BIT 2026 a Milano: Guida alla Borsa del Turismo tra nuovi trend, AI e lo spirito delle Olimpiadi



 Milano torna a essere la capitale mondiale del viaggio. Da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026, i padiglioni 9 e 11 di Fiera Milano (Rho) ospiteranno la 46ª edizione della BIT – Borsa Internazionale del Turismo. Quest’anno la manifestazione non è solo una vetrina, ma una vera rivoluzione culturale che mette al centro non più il “prodotto”, ma la persona e le sue passioni.

🚀 Una fiera da record: i numeri del 2026
La BIT 2026 si presenta in grande forma con numeri che testimoniano la vivacità del settore:

1.000 espositori totali.
39% di presenza straniera da ben 54 Paesi.
Oltre 350 buyer ospitati impegnati in “speed meeting” verticali su sport, cultura, media e influencer.
La Polonia come Destination Partner d’eccezione.
💡 La sfida di Emanuele Guido: “Portare i turisti fuori dal solito 4%”
Secondo Emanuele Guido, head of business unit home Fashion & Leisure Exhibitions di Fiera Milano, la vera sfida del turismo moderno è combattere l’overtourism attraverso la narrazione. “I flussi turistici oggi si concentrano solo sul 4% del territorio nazionale“. L’obiettivo di BIT è trasformare ogni attore della filiera in un motore per valorizzare il restante 96% del Paese, fatto di borghi, montagne e tradizioni meno note ma autentiche.

La chiave del successo? La narrazione. “Non puoi raccontare un borgo pensando che tutti sappiano cos’è il tartufo o il vino rosso,” spiega Guido; bisogna creare un engagement basato sulle passioni uniche del viaggiatore.

🎭 Il cuore pulsante: Travel Makers Fest
Il centro gravitazionale della fiera sarà il Travel Makers Fest, uno spazio con sei arene dedicate al confronto. Il tema di quest’anno, “Costruire ponti. Immaginare nuovi ecosistemi”, si articolerà su cinque filoni principali:

🗺️ I 6 Distretti di BIT 2026: Un viaggio in ogni settore
Il percorso espositivo di quest’anno è stato progettato come un ecosistema completo che abbraccia l’intera filiera del turismo. All’interno dei padiglioni di Fiera Milano Rho troverai sei aree tematiche specifiche:

Italy: Il cuore della manifestazione, dove scoprire l’offerta turistica delle regioni e dei borghi italiani.
World: La finestra sulle mete estere, dalle grandi capitali alle destinazioni più esotiche e insolite.
Innovation: Lo spazio dedicato alla tecnologia, ai dati e alle soluzioni digitali per il viaggio personalizzato.
Hospitality: Focus sulle nuove frontiere dell’ospitalità e del benessere.
Transportation: Le ultime novità dal mondo dei vettori aerei, ferroviari e della mobilità sostenibile.
Travel Expert: Dedicato ai professionisti che progettano e raccontano il viaggio su misura.
🌟 Gli espositori: protagonisti e Grandi Conferme
La lista degli espositori già confermati per l’edizione 2026 riflette l’importanza globale dell’appuntamento. Ecco i principali attori divisi per categoria:

L’Italia dei Territori
Le regioni italiane rispondono “presente” in massa per promuovere le eccellenze locali:

Nord: Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia.
Centro: Toscana, Lazio, Umbria, Marche.
Sud e Isole: Campania, Puglia, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Molise, Sicilia e Sardegna.
Istituzioni: Presente anche l’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) per il coordinamento della promozione nazionale.
Destinazioni Estere e Turismo Internazionale
BIT 2026 si conferma un hub cosmopolita con presenze da ogni continente:

Europa e Medio Oriente: Polonia (Destination Partner), Giordania (Jordan Tourism Board), Uzbekistan (SI National PR-Centre) e Ufficio Turistico Polacco.
Americhe: Nicaragua Tourism Board, Ente Turismo Repubblica Dominicana, Cuba (Alzara Grupo de Comunicacion) e l’Associazione Visit USA.
Asia: Korea Tourism Organization e mete emergenti.
Vettori e Servizi
I giganti del trasporto e dei servizi per il viaggiatore sono pronti a presentare le loro novità:

Voli: ITA Airways, Singapore Airlines ed Eva Airways.
Ferrovie e Aeroporti: Trenord (focus sulla mobilità sostenibile in Lombardia) e SEA (Società Esercizi Aeroportuali).
Tour Operator e Hospitality: I Grandi Viaggi, Leonardo Hotels Italy, Expedia TAAP e Autentico Hospitality.
Innovazione e Lifestyle
Spazio anche a chi rende il viaggio più intelligente e gustoso:

Tech & Innovation: Titanka!, Blastness e Fiven S.p.A..
Lifestyle: Scalo Milano (Shopping Experience) e il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.
Il tocco di classe: Non mancheranno momenti unici come il concerto di Chopin offerto dalla Polonia per sottolineare come la cultura e la musica siano ponti fondamentali per la narrazione di un territorio

❄️ BIT e Olimpiadi: Un’accoppiata vincente
Quest’edizione cade in una coincidenza temporale irripetibile: i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Mentre in fiera si discute di turismo, a pochi passi dai padiglioni si svolgeranno le gare di hockey e pattinaggio di velocità. Venire alla BIT significa immergersi in questo spirito olimpico, con sessioni dedicate all’eredità dei grandi eventi sportivi in dialogo con città come Parigi e Barcellona.

📅 Informazioni Pratiche per la visita
Quando: Da martedì 10 a giovedì 12 febbraio 2026.
Dove: Fiera Milano (Rho), Padiglioni 9-11.
Biglietti: Acquistabili esclusivamente online sul sito ufficiale della BIT.
Come arrivare: * Metro: Linea M1 (Rossa), fermata Rho-Fiera Milano.
Treno: Linee suburbane S5, S6, S11 o treni regionali e alta velocità.
Auto: Autostrade A4, A8/A9, Tangenziali Ovest e Nord (uscita Fiera Milano). Si consiglia vivamente la prenotazione del parcheggio online.
BIT 2026 non è più solo una fiera tradizionale, ma un laboratorio di idee per chi vuole capire come viaggeremo domani

Fonte: https://www.qualitytravel.it/bit-2026-a-milano-guida-alla-borsa-del-turismo-tra-nuovi-trend-ai-e-lo-spirito-delle-olimpiadi/182756

Il bridal entra nel cuore del fashion system. Da febbraio 2026, Si Sposaitalia Collezioni compie un passo decisivo: entra a far parte di Fashion Link Milano

 

La fashion alliance che riunisce le principali manifestazioni dedicate alla moda e agli accessori – MICAM, MIPEL, Milano Fashion&Jewels e TheOneMilano – creando un hub unico di stile e business.

Un cambiamento che segna una nuova era per il bridal, oggi protagonista di un sistema moda sempre più interconnesso, dove linguaggi e mercati dialogano in modo fluido.

 

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NEW TIMING – Smart calendars, global rhythm

 

Il bridal anticipa i tempi: febbraio diventa il momento ideale per presentare preview e capsule, incontrare buyer e avviare relazioni commerciali strategiche.
 Come sottolinea Emanuele Guido:

 

“Negli ultimi anni il mondo bridal ha vissuto una trasformazione profonda. Oggi fa parte a pieno titolo del fashion system allargato. Anticipare Si Sposaitalia Collezioni a febbraio significa inserirsi in un momento di grande concentrazione per il fashion italiano, in contemporanea con MICAM, MIPEL, Milano Fashion&Jewels e TheOneMilano. È un’occasione unica: buyer, soprattutto internazionali, possono scoprire in un solo viaggio più categorie, più brand e molte più opportunità di business.” 

 

BUSINESS & CONNECTIONS – Building networks, creating value

 

Essere parte di Fashion Link Milano significa visibilità, networking e nuove opportunità di business in un contesto di respiro globale. Febbraio non è solo un cambio di data, ma una scelta strategica: buyer internazionali ottimizzano il viaggio, moltiplicando occasioni di scouting e acquisto.

 

Brand bridal aprono nuove connessioni con buyer di altri segmenti, ampliano la visibilità e sviluppano opportunità di cross-selling.

 

“Oggi il valore non è solo ‘quando’ si vende, ma anche ‘come’ e ‘con chi’. Essere presenti a febbraio significa entrare in una rete internazionale di contatti strategici, nel cuore del fashion system allargato.”

 

ELEGANCE PRESERVED – Identity within innovation

 

Alcuni temono che l’ingresso in un contesto più ampio possa far perdere a Si Sposaitalia la sua eleganza e unicità. La risposta è chiara:

 

“L’identità di Si Sposaitalia Collezioni resta centrale: i suoi spazi, il suo stile e la sua curatela rimangono inalterati, garantendo eleganza e qualità. Essere parte del calendario moda non riduce l’essenza dell’evento: la esalta. È un valore aggiunto, un’opportunità per far emergere ancora di più la voce del bridal all’interno di una sinfonia più grande.”


Fonte: Una nuova direzione

La città dove si mangia meglio al mondo? La meta più golosa

 


Napoli (nella foto, Via San Gregorio Armeno) è famosa come una delle città dove si mangia meglio al mondo grazie a una cucina popolare e identitaria. È la patria della pizza napoletana, diventata persino simbolo dell'Italia e Patrimonio Unesco, ma anche del ragù napoletano, della parmigiana di melanzane e della sfogliatella e del babà tra i dolci.

Tutte ghiottonerie da accompagnare ai vini campani, come il Lacryma Christi del Vesuvio, il Greco di Tufo DOCG e il Fiano di Avellino DOCG.

viaggi.corriere.it


Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Ci sono luoghi che non sono solo punti microscopici su una mappa, ma permettono perfino di conoscersi meglio. Visitarli, infatti, regala esperienze che scolpiscono dentro, tra città teatro di curiose leggende o custodi di segreti millenari che brillano di vitalità contagiosa. Cambiano profondamente e sono in grado di “parlare” anche anni dopo averle raggiunte: insomma non si tratta di destinazioni turistiche, ma angoli di mondo dove imparare l’arte della bellezza, il valore della storia, l’importanza delle energie positive. Ecco sette destinazioni, dove sembra di sfiorare l’anima dell’universo e che vanno visitate nel corso della vita con occhi curiosi e il cuore pronto a innamorarsene.

Parigi, la città dell’eterno incanto

Volare nella capitale francese non è mai banale e scontato e quello che è garantito sono emozioni e suggestioni a ogni angolo. Dalla Tour Eiffel illuminata di notte, al Louvre che custodisce capolavori dell’umanità, fino a Montmartre che profuma di pittura e nostalgia in un contesto fuori dal tempo, la sua atmosfera romantica conquista proprio tutti. Una vacanza da queste parti permette di staccare la spina, anche se sono diversi gli scorci da foto social e ci si può concedere il lusso della lentezza. Da provare sicuramente i suoi bistrot, le passeggiate lungo la Senna e i mercatini con i tanti tesori nascosti.

Roma, due passi nella Capitale

Viaggiare nel tempo e ritrovarsi letteralmente dentro la storia: questo è la Città Eterna. Ogni pietra racconta un impero e ogni piazza è memoria che non si cancella. Basta passare davanti il Colosseo per evocare le gesta dei gladiatori o avvicinarsi al Foro Romano per sentire gli echi delle voci di senatori e imperatori. La maestosità di San Pietro si commenta da sola e se si vuole lanciare uno sguardo al presente ci si può concedere una serata nella modaiola Trastevere, innamorarsi dei tramonti rosso fuoco al Gianicolo o provare a contare le innumerevoli fontane che l’arricchiscono di arte e bellezza. Non solo caos ma anche magia, in una città che non smette di raccontare e di raccontarsi.

New York, emozioni a fior di pelle e cuore che non dorme mai

Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Chi è in cerca di una proposta frizzante, non può non scegliere New York per un soggiorno. Qui i grattacieli sembrano sfidare il cielo, Times Square è fatta per abbagliare e Central Park regala un momento di quiete dopo ore di traffico. Passeggiando tra i suoi quartieri, si ha l’impressione di attraversare il mondo: da Chinatown a Little Italy, fino ad Harlem e Brooklyn. Ogni angolo ha una storia, un’anima e un ritmo diverso e l’idea è quella di avere qui delle infinite possibilità. A New York, insomma, ogni sogno trova un posto e, il più delle volte, viene anche realizzato

Kyoto, l’anima del Giappone

Chi vi arriva sente che tutto rallenta e che il tempo diventa quasi relativo, tra centinaia di templi, giardini zen disegnati con perfezione meticolosa e porte storiche che conducono verso silenzi millenari. Uno dei periodi più scenografici riguarda la primavera, con la fioritura dei ciliegi, quando la città sembra un quadro colorato. In autunno, invece, le foglie rosse e dorate regalano paesaggi quasi irreali, tra spiritualità, armonia e contemplazione.

Istanbul, in equilibrio tra Oriente e Occidente

Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Un mosaico di immagini e culture: qui la bellezza si svela durante la preghiera che si alza dalle moschee al tramonto, dal profumo intenso delle spezie nei bazar, nel riflesso dorato del sole sul Bosforo. L’atmosfera è unica in questo crocevia di respiro mondiale, mentre gli occhi si caricano di meraviglia osservando Santa Sofia, la Moschea Blu e il Palazzo Topkapi.

Marrakech, il colore dell’anima

Un caleidoscopio di emozioni, a partire dalla Medina che è un labirinto che avvolge e stordisce. Colori, sapori e suggestioni si intrecciano tra botteghe colme di tappeti, lampade di mosaici scintillanti e mercati dove sembra di fare un salto indietro nel tempo. Colori accesi anche nel blu intenso dei giardini Majorelle e nel verde delle palme locali. Impossibile dimenticare, infine, la piazza Jemaa el-Fna, cuore pulsante della città con i suoi incantatori di serpenti, musicisti e venditori di ogni genere di merce.

Rio de Janeiro – il Brasile che stringe forte in un abbraccio

Ecco le 7 città da visitare almeno una volta nella vita

Vitalità e colori, in una esplosione di gioia. Qui il Cristo Redentore, dall’alto, allarga le braccia su una città che danza a tutte le ore. Non meno belle sono le spiagge di Copacabana e Ipanema simbolo di libertà e natura, ma ci sono anche le favelas che raccontano storie di fatica e speranza, prima di arrivare al mitico Carnevale che trasforma le strade in allegria pura. La gioia a Rio è sempre contagiosa e anche la bellezza del contesto.

Il Messaggero

Turismo, le 10 città più visitate nel 2025

Secondo i dati di Euromonitor International, alcune città continuano a esercitare un’attrazione irresistibile sui turisti internazionali, attirando milioni di visitatori ogni anno. Queste mete non sono scelte a caso: combinano storia, cultura, infrastrutture turistiche moderne e un’offerta ricca di esperienze. Dagli angoli più tradizionali alle attrazioni più iconiche, ogni città della classifica ha qualcosa di unico che la rende speciale e degna di una visita. Le 10 città più visitate del 2025 possono offrirti uno spunto interessante anche per le tue vacanze future, da valutare insieme alle destinazioni più di tendenza per il 2026.

Kuala Lumpur

Apre la top 10 Kuala Lumpur, che ha ha accolto circa 17,3 milioni di visitatori nel 2025, attratti dalla sua energia cosmopolita e dai suoi contrasti affascinanti. La città è famosa per le Petronas Twin Towers, simbolo di modernità e ingegneria avveniristica, ma anche per il KL Tower che offre una vista panoramica mozzafiato sulla metropoli.

Kuala Lumpur è un mix di culture: il quartiere cinese, Little India e le moschee storiche raccontano storie diverse, mentre i mercati notturni e i ristoranti di strada conquistano il palato con una cucina ricca di sapori. I turisti la amano perché riesce a combinare l’innovazione urbana con la tradizione, senza mai perdere il calore dell’accoglienza malese.

Parigi

Nona classificata Parigi, che ha registrato circa 18,3 milioni di turisti nel 2025. La città dell’amore incanta per la sua bellezza senza tempo: dalla Torre Eiffel, icona mondiale, al Louvre, tempio dell’arte, fino alla Cattedrale di Notre-Dame e ai romantici boulevard come gli Champs-Élysées. Ogni quartiere ha una sua anima: il Marais con le sue stradine storiche, Montmartre con la sua atmosfera bohémien e Saint-Germain con i caffè letterari.

I visitatori adorano passeggiare lungo la Senna (dove puoi anche fare il bagno) esplorare boutique eleganti e assaporare la cucina raffinata: Parigi è una città che regala emozioni delicate e intense, perfetta per chi ama immergersi nella cultura e nello stile.

Antalya

Antalya ha visto arrivare quasi 18,6 milioni di turisti, attratti dal mix tra relax e patrimonio storico. Ottava tra le più visitate, la città offre spiagge da sogno come Konyaaltı e Lara, ma anche un centro storico affascinante, Kaleiçi, con stradine lastricate, antiche mura e porticcioli suggestivi. Gli appassionati di storia possono visitare il Museo di Antalya e le rovine vicine di Perge e Aspendos.

Antalya coniuga il sole del Mediterraneo con la scoperta culturale, per questo è perfetta se cerchi vacanze che uniscano comfort, natura e storia millenaria.

La Mecca

La Mecca ha accolto circa 18,7 milioni di visitatori nel 2025, soprattutto pellegrini che compiono l’Hajj o l’Umrah. Il Masjid al-Haram, con la Kaaba al centro, è il fulcro spirituale della città e uno dei luoghi più sacri per i musulmani.

La Mecca affascina per la sua intensità spirituale e la partecipazione a rituali che si tramandano da secoli. Anche se non è una destinazione turistica tradizionale, la città è al settimo posto tra l più visitate perché offre un’esperienza unica: una profondità emotiva e culturale che lascia un’impronta indelebile nei visitatori.

Dubai

Sesta in classifica, Dubai ha visto circa 19,5 milioni di visitatori nel 2025, che si sono fatti conquistare dal lusso sfrenato e dalle meraviglie architettoniche. Dal Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, al Burj Al Arab, simbolo dell’eleganza estrema, fino a Palm Jumeirah, isola artificiale iconica, ogni angolo è uno spettacolo.

Dubai piace per lo shopping senza limiti nei centri commerciali come il Dubai Mall, per le esperienze nel deserto e per una vita notturna sorprendente. A risultare vincente è soprattutto il mix di modernità futuristica, cultura araba e possibilità di vivere esperienze straordinarie.

Istanbul

Con la sua storia millenaria e i paesaggi meravigliosi, Istanbul ha accolto circa 19,7 milioni di visitatori nel 2025. La città, quinta tra le più amate dai turisti nel 2025, si estende su due continenti, con monumenti iconici come la Moschea Blu, Santa Sofia e il Palazzo Topkapi. Il Gran Bazaar e il Bazar delle Spezie sono paradisi per chi ama i mercati vibranti e i colori della tradizione.

Istanbul affascina perché mescola culture, religioni e architetture in maniera armoniosa, creando un’esperienza intensa dove ogni quartiere racconta una storia diversa.

Macao

Macao ha attirato circa 20,4 milioni di visitatori nel 2025, posizionandosi un gradino sotto il podio. Conosciuta come la "Las Vegas d’Asia", offre casinò e intrattenimento di lusso, ma anche un centro storico patrimonio dell’UNESCO con edifici portoghesi, chiese e piazze pittoresche. Tra le Rovine di San Paolo e Senado Square, la città mostra la fusione tra tradizione europea e cultura cinese.

Macao ha saputo conquistare il favore dei visitatori grazie a un fascino unico, alla vitalità della vita notturna e alla possibilità di scoprire culture diverse senza allontanarsi troppo dal centro urbano.

Londra

Medaglia di bronzo a Londra, che ha registrato circa 22,7 milioni di visitatori nel 2025. La città combina monumenti iconici come il Big Ben, il Tower Bridge, Buckingham Palace e il British Museum con quartieri moderni e creativi come Shoreditch e Camden Town. I parchi immensi come Hyde Park offrono respiro e relax.

Londra è una destinazione sempre amata perché offre un mix perfetto di storia, arte, cultura pop e dinamismo urbano, capace di sorprendere ad ogni angolo.

Hong Kong

Hong Kong ha accolto circa 23,2 milioni di turisti nel 2025, guadagnandosi così il secondo posto in classifica. La città stupisce per i suoi grattacieli vertiginosi, i mercati affollati come Temple Street Night Market e le isole tranquille raggiungibili in pochi minuti.

Non mancano attrazioni culturali come il Big Buddha sull’isola di Lantau o il Victoria Peak, da cui ammirare panorami spettacolari. Hong Kong è la meta ideale per chi ama il ritmo frenetico ma non vuole rinunciare a paesaggi naturali e a una cucina incredibile che rende ogni giorno di visita un’esperienza completa.

Bangkok

Bangkok guida la classifica con circa 30,3 milioni di turisti nel 2025. La città è un caleidoscopio di sensazioni: dai templi dorati come il Wat Pho e il Wat Arun, ai mercati notturni e allo street food che conquista ogni palato.

La città conserva un fascino tradizionale nei quartieri storici, anche se le amanti dello shopping possono dirigersi verso centri commerciali moderni come il MBK Center. Bangkok piace perché è caotica, viva e intensa, un luogo dove puoi sentirti totalmente immersa nella cultura thailandese, vivendo ogni momento come un’avventura indimenticabile.

Dove Viaggi

Quello delle crociere è un boom che non si ferma

 


A guardarle da terra, quando entrano in porto, le navi da crociera sembrano sempre fuori scala. Troppo grandi per essere solo un mezzo di trasporto, troppo piccole per contenere la libertà che si cerca in vacanza. Eppure a guardare le cose da lì sopra la sproporzione diventa perfetto equilibrio: lo è, almeno, per gli oltre 34 milioni di persone nel mondo che nel 2024 hanno scelto di imbarcarsi. Ma non si tratta di un club esclusivo, circa un terzo dei passeggeri era alla sua prima esperienza. Non un popolo di habitué, ma nuovi ingressi: famiglie, coppie, giovanissimi viaggiatori (qualcuno festeggia perfino al maturità sul ponte!) che fino a poco tempo fa non avevano mai pensato a una vacanza di questo tipo. E i cambiamenti sono anche nel calendario: la crociera è diventata un prodotto per dodici mesi l’anno. Non più l’eccezione estiva, ma un’abitudine che ridisegna tempi di rotte e flussi.
Guardando solo al mercato italiano, i crocieristi sono passati da meno di 200mila all’inizio degli anni Duemila a 1,15 milioni nel 2024, con un aumento del 28% rispetto al periodo pre-Covid. L’età media scende – oggi è intorno ai 42 anni – e la crociera non è più confinata a un pubblico senior (anche se più del 50% sono over 55). Il Mediterraneo resta la destinazione principale, scelta dall’84% degli italiani, ma crescono Nord Europa e Caraibi. Non è solo una questione di domanda ma il risultato di un’industria che negli ultimi quarant’anni ha cambiato pelle più volte, passando dal viaggio d’élite alla vacanza di massa, e ora a una fase nuova, fatta di segmentazione, differenziazione e investimenti colossali.
Oggi il mercato è fortemente concentrato: quattro grandi gruppi – Carnival Corporation, Royal Caribbean Group, Msc Crociere e Norwegian Cruise Line – controllano oltre l’80% della capacità mondiale. Un’oligarchia industriale che consente economie di scala enormi, ma che al tempo stesso spinge a differenziare l’offerta per evitare l’effetto “tutti uguali”. A dimostrazione delle prospettive di crescita del settore, Msc, terzo operatore mondiale, amplierà la propria flotta di 35 navi entro il 2035, rispetto alle 23 attuali, con 12 nuove unità in arrivo nei prossimi dieci anni e investimenti stimati dal mercato intorno ai 13 miliardi di euro. Novità anche sul fronte delle destinazioni: l’Alaska per l’estate del 2026, i Caraibi con nuovi itinerari anche per la stagione estiva, e anche il Mediterraneo con nuove mete come l’isola greca Syros e Marmaris.
Accanto alla scala, cresce però anche la ricerca di esclusività e sostenibilità. È la “nicchia nella nicchia” del lusso crocieristico: a fronte della maggiore accessibilità ad un pubblico maggiore, il desiderio di esclusività ha portato alla nascita di prodotti premium come l’Msc Yacht Club. C’è poi il tema, inevitabile, della sostenibilità. Le crociere restano spesso sotto i riflettori per l’impatto ambientale, ma sono anche un laboratorio tecnologico: nuove alimentazioni, riduzione delle emissioni, gestione dei rifiuti. Msc, ad esempio, rivendica un taglio del 43% delle emissioni dal 2008 e un obiettivo di neutralità climatica al 2050, mentre una quota crescente delle nuove navi ordinate a livello globale sarà alimentata a GNL. E in questa direzione va Ocean Cay Msc Marine Reserve: l’isola, realizzata negli anni ‘70 per estrarre sabbia di aragonite e poi abbandonata, è ora un’area protetta grazie a un investimento da 200 milioni di dollari da parte della compagnia. E, in vista, sembrano esserci nuovi progetti di questo tipo. Se le crociere rappresentano meno del 3% dei flussi turistici globali, generano oltre 168 miliardi di dollari di ricadute economiche nel mondo, 16 dei quali in Italia. Sono, insieme, simbolo di turismo di massa e di iper-specializzazione, di standardizzazione e di ricerca dell’inaspettato. Forse è questo che continua ad attirare nuovi passeggeri: l’idea di una vacanza programmata al millimetro che, proprio per questo, lascia spazio a un’emozione imprevista. Quel momento in cui, dal ponte, la nave smette di sembrare fuori scala e torna a essere, semplicemente, un modo diverso di guardare il mondo.
Avvenire

A Betlemme il ritorno dei pellegrini è una luce di speranza

 

La comunità cristiana locale vive di turismo religioso, che sta cercando di ripartire dopo la pandemia e la guerra a Gaza. La difficoltà di movimento verso Israele e all'interno della stessa Cisgiordania ha aumentato la disoccupazione. Crollo di accessi all'ospedale pediatrico. La responsabile della comunicazione: "La guerra ha colpito tutti"

Michele Raviart - Betlemme - Vatican News

“Betlemme non siamo solo noi. Anche voi ne siete parte”. Lo afferma ai pellegrini portati in Terra Santa dall’Opera Romana Pellegrinaggi, uno degli storici commercianti di souvenir della comunità cristiana della città dove è nato Gesù, ricevendoli insieme ad altri fedeli e ai francescani della Custodia di Terra nel monastero adiacente alla Basilica della Natività. Con la sua bottega dà lavoro a 25 famiglie che producono oggetti artigianali. In un luogo in cui il turismo religioso è la prima fonte di reddito, il crollo degli arrivi a causa della pandemia prima e della guerra a Gaza poi, rischia di minare la stessa sopravvivenza della comunità cristiana di Betlemme, che conta circa il 25% di una popolazione di circa 30 mila abitanti.

Quali saranno i trend di viaggio del 2026, dalle esperienze all’alba ai tour a piedi

Dicembre non è solo il mese associato alle feste di Natale, è anche il momento dell'anno in cui si "tirano le somme", così da capire cosa è andato storto e cosa, invece, può migliorare. In molti, inoltre, si danno alle previsioni più svariante, anticipando quelli che saranno alcuni dei trend più gettonati del nuovo anno. A farlo, ad esempio, è stata l'agenzia di viaggi GetYourGuide che, dopo aver analizzato i dati di ricerca dei clienti, ha rivelato la sua prima Hidden Trends List, ovvero la lista delle esperienze che i viaggiatori vorrebbero provare nel 2026: ecco quali sono.
Dal birdwatching ai tour a piedi

La Hidden Trends List di GetYourGuide anticipa le tendenze travel destinate a spopolare nel 2026, visto che al momento sembra che i turisti organizzino le vacanze in base alle esperienze che vogliono provare. Tra le tipologie di viaggio più richieste c'è quella che prevede intere giornate trascorse a fare birdwatching, ovvero a guardare gli uccelli immersi nella natura. Se fino a qualche tempo fa sembrava un hobby noioso e antiquato, ora è diventato un passatempo super cool, basti pensare al fatto che mete come le isole Daymaniyat in Oman, il parco nazionale Cat Ba in Vietnam e il Doi Inthanon in Thailandia hanno registrato migliaia di prenotazioni nell'ultimo anno. La seconda esperienza da provare è quella dei tour a piedi con una guida locale, l'ideale per conoscere la vera anima di una città e per scoprire i veri ristoranti tipici del luogo. Il loro punto forte? Sono gratuiti, le guide vengono pagate solo con le mance.

Il fascino del turismo gastronomico

In crescita è anche il turismo gastronomico: il cibo non è più solo un dettaglio, è il motivo principale per cui le persone viaggiano. C'è chi vuole visitare un paese per il suo caffè, chi fa tappa in tutti i ristoranti tipici e chi, invece, preferisce lo street food, la cosa certa è che le ricette locali vengono considerate al pari dei musei. Molto gettonate, inoltre, le esperienze all'alba, dai giri in mongolfiera nel cielo di Marrakech alle colazioni "con vista" come quella organizzata in compagnia delle scimmie sul Monte Batur a Bali. Tra i travel trend del 2026, infine, non possono mancare i laboratori e i workshop che insegnano qualcosa di tipico, degli esempi? Lezioni di cucina per imparare a preparare i bagel di New York oppure corsi per forgiare una spada da samurai nel cuore del Giappone.

Fanpage

(segnalazione web a cura di Albana Ruci)

Il monastero bizantino perduto riemerge dalle sabbie del deserto

Una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità ha scoperto a a Sohag i resti di un complesso monastico bizantino ben conservato, offrendo nuove informazioni sulla vita monastica cristiana primitiva nell’Alto Egitto.

in Avvenire
Gli scavi hanno riportato alla luce le fondamenta di alcuni edifici in mattoni crudi, segno dell’esistenza di una comunità autosufficiente. Le strutture comprendono edifici rettangolari orientati da ovest e est, con dimensioni variabili tra 8x7 e 14x8 metri, dotati di sale con absidi destinate al culto, piccole celle voltate per i monaci e cortili interni. Le pareti conservano inoltre tracce di intonaco, nicchie e pavimentazioni rifinite.
Sono stati poi identificati anche resti di strutture circolari interpretate come tavoli comuni e vasche in mattoni rossi e calcare, probabilmente usate per la conservazione dell’acqua o attività artigianali. La scoperta più rilevante però è un grande edificio di 14x10 metri ritenuto la chiesa principale, composto da navata, coro e santuario semicircolare, con resti di pilastri che suggeriscono una copertura a cupola.
Tra i reperti figurano infine anfore, utensili domestici e frammenti architettonici incisi, che arricchiscono il quadro della vita quotidiana e spirituale del sito. Le autorità egiziane sottolineano l’importanza scientifica e culturale della scoperta, che contribuisce a valorizzare Sohag come area archeologica di crescente rilievo e a promuovere il turismo culturale verso siti meno conosciuti dell’Egitto, attirando l'attenzione su destinazioni meno conosciute e contribuendo in questo modo ad attrarre sia visitatori che ricercatori interessati alla storia delle civiltà e delle religioni.

Quali sono le città più economiche d’Europa per i viaggi del 2026: la classifica di Time Out

 

Dove fare vacanze low cost nel 2026: 13 mete europee convenienti
Sarajevo, Bosnia ed Erzegovina
Tirana, Albania
Hull, Regno Unito
Miskolc, Ungheria
Zagabria, Croazia
Belgrado, Serbia
Sofia, Bulgaria
Kaunas, Lituania
Cracovia, Polonia
Argo, Grecia
Bucarest, Romania
Graz, Austria
Riga, Lettonia

continua su: https://www.fanpage.it/

Viaggi, le mete del 2026 per il New York Times. Ci sono anche tre italiane

La lista, non una classifica, racconta un nuovo modo di viaggiare, fatto di rigenerazioni urbane, natura da esplorare con cura e destinazioni che stanno vivendo un momento di svolta. L’Italia è presente con tre luoghi emblematici come Breuil-Cervinia, Assisi e Genova che sintetizzano montagna, spiritualità e rinascita culturale, inserendosi in un mosaico globale di mete scelte non solo per la loro bellezza ma per la ragione per cui andrebbero visitate proprio ora

Puntuale all'appuntamento di inizio anno, la selezione dei 52 Places to Go in 2026 del New York Times fotografa per il 2026 appena iniziato un’idea di viaggio sempre più legata a trasformazioni culturali, rigenerazioni urbane, anniversari storici e tutela ambientale. Accanto a mete potentissime e per certi versi inevitabili emergono infatti località, città e persino quartieri e territori meno battuti oltre a destinazioni che stanno vivendo un momento decisivo della propria storia socio-culturale.

L’Italia è presente con tre luoghi molto diversi tra loro mentre il resto del mondo racconta nuove geografie del turismo, tra natura estrema, città che si reinventano e cambiano pelle e percorsi lenti. Una tendenza, quest'ultima consolidata anche da altre indagini e studi sulle preferenze di viaggio.

Breuil-Cervinia: sostenibilità oltre lo sci

Breuil-Cervinia rappresenta il volto alpino dell’Italia che guarda oltre lo sci. Il quotidiano della Grande Mela intercetta in generale il cambiamento delle località di montagna, sempre più orientate a un turismo annuale: escursionismo in quota, paesaggi iconici dominati dal Cervino e infrastrutture che puntano sulla sostenibilità. Cervinia diventa così un simbolo delle Alpi che si adattano al clima che cambia senza rinunciare alla propria identità.

Assisi è invece scelta per una ragione opposta e complementare: la forza della continuità. In un mondo che corre, la città umbra incarna secondo gli editor del NY Times un’idea di viaggio introspettivo, legato alla spiritualità, all’arte medievale e al paesaggio lento che in fondo caratterizza gran parte dell’Italia centrale. Il riconoscimento del conferma il ritorno d’interesse per le città d’arte di medie dimensioni, si spera meno congestionate e più vivibili rispetto ai grandi poli turistici ormai ultra-saturi. E che forse stanno smarrendo un po' della loro anima.

La continuità e la rinascita

Genova chiude il trittico italiano come esempio di rinascita urbana. Il capoluogo ligure, città affascinante e complessa, viene raccontato come un territorio che ha imparato a valorizzare il proprio passato marittimo e industriale, puntando su cultura, nuovo waterfront di Levante (una grande riqualificazione parte del progetto complessivo di Renzo Piano, che sta procedendo con diverse fasi e dovrebbe inaugurare nei primi mesi dell'anno) e molto altro. Una destinazione che intercetta la voglia di scoprire città autentiche, stratificate, pure in questo caso ancora lontane dal turismo di massa più prevedibile.

Guardando oltre l’Italia, la lista del New York Times restituisce un mondo in movimento. Revolutionary America apre l’elenco come grande racconto diffuso, legato agli anniversari della nascita degli Stati Uniti: non una singola città, quindi, ma un itinerario storico che attraversa più Stati, segno di un turismo sempre più narrativo. Varsavia e Nagasaki rappresentano invece città segnate dalla Storia con la esse maiuscola che oggi vivono una nuova centralità culturale tra musei, architettura contemporanea e riflessione sul passato.

Turismo 2026 Viaggi: la vacanza su misura insegue le nostre passioni. Dal fototurismo al soggiorno yoga: si parte sempre di più per seguire le cose che amiamo davvero


La vacanza come rito collettivo, che concentra tutti negli stessi luoghi e negli stessi periodi, ormai non piace più a nessuno: la ricerca di nuovi luoghi e di esperienze autentiche, lontane dalla folla, spinge sempre di più a sfruttare i giorni liberi per inseguire le proprie passioni, come può essere un soggiorno all’insegna dello yoga, o della fotografia, o ancora a caccia di cieli stellati. Il mercato si sta adeguando, facendo proliferare anche gli operatori iper-specializzati, anche se di piccole dimensioni, sorti proprio per rispondere a questo nuovo tipo di richieste, in crescita costante. Vediamo quali sono i principali filoni di questo nuovo genere di turismo, ai quali ispirarci per disegnare una nostra prossima vacanza all’insegna delle nostre aspirazioni e interessi.
L’AVVENTURA – Secondo l’Osservatorio Bit, uno dei grandi filoni emergenti legati a questo genere di vacanza è quella del cosiddetto “Adventure travel”. Sotto questa etichetta si possono raccogliere molte tipologie di vacanza differenti, ma sempre un passo al di là della semplice vacanza open air: si va dal trekking di alto livello, su percorsi di più giorni di rifugio in rifugio o addirittura in totale autonomia, all’alpinismo di alta e altissima quota, dalle esperienze adrenaliniche fino ai più tradizionali Cammini. Chi sceglie un viaggio di questo genere è spesso una persona tecnicamente preparata, in ottima forma fisica, ma anche semplicemente in cerca di nuove sfide e di esperienze autentiche. Sempre più spesso si tratta anche di semplici appassionati che sentono il bisogno di uscire dalla propria zona comfort e vivere un’esperienza autentica. La spinta che rende appetibile un viaggio di questo tipo è, oltre alla specifica passione per un certo tipo di attività, è anche il desiderio di distanziamento sociale, la ricerca di luoghi meno affollati e il bisogno di aria e movimento. Ecco allora la richiesta di viaggi verso l’Asia centrale, in particolare verso il Mangystau, il Kirghizistan, il Tagikistan o la Mongolia; anche l’Africa è molto richiesta, specie se vissuta in tenda e in autosufficienza.

I CAMMINI – In questi ultimi anni riscuotono un interesse crescente anche i Cammini, a cominciare da quello verso Santiago, con la conseguente apertura di nuovi percorsi: la motivazione religiosa, a volte, è diventata secondaria rispetto alle motivazioni di chi affronta l’esperienza come un viaggio soprattutto interiore, come scoperta di sé, o come ritorno alla natura e come distacco dalla routine quotidiana. In questo campo sono innumerevoli anche le proposte in territorio italiano, dalla via Francigena alla strada Romea, al Sentiero della Pace, al Grande Anello dei Borghi Ascolani, senza dimenticare ii Cammini di San Pietro Eremita, di Francesco, degli Etruschi.

IL CICLOTURISMO – È uno dei grandi trend in ascesa negli ultimi anni. Qui, il viaggio, la pianificazione e l’organizzazione dei percorsi, la scoperta dei luoghi, le bellezze storico-artistiche delle città e la varietà del paesaggio vanno di pari passo al senso di libertà, di contatto con la natura e di autosufficienza legati al mezzo. Anche in questo caso esistono operatori specializzati che offrono esperienze individuali o di gruppo, anche con guide esperte, noleggio delle bici, assistenza in caso di guasti e trasporto bagagli, per permettere di pedalare nella massima libertà.

LA VELA - La barca a vela è il mezzo che più risponde al desiderio di natura e di contatto diretto con il mare, che non trova uguali in altro tipo di vacanza. Si può scegliere di noleggiare dopo aver coinvolto un gruppo di amici, oppure unirsi a un gruppo che si forma al momento del viaggio, approfittare della competenza di uno skipper professionista o coniugare la barca a vela a un'altra passione, ad esempio le immersioni subacquee, nel Mediterraneo o in mari lontani.

I VIAGGI GASTRONOMICI – La gastronomia è uno dei motori del turismo, capace di influenzare profondamente la scelta di una destinazione. Non si tratta però solo di indirizzare le proprie preferenze verso un Paese in cui si mangia bene, o di includere un’esperienza gastronomica all’interno di un itinerario, ma di farne lo scopo del viaggio: in questo caso si possono costruire interi percorsi per comprendere i gusti e le tradizioni di un territorio, ad esempio visitando stabilimenti di produzione di formaggi, o assistendo a un’asta del pesce in un villaggio costiero per accostarsi al linguaggio e alla tradizione locali, oppure partecipando a cooking class e degustazioni enologiche.

VACANZA IN UN CLIC – Anche la fotografia può diventare protagonista di una vacanza, magari unendo al viaggio un’esperienza di formazione, con un corso ad hoc o con itinerari studiati appositamente da un fotografo professionista che ha già verificato tutte le possibilità di luce, le condizioni del clima, il tipo di attrezzatura necessaria.

TURISMO DI SCOPO - In ogni caso è la passione personale a guidare i viaggiatori in una vacanza che unisca l'esplorazione di una destinazione alla pratica di una passione personale: Appartengono a questa di vacanza tutti quei viaggi che si pongono un obiettivo oltre alla semplice visita. Può trattarsi di un soggiorno da dedicare allo yoga, da praticare nella natura, o in riva al mare o in luoghi particolarmente spirituali; oppure la visita a osservatori astronomici, per ammirare i cieli stellati in condizioni ottimali, lontani da fonti di inquinamento luminoso. Oppure, chi ama la cultura può scegliere di visitare i siti culturali accompagnati da guide esperte e appositamente formate in storia e storia dell’arte, o dedicarsi a migliorare la propria conoscenza di una lingua straniera; oppure ancora si può costruire un itinerario da percorrere in motocicletta o a cavallo. O ancora si può scegliere di dedicare il proprio tempo libero a un progetto di impegno sociale, o umanitario, o ambientale, come ad esempio aderire a una delle iniziative del WWF o altri enti simili e partecipare ai programmi di tutela della deposizione delle uova delle tartarughe in vari luoghi del Mediterraneo, alla piantumazione di alberi nei boschi. Insomma, la passione di ciascuno può diventare protagonista di una vacanza memorabile.

tgcom24

Non solo Zalone, non solo la Galizia: tutti i Cammini (italiani) di Santiago

 Il film appena uscito con il comico, già record di incassi, riporta all’attenzione del grande pubblico il percorso galiziano e il suo significato per migliaia di pellegrini. Ma ci sono tanti modi per mettersi sulle orme di san Giacomo: 85 in Europa, 5 in Italia. Li abbiamo scoperti così

«E se partissi anch’io?». A volte basta un film o un libro a fare scattare la molla. È assai probabile che il ritorno cinematografico di Checco Zalone, sulle strade del Buen Camino per Santiago de Compostela (al cinema da Natale), scherzando scherzando, metterà migliaia di italiani davanti a quella domanda e li spingerà a compiere il primo passo in un percorso che, a detta di chi lo ha fatto, «ti cambia la vita». A Santiago de Compostela, nella Galizia, in Spagna, si va dall’anno 813, quando si scoprì la tomba dell’apostolo Giacomo. Da allora ha accolto generazioni di pellegrini da ogni angolo d’Europa e poi del mondo, attraverso una rete di vie che lì convergono e approdano. Fra «polvere, fango, sole e pioggia». Il parroco di Hormilleja, Eugenio Garibay Baños, con una scritta su un muro, lungo il Cammino Francese, pone a chi passa da lì due interrogativi di senso, semplici e sfidanti: «Pellegrino, chi ti chiama? Quale forza segreta ti attrae?». Il Cammino di Santiago è un fenomeno ormai globale: dai 1.245 pellegrini del 1985 si è arrivati a sfiorare il mezzo milione di arrivi annui. La previsione per il 2025 è che si superino le 500mila presenze. Oltre 120mila gli italiani negli ultimi cinque anni, terza nazionalità in cammino, dopo spagnoli e, pensate un po’, statunitensi. Ad accendere la scintilla nel popolo d’Oltreoceano, fu, nel 2010, proprio un film, di tutt’altro tono rispetto a quello di Zalone, The Way, di Emilio Estevez con Martin Sheen, portatore di un potente messaggio: «La vita non si sceglie, si vive». Tanti libri e guide, documentari e diari hanno raccontato questo cammino di fede, aprendo la strada a nuove motivazioni, anche più laiche, sul senso del mettersi in marcia e andare alla scoperta di sé. I cammini sono diventati non più una stranezza o al contrario una moda, ma uno stile di viaggio autentico.

Così, se Checco Zalone con la sua ironica irriverenza, porta sul grande schermo i sentieri del Cammino Francese per raccontare di un complicato rapporto padre-figlia, da qualche settimana è in libreria per Terre di Mezzo un significativo volume sui Cammini di Santiago, che può considerarsi l’atlante completo con tutti gli itinerari (collana Percorsi, pagine 264, euro 24,90), scritto a quattro mani da Miriam Giovanzana (giornalista, fra i fondatori della casa editrice, il Cammino di Santiago lo ha percorso per la prima volta nel 1999, pubblicando una guida che da 25 anni accompagna i camminatori italiani) e Sara Zanni (archeologa e guida ambientale, fra i massimi esperti di cammini giacobei e italiani, consigliere per il settore del ministro del Turismo). Cammini, al plurale. Perché la meta è una, Santiago, ma le vie per arrivare sono tante, e non è detto che per incontrare san Giacomo bisogna giungere in Galizia. Il Cammino Francese è la via storicamente più battuta, il cammino per eccellenza, a cui si ricongiungono tutti gli altri percorsi: dalla Spagna al Portogallo, dalla Francia all’Italia, fino alle vie meno conosciute che attraversano ogni altra parte d’Europa (persino a Malta e alle isole Canarie). La guida fotografa 85 cammini, per 25mila chilometri, in 16 Paesi, mille tappe, 225 immagini. In questo viaggio, l’Italia, cuore della cristianità, non può mancare. Anche l’Italia, infatti, ha i suoi cammini di Santiago, che raccontano una geografia intima, spesso sorprendente, di un legame profondo con l’apostolo Giacomo. Lo testimoniano le tante chiese, ovunque, che gli sono state dedicate e gli itinerari che ancora oggi ospitano chi, anche solo idealmente vuole raggiungere la sua tomba. Percorriamoli allora questi cammini giacobei italiani come “altra meta” di un itinerario ben più grande e lontano.
Cominciamo dalla Via Postumia: si parte dall’Adriatico, da Aquileia, e attraversa il Nord fino a Genova, sul Tirreno. Un percorso antico, recuperato solo nel 2018, che si snoda per 940 km in 41 tappe, fra la pianura Padana, città storiche e “ideali” come Palmanova e Sabbioneta. I tragitti più impegnativi sono sui Colli Berici e quelli appenninici. È tutta sul mare, invece, la Via della Costa Ligure (320 km in 12 tappe): qui San Giacomo arriva dal Mediterraneo, come i naviganti. Riscoperto solo di recente, questo itinerario di salite e discese, con scogliere a picco sul mare, attraversa la meraviglia delle Cinque Terre e borghi indimenticabili come Taggia, Cervo, Finalborgo, Celle Ligure, Moneglia e altri: una lunghissima creuza che, una scala dopo l’altra, porta dal Levante al Ponente ligure. Anche in Toscana c’è un percorso giacobeo molto sentito: il Cammino di San Jacopo (170 km in sei tappe). Con un centro ben preciso: Pistoia, che qualcuno chiama la “Piccola Santiago”. Qui - come scrivono Giovanzana e Zanni fra le schede del dettagliato volume - «la devozione per l’Apostolo in città era molto forte già nel IX secolo, quando i pistoiesi gli chiesero la protezione da un attacco dei saraceni». Nel Duomo, viene custodita una reliquia oggetto di grande devozione che arriva proprio da Santiago. Il cammino parte da Firenze, e dopo avere attraversato, oltre a Pistoia, anche Prato, Pescia, Lucca (da non perdere il magnifico Volto Santo) e Pisa (qui si segnala una splendida basilica romanica nella frazione di San Piero a Grado), arriva a Livorno.
Dalla Penisola alle isole. C’è un Cammino di San Giacomo in Sicilia. Sulle orme dell’Apostolo, si attraversa una terra che è stata greca, romana, araba, normanna, bizantina, spagnola... In sei giorni si può percorrere una via di 130 km nella “Sicilia di mezzo”, che unisce le due città in cui è forte la devozione per san Giacomo: Caltagirone, città della ceramica (e di don Luigi Sturzo) e Capizzi, nel Parco dei Nebrodi. Fra le tappe, Nicosia e Piazza Armerina, con la cattedrale, il castello aragonese e i mosaici Unesco della Villa romana del Casale. E c’è un cammino di Santiago anche nell’altra isola, la Sardegna. Santu Jacu, si chiama, in sardo. Un itinerario gigantesco di 1.600 chilometri in 61 tappe, in tutte le sue possibili varianti (il pezzo più battuto è quello fra Cagliari e Porto Torres, 450 chilometri) che, mettendo in rete i luoghi della devozione a san Giacomo, percorre la regione da Nord a Sud, da Est a Ovest, inserendosi sulla direttrice che unisce idealmente la meta della Galizia alla Terra Santa. Un itinerario che tocca, fra gli altri, i comuni di Mandas, Ittireddu, Borutta e Orosei, e fa parte dei percorsi di “Noi camminiamo in Sardegna”, la manifestazione promossa dall’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio per valorizzare un turismo lento da vivere tutto l’anno. Qui san Giacomo è un cavaliere, protettore dai temporali insieme a santa Barbara (nella tradizione sarda i tuoni partono dagli zoccoli del suo cavallo bianco). È un san Giacomo potente, quasi pagano, arrivato con gli spagnoli e radicato a fondo, fra chiese, confraternite e culto popolare.

Con Sara Zanni percorriamo un pezzo del Cammino di Santu Jacu, mentre ci addentriamo fra le necropoli (patrimonio Unesco) di Sant’Andrea Priu, con le sue Domus de Janas (le case delle fate) nell’area di Bonorva. «Questi cammini ci dicono che non si deve per forza andare a Santiago. Si può essere pellegrini a partire da casa tua», dice Zanni. Perché c’è una meta, «ma prima di tutto c’è una partenza». La sua prima partenza è stata nel 2006, a 22 anni, con la madre, che aveva deciso di percorrere il Cammino di Santiago per un voto. «“Ma sei matta?”, fu la mia prima risposta. Poi partimmo. Senza attrezzatura e preparazione, sbagliando tutto. Eppure, arrivammo alla meta. E quel cammino mi ha cambiata per sempre, sì». Da allora Sara non si è più fermata. Il percorso di studi, la vita, tutto è diventato un cammino. Nel 2014 è partita con uno zaino da casa sua a Milano e ha raggiunto Santiago e Finisterre a piedi. Con più di 10mila chilometri percorsi in Europa e Medio Oriente, camminare è «casa». «Ultreia et Suseia», è il saluto fra i pellegrini che si incrociano sul Cammino di Santiago: sempre più avanti, sempre più in alto. Un saluto che vale in tutto questo grande percorso “diffuso”. Da affrontare, ovunque. Da cominciare oggi. Anche in Italia. Perché hai visto un film. Perché hai aperto un libro. O per altre mille ragioni. Rispondendo con i piedi a quella chiamata del cuore: «E se partissi anch’io?».
Avvenire 

Viaggiare nel 2026 promette di essere ancora più speciale per chi cerca esperienze autentiche, destinazioni fuori dai percorsi più battuti e luoghi che uniscono cultura, natura e innovazione



La BBC ha selezionato 20 destinazioni internazionali che meritano di entrare nella lista dei viaggi, sia per le recenti trasformazioni, per eventi importanti, per la sostenibilità o semplicemente perché offrono qualcosa di davvero indimenticabile.

Dai deserti millenari alle isole paradisiache, passando per città storiche e regioni poco esplorate, questa lista riunisce alcuni dei luoghi più affascinanti del mondo da visitare nel 2026.

1. Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti

Abu Dhabi va ben oltre il lusso. Nel 2026, la destinazione si consolida come polo culturale globale, combinando architettura monumentale, come la Moschea Sheikh Zayed, musei di livello mondiale ed esperienze uniche nel deserto. La città investe inoltre fortemente nel turismo sostenibile, in resort sofisticati e in attrazioni per famiglie, diventando un’alternativa più tranquilla e culturalmente ricca rispetto a Dubai.

2. Algeria

Poco esplorata dal turismo internazionale, l’Algeria emerge come una delle destinazioni più intriganti del 2026. Il paese ospita alcune delle rovine romane meglio conservate al mondo, città storiche e vaste estensioni del Sahara. Viaggiare in Algeria significa immergersi in un’Africa autentica, con paesaggi spettacolari, storia millenaria e una sorprendente ospitalità.
3. Valle di Colchagua, Cile

Conosciuta per i suoi vini pluripremiati, la Valle di Colchagua si trasforma in una destinazione completa per chi ama la gastronomia, la natura e le esperienze sensoriali. Oltre alle cantine, la regione offre hotel boutique, voli in mongolfiera, passeggiate a cavallo tra i vigneti e una scena gastronomica che valorizza ingredienti locali e tecniche contemporanee.

4. Isole Cook

Le Isole Cook rappresentano il sogno del paradiso incontaminato. Situate nel Pacifico meridionale, combinano lagune turchesi, spiagge di sabbia bianca e una vibrante cultura polinesiana. Nel 2026, l’arcipelago si distingue per il turismo consapevole, con un forte focus sulla tutela ambientale, esperienze culturali autentiche e un ritmo di viaggio perfetto per chi cerca relax e connessione con la natura.

5. Costa Rica

La Costa Rica rimane un punto di riferimento mondiale per l’ecoturismo. Foreste tropicali, vulcani attivi, spiagge selvagge e una biodiversità impressionante rendono il paese una destinazione ideale per avventurieri e amanti della natura. Nel 2026, il paese amplia le sue iniziative sostenibili, offrendo esperienze che uniscono comfort, consapevolezza ambientale e contatto diretto con l’ambiente naturale.

6. Isole Ebridi, Scozia

Le Isole Ebridi offrono una Scozia selvaggia e poetica. Con paesaggi drammatici, spiagge deserte, scogliere imponenti e villaggi storici, l’arcipelago è ideale per chi cerca silenzio, natura e autenticità. Nel 2026, la regione attira viaggiatori interessati al turismo lento, all’escursionismo, all’osservazione della fauna selvatica e alle tradizioni celtiche preservate.

7. Ishikawa, Giappone

Ishikawa è un ritratto del Giappone tradizionale. La regione ospita giardini impeccabili, quartieri di geishe ben conservati, artigianato secolare e una cucina raffinata basata su ingredienti locali. Lontano dal ritmo frenetico di Tokyo, Ishikawa offre un’esperienza culturale profonda, ideale per chi desidera comprendere il Giappone oltre i grandi centri urbani.

8. Isole Komodo, Indonesia

Dimora dei famosi draghi di Komodo, questo arcipelago indonesiano colpisce per la sua vita marina, le barriere coralline e i paesaggi quasi incontaminati. Nel 2026, la destinazione si afferma come riferimento per il turismo responsabile, con accessi controllati e un forte impegno nella tutela ambientale, senza perdere il suo fascino avventuroso ed esclusivo.

9. Loreto, Messico

Loreto è un tesoro nascosto nella penisola della Baja California. Circondata da parchi nazionali e dal Mare di Cortez, la regione è ideale per immersioni, avvistamento delle balene, escursioni e contatto con la natura. Allo stesso tempo, conserva un fascino coloniale e un ritmo tranquillo, perfetto per chi vuole evitare le destinazioni messicane più turistiche.

10. Montenegro

Con una delle coste più belle d’Europa, il Montenegro combina città medievali, spiagge dalle acque cristalline e montagne spettacolari. Destinazioni come Kotor e Budva offrono storia, architettura e un’atmosfera romantica, mentre l’entroterra sorprende con parchi naturali ed esperienze all’aria aperta.

11. Costa dell’Oregon, Stati Uniti

La Costa dell’Oregon è famosa per i suoi paesaggi cinematografici, scogliere drammatiche, fari storici e spiagge selvagge. Nel 2026, la destinazione si distingue come un’alternativa meno scontata per chi cerca road trip, contatto con la natura e piccole città piene di personalità.

12. Oulu, Finlandia

Scelta come Capitale Europea della Cultura nel 2026, Oulu promette un calendario intenso di eventi culturali, arte, musica e innovazione. Situata vicino al Circolo Polare Artico, la città offre anche esperienze uniche come l’aurora boreale, le saune tradizionali e il contatto con la natura nordica.

13. Filadelfia, Stati Uniti

Filadelfia si distingue nel 2026 grazie alle celebrazioni storiche e alla rivitalizzazione culturale. La città combina patrimonio storico, musei rinomati, una scena gastronomica in crescita e quartieri creativi, rendendola un’ottima opzione per chi cerca una cultura urbana profonda.

14. Phnom Penh, Cambogia

La capitale della Cambogia vive un momento di trasformazione. Phnom Penh unisce templi storici, eredità coloniale francese e una vivace scena contemporanea. Nel 2026, la città si presenta come porta d’accesso per comprendere la storia del paese, la sua resilienza culturale e la sua energia giovane.

15. Guimarães, Portogallo

Conosciuta come la culla del Portogallo, Guimarães incanta con il suo centro storico ben conservato, castelli, piazze affascinanti e una forte identità culturale. La destinazione è ideale per chi cerca storia, autentica gastronomia portoghese e un ritmo di viaggio più tranquillo, lontano dalle folle.

16. Samburu, Kenya

Samburu offre un’esperienza di safari più esclusiva e meno esplorata rispetto ad altre regioni del Kenya. La destinazione si distingue per la diversità della fauna, i paesaggi aridi spettacolari e il contatto con le comunità locali, offrendo un’autentica esperienza dell’Africa selvaggia.

17. Santo Domingo, Repubblica Dominicana

Molto più delle spiagge, Santo Domingo è una delle città più antiche delle Americhe. Il suo centro storico, dichiarato Patrimonio Mondiale, rivela strade acciottolate, fortezze e una ricca eredità culturale. Nel 2026, la destinazione attira viaggiatori in cerca di storia, cultura e facile accesso a spiagge paradisiache.

18. Valle di Slocan, Canada

La Valle di Slocan è un rifugio naturale in Canada, circondato da montagne, laghi cristallini e fitte foreste. Ideale per chi ama le attività all’aria aperta come escursioni, kayak e ciclismo, la destinazione è perfetta anche per viaggi dedicati al benessere e alla riconnessione con la natura.

19. Uluru, Australia

Uluru è uno dei simboli più potenti dell’Australia. L’imponente formazione rocciosa nel cuore del paese offre profonde esperienze culturali legate alle tradizioni aborigene, oltre a paesaggi mozzafiato all’alba e al tramonto. Nel 2026, la destinazione si distingue per un turismo rispettoso ed educativo.

20. Uruguay

Affascinante e sofisticato, l’Uruguay conquista con le sue città storiche, spiagge tranquille, vini pluripremiati e una gastronomia di alto livello. Montevideo, Punta del Este e Colonia del Sacramento offrono esperienze diverse, rendendo il paese perfetto per viaggi versatili ed eleganti.

Perché viaggiare nel 2026?

Le destinazioni selezionate riflettono un nuovo modo di viaggiare: più consapevole, più profondo e meno scontato. Nel 2026, la tendenza è esplorare luoghi che offrono esperienze autentiche, connessione culturale e rispetto per l’ambiente, senza rinunciare al comfort e alla bellezza.

Fonte: BBC. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisionato dal team editoriale.


Il Mar Morto si risveglia: cosa significa questo per il mondo?

Il Mar Morto è uno dei bacini d'acqua più salati al mondo, dove ben poco, se non nulla, può sopravvivere. O almeno, così pensavano gli scienziati. La recente scoperta di pesci e altre forme di vita marina che nuotano nelle sue doline ha lasciato i ricercatori perplessi. Alcuni vedono questo evento come il segno di una profezia biblica annunciata da Ezechiele nell'Antico Testamento. Ma questa sorprendente scoperta dimostra davvero che uno dei laghi più antichi del pianeta può sostenere la vita, o è un inquietante presagio della fine dei tempi?
Stars Insider

Sì Sposaitalia Collezioni - 21/23 Febbraio 2026, fieramilano (Rho). Dettagli di Stile: quando gli accessori valorizzano l’abito da sposa

Gli atelier confermano: la sposa moderna sceglie la personalizzazione per esprimere la sua autenticità. Veli e gioielli diventano elementi di stile, unici e distintivi.

Abbiamo intervistato Top Buyer internazionali per approfondire il dialogo tra accessori, gioielli e abito da sposa, costruendo un total look elegante, armonioso e distintivo in ogni dettaglio.

Il mondo del bridal è in piena evoluzione, spinto da una nuova generazione di spose che non si accontenta di seguire le tendenze, ma desidera che il proprio abito sia un fedele racconto della propria identità. In questo scenario di ricerca dell'autenticità e della personalizzazione, gli accessori moda stanno emergendo come strumenti indispensabili per definire e completare la visione unica di ogni sposa.

Le spose di oggi sono estremamente consapevoli e intenzionali: "Non si limitano a seguire le mode: pensano a come vogliono sentirsi e apparire nel loro giorno speciale".

Vogliono che l'abito rifletta la loro personalità e tenga conto del tema del matrimonio. Secondo Ewa Sliwa, fondatrice della boutique Divina in Polonia, l'obiettivo è riflettere "personalità e stile in ogni dettaglio".

Questa enfasi sul dettaglio obbliga le boutique internazionali a ridefinire l'esperienza di acquisto. Showroom come Elegance By Roya negli Stati Uniti pongono l'accento sull'esperienza personale e su misura, dove i professionisti non si limitano a conoscere la moda, ma devono "capire la psicologia della cliente".

Il potere "caratterizzante" degli accessori

Dalle risposte dei buyer emerge un messaggio chiaro: nel bridal, gli accessori non sono semplici ornamenti, ma veri elementi capaci di caratterizzare e rendere unico ogni look.

Un abito anche molto semplice può cambiare identità in pochi istanti: un velo importante e ricamato dona un’allure regale, mentre un coprispalle in pizzo o una cappa aggiungono eleganza e la giusta formalità nelle stagioni più fresche, senza modificare la silhouette.

Le cinture diventano dettagli strategici: definiscono il punto vita, aggiungono luce o texture, e creano un punto focale. Anche la scelta di orecchini, collane o tiare influenza in modo decisivo lo stile finale, dal vintage raffinato al bohémien naturale.

La sposa di oggi cerca unicità e vuole sentirsi raccontata dal proprio look. Per questo l’esperienza in boutique sta evolvendo: se l’abito è il cuore, gli accessori sono il linguaggio con cui la sposa personalizza la sua storia, dettaglio dopo dettaglio.

E qui entra in gioco il ruolo strategico dell’atelier: presenta gli accessori come strumenti capaci di “firmare” il look, elementi che non solo completano l’abito ma lo caratterizzano in modo profondo. Mostra alle spose come un singolo dettaglio possa cambiare il senso dell’intero outfit, trasformando un abito in quel loro abito.
Gli accessori non sono semplici complementi, ma strumenti essenziali di styling: garantiscono che l’abito non sia solo elegante e attuale, ma soprattutto che rifletta l’identità di chi lo indossa.

in https://sposaitaliacollezioni.fieramilano.it/

(segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone e Albana Ruci)

Le anticipazioni dei brand che illumineranno Milano Fashion&Jewels. Milano Fashion&Jewels è alle porte e promette di trasformare la città in un palcoscenico di creatività e innovazione. Quali saranno i must-have, i colori e le ispirazioni che illumineranno le collezioni?

 Per scoprirlo, abbiamo ascoltato direttamente i brand che animeranno la prossima edizione, raccogliendo idee e suggestioni che anticipano il mood di febbraio e le proposte per il periodo più scintillante dell’anno: le festività natalizie.

Carola Gioielli di Isabella De Pinto: eleganza senza tempo

Il brand guarda oltre, verso la stagione più calda, e propone collezioni pensate per evocare il fascino dell’estate e la luce del mare, attraverso coralli e turchesi che richiamano atmosfere mediterranee.

Prima però c’è il Natale, e per le vetrine e le idee regalo la proposta si concentra su collane, orecchini e anelli in pietre dure e perle, creazioni che parlano di raffinatezza e conquistano al primo sguardo.

Guardando alle tendenze future, il brand non ha dubbi:

«La prossima stagione sarà dominata dai colori: giallo, viola e le tonalità della terra. Noi li interpretiamo con ambre e agate nelle loro sfumature più intense, accompagnate da grandi bracciali in argento, per un look deciso e sofisticato.»

Christina Brampti – Contemporary Jewels: sperimentazione e design

Se Carola Gioielli punta su materiali preziosi e cromie intense, Christina Brampti porta in scena un linguaggio contemporaneo fatto di forme scultoree e contrasti geometrici. Le sue collezioni si distinguono per volumi audaci e un dialogo tra trasparenza dei materiali e luminosità dell’alluminio anodizzato, declinato in una vasta palette di colori. Ogni pezzo diventa una dichiarazione grafica che combina leggerezza, struttura e un’estetica artistica moderna.

Il must-have della stagione è una nuova serie basata su forme geometriche dinamiche, caratterizzata da elementi trasparenti che creano giochi di luce unici. Leggerezza, versatilità e forte identità visiva rendono queste creazioni particolarmente apprezzate dai retailer.

E per il Natale?

Il brand propone un concept ispirato a un’estetica rock-glam dal carattere giocoso, che riflette energia e ottimismo. Le collezioni per la primavera/estate 2026 evolvono invece in composizioni ritmiche, colorate e architettoniche, con un’attenzione particolare ai materiali e alle forme fresche che definiscono sempre più l’identità del marchio.

Katerina Vassolou Eleganza senza tempo e design contemporaneo: le nuove collezioni di stagione

Questa stagione, il brand presenta collezioni che incarnano un approccio contemporaneo alla raffinatezza senza tempo. Le nuove creazioni si articolano in tre categorie principali: gioielli impreziositi da pietre semipreziose e cristalli Swarovski, design dal fascino esotico e primordiale realizzati con materiali naturali come legno e piume, e infine creazioni in metallo puro. Ogni pezzo riflette la maestria artigianale che contraddistingue il marchio, arricchita da elementi innovativi: dalle silhouette fluide e organiche alle linee architettoniche capaci di catturare luce e movimento.

Tra le proposte più attese spicca la collezione Supercluster, considerata il vero “must-have” della stagione. I nuovi brooches, reinterpretati come moderne medaglie di eleganza, sono pensati per donne dal gusto distintivo e desiderose di affermare la propria individualità. Il pezzo icona è la croce Supercluster, decorata con cristalli Swarovski, già amatissima da stylist e buyer per la sua capacità di elevare qualsiasi look con naturalezza.

Per il periodo natalizio, il brand ha ideato concept retail che esaltano il fascino festivo dei gioielli Katerina Vassou. Le vetrine si trasformano in piccoli racconti visivi, dove pezzi audaci si alternano a creazioni più delicate per evocare la magia delle celebrazioni. Saranno disponibili set regalo, selezioni dei best seller e packaging dedicati per rispondere alla domanda stagionale.

Guardando alla Primavera/Estate 2026, le proposte si orientano verso freschezza, fluidità e minimalismo moderno. Le nuove collezioni offriranno ai retailer soluzioni dinamiche per rinnovare facilmente le presentazioni durante la stagione, accompagnate da guide di styling curate per mostrare come i gioielli possano passare con disinvoltura da look quotidiani a combinazioni audaci e di forte impatto.

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