Visit Emilia, gli eventi enogastronomici autunnali tra profumo di castagne e ciccioli




L’autunno è intensamente goloso in Emilia. Nel territorio di Reggio Emilia sono concentrati eventi enogastronomici capaci di sfidare i palati più esigenti di viaggiatori e buongustai. Così, la stagione dei tartufi e dei funghi, delle castagne e dell’uva che si fa vino, diventa l’occasione ghiotta per sperimentare le eccellenze della Food Valley partecipando a manifestazioni, fiere e rassegne originali proposte da Visit Emilia.

A Reggio Emilia fra profumi di castagne e tipici Ciccioli

La stagione del foliage è l’occasione per assaporare i tipici “ciccioli” durante la Festa d’Autunno dei Ciccioli Balsamici di Albinea, che si terrà il 28 e il 29 ottobre 2023, in un’alchimia di sapori e degustazioni, tra cui non mancherà l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. Stand ed espositori prepareranno gnocco fritto, erbazzone, chizze verdi e al prosciutto e formaggio, torte tipiche, lasagne, lambrusco, vin brulè, sugo d’uva, baccalà, marmellate di zucca e zenzero e caldarroste. C’è un comune, inoltre, dove i norcini si sfidano per creare il miglior Cicciolo d’Oro: l’appuntamento è a Campagnola Emilia il 3 dicembre. 

Sull’Appennino Reggiano si spandono gli aromi delle castagne, celebrate a Cinquecerri Ventasso il 14 ottobre e a Cervarezza il 15 ottobre con la Festa della CastagnaA Marola, nel comune di Carpineti, il frutto d’autunno è festeggiato con una storica 59° edizione l’8, il 15 e il 22 ottobre, con uno scenografico padellone da record. Inoltre, il 15 ottobre è la data sia della Festa del Marrone del Faieto a Casina, sia di quella di Felina, a Castelnovo ne’ Monti, dove svetta la Pietra di Bismantova. A Cavola di Toano, invece, è il gioiello della terra a far ingolosire i visitatori con la 35° Festa del Tartufo nelle domeniche del 12 e del 19 novembre.

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"È fragile", l'allarme sul teatro greco di Siracusa

AGI - Undici associazioni culturali ed ambientaliste, tra cui Italia Nostra, hanno scritto all'Unesco ed all'Ufficio beni culturali del ministero della Cultura per lanciare l'allarme sulle condizioni del Teatro greco di Siracusa. Secondo quanto emerge nella lettera-denuncia, il rischio è dettato dall'"uso eccessivo del monumento come contenitore teatrale, incompatibile, per durata e modalità, con l'attuale stato di conservazione". Il riferimento è alla recente stagione dei concerti pop e rock, tenutasi nell'antica cavea che ha ospitato 12 stelle della musica italiana: questi spettacoli, a parere delle associazioni, avrebbero sottoposto a stress un sito molto fragile.

"Il Teatro è scavato in una calcarenite tenera e porosa", un "fango carbonatico litificato di origine marina che presenta una porosità molto elevata dal 20 al 30%" secondo la definizione del professor Lorenzo Lazzarini, esperto petrografo dell'Università di Venezia, che ha lanciato ripetuti allarmi sullo stato del monumento" spiegano le associazioni, per cui, "tra decibel, spettatori di tipologia ben diversa da quella degli abituali estimatori delle tragedie classiche e la copertura protratta nel tempo i danni alla fragile struttura ossea del monumento rischiano di essere enormi".

 Inoltre, nell'analisi delle associazioni "le vicende storiche, visto che il monumento è stato per alcuni secoli sede di mulini ad acqua, con conseguente continuo ruscellamento di acqua su tutta la cavea e le condizioni ambientali, tra cui le escursioni termiche, l'erosione eolica e la vegetazione, generano una situazione di intrinseca fragilità, che si rivela nella percepibile accelerazione del processo di degrado naturale" Il Teatro greco ospita ogni anno le rappresentazioni classiche, organizzate dalla Fondazione Inda: questi eventi, secondo le associazioni, hanno un loro peso sulla tenuta dell'antica cavea. "Da poche rappresentazioni si è passati a rappresentazioni giornaliere, da un mese di svolgimento a più di due mesi, dalla cadenza quadriennale a quella biennale e infine, negli anni novanta, alla cadenza annuale. Cosi' anche per le scenografie: da pochi elementi leggeri e facilmente manovrabili si è passati a installazioni sempre più impegnative e pesanti, che per di più vengono montate e smontate praticamente ogni giorno per la durata di due mesi, dal momento che le diverse opere rappresentate si alternano giornalmente, con effetti di pesante e continuo attrito".

Per questo motivo, le associazioni chiedono all'Unesco, "nell'ambito della funzione di controllo che puo' e deve esercitare sullo stato dei beni oggetto di Dichiarazione Unesco, di voler intervenire per valutare la congruità dell'attuale uso del Teatro con le esigenze della tutela, per come prescritto dalla normativa nazionale vigente e ribadito dalla stessa "Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche". 

La riproduzione è espressamente riservata © Agi 2023

"Not Her", il messaggio femminista di Elena Bellantoni dalla passerella di Dior


 AGI - Da Testaccio fino alle passerelle della Parigi Fashion Week, il messaggio dell’artista Elena Bellantoni risuona come un grido di liberazione per tutte le donne. L’installazione “Not Her” tra politica e pop è stata voluta dalla direttrice creativa di Dior, Maria Grazia Chiuri, da tempo impegnata nell’ingaggiare artiste capaci di indagare il mondo femminile e femminista, facendo delle sfilate l’occasione per veicolare appelli e riflessioni che mettano al centro il ruolo della donna.

Elena Bellantoni, classe 1975, è un’artista che del corpo e della figura umana ha fatto il perno della propria ricerca e sperimentazione, in un lungo curriculum che oramai vanta esposizioni in tutto il mondo, docenze nelle principali accademie italiane, oggi in Naba, e pubblicazioni. Il suo prossimo libro “Parole passeggere. La pratica artistica come semantica dell'esistenza” uscirà la prossima settimana per Castelvecchi. “Non è un catalogo, ma un'auto-etnografia attraverso la quale cerco di fare il punto sugli incroci e le interferenze tra la mia vita personale e lo sviluppo del mio lavoro. L'arte è totalizzante, io mi sento sempre artista” spiega.

“Not her” è un progetto nato nel 2023, ma che ha alle spalle un lungo lavoro di ricerca. “Chiuri ha scelto uno dei miei lavori forse più complessi; dal 2015, infatti, raccolgo un archivio on going ad oggi di circa 400 immagini, che racconta la pubblicità sessista dagli Anni ‘40 ai Duemila. Queste immagini, decisamente ‘perturbanti’, sono divise per categorie nel mio computer: partono dallo stereotipo anni ‘40-‘50 della donna moglie e casalinga, ‘angelo del focolare’, diventano negli anni ‘60 ritratto delle donne subordinate rispetto all’uomo; passano per la donna bambolina passiva, provano ad emanciparsi negli anni ‘70 ma indicano sempre una donna-oggetto, e negli anni ’80 diventano ancora più spinte nel linguaggio e nell’uso del corpo e negli anni duemila arriviamo anche ad immagini di donne contese tra uomini quasi fosse un ‘rape/stupro’ di gruppo” spiega all’AGI Bellantoni mentre si trova ancora a Parigi per le sfilate.

“Tutto questo materiale di ricerca è diventato la base su cui ho costruito il mio lavoro di natura concettuale che volutamente ha assunto caratteristiche di una produzione con un’estetica pop ma con una forte connotazione politica. Per fare questo mi sono messa nei panni di un ‘pubblicitario sessista’ – continua Bellantoni -  ho progettato 24 pubblicità con i claim relativi e con in più altre 24 frasi, come fossero le “risposte” linguistiche alle immagini che ho prodotto. I cliché dominano queste immagini, inseguendo le tendenze del mercato. I corpi diventano merce: ‘Listen your body beat i’m not a piece of meat’, rispondo io”.

Così su grandi led di 7 metri di altezza per 36 di lunghezza, ricompaiono le immagini delle vecchie pubblicità, ma stavolta sono reinterpretate direttamente da Bellantoni, che dell’installazione diventa direttamente protagonista con il suo corpo. “Non è stato difficile perché purtroppo esiste un alfabeto che domina queste produzioni, dei codici che vogliono per esempio sempre la donna raffigurata più piccola rispetto ad un uomo dominante” spiega.

“Dal punto di vista visivo ho scelto di lavorare proprio con le griglie degli split-flap, un meccanismo analogico adattato al linguaggio digitale in cui le immagini si ripetono e vengono in questo modo scandite dal tempo interno di questo congegno. Gli split-flap producono rumore, cadenzano il sovrapporsi delle figure nel loro arco temporale, sono in qualche modo invadenti e sottolineano, come i due colori giallo e fucsia lo stato delle cose: il corpo della donna e il suo sfruttamento come oggetto del desiderio, dello sguardo maschile dagli anni ‘40 ad oggi”.

Quella proposta è quindi una macchina del tempo, che in un nastro distopico racconta la donna attraverso le lenti distorte dei claim della pubblicità. Ma la narrazione è interrotta dalle parole che Elena Bellantoni ha scelto per opporsi a questa cultura dominante: ‘Nobodies is perfect’ – ‘I’m not only a mother, a wife, daughter, I’m a woman’ – ‘We want kids, but we want roses too” sono solo alcuni dei messaggi che Bellantoni lancia dalla passerella di Dior per cambiare prospettiva sul ruolo della donna. “Uso l’inglese per decostruire le narrazioni dominanti. Io scompaio dalle immagini e ci sono solo le parole, mentre le modelle sfilano e sfilando diventano loro le performer” racconta.

Il messaggio finale? “Io dico NO al meccanismo produttivo di mercificazione del corpo della donna, all’utilizzo di quest’ultimo come strumento di godimento e di controllo, ai dispositivi di potere e di consumo che regolano i confini e le relazioni tra corpi. - insiste l’artista - La pubblicità è l’anima del profitto e in qualche modo rappresenta i valori dominanti spesso legati ad un individualismo spinto. Quello che emerge non è quindi solo un discorso commerciale e di mercato, ma il diritto di modellare coscienze, il desiderio. ‘Not Her’ è un racconto verbo-visivo che si snoda per immagini che prende forma nel paradosso, nello sconfinamento, nella quantità massiccia, nell’accumulo d’immagini e frasi che ci martellano”.

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Paris Fashion Week Nove giorni di programmazione fashion non stop e centinaia di eventi in tutta la città per la settimana della moda parigina


 agi

I tanti progetti estivi dell’Ospitalità Religiosa

L’estate è alle porte e in molti si stanno ancora organizzando per le ferie. Anche in vacanza, però, si può continuare a pensare al nostro prossimo, magari proprio quello che in vacanza non ci potrà andare. Per esempio, si può soggiornare nelle Case per Ferie e altre strutture religiose di ospitalità.

Ma quali opportunità offre questo mondo particolare dell’ospitalità? Ce ne sono diverse.

Si può fare una VACANZA ETICA, soggiornando in quelle strutture ricettive nelle quali una parte degli introiti, viene utilizzata per progetti a sfondo caritatevole, assistenziale, missionario, sociale o naturalistico. Quindi senza sborsare un euro in più, ci si gode una vacanza sapendo di contribuire ad una società più attenta agli ultimi.

Non mancano le possibilità con l’ospitalità a DONATIVO, soprattutto lungo i cammini, dove è l’ospite a decidere quanto lasciare per il suo soggiorno. In questo modo ognuno è responsabilizzato a considerare l’accoglienza che gli è stata offerta, nei limiti delle sue capacità economiche.

Per chi cerca un soggiorno più spirituale, può partecipare alle ESPERIENZE IN CONVENTO e passare un breve periodo all’interno di una comunità religiosa per viverne i ritmi quotidiani di preghiera e lavoro. Immergersi in una realtà così profonda permette di comprendere appieno uno stile di vita che forse non conosciamo.
Se, però, d’estate volete dare una mano, allora ci sono le offerte di LAVORO E VOLONTARIATO, destinate a chi ha del tempo da dedicare e vuole mettersi in gioco con un impegno all’interno di una casa di ospitalità.

Ce n’è per tutti i gusti ed è sufficiente portare con sé tanta buona volontà.

Con le OFFERTE STAGIONALI, invece, potrete approfittare di una vacanza con sconti speciali nelle strutture che devono ancora riempire le loro agende. Spendere qualcosa in meno è sempre utile e soprattutto permette alle case di chiudere un bilancio positivo nella prospettiva di continuare ad operare l’accoglienza.
Infine è operativa anche questa estate l’iniziativa OSPITALITA’ MISERICORDIOSA, che consente ai meno abbienti qualche giorno di gratuito soggiorno al mare o in montagna, grazie alla disponibilità dei gestori che mettono a loro disposizione una camera.

Come spiega Fabio Rocchi, presidente dell’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, “Una comunità non si scioglie durante l’estate ma, anzi, si rafforza trovando altre modalità per continuare il proprio impegno. Un impegno, quindi, che va in vacanza senza andare in vacanza.