Le fiere milanesi di settembre: da Micam a White


 Poker di fiere della moda, in partenza a settembre, a Milano. In scena dal 7 al 9 settembre, la 100esima edizione di Micam, a Fieramilano Rho. Sono oltre 1000 le collezioni di calzature per la prossima primavera-estate 2026 che saranno presentate alla kermesse.

“Micam 100 sarà un’occasione straordinaria per celebrare la cultura della manifattura calzaturiera", ha affermato Giovanna Ceolini, presidente Micam e Assocalzaturifici. "Ospiteremo un nuovo palinsesto di eventi e approfondimenti curato da un partner d’eccellenza. Non mancheranno sfilate, focus sulle tendenze moda e una grande attenzione alle nuove tecnologie applicate al mondo del retail, oltre a un vivace dialogo tra estetica e innovazione, alimentato dalle visioni originali dei designer emergenti: un intreccio dinamico di ispirazioni, linguaggi e sperimentazioni che racconta l’identità in divenire di un comparto in continua trasformazione", ha aggiunto Ceolini.

Negli stessi giorni si svolgerà, sempre a Fieramilano Rho, anche la 128esima edizione di Mipel.

Dal 20 al 23 settembre torna Milano Fashion&Jewels, evento di Fiera Milano interamente dedicato ad accessori, abbigliamento e gioielli. Un appuntamento per l’incontro con la distribuzione qualificata e per presentare le nuove collezioni in un momento cruciale per il mercato.

Da brand consolidati ai giovani talenti, italiani e internazionali, i protagonisti dell’edizione di settembre porteranno in scena proposte originali e soluzioni.

La 64esima edizione di Filo è in calendario il 23 e 24 settembre, negli spazi di Fiera Milano Rho. Lineapelle, mostra internazionale di pelli, accessori, componenti, tessuti, sintetici e modelli si svolgerà dal 23 al 25 settembre e presenterà le novità per l'autunno inverno 2026-27.

Dal 25 al 28 settembre, inoltre, sarà la volta di White, il salone milanese della moda donna, che ritorna in zona Tortona.

Patrocinato dal Comune di Milano e supportato dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dall’Ice, Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, in partnership con Confartigianato Imprese, White avrà un un format rinnovato che punta sull’innovazione, sulla sostenibilità e sull’alta qualità delle proposte per la stagione primavera estate 2026.

Gli spazi della manifestazione accoglieranno brand selezionati provenienti da Cina, India, Brasile, Armenia, Romania, Qatar, Spagna, per citarne alcuni.

A settembre, inoltre, è in agenda la prima edizione di Purple, il salone dedicato alla moda e alla musica. La fiera andrà in scena dal 26 al 28 settembre. Purple, Sign of the times, è una nuova iniziativa business to consumer che andrà in scena a Fiera Milano Rho. Il target sono i giovani e i marchi che hanno bisogno di farsi conoscere e apprezzare dalle nuove generazioni, il contenuto sarà la moda e la musica e il fil rouge del salone sarà l'inclusività.

Per la prima edizione l’obiettivo è accogliere oltre 40mila visitatori.

in https://fashionunited.it/

Cos'è il color blocking e perché funziona nella moda: la tendenza per creare un forte impatto visivo

L'idea alla base di questo trend è quella di giocare con i colori, individuando gli abbinamenti più azzeccati e meno usuali. E le star seguono il trend.

Nel 2025 è tempo di dimenticare tutto quello che si sapeva sugli abbinamenti. Sembra ormai superato il coordinare il colore della maglia con quello dei pantaloni o quello della borsa con quello delle scarpe. Ora, soprattutto quest'estate, sono sempre più presenti (anche sui social e anche da esperti) outfit spaiati, creati capi dai colori audaci tra loro. E anche se potrebbe sembrare caotico, la cosa sorprendente è che gli outfit risultano tutti chic, personali ed eleganti. Si chiama color blocking e, nell'interior design come nella moda suggerisce l'accostamento di blocchi di colori vivaci e spesso contrastanti per creare un forte impatto visivo. L'idea alla base di questo trend è quella di giocare con i colori, individuando gli abbinamenti più azzeccati e cool. Gonne a righe blu abbinate a Mary Jane rosse. Giacche blu polvere con shorts rosa cipria. Ma non è tutto. Le it girl di New York stanno sostituendo i loro soliti completi total black con altre combinazioni di colori come arancione e verde o rosa e viola. Queste idee di outfit colorati mostrano come le persone stiano rendendo il trend color-blocking un elemento unico e personale. Senza dubbio sembrano scelte
audaci. E un po' lo sono. Ma in realtà sono facili da ricreare e alla portata di chiunque, anche di chi ama vestire in modo minimalista.

corriere.it
 

La London Fashion Week andrà in scena dal 18 al 22 settembre 2025


 A settembre 2025 gli occhi della moda saranno puntati sulla London Fashion Week primavera estate 2026. Sarà, infatti, la prima edizione sotto la guida della nuova CEO del British Fashion Council, Laura Weir. Tra marchi consolidati e nuovi nomi da conoscere, l'obiettivo sembra essere creare più interesse intorno all'evento. Vogue US ha riportato le seguenti parole di Weir: «La mia intenzione è quella di consolidare le fondamenta della London Fashion Week concentrandomi sulla rilevanza culturale, sulla competitività globale e sul sostegno significativo ai designer (…). Questa stagione segna un approccio alla London Fashion Week incentrato su di loro, ambizioso, determinato e radicato nell'energia creativa di Londra».

Fra i nomi più importanti della London Fashion Week sono stati confermati in calendario gli appuntamenti con Harris Reed – che sfila, come di consueto, nel giorno di apertura –, Dilara FindikogluRichard QuinnSimone RochaErdem e Roksanda fra gli altri, oltre che con Burberry, in arrivo a chiusura degli eventi.

La piattaforma BFC NewGen, nel frattempo, continua a supportare i giovani talenti britannici negli spazi di 180 Strand, e inserisce le sfilate di alcuni designer nel calendario della London Fashion Week. Tra i nomi che hanno in programma di sfilare troviamo Oscar OuyangLuederPauline DujancourtJohanna Parv e Charlie Constantinou.

vogue.it

Il Locarno Film Festival tra gloria e provincialismo



Un successo oltre ogni aspettativa, per usare le parole del direttore artistico Giona A. Nazzaro. La 78ª edizione del Locarno Film Festival ha registrato affluenza, attenzione mediatica e qualità di programma che hanno confermato la forza di una manifestazione capace di unire piazze gremite, cineasti d’avanguardia e ospiti capaci di far vibrare l’immaginario collettivo. Jackie Chan che si gode le valli del Locarnese, Willem Dafoe visto sul lungolago di Locarno e nei grotti della zona con gli amici, Lucy Liu che scende dall’auto per concedere una foto a una famiglia, Emma Thompson che prolunga la sua permanenza oltre il previsto: sono immagini che raccontano, meglio di tante analisi, la riuscita di un Pardo che ha saputo trasformare la città in palcoscenico internazionale.

A segnare questa edizione è stata anche la presenza costante della presidente Maja Hoffmann, che quest’anno ha vissuto l’intera manifestazione. Diversa nello stile rispetto al suo predecessore Marco Solari – meno radicata nel territorio ma, rispetto all’anno precedente, più incline a dialogare direttamente con il pubblico – Hoffmann ha trasmesso un’idea di festival cosmopolita, in cui la qualità delle opere in concorso e la visione culturale prevalgono sulla dimensione celebrativa. Un cambio di passo che ha mostrato potenzialità nuove, pur richiedendo ancora di rafforzare la comunicazione verso l’esterno.

Il Pardo funziona quando sa tenere insieme questi due mondi: quello internazionale, con un cartellone di film di alto livello, e quello locale, con iniziative che valorizzano il territorio. Ne sono prova la festa di Campari al Casorella, che ha fuso mondanità e patrimonio culturale, o l’evento Swatch che ha condotto i giornalisti internazionali fino al santuario della Madonna del Sasso. Anche il BaseCamp, che ha raccolto l’entusiasmo di centinaia di giovani, e la vittoria del Pardino per il CISA hanno mostrato con forza come formazione e talento locale possano trasformarsi in riconoscimento globale. La «Parda» di Carlo Rampazzi e Sergio Villa, installata in Città Vecchia, ha invece aperto la strada a un possibile «Fuori Festival» diffuso, capace di far respirare arte e creatività anche fuori dalle sale. Meno convincente, invece, l’esperimento delle aperture domenicali dei negozi: con appena il 30% delle saracinesche alzate, l’iniziativa ha lasciato un bilancio in chiaroscuro. Eppure resta un segnale importante: anche l’impegno dei commercianti, se più coeso, potrà contribuire a rafforzare l’attrattiva complessiva del Festival. La crescita passa anche da questi gesti quotidiani.

Non sono mancate, tuttavia, situazioni che hanno dato un sapore di provincialismo e che rischiano di frenare la spinta internazionale del Pardo. Sullo schermo di Piazza Grande, un dibattito era non solo legittimo ma doveroso; alcune argomentazioni si sono però rivelate sterili e pretestuose, trasformando la discussione in una polemica e facendo perdere un’occasione di confronto costruttivo sull’eredità di maestri come Livio Vacchini. La serata del Gran Consiglio, pensata per celebrare il sostegno politico, ha perso parte del suo senso se i deputati invitati non restano per la proiezione: la formula va ripensata, pur riconoscendo che il sostegno delle istituzioni resta vitale e che il ricevimento della Magistrale è un'occasione per far avvicinare i parlamentari alla magia del Pardo. Anche perché l’alternativa a non sostenere il Festival sarebbe infinitamente peggiore: significherebbe indebolire un generatore di turismo, economia e cultura che porta innegabili benefici a tutto il Cantone. Una responsabilità che la politica non può permettersi di eludere. Anche alcuni interventi dal palco hanno lasciato perplessi: quando un premiato trasforma il suo discorso in un elenco di critiche personali, come se ci si volesse togliere sassolini dalle scarpe, il messaggio appare incoerente e fuori luogo. Il pubblico internazionale che arriva a Locarno per celebrare il cinema, e non per assistere a polemiche e frecciatine, si trova inevitabilmente spiazzato: Piazza Grande non è la cornice adeguata a simili esternazioni.

Per contro, la questione di Gaza, esplosa in Piazza Grande con un flashmob e migliaia di cartoline «insanguinate», ha rivelato la capacità del Festival di farsi luogo di confronto civile. La platea si è mostrata matura, capace di ascoltare e di riflettere insieme: un momento che resterà come segno di questa edizione. Resta però cruciale trovare il giusto equilibrio: l’impegno politico e sociale non deve oscurare i contenuti cinematografici, che restano il cuore della manifestazione. È attraverso la qualità del programma, con opere provenienti da Israele, Palestina e Libano, che il Pardo ha saputo esprimere al meglio il suo ruolo di piattaforma pluralista e autorevole.

Locarno ha dimostrato ancora una volta di essere molto più di un festival: è un rito collettivo che intreccia cinema e territorio, immaginazione e realtà. Per crescere ulteriormente deve però consolidare la sua vocazione internazionale, affrancandosi da quei provincialismi che rischiano di sminuirne la forza. La sfida, per gli anni a venire, sarà proprio questa: unire la capacità di attrarre grandi autori e ospiti di respiro mondiale con la valorizzazione del contesto locale, trasformando le radici territoriali in una risorsa e non in un limite. Solo così il Pardo potrà continuare a ruggire, non solo a Locarno ma nel panorama globale.

cdt.ch

Reggio Emilia, in Piazza Casotti giovedì 21 agosto ritorna la rassegna “b.û.ş.”

REGGIO EMILIA – Proseguono gli appuntamenti di “b.û.ş. – bastava uno spazio”, la nuova rassegna estiva ideata e promossa dall’Assessorato a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia con le serate dedicate alla creatività e all’espressione giovanile under 35 tra musica dal vivo, live painting, dibattiti, workshop, spettacoli, DJ set, incontri e presentazioni.Una preziosa occasione rivolta ai giovani per portare nello spazio pubblico la propria arte e passione attraverso sguardi e linguaggi contemporanei.

La quarta serata, in programma giovedì 21 agosto dalle ore 20 (ingresso libero e gratuito), si aprirà con gli amati “Digital Freaks”, la community di innovazione digitale nata nel 2021 durante il primo percorso d’incubazione d’impresa a impatto sociale promosso dal Laboratorio Aperto dei Chiostri di San Pietro, che si propone di diffondere la cultura digitale e tecnologica,mettere in rete conoscenze sociali, economiche e tecnologiche e sviluppare competenze innovative orientate all’inclusione e al riuso etico. I “Digital Freaks” proporranno il laboratorio “Meme vs fake news: tra risate e manipolazione”, un viaggio per conoscere meglio due aspetti centrali della comunicazione: i meme, protagonisti di risate e campioni di condivisioni sui social, e le fake news che disorientano e creano divisione online. Un’occasione per comprendere e, insieme, imparare a difendersi con ironia tra creatività, consapevolezza e pensiero critico.

Seguiranno i “Por.Po.Ra” con “Gara di bugie”, uno spettacolo teatrale in chiave ironica con protagonisti due bugiardi che si sfideranno a colpi di menzogne per ottenere il favore del pubblico. Creatività, improvvisazione e utilizzo della retorica saranno gli strumenti con cui ribaltare le situazioni che si presenteranno. Al pubblico l’arduo compito di decretare il vincitore.

A chiudere la serata l’evento “Afasia 2.0 – Psicologia e danza”. Chi è affetto da afasia vive spesso all’ombra della società. In questa performance la danza, attraverso una serie di pratiche guidate, diventerà il linguaggio tramite cui esplorare e comunicare il proprio mondo interiore, le proprie emozioni, il proprio corpo; un potente mezzo espressivo e strumento terapeutico.

I prossimi appuntamenti della rassegna, tutti a ingresso libero e gratuito, sono in programma sabato 13 e giovedì 18 settembre 2025.

Maggiori informazioni: https://www.comune.reggioemilia.it/vivere-reggio-emilia/eventi/b-u-s-bastava-uno-spazio

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