Milano Home: l’evento fieristico dedicato al pianeta casa lancia la nuova edizione 2026 e parte con un tour europeo


Un format sempre più costruito attorno ai bisogni del retail indipendente, con contenuti mirati, nuove esperienze e un tour di presentazione che, tappa dopo tappa, promuoverà la manifestazione nei mercati europei più ricettivi.

La prossima edizione si preannuncia più ricca che mai: a dimostrarlo, le adesioni degli espositori già registrano un +25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un segnale concreto della crescente attrattività dell’evento, che continua ad affermarsi come appuntamento imperdibile per il settore.

Milano – Giunta alla sua terza edizione, Milano Home 2026 si conferma come un punto di riferimento per il mondo della casa e della decorazione, con proposte ed ispirazioni originali.

Organizzata da Fiera Milano in collaborazione con GE.FI., Milano Home ha come scopo principale la valorizzazione del ruolo dei negozi indipendenti come presidi culturali, commerciali e relazionali nei territori. Ambasciatori dei brand che rappresentano, essi costituiscono ancora il principale veicolo della qualità e del racconto dei prodotti che selezionano.

PARTE IL TOUR EUROPEO DI MILANO HOME 2026

In continuità con l'anno precedente, durante il quale il team di Fiera Milano ha viaggiato lungo tutta la penisola per incontrare i protagonisti del dettaglio specializzato, Milano Home lancerà nelle prossime settimane un tour europeo. La prima tappa sarà a Lubiana il 16 giugno per proseguire a Bruxelles, Vienna, Lisbona, Barcellona e Bordeaux, per ritornare poi nelle principali città italiane.

È proprio sul valore professionale e strategico di queste realtà che la manifestazione ha scelto di concentrare le proprie energie: ascoltando e costruendo percorsi condivisi che possano accompagnare il negozio verso un futuro sempre più centrale e innovativo.
Il roadshow rappresenta infatti l’occasione per dialogare con buyer, retailer e media internazionali, confrontandosi su contenuti, idee e visioni future dando vita a un vero e proprio laboratorio di idee. Gli incontri, strutturati come focus group, permetteranno infatti di analizzare le esigenze e le difficoltà che i negozi si trovano ad affrontare, favorendo un confronto costruttivo su nuove soluzioni e strategie.

IL MONDO RETAIL AL CENTRO
Per rendere tangibile e condivisa questa visione, Milano Home ha stilato un Manifesto del Retail Indipendente individuando cinque valori chiari e precisi che indicano come un negozio possa essere importante quale luogo di connessione tra il cliente e i brand che – proprio tramite il punto vendita – propongono i loro prodotti al mercato.

E in questo percorso, importante il ruolo dei Brand Ambassador di Milano Home, una vasta rete di professionisti del settore home decor e design che grazie alle loro competenze sul territorio, sono in grado di coinvolgere store innovativi e interessanti, oltre a fare da ponte tra la fiera e le community locali.
I contributi e le idee raccolte durante il tour europeo confluiranno nell'edizione di gennaio 2026, attraverso la presenza di nuovi format e selezioni dedicate alle tendenze emergenti, contribuendo concretamente a plasmare il futuro del settore.

I FORMAT CONFERMATI
Nel frattempo, sono numerosi gli elementi già sperimentati nelle scorse edizioni e confermati per gennaio. Il fil rouge che li unisce è la volontà di fornire a negozianti e professionisti del settore strumenti aggiornati, ispirazioni e contatti per aiutare gli operatori a rinnovarsi e differenziarsi, rafforzando la propria identità e competitività. Ci saranno:
– The Green Circle – spazio che ospita una selezione di prodotti che coniuga sostenibilità e design innovativo
– Manifatture in Scena – l'arte della tavola interpretata dalla tradizione europea dell'alto artigianato
– Nove Botteghe – un racconto del miglior saper fare italiano attraverso la presenza di 9 botteghe artigiane d'eccellenza.

Torna anche, nei primi due giorni di manifestazione, Brand Power, l’evento dedicato a incentive, loyalty, promozione e gift aziendale che, per questo specifico settore, mette in connessione i brand con le catene distributive e il marketing di industria, distribuzione e servizi.

Tra le novità invece, un’area dedicata al concept food di qualità, al BBQ e all’oggettistica dedicata agli animali domestici.

Confermato anche il layout generale che vede 4 padiglioni per 4 percorsi di visita – Vibes (tessile e decorazione), Mood (concept & gift), Elements (design e alto artigianato), Taste (tavola e cucina) – e numerose aree speciali, per offrire una selezione curata di oggetti, idee e suggestioni ai negozi del mondo casa.

Appuntamento a Milano Home

Fiera Milano da 22 al 25 gennaio 2026

Design sostenibile per accessori da viaggio Zaini trasformabili, lanterne ecologiche e complementi intelligenti: il progetto abbraccia la sostenibilità con leggerezza e stile. Anche in vacanza

Viaggiare non è più solo una questione di spostamenti. È una forma mentale, un modo di abitare lo spazio e il tempo, scegliendo oggetti che accompagnino con discrezione e intelligenza ogni movimento. A Milano Home, la fiera che racconta le nuove visioni dell’abitare, il tema del viaggio si è intrecciato con quello della sostenibilità attraverso le parole chiave di essenzialità e praticità.

Molti dei progetti in mostra sono pensati per vite nomadi e consapevoli. Come le lanterne portatili in carta riciclata, leggere e poetiche, che si accendono con un tocco e si ricaricano via USB: si spostano facilmente da un tavolo all’aperto a un angolo relax. La stessa filosofia anima paralumi in cartone ondulato, facili da montare, personalizzare e portare con sé, ideali per dare identità anche a spazi temporanei.

Ci sono azienda che hanno lavorato sul gesto quotidiano della tavola, proponendo piatti e accessori in fibra di cellulosa certificata FSC, resistenti e riutilizzabili, perfetti per brunch o cene informali. Altre si sono concentrate su oggetti multifunzione da viaggio, come kit tecnologici con spray, cavi e panni per la pulizia dello schermo, o borse da bucato compatte da appendere allo zaino.

Anche l’idea stessa di mobilità si reinventa: zaini e borse si trasformano con un gesto, passando da tote a zaino, da contenitore rigido a borsa pieghevole. Tessuti impermeabili, dettagli riflettenti e scomparti nascosti rendono ogni accessorio versatile, discreto e adatto a ritmi metropolitani o avventure urbane. Il colore, vibrante o minimal, diventa una dichiarazione di stile, leggerezza e identità.

Il cuore di questo racconto, però, resta la materia. Come la cera di soia modellata a mano per dare forma a candele che, una volta consumate, si dissolvono senza lasciare traccia. O i biomateriali per l’arredo, prodotti senza elettricità, pensati per tornare alla terra e chiudere il ciclo. Anche il cartone riciclato trova nuove possibilità espressive: diventa struttura, libreria, complemento mobile, incollato a mano e pronto ad adattarsi. È una risposta estetica e leggera a chi abita più luoghi, o semplicemente ama reinventare il proprio.

In questa nuova grammatica del design, cambia anche il concetto di bagaglio. Le valigie si piegano fino a scomparire tra un viaggio e l’altro, pronte a tornare in scena quando serve. Le borse si riconfigurano in base all’uso, e persino una lampada può sembrare un libro, da sfogliare in qualsiasi angolo del mondo.

Nel quotidiano nomade si moltiplicano oggetti intelligenti e gentili: lunch box che sembrano borse vintage, zaini aerodinamici pensati per l’essenziale, thermos e tazze riutilizzabili che accompagnano ogni passo, orologi da scrivania sottili come sculture. Tutto è progettato per durare, adattarsi e viaggiare con noi. Anche quando cambiamo direzione.

www.milanohome.fieramilano.it

living.corriere.it

Via Matildica. Da Mantova a Lucca, un cammino per “arrivare in alto”

Un percorso lungo i fili della storia e della fede, fra Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana in quelle che furono le terre di Matilde di Canossa. La meta ai piedi del Volto Santo
Cattedrale di Lucca, il Volto Santo

Cattedrale di Lucca, il Volto Santo - Associazione Via Matildica del Volto Santo

Avvenire «Conoscete le leggi del gioco della dama? Ve le dirò io. Primo: non è permesso fare due passi alla volta. Secondo: è permesso solo andare avanti e non tornare indietro. Terzo: quando si è arrivati in alto, si può andare dove si vuole». È questa “lezione” chassidica riportata da Martin Buber ne Il Cammino dell’uomo (Qiqajon) a guidare i pellegrini che percorrono la via Matildica del Volto Santo. Credenziale in mano, la strada si apre un passo alla volta, dall’inizio alla fine, da Mantova a Lucca, passando per Reggio Emilia, lungo i fili della storia e della fede. Si parte dalla pianura lungo il letto del Po e si sale fino alle alture poco conosciute e sorprendenti dell’Appennino Tosco-Emiliano, attraversando suggestivi borghi e città, come Guastalla, antichi e strategici castelli, come la Rupe di Canossa, il Castello di Rossena o quello delle Carpineti, e poi pievi e monasteri, come quello benedettino di Marola, luogo di una fede millenaria. Oltre duecento chilometri, in undici tappe, fra Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, in quelle che furono le terre di Matilde di Canossa, figura mitica del Medioevo europeo, che per la sua fedeltà alla Chiesa e l’attenzione al popolo, ebbe l'ammirazione e l’amore di tutti i suoi sudditi. Non a caso, per volere di papa Urbano VIII è sepolta nella basilica di San Pietro, a Roma, e il cammino, in questo anno giubilare, proseguendo sulla Via Francigena, può arrivare proprio fino alla sua tomba realizzata dal Bernini.
Il ponte della Maddalena (o del Diavolo) a Borgo a Mozzano

Il ponte della Maddalena (o del Diavolo) a Borgo a Mozzano - Associazione Via Matildica del Volto Santo

La via Matildica del Volto Santo (tutte le info sul sito viamatildica.it) fa parte della rete dei ventuno Cammini dell’Emilia-Romagna e delle sette vie giubilari del progetto “Cammini della Fede”, la WebApp lanciata dalla Cei per mappare e valorizzare le antiche e nuove vie di pellegrinaggio. È un cammino suddiviso in tre tratti storici: la Via del Preziosissimo Sangue (da Mantova a Reggio Emilia, tre tappe); il Cammino di San Pellegrino (da Reggio Emilia a San Pellegrino in Alpe, cinque tappe) e Via del Volto Santo (da Castelnuovo di Garfagnana a Lucca, altre tre tappe). «In uno strano corto circuito spazio-tempo, dove il “lento” e il “veloce” si sfiorano, si incrocia la stazione dell’alta velocità di Reggio Emilia e si può decidere se proseguire verso l'appennino - con i suoi crinali, con le sue foreste, le antiche abbazie, i monasteri e i castelli che si incastonano tra i paesaggi - o se saltare su un treno e spostarsi verso Bologna – annota in una piccola storia sul sito dei Cammini dell’Emilia Romagna, Monica Valeri, responsabile del turismo religioso in Apt –. Bene, se si decide di proseguire verso l’appennino si rimarrà stupiti perché oltre il sudore del “sali e scendi” che sfianca le gambe e rompe il fiato saranno nostri compagni di viaggio momenti di inaspettata bellezza e intimo stupore che il cammino sa regalarci». Ed ecco ritrovarsi a mettere un piede davanti all’altro lungo antichi castagneti matildici, imbattersi in luoghi carichi di storia, dal duomo di Barga alla pieve di Toano, o provare l’ebbrezza di ammirare il paesaggio, che sembra essersi fermato nel tempo, dall’alto dalle torri difensive di uno dei tanti castelli. Il cammino e la sosta, per riprendersi dalle fatiche e gustare i piatti della cucina tipica in una delle tante attività di ristorazione lungo il percorso. E assaggiare il pane di Matilde, una pagnotta con il simbolo di una croce nel mezzo che va condiviso con gli altri e si mangia rigorosamente spezzato a metà. Nell’andare fra i borghi si può cogliere la raffinatezza dell'Ars Canusina, una tecnica di ricamo nata negli Anni Trenta per mano di Maria Bertolani Del Rio, psichiatra del manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia, che caratterizzerà alcune delle produzioni artigianali più preziose del territorio, ispirata ai motivi decorativi che impreziosivano i monumenti e le architetture del periodo di Matilde di Canossa (il Musec di Lugano ha ospitato fino al 29 giugno una mostra a questa particolare arte).
La cattedrale di Reggio Emilia

La cattedrale di Reggio Emilia - Associazione Via Matildica del Volto Santo

Ma questo è soprattutto un cammino di fede, di devozione, con dei segni sacri straordinari. «L’epoca di Matilde – dice Angelo Dallasta, direttore dell’ufficio per i Beni Culturali della diocesi di Reggio Emilia, e fra i promotori, nel 2014, di questo percorso – è fortemente connotata da temi religiosi: dalla sua lotta per le investiture alla riscoperta dei pellegrinaggi e dei luoghi sacri. Ed è in mezzo a queste esperienze che s’innesta il cammino nei territori di Matilde, con alcuni punti fermi. A Mantova, il sangue di Cristo, portato secondo la tradizione da San Longino, il centurione che trafisse Gesù morto sulla croce, riposto nelle ampolle custodite nella Chiesa di Sant’Andrea, opera massima di Leon Battista Alberti. A Lucca, il Volto Santo, il crocefisso ligneo che la leggenda definisce un’opera acheropita, fatta trovare già scolpita a Nicodemo, il discepolo che depose Cristo nel sepolcro; senza dimenticare Sant’Anselmo, confessore di Matilde, che ha percorso in senso inverso il cammino divenendo il santo patrono della città di Mantova. E poi San Pellegrino in Alpe, da sempre meta di pellegrinaggi, grazie al mito del figlio del re di Scozia che sarebbe morto in questi luoghi nel 643 dopo aver scritto la sua vita dentro una corteccia d’albero, creando fin da subito un’aura di spiritualità».
San Pellegrino in Alpe

San Pellegrino in Alpe - G.Matarazzo

Proprio a San Pellegrino in Alpe, sul versante appenninico della Garfagnana e Media Valle del Serchio, a 1525 m di altezza, dopo aver attraversato una ricchezza spirituale e un panorama naturalistico unici, si tocca l’apice fisica e ideale di questa via. Qui la vita rallenta e si ammanta di poesia e leggende. E la leggenda vuole che san Pellegrino, tentato dal Diavolo, dopo aver perso la pazienza gli sferrò un tremendo schiaffo facendogli attraversare l'intera valle, fino a farlo sbattere contro le Alpi Apuane. Queste vennero oltrepassate e bucate dal corpo del Diavolo, lasciando come traccia il Monte Forato (1234 m s.l.m.), un arco naturale di pietra lungo 15 metri e alto 12. Il borgo, oltre al santuario dedicato agli eremiti Pellegrino e Bianco, custodisce anche il Museo etnografico “Don Luigi Pellegrini”: costruito a partire dagli anni Settanta dal parroco cui è oggi intitolato, accoglie oltre 4mila pezzi tra suppellettili, arnesi da lavoro, macchinari testimonianza della civiltà contadina del luogo. Superato un portale in pietra, fra il santuario e il museo, si apre un panorama che lascia senza fiato, un “balcone” naturale sulle Alpi Apuane caratterizzato da una croce che ogni anno viene cambiata dagli abitanti. Dei nastri colorati lungo la staccionata segnano il passaggio di chi affida un pensiero e una preghiera. Ai piedi di quella croce, davanti all’infinito, forse sì, come nella storia di Buber, si fa «dama». Si arriva così in alto che poi «si può andare dove si vuole».
La vista da San Pellegrino in Alpe

La vista da San Pellegrino in Alpe - G.Matarazzo

Dal 24 settembre a Verbania al via il Festival Lago Maggiore LetterAltura 2025


A Verbania, incontri, passeggiate letterarie, musica e spettacoli teatrali.

Incontri nelle scuole superiori del territorio con ilFESTIVALleSCUOLE.

Dal 24 al 28 settembre torna il Festival Lago Maggiore LetterAltura.
Tema della XIX edizione sarà “Mutamenti. Le sfide del cambiamento”.

Il cambiamento è una costante dell’esistenza umana, eppure ogni epoca lo vive come una rivoluzione inedita. La tre giorni di “Aspettando LetterAltura” al Parco Besozzi Benioli di Verbania Intra invita a esplorare le metamorfosi del nostro tempo attraverso tre prospettive fondamentali che ridefiniscono il nostro rapporto con il mondo.L’arte: dalla pittura al cinema si è fatta da sempre specchio delle inquietudini e delle speranze di un’umanità in transizione, ma ogni mutamento porta con sé i suoi vinti e i suoi vincitori.
Il paesaggio: o meglio i paesaggi (al plurale), da scrutare quale componente essenziale del conteso di vita delle popolazioni e fondamento della loro identità che affronta oggi trasformazioni accelerate dal cambiamento climatico e dall’intervento umano.
Il viaggio: non è più percorso di scoperta romantica ma spesso necessità esistenziale. La “fuga dei cervelli” ridefinisce il nomadismo contemporaneo: partire per trovare spazi dove esprimere il proprio talento.

Presentazione di libri, incontri con autori, spettacoli, escursioni e mostre comporranno un mosaico culturale dove ogni voce contribuirà a decifrare i codici di un’epoca di mutamenti. Perché il cambiamento non è solo ciò che subiamo, ma ciò che possiamo ancora scegliere di diventare.
Associazione Letteraltura

Lavori tra Novara, Arona e Domodossola: niente treni per 5 giorni


Lavori sulla linea Novara-Arona e sulla Novara-Domodossola, che saranno interrotte per qualche giorno.

Da mercoledì 23 a domenica 27 luglio Rete Ferroviaria Italiana ha programmato interventi di manutenzione straordinaria sulla e di potenziamento infrastrutturale sulla linea Novara-Domodossola.

Tra Novara e Vignale verranno eseguiti lavori di consolidamento e sostituzione dell’opera di attraversamento della Roggia Olengo. Nei pressi della stazione di Cressa Fontaneto, invece, proseguono i lavori all’armamento e alle opere civili. Si tratta di attività preparatorie per adeguare al modulo 750 metri il binario di incrocio della stazione di Cressa, che potrà accogliere treni merci più lunghi, con sagome e pesi assiali adeguati agli standard europei, ma anche ottimizzare la gestione del traffico merci sull’intera linea Novara-Domodossola.

I treni quindi non circoleranno, ma ci saranno autobus sostitutivi.

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Lavori tra Novara, Arona e Domodossola: niente treni per 5 giorni
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