borgo sono animate dalla musica natalizia degli zampognari e nella piazzetta della Chiesa si degustano prelibatezze locali e, sotto il castello baronale, si sale sulla slitta di Babbo Natale per una foto suggestiva.
   

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