Quali sono le capitali del divertimento 2025: la classifica di Time Out delle città dove è sempre festa


Parola d'ordine: divertimento. Quella appena diffusa da Time Out non è certo la classifica più adatta per chi, quando è in vacanza, è alla ricerca di relax, pace, riposo e tranquillità. È invece la classifica perfetta per chi è alla costante ricerca di cose da fare, di feste ed eventi, di luoghi e occasioni di incontro, di nuovi locali e nuove discoteche. Il magazine, infatti, anche quest'anno ha classificato le città del mondo in base al grado di divertimento: quelle, insomma, dove si fa più baldoria, le capitali della vita notturna e della movida

Quali sono le capitali della movida 2025

Time Out anche quest'anno ha realizzato la classifica delle città migliori per chi è alla ricerca di divertimento. L'elenco è stato stilato sulla base di una serie di interviste fatte a migliaia di persone in centinaia di città del mondo. Ai partecipanti è stato chiesto di valutare sia la qualità che la convenienza della vita notturna della loro città: club, bar, pub, caffè, ritrovi di quartiere, piste da ballo, discoteche, locali notturni. Si è deciso di tenere solo la città con il punteggio più alto per ogni Paese. La classifica è stata esaminata anche da una giuria di esperti di vita notturna, tra cui i redattori di Time Out, giornalisti di arte e cultura, che hanno votato le loro preferite per contribuire ai punteggi finali.

La classifica 2025 è molto diversa dalla classifica 2024. L'anno scorso sul podio c'erano Rio De Janeiro (Brasile), Manila (Filippine) e Berlino (Germania). Stavolta nelle prime tre posizioni spiccano invece La Vegas, Madrid e Parigi, con la capitale tedesca scivolata in quinta posizione dopo Shanghai. La città del Nevada l'ha spuntata per le sue caratteristiche uniche e la sua offerta sconfinata di locali e luoghi di ritrovo di ogni tipo. Altra europea in classifica è Brighton (Inghilterra) definita "una delle città più diversificate e inclusive al mondo, qualità che si riflette nella sua vita notturna eclettica e queer-friendly". Varsavia, Amsterdam, Medellin e Atene completano il quadro delle europee selezionate. Purtroppo, per il 2025 così come per il 2024 non ce l'ha fatta nessuna italiana.
La classifica delle città con la migliore vita notturnaLas Vegas
Madrid
Parigi
Shanghai
Berlino
Brighton
Varsavia
Amsterdam
Medellín
Atene

Come vestirsi ad agosto: l'abito bianco con spalline sottili

Avresti forse buoni motivi per non indossarlo? Il vestito bianco d'estate non è solo un alleato must-have, ma anche un infallibile passepartout in qualsiasi occasione. Nel caso specifico, ti invitiamo a prediligere il vestito bianco con spalline sottili (anzi, sottilissime) perché ha un'aura di fascino ed eleganza che solo in prima persona potrai realmente sperimentare. Leggero, morbido, scivola addosso come una coccola ed enfatizza l'incarnato scuro o quello leggermente abbronzato: non resta che sperimentarlo. E per una dose extra di nonchalance, sceglilo in pizzo o tulle ricamato. Vedrai, il risultato sarà sublime.
DonnaModerna

Maison Biagiotti. Sessant’anni di stile ed eleganza italiana


 Sessant’anni di moda, di bellezza, di storia. Sessant’anni di Biagiotti. È il 1965 quando Laura Biagiotti, giovanissima e con un’anima divisa tra archeologia e creatività, fonda la sua prima azienda con l’ambizione di portare nel mondo l’eleganza italiana. Ma le radici sono ancora più profonde: negli anni ’60, sua madre Delia Soldaini Biagiotti apre una sartoria su misura a Roma e conquista subito l’attenzione della scena fashion con un colpo di genio – le divise delle hostess Alitalia, vere ambasciatrici dello stile italiano nel mondo.

Da quella prima sartoria a Via Salaria 126 parte un viaggio lungo sei decenni, che attraversa confini, epoche e linguaggi, e che fa della moda un vettore di cultura, innovazione e identità. In un’epoca in cui l’Italia sta affermando il proprio ruolo sulla mappa della moda mondiale, Laura Biagiotti fonda “Biagiotti Export” e inizia a collaborare con alcune delle grandi firme dell’alta moda romana. Ma è nel 1972, con la prima collezione firmata “Laura Biagiotti” presentata a Firenze, che nasce un nuovo capitolo. Da quel momento, il suo nome diventa sinonimo di raffinatezza senza tempo, silhouette fluide e materiali preziosi.

Laura è tra i pionieri del prêt-à-porter italiano: trasferisce le sfilate da Firenze a Milano insieme a visionari come Missoni e Ferré, contribuendo alla nascita del moderno concetto di Made in Italy. È anche tra le prime stiliste a credere nel valore internazionale della moda come strumento di dialogo tra i popoli. La sua sfilata a Pechino nel 1988, la prima mai realizzata da un’italiana in Cina, e quella al Cremlino nel 1995, sono eventi che vanno oltre l’haute couture: sono atti politici, culturali, simbolici.

Il suo segno più riconoscibile? Il cashmere. Il New York Times la definisce “The Queen of Cashmere” per la capacità di nobilitare questo filato e portarlo a nuove vette stilistiche. Ma Biagiotti è anche arte olfattiva: dai mitici Roma e Laura alle nuove fragranze AQVE ROMANE, il profumo si fa parte integrante della visione Biagiotti, un’estensione sensoriale del vestire.

Accanto alla moda, la maison si è fatta promotrice di un vero mecenatismo contemporaneo: dai restauri della Scala Cordonata al Teatro La Fenice, fino al recente recupero della Fontana della Dea Roma. Una couture che dialoga con l’arte, la storia, l’ambiente. Un esempio su tutti: le sfilate-performance nei luoghi simbolo della capitale – MAXXI, Ara Pacis, Centrale Montemartini – dove moda, danza, architettura e musica creano sinergie uniche.

Dal 2017, la guida dell’universo Biagiotti è nelle mani di Lavinia Biagiotti Cigna, terza generazione e testimone attiva di un’evoluzione fedele ai valori originali ma capace di parlare al presente. Lavinia rafforza il legame tra moda e sport con il rilancio del Marco Simone Golf & Country Club, che nel 2023 ha ospitato la Ryder Cup. Con lei, la moda Biagiotti si fa esperienza globale, lifestyle trasversale, sempre nel segno della bellezza consapevole.

Sessant’anni dopo quel primo gesto sartoriale, Biagiotti è ancora una visione in movimento. Un marchio che continua a cucire insieme moda, cultura e futuro con ago e filo di memoria e innovazione.

Quotidiano Nazionale

Tendenze moda Autunno-inverno 2025/26: la pelliccia (falsa, o forse vera?)


 L'abbiamo vista tornare prima addosso alle ragazze più cool della città, che a loro volta l'hanno ripescata nelle soffitte delle nonne o nei mercatini vintage. E ora grazie alle grandi griffe, che l'hanno rispolverata: più finta che vera, riecco la pelliccia di una volta

Se negli scorsi anni la pelliccia era tornata di gran moda in versione eccentrica ed esagerata, vistosamente fake, ecco che per il prossimo autunno, invece, rispunta in cima alla wish list delle più fashion addicted nella sua forma più simile all'originale, quella di mamme e zie.

Il merito della riscoperta di questo classico va alle ragazze più giovani, che proprio nelle soffitte - o nei negozi di vintage - hanno ripescato i vecchi visoni di nonne & Co, dando loro nuova vita con jeans e sneakers, nel nome della moda circolare, del riciclo e nell'ottica di una sostenibilità «allargata».

E le Maison più blasonate non stanno certo a guardare, mandando in pedana visoni - o simili - così belli e realistici da sembrare veri. O, in alcuni casi, persino veri. Per sentirsi un po' tutte veneri in visone, o giù di lì.

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Tendenze moda Autunno-inverno 2025/26: giochi di volumi


 C'è sempre anche una moda che forse non sarà così indossabile, ma dalla quale emerge tutta la carica creativa degli stilisti. Quest'autunno l'esercizio di stile più spettacolare è quello suoi volumi, decostruiti, stravolti e riassemblati come nella più sorprendente delle architetture

vanityfair.it

Come un'architettura di Frank Gehry, o un capolavoro cubista di Picasso: sulle passerelle del prossimo autunno abbiamo visto sfilare anche outfit plasmati dagli stilisti in sfida alle leggi della portabilità. Veri e propri esercizi di stile, divertiti e meravigliosi, che hanno inventato nuove silhouette riscrivendo le proporzioni del corpo.

Da indossare davvero nella vita reale di tutti i giorni? Forse no. Ma la fantasia lasciata a briglia sciolta di queste costruzioni ardite è un bel monito per ricordarci sempre che possiamo vestire anche «diversamente», che possiamo inventare ogni giorno forme, misure, proporzioni diverse.